Il violino nuovo.

Suonare e costruire i violini
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Il violino nuovo.

Messaggio da claudio » venerdì 11 marzo 2005, 12:20

Ho pensato che potesse essere un'idea interessante quella di seguire passo passo la costruzione di un nuovo strumento, a partire dal disegno della forma fino al montaggio delle corde dopo l'essicazione dell'ultima mano di vernice.

Qui di seguito è il disegno della nuova forma, basata su un Guarneri degli anni '30 del 1700. Per quanto possa sembrare strano, ho preferito questa volta non ricorrere alla costruzione geometrica della forma, in quanto tale metodo restituisce strumenti dalle forme piuttosto rigide. Ho preferito quindi estrapolare il disegno della forma da fotografie in scala 1:1 degli strumenti originali e da forme già realizzate che la gentilezza di un mio collega ha provveduto a fornirmi.
Io non penso che gli antichi procedessero con squadra e compasso a disegnare le loro forme: molto spesso questi disegni erano ereditati, nel caso delle grandi famiglie di liutai (vedi: Amati, Guarneri, ecc.). Ma spesso queste forme erano anche "rubate" e poi modificate secondo il gusto e la personalità del liutaio.
Nel caso di Giuseppe Guarneri detto "del Gesù", le sue forme hanno un riferimento abbastanza dirette con quelle di alcuni suoi illustri familiari: Andrea e Pietro Guarneri.
Tuttavia, è consigliabile per i liutai in erba disegnare da zero le loro forme, per assimilare i concetti geometrici e matematici che stanno dietro ogni forma di uno strumento ad arco.



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Qui di seguito potete vedere la forma vera e propria, sulla quale è stato riportato il disegno e che sta per essere rifinita, per poi essere impiegata per costruirvi il contorno delle fasce.

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Ultima modifica di claudio il martedì 7 febbraio 2006, 2:25, modificato 1 volta in totale.

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Re: Il violino nuovo.

Messaggio da Alfredo » venerdì 11 marzo 2005, 15:08

Come si procede invece se si copia il fondo direttamente senza fare una forma e costruendo le fascie direttamente sul fondo?

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Re: Il violino nuovo.

Messaggio da claudio » venerdì 11 marzo 2005, 15:23

Alfredo ha scritto:Come si procede invece se si copia il fondo direttamente senza fare una forma e costruendo le fascie direttamente sul fondo?

mai adottata una simile procedura, anche se qualcuno mi pare che sia riuscito a fare violini senza l'uso di una forma. Il problema è che se costruisci le fasce direttamente sul fondo, il contorno del fondo medesimo su quale forma è stato ottenuto? :roll:

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Alfredo
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Re: Il violino nuovo.

Messaggio da Alfredo » sabato 12 marzo 2005, 12:59

direttamente da un poster di Strad per esempio. Ho sentito dire che una volta fatto il fondo, si incollano i blocchetti direttamente sul fondo, si formano gli angoli e quindi si piegano le fascie seguendo il contorno del fondo... ?

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Messaggio da claudio » sabato 12 marzo 2005, 13:58

A fare si può fare tutto, ma mi chiedo quali vantaggi possa portare un simile metodo. Io seguo il metodo della forma interna perchè mi sembra il più razionale e più vicino al mio modo di intendere la liuteria. Si può anche seguire il metodo della forma esterna, il quale è molto utile se si vogliono realizzare copie esatte degli strumenti.

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Messaggio da STEVE » lunedì 14 marzo 2005, 8:06

Alcune domande:
-di che legno è fatta la forma?
-che spessore ha?
-quali strumenti hai utilizzato per tagliarla e rifinirla?

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Messaggio da claudio » lunedì 14 marzo 2005, 12:17

STEVE ha scritto:Alcune domande:
-di che legno è fatta la forma?
-che spessore ha?
-quali strumenti hai utilizzato per tagliarla e rifinirla?

Io uso in genere il compensato marino (mogano), sufficientemente duro e stabile. Lo spessore è di 12mm, le forme originali stradivariane erano di 13mm. Questo spessori abbastanza ridotti consentono alle fasce di di curvarsi leggermente verso l'interno della forma, consentendo in questo modo un leggero, ma non trascurabile, effetto "balestra" che asseconda i movimenti della cassa armonica (vedi: Sacconi, "I segreti di Stradivari").
Gli strumenti sono quelli illustrati nelle foto, ossia: scalpello e lime varie, per tagliarla ho usato un seghetto alternativo. Si potrebbe essere tentati di ricorrere alle macchine per rifinire la forma, ma lo sconsiglio, rifinire la forma a mano è un utile esercizio per la mano e consente di avere una forma dello strumento più "morbida" e personale. Considerando poi che i violini di Guarneri del Gesù siano piuttosto irregolari ed incostanti nello stile, si presume che le forme con cui furono costruiti gli strumenti non fossero realizzate con precisione svizzera.

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Messaggio da giovanni » venerdì 18 marzo 2005, 8:12

Claudio, trovo molto interessante questa tua iniziativa di descrivere ed illustrare passo passo le varie fasi di costruzione di un violino.
La mia domanda è questa:
Quanto è determinante la forma per la riuscita di un buon violino, e che differenza c'è fra la famosa forma "G" di Stradivari e questa di Guarneri?
Le differenze sembrano racchiuse in pochi millimetri nelle larghezze inferiori e superiori, mentre il più delle volte la lunghezza è costante a mm. 356.
La forma "G" originale è per la costruzione di un violino la cui lunghezza originale era di cm. 362,27, posso io ridurre in scala la lunghezza e le larghezza inf. e sup. oppure bisogna mantenere rigide le misure di ciascuna forma? grazie e mi scuso per le troppe domande.

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Messaggio da claudio » sabato 19 marzo 2005, 2:16

Riferendoci alle forme degli strumenti classici, bisogna dire che tutte garantiscono la riuscita di un buon violino. L'uso di una forma piuttosto che un'altra, dipende dal proprio gusto, dal proprio modo di costruire gli strumenti e dal suono che si vuole ottenere dal proprio strumento.
Le differenze di pochi millimetri tra una forma e un'altra sono in realtà importantissime al fine della produzione del suono. In linea di massima si può dire che più è grande e lunga la forma, più il suono tenderà a "scurire". Al contrario, il suono tenderà a schiarirsi, al diminuire delle dimensioni. Questo principio non mi sembra difficile da capire. Scelta la forma che si ritiene più calzante ai propri bisogni, si può agire sull'altezza delle fasce, sulle bombature, sugli spessori della tavola e del fondo, sulla catena per ottimizzare il risultato che si vuole raggiungere.
Non ti consiglio di "scalare" la forma G, bensì ti consiglio caldamente di usare le proporzioni della forma PG, in quanto essa è già dimensionata in maniera ottimale per produrre strumenti di 354/356mm. Sul libro di Sacconi puoi trovare tutte le indicazioni per disegnare la forma PG in maniera corretta.
Se hai altre domande, possiamo approfondire ulteriormente l'argomento.

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Messaggio da giovanni » lunedì 21 marzo 2005, 10:18

Grazie per i chiarimenti ed i consigli suggeritomi. Ho già preso visione e letto le caratteristiche che deve avere questa forma.
Riferendomi al tuo discorso mi pare di capire che è il volume d'aria che si forma dentro la cassa che determina la formazione di un suono grave oppure acuto.
Quindi, usando la logica, per un violino con misure più lunghe si potrebbero usare delle fasce più basse di 1 mm. rispetto a quelle usuali di 30/32 mm.. Questa puntualizzazione per capire il concetto.
La mia esigenza nasce dal fatto che vorrei costruire un violino dalla voce quanto più possibile dolce anche se a discapito del volume del suono. Credo che le variabili in gioco sono tantissime ma mi accontento di conoscerne le più importanti.

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Messaggio da kemanci » martedì 22 marzo 2005, 21:30

forse non c'entra niente con l'argomento in oggetto, la mia domanda è:
lo spessore delle fasci di un violino quanto dovrebbero essere? e quale il metodo migliore per piegarle attorno alla forma ?
Grazie.

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Messaggio da claudio » mercoledì 23 marzo 2005, 19:06

Per quanto riguarda il discorso delle fasce, lo sto per affrontare nel concreto: la forma è pronta, gli zocchetti sono stati sagomati e non resta che "girarvi" le fasce intorno.

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Messaggio da kemanci » mercoledì 23 marzo 2005, 23:40

non è meglio bagnati? si pegherebbero piu facilmente o sbaglio? lo spessore ideale?

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Messaggio da claudio » giovedì 24 marzo 2005, 9:17

Giovanni: l'altezza delle fasce 30/32 è quella canonica indicata ed usata spesso da Stradivari. Io uso la misura 31/29. Se poi si vuole uno strumento dalla voce più incisiva si può andare anche sui 30/28. Molti liutai moderni hanno usato e usano la misura 30/28 e non necessariamente hanno ottenuto strumenti "incisivi", tutto dipende dall'altezza delle bombature e gli spessori usati. Quindi è difficile darti l'indicazione su come fare ad ottenere una voce dolce, perchè basta variare un parametro e i cambiamenti nella voce sono notevoli. Cmq seguendo le indicazioni di Sacconi e tenendo conto della posizione del punto di massimo spessore del fondo, credo che si possa ottenere quello che desideri.

Io bagno le fasce prima di piegarle con il calore. Lo spessore canonico è circa 1mm.

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Messaggio da STEVE » giovedì 24 marzo 2005, 12:00

Complimenti per le belle immagini e le esaurienti spiegazioni!
Scusami se ti tedio con le mie domande, ma ho alcuni chiarimenti da chiederti:
-Le forme per violini più piccoli (1/4, 1/2, 3/4, ecc.) si ottengono scalando le forme intere ho hanno delle forme proprie ?
-Ho visto su dei libri che alcune forme oltre a dei buchi hanno anche due tagli più ampi paralleli alle C e due più piccoli in prossimità dei blocchi inferiore e superiore. A che cosa servono? Forse per dei fissaggi con particolari attrezzi?
-Ho visto nella tua foto i blocchi superiore ed inferiore hanno gli spigolo arrotondati, mentre in altre immagini che ho visto sono perfettamente squadrati. Questo è riconducibile a delle motivazioni particolari?
-Che dimensioni hanno i blocchi, e di che legno sono fatti?
Ciao e ancora grazie.

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