Controfasce ( per esperti)

Suonare e costruire i violini
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edo
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Controfasce ( per esperti)

Messaggio da edo » lunedì 29 dicembre 2008, 16:16

Mi chiedevo che importanza possono avere le controfasce nella produzione del suono. Una minore altezza, invece dei canonici 8mm, che influenza potrebbe avere?
Qualcuno è a conoscenza se sono stati costruiti dei violini con controfasce di altezza estremamente ridotta: 3mm o 4 mm?

duma71
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Messaggio da duma71 » lunedì 29 dicembre 2008, 17:30

Ciao edo, scusa se mi intrometto, non sono esperto, ma volevo solo sapere se le controfasce devono obbligatoriamente essere rifinite arrotondandone lo spigolo prima di chiudere la cassa armonica, e come vanno arrotondate.
Ad esempio nel mio terzo violino(stradivari) prima di chiudere ho rettificato sul piano, la parte dove doveva essere incollata la tavola. A forza di portare in piano e a 30mm l'altezza delle fasce si sono abbassate anche le controfasce, da 8 a poco meno, ma si nota la differenza con quelle del fondo. Ormai il violino è chiuso. Spero non sia una cosa grave.
Certo dovevo tenerne conto prima.

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edo
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Messaggio da edo » lunedì 29 dicembre 2008, 21:31

Vanno rastremate con un coltello e rifinite con carta abrasiva. Lo spessore deve partire da 2 mm dove sarà a contatto con la tavola fino a zero in basso. La forma da dare allo smusso dipende dal gusto del liutaio, puo essere dritta o leggermente bombata.
8 mm o 7 mm non fa grande differenza credo, ho visto liutai portarle fino a 6 mm di altezza, ma meno di 6 non ne ho mai visti, da qui la mia domanda iniziale.

ciao

edo

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Messaggio da Manfio » martedì 30 dicembre 2008, 2:10

Io faccio le mie controfasce (e blochetti) in salice, il salice è assai facile di piegare, è leggero, e era ritenuto buono anche da Stradivari...

3 o 4 milimetri è troppo poco. Meglio seguire la tradizione.

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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da Porthos » martedì 30 dicembre 2008, 12:55

edo ha scritto:Mi chiedevo che importanza possono avere le controfasce nella produzione del suono. Una minore altezza, invece dei canonici 8mm, che influenza potrebbe avere?
Non lo so. Da non esperto mi limito a ritenere che (almeno in prima approssimazione, perchè poi tutto vibra) le pareti (fasce, controfasce, zocchetti vari etc) costituiscano la parte rigida della cassa, che devotamente fa da vincolo e supporto alle parti vibranti che sono tavola e fondo.

Considerato che l'appoggio della tavola non può essere molto largo, perchè ciò equivarrebbe a ridurre l'area vibrante della tavola, non resta che allungare le controfasce lungo la fascia. Penso che un mm più o meno abbia poca importanza, bisognerebbe entrare nei dettagli del materiale di cui sono fatte e considerare lo spessore della fascia.

Quindi la risposta alla tua domanda potrebbe essere che la tavola vibrerebbe meno e peggio, incontrando un vincolo più morbido, cioè una fascia che si deforma.

Nella costruzione delle chitarre, spesso si usano controfasce di legno più duro (anche faggio) che sono rese pieghevoli mediante solchi fatti con la sega ogni 4-5 mm. In pratica una serie infinita di triangolini a punta in giù tenuti insieme da un residuo di legno sul lato da incollare alla fascia. Ciò per mantenere la cerniera tavola-fasce rigida ma leggera.

Non so se è un sistema usato nella liuteria artigianale (in quella seriale si).

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claudio
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Messaggio da claudio » martedì 30 dicembre 2008, 13:26

In effetti, l'importanza della controfascia non sta tanto nell'altezza, me nello spessore. Qualche decimo di mm di spessore in più o in meno è in grado di fare la differenza proprio perchè è in grado di vincolare le tavole.
andante con fuoco

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Messaggio da edo » martedì 30 dicembre 2008, 13:45

Piccola precisazione: ho scritto per esperti non per limitare gli interventi, anzi più ce ne sono meglio è; era solo per sottolineare che poteva essere una discussione noiosa per i non addetti al lavori.

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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da violino7 » martedì 30 dicembre 2008, 15:39

edo ha scritto:Mi chiedevo che importanza possono avere le controfasce nella produzione del suono. Una minore altezza, invece dei canonici 8mm, che influenza potrebbe avere?
Qualcuno è a conoscenza se sono stati costruiti dei violini con controfasce di altezza estremamente ridotta: 3mm o 4 mm?
Edo, io mi ricordo di aver visto un violino in riparazione a cassa aperta con delle controfasce molto piccole di spessore ed altezza, tipo la metà delle misure standard.
Si trattava di un violino antico di scuola tirolese, mi sembra uno Stainer, con tanto di etichetta molto ben conservata.
A vederlo sembrava un tre-quarti, perchè anche la larghezza delle fasce e lo spessore del riccio erano di formato ridotto, ma misurando la cassa le sue misure corrispondevano ad un quattro-quarti!

Ricordo benissimo che, vedendolo, la prima cosa che mi ha colpito è stata la minutezza delle controfasce, alcune parzialmente staccate, di misura tipo 3 x 1,5 mm.
Qui ci sarebbe stata bene una foto! Ma non ti posso essere d'aiuto più di tanto.
Te ne ho voluto parlare solo per confermarti che nella storia della liuteria le controfasce di formato ridotto sono state utilizzate, ti posso io confermare la memoria visiva.
Probabilmente, forse, lo standard 2x8 mm. è stato consolidato con la scuola cremonese e da quel momento in poi.
.
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- Lino Santoro -

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Messaggio da Cecchina » giovedì 5 luglio 2018, 12:51

claudio ha scritto:
martedì 30 dicembre 2008, 13:26
In effetti, l'importanza della controfascia non sta tanto nell'altezza, me nello spessore. Qualche decimo di mm di spessore in più o in meno è in grado di fare la differenza proprio perchè è in grado di vincolare le tavole.
Scusate se recupero questo vecchio post. Quindi vado di 2mm per le controfasce. Ma è la prima volta che leggo che vanno rifinite e addirittura portate da 2mm a zero. Neanche sul Sacconi ho letto nulla in merito. E' corretto o non tocco nulla, lasciando lo spessore costante e spigoli vivi?

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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da claudio » giovedì 5 luglio 2018, 13:50

Le controfasce vanno ritoccate a formare una sezione che da 2mm vada a finire a 0, ossia a formare un profilo rastremato che alleggerisca la controfascia (senza farle perdere la sua funzione di irrobustire le fascie e offrire una superficie di incollaggio a tavola e fondo).
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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da Luca Mando » mercoledì 29 agosto 2018, 19:30

Se un novizio può dire le sue sensazioni e idee a riguardo:.. secondo me 8 mm di controfasce sono una esagerazione, irrigidiscono le fasce, l'unico motivo per cui possano esser così alte è per irrobustire fasce troppo fini, così come credo che 2 mm di superfice sia troppo, ne basta meno se si usano colle animali di qualità, nei miei violini le controfasce sono alte 5 o 4 mm per 1mm di spessore; per quel che riguarda lisciarle a rasiera o carta vetro per dargli una forma triangolare o arrotondata all'interno, è utile, alleggerisce ( forse 2g ) ma soprattutto libera le fasce in maniera graduale, come delle molle, in più rende anche il lavoro esteticamente più professionale.

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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da claudio » mercoledì 29 agosto 2018, 20:53

@Luca: che spessore usi per le fasce?
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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da Luca Mando » giovedì 30 agosto 2018, 5:50

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Re: Controfasce ( per esperti)

Messaggio da claudio » giovedì 30 agosto 2018, 12:12

Le dimensioni delle controfasce nei violini stradivariani si aggirano attorno ad una sezione di 8x2mm, forse nella produzione degli Amati sono di un'altezza di poco inferiore, ma la larghezza resta sempre di 2mm, o poco meno. L'altezza delle controfasce dipende anche dall'altezza delle fasce, per cui seguendo i modelli stradivariani l'altezza riscontrata sugli strumenti originali di 8x2 è da considerarsi ottimale.

Alleggerire la sezione delle controfasce, come spesso mi è successo di vedere in strumenti di scuola tirolese, soprattutto per quello che riguarda la larghezza, ha comportato il verificarsi di una serie di problemi legati alla stabilità della cassa. Inoltre c'è considerare che non sempre la minore larghezza delle controfasce, che comporta una minore rigidità del contorno fasce, porta a buoni risultati nella sonorità, in alcuni casi infatti si ottengono ottime prestazioni addirittura aumentando la larghezza delle controfasce.
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