Piegafasce

Suonare e costruire i violini
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violino7
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Messaggio da violino7 » lunedì 12 novembre 2007, 13:39

maurizio ha scritto:Grazie violino 7 seguo sempre questo portale ma scrivo poco, la tua idea è molto bella ed utile penso che provvederò alla costruzione del tuo piegafasce.
Io dopo aver passato con lo stiracapelli uso un arricciacapelli ma non mi trovo bene.
E' proprio vero la necessità aguzza l'ingenio.
Maurizio, sono contento che sei in ascolto! Ora so che il mio messaggio ti è arrivato, a te che hai iniziato il topic.
Ma sono sicuro che quello che ho descritto può essere di utilità per molti!

Come alternativa al tuo arricciacapelli, nei precedenti interventi ci sono molte indicazioni (alcune da me variamente accennate): ad esempio, se riesci a trovare un cilindro metallico pieno (anche di diametro piccolo, tipo 2,5 o 3 cm e lunghezza minima 3 cm) va benissimo, ci attacchi in manico di legno e lo scaldi sul fornello a gas; poi c'è l'alternativa validissima della lastra di rame piegata, usata dal liutaio ascolano.
Se leggi tutti gli interventi ci troverai altre soluzioni, ma queste due sono le più semplici da realizzare!

Ciao.
Ultima modifica di violino7 il lunedì 12 novembre 2007, 14:15, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da claudio » lunedì 12 novembre 2007, 13:56

La soluzione che ho adottato io una ventina di anni fa e che ancora funziona benino è stata quella di prendere un tubo di 1 pollice a forte spessore e introdurvi una resistenza per saldatori (80 w). La soluzione proposta da Violino7, seppure ingegnosa, ha l'inconveniente di una troppo veloce dissipazione del calore, dovuta alle pareti troppo sottili del cilindro sagomato.
Per una soluzione più professionale io userei 2 tubi a forte spessore raccordati con due lastrine in acciaio anch'esse a forte spessore, in modo da formare la classica forma ad uovo. L'obiettivo è quello di avere un cilindro sagomato di un certo peso, così che possa trattenere il calore abbastanza a lungo, sia che lo si riscaldi direttamente con la fiamma, oppure elettricamente.

Bisogna evitare di scaldare troppo le fasce fino a scurirle (bruciature), penso che non si dovrebbero superare i 150°, in questo modo si riesce a scaldare uniformemente il pezzo da sagomare senza nessuna fretta.
Ultima modifica di claudio il lunedì 12 novembre 2007, 14:15, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violino7 » lunedì 12 novembre 2007, 13:58

edomarch ha scritto:Io ho provato con un saldatore (un vecchio Ersa) e malgrado la curvatura stretta e la mia inesperienza sono riuscito ad ottenere un discreto risultato. C'è quache parte che si è brunita ma penso che carteggiando si possa facilmente rimuovere. Capita anche a voi che qualche parte si scurisca? Dal punto di vista meccanico è grave? Il legno perde le sue caratteristiche? Non stò parlando ovviamente di bruciature passanti ma di lievi scuriture soperficiali.
Ti conviene eliminare la bruciatura con una rasiera lineare. Naturalmente dipende dallo spessore della bruciatura e, se ti trovi dalla parte interna della cassa armonica, potresti anche non rasarla completamente se ciò può compromettere lo spessore della fascia.

Ovviamente il legno scurisce perchè il ferro è troppo caldo! In questo caso dovresti bagnare bene le fasce e non insistere nel contatto alla piega ma procedere a tocchi leggeri e ripetuti.
Con una temperatura ridotta la bruciatura non ci sarebbe stata ed avresti avuto tutto il tempo per accompagnare la piega.
Effettivamente un saldatore funziona a temperatura altissima e forse non è molto indicato! Da qui vedi che avere il giusto calore di regolazione del ferro è molto importante, perchè ti fa lavorare con tutta la calma che ti serve.
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Messaggio da violino7 » lunedì 12 novembre 2007, 14:49

claudio ha scritto: .....Per una soluzione più professionale io userei 2 tubi a forte spessore raccordati con due lastrine in acciaio anch'esse a forte spessore, in modo da formare la classica forma ad uovo. L'obiettivo è quello di avere un cilindro sagomato di un certo peso, così che possa trattenere il calore abbastanza a lungo, sia che lo si riscaldi direttamente con la fiamma, oppure elettricamente.......
Claudio, se ho capito bene, stai parlando non di un meccanismo di rinforzo del mio attrezzo, a cui inizialmente io pensavo tu ti riferissi, ma di un'altra soluzione ancora!

Cioè, sempre se ho capito bene, ci sono due cilindri di diametro diverso saldati insieme per mezzo di due lamelle di metallo spesso sagomate (una per ciascun lato). Le saldature delle lamelle vengono limate in maniera di dare uniformità alle curve secondo la forma dell'uovo.
I due tubi, volendo, sono riscaldati entrambi da congegni elettrici interni a ciascun tubo, tipo lo strumento di tua fabbricazione (in questo caso ce ne sono due messi insieme).

E' veramente una soluzione completa!
Io direi che sarebbe il massimo!

La soluzione da me illustrata è rivolta volutamente a chi si accontenta di uno strumento realizzato con semplicità e con pochi mezzi, di cui tutti potrebbero disporre con facilità. Mi sono limitato a consigliare spessori ridotti dell'alluminio proprio per la sua facilità di sagomatura.
Ma magari chi può disporre di una piccola officina o dell'attrezzatura fai-da-te necessaria, con un po' più di applicazione meglio ancora può costruirsi l'attrezzo da te ipotizzato. Sarebbe proprio imbattibile!

E' inutile che ti dica "bravo!". Lo do per scontato! Chi meglio di te???
Ultima modifica di violino7 il lunedì 12 novembre 2007, 15:13, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da claudio » lunedì 12 novembre 2007, 14:59

@Violino7: esatto, io intendo proprio un attrezzo costruito ex novo, ma anche il riempire il tuo tubo in alluminio con materiale idoneo alla conservazione del calore dovrebbe andare bene. Perchè il calore non deve essere solo ben conservato, ma anche distribuito uniformemente nell'attrezzo.
La soluzione da me proposta è sicuramente più laboriosa, ma i costi del materiale e delle saldature non dovrebbero essere molto alti.
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Messaggio da violino7 » lunedì 12 novembre 2007, 15:25

claudio ha scritto:@Violino7: esatto, io intendo proprio un attrezzo costruito ex novo, ma anche il riempire il tuo tubo in alluminio con materiale idoneo alla conservazione del calore dovrebbe andare bene. Perchè il calore non deve essere solo ben conservato, ma anche distribuito uniformemente nell'attrezzo.
La soluzione da me proposta è sicuramente più laboriosa, ma i costi del materiale e delle saldature non dovrebbero essere molto alti.
No, non dovrebbe essere costoso! Io ad esempio nel mio garage ho anche un saldatore ed una mola da ferro, quindi già tecnicamente potrebbe essere alla mia portata senza spesa alcuna per queste operazioni.

Io credo che chi si accinge a costruirlo deve concepire la cosa per il proprio divertimento, facendo tutto da solo o anche facendosi aiutare da un amico. Se oggi vai da un fabbro per una semplice saldatura di un minuto magari ti chiede chissà quale cifra! In quel caso credo non ne valga la pena! Mancherebbe la filosofia giusta!
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Messaggio da violino7 » lunedì 12 novembre 2007, 15:41

claudio ha scritto:@Violino7: ..... ma anche il riempire il tuo tubo in alluminio con materiale idoneo alla conservazione del calore dovrebbe andare bene. Perchè il calore non deve essere solo ben conservato, ma anche distribuito uniformemente nell'attrezzo.......
Quali potrebbero essere le soluzioni giuste???

Mi viene in mente solo di rivestire l'interno del tubo con dell'argilla a contatto dell'alluminio, facile da applicare umida, e ad alta tenuta termica!
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Messaggio da claudio » lunedì 12 novembre 2007, 15:49

anche lana d'acciaio ben pressata, penso dovrebbe andare bene.
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Messaggio da Porthos » lunedì 12 novembre 2007, 17:14

violino7 ha scritto:Non è il vapore a piegare il legno! Il legno ammorbidito con l'acqua ha bisogno di essere poggiato su una superficie metallica ricurva, e calda, per dargli la piega voluta.
Mi sono documentato: Quello che permette di piegare il legno è l'acqua che torna a rammollire le fibre, restituendo a queste l'elasticità che avevano perso durante la stagionatura. Ovviamente presumiamo di lavorare su legno stagionato, cioè non tagliato da poco.
Da qui il metodo di lasciare il legno in ammollo, meglio se in acqua calda, per 24-48 ore, a seconda dello spessore.
L'uso del vapore consente di accelerare questo processo di penetrazione dell'acqua nelle fibre.
Il legno piegato deve essere essiccato per restare stabile nella forma acquisita. Le fibre (compresse nella concavità della piega) devono perdere l'acqua che ne aveva ripristinato l'elasticità, e il tutto deve avvenire in forma per evitare movimenti su assi estranei a quelli voluti.
L'uso del vapore, e di una sorgente di calore come il tubo caldo, anche qui serve ad accelerare il processo.

Per spezzare l'ultima lancia in favore del piegafasce a carbone, direi che è un mirabile ritrovato di liuteria (seppure di fabbrica) per spicciarsi presto e usare il minimo possibile di acqua.

Per inciso, agli inizi del 900 era stato brevettato un pre-trattamento del legno (consistente in una evaporazione del listello e in una compressione longitudinale che ne diminuiva la lunghezza anche del 20%) che consentiva di commercializzare listelli facili da piegare a freddo e senza ammollo in acqua, usando calandre e piegatubi per metalli.

Mai topic fu più ostinato e sviscerato. Siamo teste dure, per fortuna.

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Messaggio da claudio » lunedì 12 novembre 2007, 17:19

lasciare le fasce 24-48 ore nell'acqua?? 8O
Nossignore, le fasce vanno solo bagnate poi si aspettano dieci minuti e quindi si inizia a piegarle con il piegafasce. Per le fasce da violoncello si può aspettare un pò di più.
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Messaggio da Porthos » lunedì 12 novembre 2007, 17:24

Non le fasce da 1 mm, Claudio, quei tempi sono per listelloni grezzi con cui fare sedie o bordi di tavoli o corrimano per scale, 60-80 mm.
Mai fatto la prova, ma forse una fascia di 1 mm lasciata per 2 giorni in ammollo diventa cartone.

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Messaggio da claudio » lunedì 12 novembre 2007, 17:27

Porthos ha scritto:Non le fasce da 1 mm, Claudio, quei tempi sono per listelloni grezzi con cui fare sedie o bordi di tavoli o corrimano per scale, 60-80 mm.
Mai fatto la prova, ma forse una fascia di 1 mm lasciata per 2 giorni in ammollo diventa cartone.
Ah, ecco, hai fatto bene a precisare perchè non avevo capito a quali legni ti riferissi.
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Messaggio da violino7 » lunedì 12 novembre 2007, 20:08

claudio ha scritto:anche lana d'acciaio ben pressata, penso dovrebbe andare bene.
Giusto! Occorre quindi un altro tubo (va bene anche tondo) interno a quello ovale. L'intercapedine così creatasi va riempita di lana d'acciaio.

Io ho pensato a qualcosa di meglio della lana d'acciaio: i trucioli di limatura di metallo (che potrebbe essere anche polvere fine) che si può reperire facilmente presso le officine di rettifica dei motori.
Una volta me ne sono procurato un po': è molto pesante e si presenta nella forma di sabbia a grana grossa! L'ideale, credo, trattandosi di metallo! Basta chiederla, se sono gentili la forniscono volentieri, tanto loro la buttano quando fanno le pulizie periodiche.
Andrebbe bene anche da inserire nel tuo strumento nella zona tra le lamelle laterali ed i due tubi, per rinforzare la tenuta laterale del calore (tra l'altro in questa maniera non ci sarebbe bisogno di lamelle troppo spesse).
Ultima modifica di violino7 il martedì 13 novembre 2007, 21:16, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da claudio » lunedì 12 novembre 2007, 20:14

Anche la sabbia andrebbe benissimo e sarebbe più maneggiabile dell'argilla.

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Messaggio da violino7 » mercoledì 21 novembre 2007, 23:47

Claudio, abbiamo fatto dell'accademia veramente interessante anche per capire in teoria il funzionamento del piegafasce in tutti i mimimi particolari!

Venendo al pratico, ieri ho fatto una prova materiale con l'attrezzo da me costruito e devo dire che comunque funziona perfettamente.
L'alluminio rimane stabilmente molto caldo e, se c'è dispersione, evidentemente la lampadina è sufficiente per rigenerarlo e mantenere il calore costante.
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