Tre giovani interpreti di talento spiccano il volo a Venezia


Ieri sera la Sala Concerti del Conservatorio di Venezia sito a Palazzo Pisani, uno delle più prestigiose residenze di Venezia, ha ospitato un concerto organizzato dall’Associazione Culturale “Musica con le Ali”
Strepitosi protagonisti sono stati tre musicisti italiani di grande talento, tutti classe 1997: la violinista Fabiola Tedesco, il violoncellista Giovanni Inglese e il pianista Beniamino Iozzelli, grazie ad un programma attentamente selezionato, hanno reso omaggio a sei compositori dando prova di altissima qualità tecnica.
Il programma della serata: F. Chopin, Studio in do diesis minore op. 25 n. 7 per pianoforte e Introduzione e Polonaise brillante op. 3 per violoncello e pianoforte,
R. Schumann, Adagio und Allegro Op. 70,
J. Brahms, Scherzo in do minore dalla Sonata FAE per violino e pianoforte,
P.I. Tchaikovsky, Valse Scherzo in do maggiore op. 34 per violino e pianoforte,
A.N Skrjabin, Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30 per pianoforte,
S. Rachmaninov, Trio elegiaco n. 1 in sol minore

Fabiola Tedesco ha frequentato il Conservatorio di Torino dove si è diplomata sedicenne con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Ha seguito masterclasses con V. Brodsky, U. Ughi, K.Takezawa e segue regolarmente le masterclasses di Ana Chumachenco in tutta Europa. Attualmente si perfeziona con Rudens Turku presso il Voralberger Landeskonservatorium di Feldkirch (Austria) e presso l’Accademia Perosi di Biella.
Suona un violino costruito da A. D’Espine (Torino, 1820). Il prestito di questo strumento rientra nell’attività del progetto “Adopt a Musician”.

Giovanni Inglese è allievo di Antonio Meneses all’ Università di Berna e all’Accademia “W.Stauffer” di Cremona. A soli 17 anni si diploma con il massimo dei voti, lode e menzione sotto la guida di Andrea Nannoni e Luca Provenzani presso il Conservatorio “L.Cherubini” di Firenze.
Ha preso parte a masterclass di violoncello dei maestri Frans Helmerson, Thomas Demenga, Asier Polo, Massimo Polidori, Yung Chang Cho, Vittorio Ceccanti e Francesco Dillon; e di musica da camera con Bruno Canino, Alfonso Ghedin e Giovanni Gnocchi.
Suona un violoncello di Peter Wamsley del 1750.

Beniamino Iozzelli ha studiato pianoforte con Giovanna Prestia e musica da camera con Daniela de Santis al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze diplomandosi nel 2016 col massimo dei voti, lode e menzione d’onore.
Attualmente si sta perfezionando con Riccardo Risaliti e Massimiliano Ferrati. Nel corso dei suoi anni di studio è risultato vincitore di oltre 15 concorsi pianistici, di composizione e di musica da camera, nazionali ed internazionali.

L’ Associazione Culturale Musica con le Ali  è stata costituita a Milano nel dicembre 2016 per iniziativa di Carlo Hruby e della sua famiglia.
L’Associazione non ha fini di lucro e sostiene la crescita di giovani musicisti italiani, attentamente selezionati tra i migliori studenti dei conservatori e delle istituzioni di alta formazione.
I giovani talenti vengono supportati nel loro cammino formativo e aiutati ad affermarsi nella musica classica – e quindi a “spiccare il volo” – attraverso la creazione di un percorso personalizzato in base alle caratteristiche e necessità di ciascuno.
Concentrando la propria azione solo a favore dei migliori giovani musicisti italiani, l’Associazione Musica con le Ali realizza una serie di attività per la loro crescita e promozione che spaziano dall’organizzazione di concerti in luoghi di grande prestigio al sostegno di masterclass di specializzazione, inserimento in festival, rassegne e stagioni concertistiche, sostegno di realizzazioni discografiche, al supporto nella comunicazione, strumento fondamentale per la loro visibilità.

Grazia Rondini        www.lachiavediviolino.net

A scuola di contrabbasso con Michael Barry Wolf

La casa editrice Volontè & Co. quest’anno è stata presente alla Fiera di Cremona MondoMusica con un’importante pubblicazione che riguarda gli strumenti ad arco: la traduzione del noto compendio sulla tecnica del contrabbasso a cura di Michael Barry Wolf. “Fondamenti di tecnica del contrabbasso” è un metodo completo e dettagliato pensato per lo studente che voglia acquisire con rapidità gli elementi tecnici indispensabili per poter accedere al passaggio successivo della formazione generale di un musicista, quello dell’espressione artistica.
Anche gli insegnanti di musica troveranno nei Fondamenti un’ottima guida contenente una serie di esercizi relativi ad aspetti tecnici e mentali, presentati in maniera graduale per quanto riguarda le difficoltà.
I vari capitoli affrontano i cambi di posizione, la diteggiatura, il vibrato, la tecnica della mano sinistra, della mano destra e la loro coordinazione, le arcate, l’intonazione, le scale e i modi.
Il metodo si basa sullo studio degli aspetti fisici del corpo umano e della postura in rapporto allo strumento, per considerare man mano gli aspetti tecnici che riguardano la produzione del suono.
Le tecniche esposte propongono una metodologia che si allontana radicalmente dagli studi tradizionali del contrabbasso, ma i principi di base di ogni capitolo sono applicabili, comunque, da tutte le scuole contrabbassistiche.
Michael Barry Wolf è nato negli USA nel 1954 dove ha studiato biologia e musica. Attualmente è membro della San Diego Symphony Orchestra. Durante il suo percorso artistico ha effettuato numerose registrazioni solistiche e radiofoniche, tournée per concerti e masterclass internazionali. É professore di contrabbasso all’Universitá delle Arti di Berlino dal 1994.

 

Grazia Rondini             www.lachiavediviolino.net

La tradizione liutaria di Roma: Lucci e Marchini.

Nel cuore di Roma c’è un cuore che batte, così dice la canzone di uno dei figli prediletti di Roma: Antonello Venditti. Ma Roma di cuori ne ha tanti, o per meglio dire, il cuore di Roma è uno ed è fatto di tante cellule e tra queste c’è sicuramente il liutaio Giuseppe Lucci (1910-1991), ravennate di nascita (Bagnacavallo), e romano di adozione, quando nel 1953 scese a Roma e rilevò quella che fu la bottega di un altro grande figlio di Roma: il liutaio Rodolfo Fredi.

A Giuseppe Lucci è attribuita la costruzione di circa 700 strumenti, un numero impressionante se pensiamo che nella vita di un liutaio già raggiungere il numero di 300 rappresenta una meta ragguardevole. Tra i suoi numerosi meriti, certamente non possiamo dimenticare che Lucci presiedette il collegio peritale dell’allora “ANLAI”, vero fulcro della liuteria italiana fino ai primi anni ’80 del 1900.

In un mondo come quello della liuteria, spesso frammentato da interessi personali e localistici, quello dell’ANLAI di Lucci ha rappresentato un unicum che per competenza ed importanza non si è mai più ripetuto nel nostro paese: un collegio di periti in grado di esprimere valutazioni e giudizi obiettivi sugli strumenti, laddove da sempre la regola del commercio vede interessi non sempre trasparenti ed univoci.

Raffella Lucci e Rodolfo Marchini, rispettivamente figlia e genero di Giuseppe, mi hanno ospitato nella loro casa di via Firenze a Roma, a ridosso del Teatro dell’Opera, un appartamento in uno dei tanti eleganti palazzi ottocenteschi nati dopo l’unità d’Italia. Varcata la soglia quel che colpisce non è solo simpatia e cordialità, ma un’atmosfera decisa di violini, musica e cultura del 1900.

Mi guardo attorno, rimango affascinato dalle numerose vetrine che ospitano tanti begli strumenti, una straordinaria collezione di mandolini, chitarre e strumenti ad arco di tutte le epoche, numerosi i diplomi e attestati di merito di Giuseppe e Rodolfo che fanno bella mostra di sé sulle pareti. Ma non ho tempo di far domande che subito vengo investito dall’irruenza di Rodolfo, immediatamente si apre un mondo di liutai che oggi sono entrati nel mito: Garimberti, Ornati, Sacconi, Poggi, Bisiach, solo per citarne alcuni.

Questi liutai sembrano improvvisamente riprendere vita attraverso le memorie di Raffaella e Rodolfo Marchini, mi viene raccontato di come Sacconi nei suoi periodici viaggi di ritorno in Italia frequentasse regolarmente la loro casa, delle ire di Ferdinando Garimberti e del carattere non facile di Ansaldo Poggi, il tutto accompagnato da strumenti che farebbero la gioia di ogni musicista e collezionista, che aldilà del certificato di autenticità, sono accompagnati da storie ed aneddoti che per un mio dovere di riservatezza sono tenuto a non rivelare, ma che aldilà di ogni cosa svelano come dietro ogni strumento sia comunque straordinario incontrare la storia delle persone, le loro glorie e le loro miserie.

Vedo il lavoro preciso e personale di un violino di Leandro Bisiach, una semplicità ed immediatezza di stile, bordi vigorosi, sgusce che modellano tavola e fondo in modo mirabile, vernice sottile di buona pasta e mai invadente, uno stile generale raccolto e deciso, oltre che un bellissimo strumento appare essere uno stupendo saggio di scultura, nella migliore tradizione della scuola d’intaglio italiana.

E poi una viola di Giuseppe Lucci, anche in questo caso una cura meticolosa del particolare, niente lasciato al caso, uno stile imponente ed autorevole come solo chi è abituato a maneggiare strumenti classici può padroneggiare. Anche in questo caso la vernice su toni arancio appare ricca ma mai invasiva, un buon vestito che non umilia il corpo che lo ricopre.

Poi ancora una viola e un violino di Rodolfo Marchini, i richiami a Giuseppe Lucci sono evidenti, ma lo stile appare comunque autonomo, le “FF” tagliate in un modo sapiente, laddove la precisione non è un esercizio geometrico, ma espressione di armonia. Credo sinceramente che il lavoro di Marchini dovrebbe essere preso a riferimento da molti liutai giovani e meno giovani del nostro tempo, personalmente non sono mai stato un grande cultore della liuteria novecentesca, ma davvero la tradizione che passa attraverso le mani di Giuseppe Fiorini, Sacconi, Ornati, Bignami e tanti altri debba essere raccolta e valorizzata nel lavoro dei giovani liutai.

Oggi Roma, purtroppo, non sembra più essere al centro della cultura liutaria antica e moderna, ma sono felice di constatare che invece la realtà parla in modo del tutto diverso, la cultura liutaria italiana rappresentata da Raffaella Lucci e Rodolfo Marchini è di inestimabile valore e gode di ottima salute. Basta capirlo, basta uscire dal luogo comune delle moderne consorterie commerciali che riducono tutto ad uno stile impersonale stereotipato.

Testo e fotografie di Claudio Rampini

Benvenuti nell’atelier milanese del liutaio Delfi Merlo

Per la prima volta l’editoria specializzata si dedica all’opera di un liutaio contemporaneo appartenente alla più prestigiosa tradizione artigianale milanese: il Maestro Delfi Merlo apre la porta del suo laboratorio per condividere i segreti dell’antico mestiere di liutaio e i principi fondamentali dell’arte della creazione e del restauro degli strumenti ad arco. 
Il libro “Lo strumento ad arco” edito da Volontè & Co. rappresenta una piccola opera d’arte grazie al quale il Maestro si rivolge agli strumentisti sia professionisti che studenti, agli organologi e agli appassionati di musica e soprattutto alle nuove generazioni che, si auspica, possano essere stimolate all’approfondimento degli argomenti trattati anche per apportare un contributo al mantenimento della tradizione del settore artigianale della liuteria italiana.
Il testo contiene in maniera chiara e semplificata tutto ciò che c’é da conoscere sui materiali, sui metodi di costruzione, sui segreti della verniciatura dello strumento e dell’arco, ma comprende anche capitoli dedicati alla manutenzione, alle riparazioni richieste più di frequente; a completamento del testo c’è anche una parte inerente al Glossario e alla Terminologia specifica.
Nel corso della lettura del volume, grazie anche all’arricchimento di foto artistiche ed immagini esplicative, si rimane catturati dall’atmosfera dell’atelier: sfogliando le pagine pare quasi di respirare i profumi del legno intagliato, delle colle, delle vernici, ma soprattutto la passione dell’autore per quest’arte autenticamente italiana, apprezzata da secoli in tutto il mondo.
Delfi Merlo é un artigiano che discende professionalmente dalle generazioni delle famiglie milanesi dei Grancino, Mantegazza, Testore, Lavazza, dei Monzino e dei Bissolotti.
Il suo apprendistato iniziò nel 1975 con la riparazione di chitarre e mandolini presso la ditta Monzino e precisamente in quello che fu il laboratorio dei fratelli Antoniazzi, ma una serie di circostanze – fra le quali la lettura del bel libro di S.F. Sacconi “I segreti di Stradivari” – , lo convinsero a rivolgere la sua passione verso gli strumenti ad arco fino ad arrivare alla decisione di aprire una bottega in proprio nel 1985.
La presentazione del volume è curata da Graziano Beluffi, conservatore di capolavori musicali al Conservatorio di Milano e sovrintendente a restauri di strumenti di valore storico realizzati da Merlo.

Grazia Rondini     www.lachiavediviolino.net

La città del violino in fermento per la manifestazione Cremona MondoMusica e lo Stradivari Festival

Dal 29 settembre ai 1º ottobre, i saloni della Fiera diCremona ospiteranno la 30ª edizione di Cremona Mondomusica, la manifestazione numero 1 al mondo dedicata alla liuteria artigianale che si rivolge a un pubblico vasto ed eterogeneo fatto di musicisti professionisti e amatoriali, costruttori di strumenti e accessori, rivenditori, editori musicali, insegnanti e studenti, accademie di musica e conservatori, investitori in strumenti di pregio, direttori artistici di teatri e sale da concerto. Cremona Musica è un luogo in cui professionalità e passioni si incontrano per promuovere nuove collaborazioni e anche occasioni di business.  Quest’anno, oltre all’esposizione dei numerosissimi stand (289 provenienti da 28 paesi del mondo), sono in programma 120 eventi fra concerti, workshop, masterclass, festival, presentazioni e visitatori provenienti da 55 paesi esteri. I numeri riconfermano come Cremona Mondomusica sia il più importante appuntamento mondiale per gli operatori professionali del mondo della liuteria, dell’editoria specializzata e della grande musica. Le masterclass per gli strumenti ad arco si svolgeranno in Sala Amati e saranno tenute dai docenti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: Sonig Tchakerian e Carlo Fabiano per il violino, Giovanni Sollima per il violoncello.Sempre a Cremona, dal 23 settembre all’8 ottobre, in coincidenza con le date di CremonaMondoMusica, presso il Museo del Violino di Cremona, torna lo Stradivari Festival, giunto alla V edizione. Nell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, si potrà assistere a concerti di Sergej Krylov, Uto Ughi, Mischa Maisky e Shlomo Mintz, ma anche di fuoriclasse delle ultime generazioni come Anna Tifu e Francesca Dego. Madrina del Festival sará il mito della danza Carla Fracci che proporrá uno spettacolo in cui i vari linguaggi espressivi si incontranole corde del violino di Anna Tifu vibreranno all’interno di una coreografia ispirata a Stradivari e plasmata per il festival da Beppe Menegatti.

Fra gli appuntamenti da non perdere ricordiamo anche il seminario La ricerca nella liuteria: tecnologia al servizio della tecnica in bottega” che si svolgerá il 29 settembre nell’area workshop, mentre il 30 settembre, in sala Carlo Bergonzi, si terrá la finale nazionale del Gewa Young Contest, il concorso per giovanissimi talenti degli strumenti ad arco organizzato da Gewa Music, Archi Magazine e Cremona Fiere. Il 1º ottobre nell’Area Edizioni Musicali, verrá presentata la giuria del XV Concorso Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco ” Antonio Stradivari” che si svolgerá nel 2018.

Grazia Rondini    http://www.lachiavediviolino.net

Rassegna musicale “Da Firenze all’Europa”: a Palazzo Pitti connubio fra opere d’arte e grande musica

Nel corso della conferenza stampa che si terrà il 18 settembre alle ore 12.30 presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, sarà presentata la rassegna musicale “Da Firenze all’Europa”. 

La rassegna, organizzata dall’Associazione culturale Musica con le Ali in collaborazione con Gallerie degli Uffizi, si articolerà in due festival settimanali ogni anno, in autunno e in primavera, con l’obiettivo di offrire ai visitatori di Palazzo Pitti alcuni concerti di grande musica inseriti nel percorso museale. I primi due appuntamenti, per la stagione 2017-2018, si terranno dal 21 al 25 novembre 2017 e dal 27 febbraio al 3 marzo 2018 nella Sala del Fiorino; protagonisti saranno alcuni dei migliori musicisti dell’Associazione Musica con le Ali, che sostiene giovani strumentisti italiani di grande talento offrendo a ciascuno di loro un supporto e un sostegno personalizzati secondo le necessità e le attitudini.

La rassegna, come dice il titolo, è concepita in stretta connessione con Firenze e la sua antica tradizione musicale, dai fasti dell’epoca barocca al Novecento storico. Saranno infatti eseguite musiche di significativi compositori fiorentini e toscani come Veracini, Boccherini, Cherubini, Puccini, ma anche di autori  – Rossini, Listz, Tchaikovsky e Dallapiccola – che pur non essendovi nati, ebbero con Firenze una profonda relazione personale e artistica. Completano il programma i grandi della musica europea, da Bach a Beethoven e Brahms, per sancire appunto l’inscindibile legame tra Firenze, l’Italia e l’Europa, quali baluardi della cultura occidentale.

Alla conferenza stampa saranno presenti Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi e Carlo Hruby, Presidente dell’Associazione Musica con le Ali; per offrire un’anteprima dell’alto livello professionale dei giovani interpreti che daranno vita alla rassegna, nel corso della conferenza stampa la violoncellista Erica Piccotti offrirà un momento musicale di intensità virtuosistica.

L’iniziativa presentata si inserisce all’interno di un accordo pluriennale tra l’Associazione Musica con le Ali e le Gallerie degli Uffizi che vedrà Palazzo Pitti come sede di alcuni concerti volti a trasmettere il valore e la bellezza della musica classica. Un connubio vincente, quello tra opere d’arte e grande musica, che permetterà al pubblico di visitare le grandi opere esposte nella Galleria Palatina ascoltando la musica di importanti compositori.

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Erica Piccotti e Monica Cattarossi di nuovo insieme in concerto a Venezia

 

Il 13 settembre 2017, dopo il grande successo dello scorso 18 giugno, il Conservatorio Benedetto Marcello ospiterà il Concerto per violoncello e pianoforte organizzato dall’Associazione Culturale Musica con le Ali.
Il Conservatorio, ospitato nel più grande palazzo patrizio di Venezia, Palazzo Pisani, in campo Santo Stefano, rappresenta certamente una cornice di prestigio per l’esibizione delle due artiste, Erica Piccotti e Monica Cattarossi. Le numerose sale del Conservatorio, sede di una delle biblioteche musicali più importanti d’Italia e di un museo che conserva manoscritti e strumenti antichi, sono state visitate nel 1956 da Igor Stravinskij durante una delle sue numerose visite nella città lagunare.

Il programma prevede i Phantasiestücke op.73 di Robert Schumann, la Sonata n.2 op.99 in Fa maggiore per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e la Suite Italienne di Igor Stravinsky. Nel programma è inserito anche l’Adagio con variazioni di Ottorino Respighi, noto compositore italiano del quale proprio a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini, è custodito un ampio Archivio musicale. Protagonista della serata una giovane già affermata musicista e grande talento del violoncello: Erica Piccotti, che sta completando una solida formazione nelle migliori istituzioni musicali in Italia e all’estero e che da ottobre entrerà a far parte della prestigiosa Accademia Kronberg in Germania. La giovane interprete, già insignita dell’onorificenza di Alfiere della Repubblica “per gli eccezionali risultati in campo musicale ottenuti in giovanissima età” nel 2013, si esibirà nella stagione 2017/2018 del Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso e di Musikàmera al Teatro La Fenice di Venezia. Ad accompagnarla al pianoforte Monica Cattarossi, importante artista affermata nel panorama musicale internazionale, impegnata in un’intensa attività concertistica in diverse sale di prestigio.

“Questo concerto si riallaccia al precedente che ha visto una grandissima partecipazione di pubblico nella programmazione passata – spiega Carlo Hruby, Presidente di Musica con le ali – e apre la nuova stagione concertistica dell’Associazione nella quale presenteremo molti nuovi giovani artisti. Con questo evento inauguriamo anche un’importante collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello, resa possibile grazie all’aiuto e alla volontà del Presidente Giovanni Giol e del Direttore Franco Rossi, che ci vedrà lavorare in sinergia durante tutto l’arco della stagione 2017/2018”.

 

Associazione Culturale Musica con le Ali – E’ stata costituita a Milano nel dicembre 2016 per iniziativa di Carlo Hruby e della sua famiglia. L’associazione non ha fini di lucro e sostiene la crescita di giovani musicisti italiani, attentamente selezionati tra i migliori studenti dei conservatori e delle istituzioni di alta formazione. I giovani talenti vengono supportati nel loro cammino formativo e aiutati ad affermarsi nella musica classica – e quindi a “spiccare il volo” – attraverso la creazione di un percorso personalizzato in base alle caratteristiche e necessità di ciascuno. Concentrando la propria azione solo a favore dei migliori giovani musicisti italiani, l’Associazione Musica con le Ali realizza una serie di attività che spaziano dall’organizzazione di concerti in luoghi di grande prestigio al sostegno per masterclass di specializzazione, al supporto nella comunicazione, strumento fondamentale per la loro visibilità e per la valorizzazione delle loro capacità.

Grazia Rondini   www.lachiavediviolino.it

Un’orchestra formata da 101 violoncelli e contrabbassi invade pacificamente Bertinoro


Venerdì 28 luglio alle ore 21,15, Piazza della Libertà a Bertinoro ospiterà il concerto dell’orchestra 101 Cellos & Bass, una pacifica invasione di violoncelli e contrabbassi che animerà il centro storico della cittadina romagnola in provincia di Forlì. 

Un evento eccezionale nell’ambito della rassegna ClassicoAntico di Entroterre, il festival dell’Emilia-Romagna che propone un ricco programma per valorizzare diverse culture musicali. L’ingresso è gratuito.

Dopo il grande successo di pubblico dei “101 Violoncelli per Genova”, il M° Giovanni Ricciardi –direttore artistico e presidente di Italian Cello Consort – arriva a Bertinoro per uno speciale appuntamento con 101 violoncelli e contrabbassi provenienti da tutta Italia e da diverse nazioni.

Un’esperienza unica per assistere a un live dove oltre 100 strumenti e 100 musicisti di ogni età ed estrazione si esibiranno in un repertorio pressoché illimitato, esaltando il suggestivo teatro naturale di Piazza della Libertà.

Tra gli artisti dello speciale evento ci saranno Michael Flaksman, didatta e solista di fama internazionale, allievo storico di Antonio Janigro; Sandro Laffranchini, primo violoncello del Teatro alla Scala e solista di spicco nel panorama musicale internazionale; Sergio Patria, già primo violoncello del Teatro Regio di Torino e solista di fama internazionale; Giuseppe Ettorre Primo Contrabbasso del Teatro alla Scala, Alessandro Serra altro Primo Contrabbasso del Teatro alla Scala, solisti di spicco nel panorama musicale internazionale; Giorgio Mirto, chitarrista e compositore fra i più interessanti del panorama internazionale; Marco AlgentiNicola BaroniMassimiliano Pace, e tanti altri.

Dirigerà la serata il M° Stefano Salvatori.

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

L’ensemble Concerto Italiano celebra Claudio Monteverdi nell’ambito dell’ Entroterre Festival

Credit: Pasquale Juzzolino

Mercoledì 19 luglio Rinaldo Alessandrini, con il suo ensemble Concerto Italiano – uno dei più prestigiosi gruppi di musica antica del panorama internazionale – presenta un concerto dedicato a Claudio Monteverdi (Cremona, 1567 – Venezia, 1643) nell’ambito di Entroterre Festival.
L’appuntamento è fissato alle ore 21.15 nella Chiesa della Madonna del Popolo a Forlimpopoli.
Un’occasione unica, promossa da Entroterre Festival, per celebrare un artista che “nell’anno del 450esimo anniversario della sua nascita, sembra essere stato in gran parte dimenticato dall’Italia”, come ha dichiarato Alessandrini, ma anche per dare spazio al gruppo italiano e all’interprete che più hanno valorizzato il compositore cremonese nel mondo.
Dopo aver calcato le scene di teatri come l’Opéra di Parigi, La Scala di Milano, oltre a sale da concerto a Barcellona, New York, Siviglia, Milano, Napoli, Lugo, Tokio, Adelaide, Concerto Italiano dopo il concerto di Forlimpopoli, partirà per fare tappa in alcuni dei più importanti festival di musica antica in Italia: accanto ai madrigali del VII Libro, in programma le musiche vocali del suo grande contemporaneo Frescobaldi e due brani strumentali di Kapsberger, in un avvincente confronto tra la libertà espressiva del primo e la più composta, ma non meno emozionante, carica comunicativa degli altri due compositori.

Concerto Italiano è tra i gruppi italiani che hanno rivoluzionato i criteri d’esecuzione della musica antica, a partire dal repertorio madrigalistico e monteverdiano, fino a quello orchestrale e operistico per il repertorio settecentesco. Sulla scena della musica antica da 20 anni, l’ensemble è stato impegnato nella trilogia monteverdiana alla Scala, che ha debuttato a settembre 2009 con l’Orfeo, poi ripresa nel 2014 all’Opera Garnier di Parigi. Oggi le incisioni discografiche di Concerto Italiano sono considerate versioni di riferimento da critica e pubblico, a testimonianza del rinnovato interesse verso un repertorio rivisitato attraverso la sensibilità mediterranea.

Rinaldo Alessandrini è fondatore e direttore di Concerto Italiano: clavicembalista, organista e fortepianista, privilegia nelle scelte del repertorio la produzione italiana, attribuendo alle esecuzioni le caratteristiche di cantabilità e mobile espressività proprie dello stile italiano del XVII e XVIII secolo.
Oltre a curare l’attività di Concerto Italiano, conduce un’intensa attività solistica, è ospite di festival internazionali (in USA, Canada, Giappone, Europa), ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica discografica. Nel 2003 è stato nominato Chevalier dans l’ordre des Artes et des Lettres dal Ministro francese della Cultura. Oggi è accademico dell’Accademia Filarmonica Romana e registra in esclusiva per Naive. Recentemente ha diretto Semele di Handel (Toronto) e Il ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi (Torino)

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Incontro ravvicinato con Erica Piccotti, astro nascente del violoncello

Photo Credit: Laure Jacquemin

Il suggestivo Auditorium “Lo Squero” dell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, lo scorso 18 giugno, ha ospitato il concerto del talento emergente Erica Piccotti accompagnata al pianoforte da Monica Cattarossi, musicista già consolidata nel panorama internazionale.
La violoncellista romana, classe 1999, ha affrontato un programma con musiche di Schumann, Brahms, Debussy, Respighi e Stravinski, pagine particolarmente ricche di passaggi impegnativi, sfoggiando una padronanza e la precisione d’intonazione di chi può vantare già un brillante curriculum ed esperienza internazionale.
Il concerto è stato organizzato grazie alla collaborazione fra la Fondazione Giorgio Cini Onlus e l’Associazione Culturale “Musica con le ali” presieduta da Carlo Hruby.
Al termine del concerto che ha visto l’Auditorium gremito, Erica ha risposto ad alcune mie domande con la semplicità e la naturalezza tipiche della sua giovane età.

Erica si è diplomata in violoncello a 14 anni con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, ha vinto numerosi concorsi nazionali e internazionali, si è esibita in festival prestigiosi e sale come la Carnegie Hall, ha condiviso il palcoscenico con artisti quali Antonio Meneses, Miguel da Silva, Mario Brunello, Bruno Canino, Bruno Giuranna, Salvatore Accardo, Danilo Rossi, Massimo Quarta. Il suo debutto è avvenuto in occasione del Concerto di Natale 2012 che si tiene annualmente nella Camera dei Deputati.

Credit: Laure Jacquemin

Quali sono gli insegnanti con cui hai stabilito una sintonia tale da stimolarti a far emergere le tue capacità?
Certamente Francesco Storino, il mio primo insegnante, è stato molto importante nella mia formazione e rappresenta ancora un mio punto di riferimento: oltre ad avermi insegnato la tecnica, mi ha trasmesso l’amore e la passione per questo strumento, incoraggiandomi sempre a migliorare. A 14 anni, dopo il diploma al Conservatorio, ho conosciuto Antonio Meneses con cui ho subito stabilito una perfetta sintonia tanto che, nonostante la mia giovane età, mi ha accolto nella sua classe all’Hochschule der Kunste di Berna che ho frequentato per due anni ed attualmente presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Grazie a lui mi sono introdotta in ambito internazionale e ciò mi ha permesso il confronto con studenti provenienti da tutto il mondo. Tutti i suoi consigli sono preziosi, ma ciò che apprezzo di più è la libertà interpretativa che mi concede nell’esecuzione dei brani, permettendo lo sviluppo di una mia personalità, fermo restando il rispetto dello stile del compositore.

Considerata la giovanissima età, hai partecipato e vinto in innumerevoli concorsi. Quali sono a breve i tuoi prossimi impegni?
Grazie ai concorsi vinti, sia nazionali che internazionali, ho avuto l’occasione di farmi conoscere ed esibirmi in sale prestigiose come la Carnegie Hall di New York. I prossimi appuntamenti importanti saranno un recital a Palazzo Chigi Saracini all’interno del “Chigiana International Festival and Summer Academy”, un concerto al Teatro da Verme con i Pomeriggi Musicali dove eseguirò il doppio concerto di Brahms, oltre a numerosi altri eventi promossi dall’ Associazione “Musica con le ali” in location prestigiose come Palazzo Strozzi e Palazzo Pitti a Firenze e poi il concerto di Natale nella Basilica di Sant’ Ambrogio a Milano. All’estero, sempre a novembre, sarò in Cina al “Festival di musica da camera” di Chengdu e ad aprile volerò in Florida con Bruno Giuranna ed Antonio Meneses per il Festival “La Musica” a Sarasota .

Puoi raccontare del tuo approccio al violoncello e di quando hai compreso che sarebbe divenuto fondamentale per il tuo futuro professionale?
A casa mia si suonava sempre, mia mamma il pianoforte, mio fratello maggiore il violino ed io giocavo con gli strumenti che trovavo a disposizione, ma anche con flauti, trombe, chitarre, fisarmoniche. Un giorno, però, è entrato in casa il violoncello ed è stato amore a prima vista: mi è piaciuto subito il suo suono caldo, il fatto che lo potessi abbracciare e soprattutto che fosse più grande del violino di mio fratello! Molto più tardi, dopo i primi successi ai concorsi e grazie alle forti emozioni provate durante le esibizioni, ho compreso quanto importante sia per me suonare e ne ho sistematicamente conferma nei periodi in cui non ho in programma molti concerti. In questi momenti percepisco dentro me un grande vuoto e allora comprendo come il mio desiderio non sia semplicemente quello di suonare ma soprattutto quello di trasmettere e condividere le mie emozioni con il pubblico.

Il tuo ancora breve ma intenso percorso vanta collaborazioni che hanno lasciato il segno…

La prima tra tutte è stata la possibilità a soli 13 anni di suonare in duo con Mario Brunello, uno dei miei idoli, un incontro speciale che ha coinciso con il mio debutto: era la prima volta in cui mi esibivo assieme ad un’orchestra e per di più in diretta Rai, un’esperienza particolarmente intensa che rivivo ogni qualvolta rivedo il filmato. L’incontro con Brunello ed il successo del concerto mi hanno trasmesso grande motivazione a studiare con maggiori determinazione ed impegno. Sono seguite altre importanti collaborazioni con il mio insegnante Antonio Meneses, con Bruno Giuranna, Salvatore Accardo, Massimo Quarta e poi con Augustin Dumay, Louis Lortie, Miguel da Silva. Ognuno di questi incontri è stato per me molto formativo dal punto di vista musicale ma anche umano: ho compreso in modo tangibile come alcuni artisti più sono grandi, tanto più sanno essere semplici ed umili.

C’è un compositore che ami eseguire più di altri?
Mi trovo molto a mio agio nel repertorio romantico, amo particolarmente Brahms ed adoro i suoi quartetti con pianoforte. La sua musica è a volte appassionata e struggente, altre meditativa e serena, un po’ come me d’altronde.

Quali altri progetti stai condividendo con l’Associazione “Musica con le ali”?
Con l’Associazione Musica con le Ali è iniziata una bella collaborazione che mi permette di esprimere al meglio le capacità e di fare passi decisivi per il mio futuro nella musica. L’Associazione crede molto nelle mie possibilità e mi sta aiutando a raggiungere traguardi importanti sostenendomi, nei diversi aspetti dell’ attività, con varie iniziative e occasioni che contribuiscono ad arricchire la mia crescita come musicista. Proprio in questo periodo si sta definendo il progetto di un’incisione con un’importante casa discografica che con l’aiuto dell’Associazione spero di realizzare nei prossimi mesi. Però preferisco non anticipare nulla di più, per non rovinare la sorpresa.

Quando sei libera dagli impegni professionali, come preferisci trascorrere il tuo tempo, riesci a conciliare l’impegno della musica con le esigenze di una ragazza della tua età?

Amo viaggiare e leggere. La mia unica vera passione, però, rimane la musica. È chiaro che a volte mi pesa dover rinunciare a qualche serata divertente con gli amici, ma il sacrificio viene ripagato dalle emozioni che provo ogni qualvolta salgo sul palcoscenico: qui la stanchezza e le notti insonni sui libri di scuola svaniscono in un attimo.

Quale strumento usi abitualmente per i concerti, puoi descrivere le sue caratteristiche principali?
Grazie alla Fondazione Pro Canale suono un violoncello Francesco Ruggeri del 1692 di proprietà della Fondazione Micheli. È uno strumento dalle grandi potenzialità con un suono molto caldo e potente nei bassi, ma nello stesso tempo elegante e cristallino nella parte acuta. È molto importante avere uno strumento che mi conceda di esprimermi al meglio nei concorsi e durante i concerti. Colgo l’occasione quindi per ringraziare tutti coloro che sostengono, sotto vari aspetti ed ognuno con le proprie possibilità, noi giovani musicisti, dandoci prova di stima e fiducia.
Grazia Rondini  www.lachiavediviolino.it