I “Piombi” di Vivaldi con l’Orchestra Silete Venti! in esclusiva per Amiata Piano Festival

Foto: Carlo Bonazza

Lunghi applausi e standing ovation sabato scorso, 19 maggio, per il Concerto anteprima dell’Amiata Piano Festival che ha avuto come protagonista  “Silete Venti!”. 
L’orchestra barocca fondata e diretta da Simone Toni non ha smentito la critica musicale che l’ha definita rivoluzionaria per il modo rigoroso ma nel contempo appassionato con cui suona e compie studi sulla musica e la vita di Antonio Vivaldi. 
Al pubblico del Forum Bertarelli di Poggi del Sasso (Cinigiano, Grosseto) l’orchestra ha presentato un’esclusiva: ha suonato il “Nisi Dominus” di Antonio Vivaldi – un brano celebre  peraltro inserito nella colonna sonora dell’ultimo film di James Bond – rispettando per la prima volta e in modo scrupoloso una particolare indicazione esecutiva del “Prete rosso”.
Dopo approfondite ricerche sui manoscritti, Simone Toni ha scoperto e fatto ricostruire dei dispositivi speciali da applicare ai violini. 
Difatti, Vivaldi sulla partitura scrive precisando: “con i piombi”, un accorgimento che riproduce una singolare vibrazione sonora di grande suggestione e dai possibili significati alchemici. 
Per la prima volta dopo tre secoli, è stato possibile apprezzare una riproduzione vicina all’originale grazie anche alle eccezionali qualità del Forum Bertarelli, un gioiello di acustica inaugurato nel 2015 per ospitare proprio l’Amiata Piano Festival.
Standing ovation anche per il soprano Raffaella Milanesi e per gli altri brani vivaldiani in programma: le Sinfonie per archi “Il Coro delle Muse” e “Al Santo Sepolcro”, lo “Stabat Mater”, il Concerto per viola d’amore RV 394 e, come bis,  What power art thou di Henry Purcell.

Il festival riprenderà l’ultimo weekend di giugno e proseguirà sino a dicembre con musica sinfonica, da camera, jazz e tango, e degustazioni di vini sullo sfondo naturalistico della Maremma grossetana.
I prossimi concerti: Baccus (28/29/30 giugno e 1 luglio), Euterpe (26/28 luglio), Dionisus (30/31 agosto, 1/2 settembre), Concerti di Natale (8/9dicembre).

Info: www.amiatapianofestival.com – Tel. + 39 339 4420336

Grazia Rondini    http://www.lachiavediviolino.net

La saggia naturalezza di Shlomo Mintz.

 

Il 12 Maggio scorso Shlomo Mintz si è esibito presso l’Aula Magna della Sapienza di Roma per i concerti organizzati dalla I.U.C. (Istituzione Universitaria dei Concerti). Il mio ricordo di Mintz risale a circa una ventina di anni fa al Teatro Verdi di Pisa, dove ebbi occasione di poterlo ascoltare in modalità piuttosto singolare, per non dire originale: grazie agli amici dell’Orchestra Regionale Toscana spesso entravo in teatro insieme agli artisti, questo mi dava modo di scorrazzare allegramente dappertutto e di poter approcciare più liberamente ai camerini degli artisti e ai loro preziosi strumenti.

Quindi assistetti al concerto di Mintz da dietro le quinte, assieme a due o tre vigili del fuoco. A sipario ancora chiuso a un metro di distanza lo sentivo prepararsi suonando note in ordine sparso sul suo Guarneri del Gesù, un suono che udito a così breve distanza riusciva a colpirmi nel profondo. Anche in quell’occasione si esibì come violinista e direttore, un ruolo che sembra ormai connaturato nella sua figura di musicista e che mi è sembrato sempre svolgere in modo molto adeguato e personale.

L’unico appunto che potetti fare all’epoca fu che aveva suonato per l’ennesima volta uno dei concerti per violino di Mozart, ed erano in molti allora a suonarli, creando così una specie di inflazione che purtroppo non rendeva adeguata giustizia al genio di Salisburgo.

In questa occasione Mintz ha suonato su un violino di bottega stradivariana di autore incerto, databile a circa 20 o 30 anni dopo la morte del grande liutaio cremonese, uno strumento sicuramente meno blasonato di un leggendario Guarneri, ma in grado di stupire per la sua grande qualità e corposità di suono (lo strumento era montato con corde Peter Infeld).

Il concerto per due violini in Re minore di Bach è stato eseguito in modo misurato e forse grazie alle sue qualità come direttore, l’orchetra dei Solisti Aquilani è riuscita ad emergere in modo convincente riuscendo a creare una tavolozza di colori varia, equilibrata e bene impastata. Mi è sembrato che il primo violino dei Solisti Aquilani, Daniele Orlando, che ha accompagnato Mintz nell’esecuzione mostrasse in alcuni momenti una intonazione non proprio perfetta, ma comunque non tale da impedire all’ascoltatore di lasciarsi andare alla buona musica.

Le differenze timbriche tra i due violini erano evidenti,  suono ampio e vellutato quello di Mintz, più sopranino e leggermente nasale quello di Orlando, che proprio su questo aspetto hanno ben riempito e completato la scena sonora. Il violino di Mintz è di scuola cremonese, attribuito alla bottega di Antonio Stradivari, uno strumento cosiddetto “minore”, ma al mio orecchio in grado di rivaleggiare con qualsiasi altro grande strumento classico, grazie ad un suono ricco e corposo.

Ascoltare Shlomo Mintz è sempre una bella esperienza, ma nel suo caso si rimane affascinati anche dal suo sapersi muovere in modo discreto e senza eccessi, i passaggi di forza eseguiti sempre con grande naturalezza (mai vista una goccia di sudore imperlare la fronte di Mintz), ed una padronanza mai arrogante, che non sovrasta o stravolge lo spirito del compositore. Da questo punto di vista aggiungerei anche che si può eseguire Bach nella più pura tradizione novecentesca, con diapason a 440Hz, senza per questo ricorrere a confronti con esecuzioni filologiche.

I cosiddetti “strumenti originali” e un ritrovato modo antico di suonare è pur vero che ci restituiscono un mondo perduto di armonici, ma a mio parere non si deve cedere mai ad un rigore fondamentalista per cui gli autori antichi suonati “alla moderna” appaiano per questo poco probabili e perfino svuotati di significato.

Anche con il concerto per violino e archi in Re minore, che Mendelssohn scrisse a soli 13 anni, ci è apparso in tutta la sua freschezza, una ingenuità e fiducia nel futuro che solo una mente pura può concepire. Mintz oltre a suonare con determinata passione e bravura, è stato anche capace di raccontarci storie, in questo senso io lo reputo uno dei migliori interpreti contemporanei della musica classica.

Testo e fotografie di Claudio Rampini.

L’alchimia di Vivaldi apre l’edizione 2018 dell’Amiata Piano Festival

 

Sarà Antonio Vivaldi a dare il La alla 14° edizione dell’Amiata Piano Festival, la rassegna musicale toscana diretta da Maurizio Baglini e sostenuta dalla Fondazione Bertarelli.
Sabato 19 maggio, presso il Forum Bertarelli di Poggi del Sasso (Cinigiano, GR) alle ore 19, l’orchestra Silete Venti! diretta da Simone Toni farà rivivere la Venezia del Settecento con una nuova interpretazione della musica del Prete rosso.
Si tratta di un concerto in Anteprima che vedrà protagonisti Simone Toni e Silete Venti!, l’orchestra barocca nota per aver rivoluzionato il modo di interpretare la musica di Vivaldi, entusiasmando il pubblico e la critica più autorevole; l‘Orchestra fondata dall’oboista milanese Simone Toni si dedica alla ricerca e allo studio del repertorio barocco e classico su strumenti d’epoca.
La voce Solista è affidata al soprano Raffaella Milanesi, tra le voci più apprezzate della scena internazionale.
Il concerto è dedicato alla spiritualità del Prete rosso e comprende due capolavori dedicati alla Madonna, “La Gran Regina degli Angeli”: il Nisi Domìnus è il salmo che si eseguiva nei Vespri, particolarmente nei giorni consacrati a Maria e lo Stabat Mater veniva cantato come inno dei Vespri nelle due ricorrenze dei Sette Dolori della Beata Vergine.
In programma anche la Sinfonia “Il coro delle Muse” e il Concerto che ha come solista la viola d’amore, uno strumento che raramente si ha la possibilità di ascoltare dal vivo.

Simone Toni rivela un’esclusiva per il pubblico del festival: «Dopo lunghe ricerche sul Nisi Dominusho scoperto che contiene un effetto sonoro, una sorta di vibrazione, molto particolare. E’ indicato nella partitura dallo stesso Vivaldi, ma con una dicitura enigmatica che finora nessuno aveva approfondito e che potrebbe avere a che fare con l’alchimia. Per ora non svelo di più, lo faremo ascoltare per la prima volta all’Amiata Piano Festival».
Perché Vivaldi è ancora oggi tra gli autori più amati dal pubblico? «Non è solo molto amato: è in assoluto il compositore più eseguito al mondo. Perché il fuoco della sua musica è inestinguibile e nutrito dalla bellezza e dalla creatività italiana. Ogni sua nota rivela l’incanto di Venezia ed è capace di toccare e far vibrare l’anima».

Durante l’intervallo al pubblico verranno offerti in degustazione i vini della Cantina ColleMassari, con un assaggio di prodotti tipici del territorio.
Il programma della serata: Sinfonia per archi e basso continuo in Sol Maggiore “Il coro delle Muse” RV 149; Sinfonia per archi e basso continuo in si minore “Al Santo Sepolcro” RV 169; Stabat Mater RV 621; Concerto per viola d’amore, archi e basso continuo in re minore RV 394; Nisi Dominus RV 608.

I prossimi concerti in programma: Baccus (28/29/30 giugno e 1luglio), Euterpe (26/28 luglio), Dionisus (30/31 agosto, 1 /2 settembre), Concerti di Natale (8/9 dicembre).
Biglietti: www.boxofficetoscana.it – Info: www.amiatapianofestival.com   Tel. + 39 339 4420336

Grazia Rondini   www.lachiavediviolino.net