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Suonare e costruire i violini
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Fabio_Chiari_liutaio
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Messaggio da Fabio_Chiari_liutaio » mercoledì 18 gennaio 2012, 9:46

Dunque, prendo atto anche se non ce n'era bisogno che una gran parte di liutai, musicisti e amanti della musica in genere hanno delle certezze che contrastano con le mie. Allora io credo che invece di stare qui a cercare di spiegare nelle più svariate maniere il perchè e il per come, non è possibile fare una prova accettabile e nei termini giusti così da poter veramente capire se un musicista moderno è davvero in grado di riconoscere un classico da un contemporaneo? Badate bene io dico riconoscere che potrebbe essere cosa diversa dal preferire. Se a prova fatta viene dimostrato che io e quelli che la pensano come me hanno torto vorrà dire che ci richiuderemo nei nostri laboratori e cercheremo di eguagliare i classici (parlo del suono). Io francamente non ci vedo nulla di cui inorridire a richiedere una prova il più possibile condivisa riguardo a una questione che ripeto secondo me, sta bloccando la liuteria da trecento anni.
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nigel
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Messaggio da nigel » mercoledì 18 gennaio 2012, 10:03

GREGSAR ha scritto:Io,ho pochi concerti di archi alle spalle per poter paragonare,ma ho sentito anni fa,uno stradivari suonato in una chiesa,e assicuro che quel suono penetrante,e quella proiezione,mi lasciano di stucco tutt'oggi.
beh, in chiesa forse avresti avuto la stessa sensazione anche con un altro 'banalissimo' violino....

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GREGSAR
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Messaggio da GREGSAR » mercoledì 18 gennaio 2012, 10:51

beh, in chiesa forse avresti avuto la stessa sensazione anche con un altro 'banalissimo' violino....
Ciao,sicuramente "forse".
Se saro' presente in qualche altro concerto,nello stesso ambiente,ti sapro' dire se un "altro banalissimo violino" mi dara' la stessa sensazione.
Per ora non posso paragonare,perche' ho sentito strumenti diversi,in ambienti diversi.
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Messaggio da claudio » mercoledì 18 gennaio 2012, 12:13

Fabio_Chiari_liutaio ha scritto: Io francamente non ci vedo nulla di cui inorridire a richiedere una prova il più possibile condivisa riguardo a una questione che ripeto secondo me, sta bloccando la liuteria da trecento anni.
Come già detto di prove ne sono state fatte a iosa nel tempo senza peraltro essere addivenuti ad un risultato accettabile, perchè quando si mette in gioco il gusto e l'immaginario, difficilmente si potrà quantificare o dimostrare qualcosa. Inoltre la cosiddetta "prova" in che consisterebbe? quella di mettere in fila tutti i violini antichi esistenti e confrontarli con tutti quelli moderni esistenti? va da sè che oltre all'assurdità di una tale proposta, se anche si volesse fare un prova limitata negli esemplari, le variabili in gioco sono rappresentate dagli esemplari proposti e dai musicisti, oltre che da scelte soggettive che potrebbero far propendere su uno strumento moderno, piuttosto che su uno antico. Comunque datti pace: un buon strumento antico suona troppo meglio di uno moderno. Scommettiamo? :lol:
Ma la cosa che più mi fa ammattire, è che se da una parte ci sono commercianti interessati che continuano a riproporre il violino antico come un feticcio, dall'altra esistono liutai contemporanei che oltre al feticcio tentano di demolire l'evidente superiorità della qualità sonora di un buon strumento antico, semplicemente accampando la mancanza di una "prova", oppure dimostrando che con test discubili come quello appena fatto da Joseph Curtin, che in realtà il violino antico può essere equiparato da un buon violino contemporaneo.
Se proprio si crede ciò, ci si faccia apostoli di questa verità, si incontrino tutti i solisti del mondo e li si convinca a suonare un violino contemporaneo, piuttosto che un Amati, uno Stradivari o un Guarneri, hai visto mai che qualcuno ti dia retta?
Perchè se la differenza non riesci a sentirla, delle due l'una: o sei in mala fede, o sei sordo!
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Messaggio da Fabio_Chiari_liutaio » mercoledì 18 gennaio 2012, 14:38

Io posso credere senza timore che tu riconosca il suono di uno strumento classico da uno contemporaneo ,però le prove che sono state fatte negli anni dimostrano che se chi suona non sa per sicuro che cosa sta suonando il più delle volte il risultato è per lo meno spiazzante e addirittura se chi ascolta non sa che cosa si sta suonando il risultato è ancora più sconcertante sempre se le prove sono state fatte con il massimo della cura, io non ero presente ma perchè devo dubitare della serietà di chi le ha fatte se in fondo gli interessi pro e contro sono commercialmente parlando alla pari? Posso dire che mi piacerebbe sentire se la domenica mattina a Cremona quando vengono suonati gli struenti della collezione comunale quanti sarebbero in grado di cogliere la differenza se qualche volta suonassero uno strumento moderno, così per provare.
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Messaggio da robinwood » mercoledì 18 gennaio 2012, 14:49

Una volta ascoltai un quartetto con un primo violino di una nota grande orchestra italiana esibirsi in una piccola chiesetta antichissima. Ero sulla soglia ma non riuscivo a sentire e distinguere le note di quel violino che venivano coperte dagli altri strumenti, così piano piano mi sono avvicinato in prima fila e sono rimasto lì fino alla fine. Non sono ugualmente riuscito a sentirlo. Il violino era un violino molto bello contemporaneo, con scelta di legni superba e dall'ottima fattura, ma ricordo solo questo. Credo comunque che GregSar intendesse parlare di qualità e non di quantità nel riportare la sua esperienza, che tutti i suoi interventi mi sembra indichino.
Circa il maestroChiari proprio non lo capisco, ama i classici, li studia da sempre, ma cosa ne studia?
Questo senza nessun minimo riferimento a cattiva fede o a orecchie foderate dicicap.

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Messaggio da Fabio_Chiari_liutaio » mercoledì 18 gennaio 2012, 15:32

Figlioli per favore, non mi provocate, perchè come è risaputo io non sono in grado di moderare i termini specialmente di fronte alle battutine spiritose e poi vengo tagliato, cosa che disapprovo. caro Robinwood scrivimi in privato dove potrai qualificarti con nome e cognome ed io sarò ben felice di spiegarti che cosa studio nei classici. In questo post posso solo dire che che se un pittore che ha studiato i classici continuasse dopo trecento anni a fare le copie del Caravaggio avremmo potuto dire arrivederci agli impressionisti a Picasso eccetera eccetera. Che differenza c'è fra un pittore e un liutaio?
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Messaggio da claudio » mercoledì 18 gennaio 2012, 15:55

Fabio, guarda che è proprio chi ha sempre fatto le copie, come Joseph Curtin, che sostiene che i violini classici siano superati in qualità dagli strumenti contemporanei. E nessuno è rimasto al tempo di Caravaggio, che a veder bene, forse non sarebbe stato questo gran male. Nella tradizione italiala di liuteria in pochi si sono specializzati nelle copie, strumenti come quelli di Capicchioni, Galimberti, Fiorini, Poggi, sono strumenti di grande originalità. D'altra parte un violino ha una forma obbligata, hanno provato a farlo a forma di trapezio, come quello di Savart e che dicevano funzionasse tanto meglio degli Stradivari originali, però quello è rimasto in un museo come uno scherzo della natura, invece gli Stradivari continuano ad essere favoriti e sono ancora un riferimento per tutti i liutai e musicisti. Sarà un congiura?
Cmq voglio spezzare una lancia a tuo favore, ed è il motivo per cui mi ha sempre fatto piacere che tu frequentassi questo forum. Tuo malgrado, perchè a volte mi sembra che tu non ne sia consapevole (e forse è un bene che sia così), sei fautore di una liuteria "popolare" o "concreta" che mi sembra non faccia l'occhiolino a nessuna delle scuole classiche. Anche se tra i tuoi modelli vedo citati gli autori classici, esprimi comunque una liuteria indipendente, che a mio parere è già di per sè un gran valore.
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Messaggio da Fabio_Chiari_liutaio » mercoledì 18 gennaio 2012, 16:42

Allora Claudio, vediamo se mi spiego senza fraintesi. Io adoro Amati e Stradivari fino al 1700, mi piacciono anche Montagnana e i toscani coevi, non mi piace Guarneri del gesù però ammiro Alessandro Gagliano e i due figli, ma tutto questo da un punto di vista di liuteria. per quanto riguarda il suono la mia esperienza è diversa dalla tua e penso che non sia facile capire al volo se si tratta di un classico o di un contemporaneo fatto bene (perchè ci sono dei contemporanei che lavorano benissimo), per questo mi piacerebbe avere una prova certificata da bravi musicisti.
Il riferimento a Caravaggio era un parallelo che mi sembrava interessante perchè io da imbrattatele non vorrei ritrovarmi a fare delle copie di questo grane artista dopo cinquecento anni perchè penso che ogni forma d'arte debba evolvere senza disconoscere il passato. Un giorno ebbi l'occasione di parlare con Primo Conti e alla mia domanda su cosa pensasse dei contemporanei in confronto con i classici mi rispose parole testuali: Senza ricerca si ferma la cultura, se io facessi un quadro come Giorgione, che senso avrebbe oggi se Giorgione l'ha già fatto secoli fa? Io devo esprimere il senso del mio tempo. Spero di aver chiarito......
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Messaggio da claudio » mercoledì 18 gennaio 2012, 17:41

D'accordo perfettamente anche con Conti, ma c'è proprio bisogno di precisare che bisogna creare qualcosa di diverso, altrimenti si fanno i quadri uguali a quelli di Caravaggio? A trovarne di gente che abbia quella mano e quella ispirazione, ma Caravaggio apparteneva al suo tempo, così come i caravaggeschi hanno dato il loro contributo. Avere bisogno di precisare "che altrimenti l'arte non andrebbe avanti" è un non senso perchè l'arte va comunque avanti, se non altro perchè anche se per assurdo si volesse aderire sempre e comunque ai canoni antichi, lo si farebbe senza riuscire a scrollarsi di dosso quel che l'epoca contemporanea a torto o a ragione ci ha messo sul groppone (leggi "bagaglio culturale"). Io devo esprimere il senso del mio tempo. Non ti preoccupare, lo faresti comunque. Discorso diverso è quello dei copisti, ma è una specie di liutai minoritaria.
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Messaggio da robinwood » mercoledì 18 gennaio 2012, 18:11

Solo una parentesi, la mia non era una provocazione, ho inserito il link trovato per caso del musicista prof. a bari perché comunque mi è sembrato che lui stesso si fosse messo in discussione prima di permettersi ogni critica ad altri. Per la mia domanda circa il ''cosa ne studia?'', non era provocatoria ma di sincero interesse. Se uno non li ama per il Suono, mi chiedevo per quale motivo uno avesse passato così tanti anni a studiarli e soprattutto quale era stata la molla iniziale. Non credevo fosse una domanda privata ma inerente al topic. E non voglio importunare e far perdere tempo a nessuno privatamente, se poi oltretutto già sembra che lo faccia pubblicamente.

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Messaggio da robinwood » mercoledì 18 gennaio 2012, 23:34

But the chief failing of this test, as reported in the article, is that the players are not identified. Who were they? A performer is married to his or her instrument; and instruments choose their partners as carefully as vice versa. There are various schemes nowadays that offer students short-term loans of great Italian instruments. I think that this is a highly dubious idea – rather like offering someone a husband or wife for a brief time only. We players have to learn to relate to these magnificent works of art, to bring out the deep layers of sound that distinguish a great instrument from a good one.
So finally – I am delighted if modern makers earn the recognition they deserve; but in order to make this happen, it is necessary to have a much more comprehensive test – and it is not necessary to belittle the magical genius of Stradivarius and his very few peers.
http://www.guardian.co.uk/music/musicbl ... lins-study


p.s.in ogni caso se il maestro che si autocensura vuole dare libero sfogo alla favella che non si preoccupi, avevo un paio di amici di Livorno, insomma sono abituato e credo tra l'altro che non potrebbe mai superarli.

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Messaggio da gustu » sabato 21 gennaio 2012, 8:32

Il 20 gennaio per caso ho visto che anche RAI-3 ha parlato di questa disfida.

In conclusione del servizio un esperto l’ha definita una gara in un parcheggio tra una ferrari e una mini o una smart.

E’ evidente che in certi contesti i valori potrebbero appiattirsi.

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Messaggio da robinwood » lunedì 30 gennaio 2012, 14:53

Nulla da fare. Il paragone con il mondo delle auto da corsa oggi sembra essere l'unico argomento convincente. Segno esatto dei tempi. Come le suonerie dei cellulari. E Casteldelmonte come quei Violini non serve assolutamente a nulla.

http://www.bastardidentro.it/node/view/53238

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Messaggio da robinwood » martedì 31 gennaio 2012, 23:39

il liutaio che ha aperto il topic sono certo abbia udito e vista finissimi, oltre ad essere serio, quindi se nutre dubbi e ha fatto riferimento anche alle domeniche mattina cremonesi mi fido delle sue perplessità che inizio ad avere anch'io, visto che ormai quei Violini sembrano siano svuotati dell'unico vero valore che aveva reso eterna Cremona, quello che non si compra col denaro.
ma quante copie dell'onesto J.B.V. sono in giro nel mondo, sembra ci siano solo ferrari.
Ultima modifica di robinwood il domenica 28 aprile 2013, 9:13, modificato 1 volta in totale.

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