Come si “costruisce” l’artista musicale di successo?

Finiti gli studi, superati gli esami, arriva per ogni musicista il momento di misurarsi con il mondo esterno e di puntare alla gloria o almeno a un percorso professionale gratificante che ripaghi anni di fatiche e sacrifici. Raffinata la tecnica strumentale e costruito un repertorio, sei finalmente sul nastro di partenza per una brillante carriera. Hai tutte le carte in regola e già ti vedi solcare i palcoscenici più importanti, quelli che hai sempre sognato, tra lanci di fiori e applausi scroscianti.
Tutto vero? Non proprio.
I giorni passano, il telefono non squilla e i tuoi sogni di gloria cominciano a sbiadire nel duro confronto con la realtà. Che fare, dunque? Sei bravo e capace… ma nessuno là fuori lo sa.

“L’Arte del Successo” di Valentina Lo Surdo, Edizioni Curci, euro 18

“L’arte del successo – Promotore di te stesso”, pubblicato da Edizioni Curci,  è un manuale teorico e pratico per supportare i musicisti, e gli artisti in genere, nell’avvio e nel potenziamento della propria carriera.
L’autrice, grazie all’esperienza maturata in oltre vent’anni di lavoro a stretto contatto con musicisti e operatori musicali, rivela i segreti utili per muovere i giusti passi nella costruzione di un percorso professionale di successo.

Si tratta di un testo di 175 pagine che al suo interno raccoglie casi, simulazioni pratiche ed esercizi, modelli di autoanalisi per la definizione degli obiettivi e la valutazione oggettiva di competenze e specificità, strategie di comportamento, progettazione e programmazione del piano di comunicazione personale, strumenti di supporto nell’organizzazione pratica del lavoro, analisi del mercato artistico-musicale e delle nuove opportunità professionali.

“La musica è vita ed è la mia vita” – dice Valentina Lo Surdo. “Portarla al cuore della gente è una missione per me, così come guidare i musicisti a trovare il successo che possa renderli felici, in contatto con il proprio autentico progetto, che li faccia sentire realizzati e completati. Ho cercato di realizzare un percorso pratico e al tempo stesso di crescita personale, che si può intrapredere sempre, in qualsiasi momento: è sempre il momento giusto per diventare un artista di successo se si hanno coraggio, creatività e un sogno da coltivare”.

Valentina Lo Surdo è musicista, divulgatrice musicale, conduttrice radio e tv, presentatrice di concerti, organizzatrice di eventi culturali, talent scout, trainer di comunicazione. Dal 2009 conduce il seminario Self Management per musicisti presso Conservatori in Italia e all’estero, Accademie musicali e campus estivi.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

Museo del Novecento a Milano: il violoncello senza confini di Silvia Chiesa

Si intitola “Senza confini” il récital che Silvia Chiesa terrà martedì 12 novembre 2019, alle ore 17, al Museo del Novecento di Milano. La violoncellista milanese eseguirà alcune musiche per ricordare le vittime della Shoah e del genocidio armeno: la Suite n. 1 di Ernest Bloch, la Sonata Fantasia di Aram Khachaturian e “dove non sono i confini” di Armando Gentilucci. Il programma è arricchito da Konzertstück del milanese Riccardo Malipiero (1914-2003), autore per il quale Silvia Chiesa è considerata tra gli interpreti di riferimento. L’ingresso è libero.

Silvia Chiesa ha contribuito in modo decisivo al rilancio del repertorio solistico del novecento italiano, anche grazie a un fortunato progetto discografico per l’etichetta Sony Classical che ha coinvolto l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e i direttori d’orchestra Massimiliano Caldi e Corrado Rovaris. Appassionata e autorevole interprete di musica del nostro tempo, è dedicataria di composizioni solistiche con orchestra di Azio Corghi e Matteo D’Amico, è stata scelta da compositori come Gil Shohat, Nicola Campogrande, Aldo Clementi, Michele Dall’Ongaro, Peter Maxwell Davies, Giovanni Sollima, Gianluca Cascioli e Ivan Fedele per prime esecuzioni di loro opere. Suona un violoncello Giovanni Grancino del 1697.

Grazia Rondini

Brunello: Sonate e Partite per violoncello piccolo

Il 6 novembre, presso il Museo degli strumenti musicali dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del Cd “Sonates & Partitas” che inaugura la collaborazione di Mario Brunello con l’etichetta Arcana.

Il CD fa parte di una collana composta da tre volumi, “Bach Brunello Series”, nella quale importanti pagine violinistiche del catalogo bachiano saranno affrontate con uno strumento inedito, il violoncello piccolo, per mettere sotto nuova luce i capolavori bachiani.

Il primo volume di questo progetto unico e originale, è dedicato alle Sonate & Partite, a cui faranno seguito i Concerti e le Sonate per violino e cembalo.
Vincitore nel 1986 del Cajkovskij di Mosca, come è noto, Mario Brunello si è imposto come uno dei massimi violoncellisti viventi e da qualche anno si è avvicinato al mondo dell’esecuzione storicamente informata dedicandosi alla riscoperta del “violoncello piccolo” a 4 corde, strumento di dimensioni leggermente inferiori al violoncello, oggi noto per l’impiego che Bach ne fece in alcune cantate sacre, ma che sicuramente nel Sei-Settecento ebbe un utilizzo molto più ampio di quanto il repertorio oggi conosciuto ci porterebbe a pensare.
La lettura di Brunello delle Sonate & Partite con violoncello piccolo, senza rincorrere o ricalcare interpretazioni violinistiche, vuole riscoprire una voce e un differente punto di vista, confermando una prassi, cara anche a Bach, del far suonare stesse opere con strumenti diversi.
«Voglio affrontare le Sonate e Partite dal basso in tutti i sensi – sottolinea Brunello – da violoncellista, portando nelle Sonate e Partite l’esperienza fatta con le Suites per violoncello, una musica più scarna, mancante di molti elementi. I violinisti vedono la musica da lassù, dal canto. La mia è una lettura speculare, una conquista della vetta per un’altra via».

Il libretto del doppio CD è riccamente illustrato e contiene testi in italiano dello specialista bachiano Peter Wollny, dello scrittore Alessandro Baricco e dello stesso Mario Brunello.

Mario Brunello suona generalmente un prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento al quale affianca, dagli ultimi anni, il violoncello piccolo a quattro corde per il quale ha sviluppato un profondo interesse. Nelle sue performance che riguardano brani del repertorio barocco per violino, Brunello è riuscito a sfruttare a pieno le potenzialità di questo strumento, concentrandosi in particolare sui capolavori di Bach, Vivaldi e Tartini.

Arcana, fondata nel 1992 dal leggendario Michel Bernstein, è tra le migliori etichette indipendenti sulla scena discografica internazionale. Dal 2012 fa parte del gruppo Outhere. Nascosto, segreto, misterioso… la parola Arcana, dal latino arcanus, sintetizza con efficacia la vocazione dell’etichetta, attenta ad allargare la conoscenza del repertorio e scovare ciò che ancora si trova riposto e dimenticato al suo interno.

Grazia Rondini http:www.lachiavediviolino.it

Quel violoncello davanti al muro di Berlino

Trent’anni fa, il 9 novembre 1989, crollava il Muro di Berlino.

Nel 30° anniversario della caduta del “Muro”, avvenuta il 9 novembre 1989, un libro illustrato, edito da Curci, racconta ai ragazzi una pagina drammatica della storia recente e ne ricorda uno dei momenti simbolici più toccanti: il concerto del leggendario violoncellista Mstislav Rostropovich, improvvisato tra le macerie di quella che era stata una frontiera invalicabile per 28 lunghi anni.

A ricordare quella storica data, ma soprattutto le drammatiche vicende di una città spaccata in due, è un originale libro illustrato: “Aria per violoncello” di Adèle Tariel, illustrazioni di Pinho e Silvia (Edizioni Curci, Collana Curci Young).
Il racconto è ambientato a Berlino nel 1988. Un ragazzo scova per caso in solaio il violoncello appartenuto alla nonna, inizia a suonarlo e ad appassionarsi alla musica. Attraverso questo strumento ripercorre la storia di famiglia: i genitori erano fuggiti da Berlino Est, portando con sé lo strumento, mentre i nonni erano rimasti dall’altra parte del Muro. Testi e immagini compongono una narrazione coinvolgente che immerge il lettore nella vita berlinese dell’epoca, fino alla sofferta e sospirata riunificazione iniziata in quell’indimenticabile giornata del 9 novembre.
Sebbene in modo indiretto e filtrato dalla fantasia, il libro fa un riferimento esplicito a un episodio realmente accaduto, ovvero il concerto che Mstislav Rostropovich, violoncellista russo, naturalizzato americano (1927-2007), improvvisò davanti alle rovine del Muro, l’11 novembre 1989, sulle note di alcune Suite di Bach. Un episodio tra i più emblematici di quelle giornate, che rimbalzò nei media di tutto il mondo e che ancora oggi continua a commuovere lasciando una traccia indelebile fra le pagine della storia recente.
Il volume è arricchito da una sezione divulgativa che illustra i fatti storici in modo semplice e chiaro, utile anche per eventuali laboratori scolastici o approfondimenti personali.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

Orchestra Tipica Madero: il nuovo noir di Alessandro Sbrogiò

Come può l’Orchestra Tipica Madero, scomparsa un quarto di secolo prima a Buenos Aires, riapparire sui manifesti di una città del Nord Italia? Mentre s’aggira un bandoneonista mascherato, i sospetti per l’assassinio di un anziano violinista ambulante ricadono soprattutto sulla figlia, la cantante jazz Nina Cipriani (in realtà, “The Lady Is a Trans”, secondo la sua variazione sul tema). Sulla sua innocenza non nutrono dubbi lo scalcinato manager Rodolfo Fanelli e la pianista accompagnatrice Claudia Minerva. Tra desideri inconsapevoli e paure represse, la spine del racconto è l’indagine parallela in cui i tre si imbarcano. Sullo sfondo il tango e l’Argentina dei desaparecidos.

Dopo il convincente esordio con “Cadenze d’inganno”, sempre per la Casa Editrice trevigiana Diastema, (Premio “Lorenzo. Da Ponte” 2017 e menzione al Festival Giallo Garda 2018), Alessandro Sbrogiò ci guida nei passi che predilige: l’impianto noir, una commedia dei sentimenti, milieu musicale che affronta la “deriva dei generi” con un tocco letterario naturalmente levigato e quella consapevolezza di narrare la Storia attraverso “le storie”, contribuendo così ad apportare corposità al crime.

Alessandro Sbrogiò: Catanese di nascita e trevigiano di adozione, Sbrogiò è un musicista a 360 gradi: diplomato in contrabbasso, è stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra, prima, e della Magister Espresso Orchestra, poi. Attualmente si dedica alla composizione e di progetti culturali e didattici nell’ambito della rete Doc Servizi. È uno dei fondatori della Magister Espresso Orchestra con la quale ha registrato un CD di sue composizioni dal titolo Banda Vaga (Edizioni Freecom Music)

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it