progettare il suono del violino

Suonare e costruire i violini
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davidesora
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Messaggio da davidesora » martedì 25 ottobre 2016, 11:34

doriangray69 ha scritto:suonati non tutti ovv. tra gli altri anche un raro guarneri "del carcere"
E di moderni cosa hai provato?
Visto che l'esperienza non sembra mancarti sarebbe interessante sentire le tue impressioni anche su questi, positive o negative che siano.

doriangray69
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Messaggio da doriangray69 » martedì 25 ottobre 2016, 14:15

Un po'piu'moderni diciamo 800/900 ho provato

Leandro Bisiach , Capicchioni , Garimberti,Ansaldo Poggi,
Gaetano Pollastri ,Stefano Scarampella,Gaetano Sgarabotto,
Pietro Sgarabotto,Ettore Soffritti


dei liutai Liutai contemporanei

Francesco Bissolotti ,Gio Batta Morassi ,Roberto Regazzi
Renato Scrollavezza e sono curioso di provarne altri

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Messaggio da davidesora » martedì 25 ottobre 2016, 16:25

doriangray69 ha scritto:Un po'piu'moderni diciamo 800/900 ho provato

Leandro Bisiach , Capicchioni , Garimberti,Ansaldo Poggi,
Gaetano Pollastri ,Stefano Scarampella,Gaetano Sgarabotto,
Pietro Sgarabotto,Ettore Soffritti


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Renato Scrollavezza e sono curioso di provarne altri
Impressioni sul suono?
Quali sono stati i violini che hai ritenuto migliori tra tutti nelle tua esperienza?
Ritieni che i violini 800/900 siano ormai da considerare definitivamente inferiori a quelli del 700 oppure credi che possano ancora migliorare?

Scusa la raffica di domande. :roll:

doriangray69
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Messaggio da doriangray69 » martedì 25 ottobre 2016, 21:20

dipende dal violino, ogni violino dello stesso autore ha caratteristiche differenti di suono,voce,etc...
secondo me la cosa diversa di un violino del 700 rispetto a uno posteriore e'la capacita' non di volume sonoro ma di espansione che fa si che sotto le mani senti la facilita'di emmissione,con pasta sonora di armonici ricchissima... e immagino per fenomeno di risonanza e di risonanza simpatetica si mettono in moto tutti gli armonici...creando un volume di suono non basato sul forte o piano ma di sfericita'tridimensionale... penso che cmq dipende forse dal violino e non dall'eta'epoca dello strumento,mi e' capitato con un violino moderno ( era un guido maraviglia) di provare la stessa qualita'di emmissione di un antico, ma era un modello particolare gli altri non erano cosi', una cosa pero'mi e'stata riferita da eminenti solisti della vecchia scuola, cioe'che i violini un po'piu'piatti e non troppo bombati hanno qualita'acustiche superiori... non so'se sia vero...

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Messaggio da claudio » mercoledì 26 ottobre 2016, 1:19

Dal punto di vista progettuale in effetti le curvature basse sembrano dare qualcosa in più in termini di potenza. Io ci sono arrivato e le realizzo in questo modo perchè ho visto che nell'ultimo Stradivari e nei Guarneri del Gesù si sono usate bombature piuttosto basse e tese, incuriosito le ho volute provare e ne sono rimasto molto soddisfatto.
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Messaggio da davidesora » mercoledì 26 ottobre 2016, 12:24

claudio ha scritto:Dal punto di vista progettuale in effetti le curvature basse sembrano dare qualcosa in più in termini di potenza. Io ci sono arrivato e le realizzo in questo modo perchè ho visto che nell'ultimo Stradivari e nei Guarneri del Gesù si sono usate bombature piuttosto basse e tese, incuriosito le ho volute provare e ne sono rimasto molto soddisfatto.
Sono d'accordo sulla resa delle bombature piatte rispetto alla potenza, ma invece riguardo a stradivari io ho l'impressione che abbia prima abbassato le bombature rispetto ad Amati e C. ma poi sia tirnato ad aumentarne l'altezza negli ultimi anni di attività della bottega.
Ad esempio lo Scotland University del 1734 (attualmente qui al MdV) ha bombature estremamente gonfie e alte, e devo dire che non si comport male nemmeno riguardo alla potenza.
Per Guarneri il discorso è diverso, ma anche alcuni suoi strumenti hanno bombature alte e gonfie, ma forse le più piatte sono prevalenti.
Spesso trovo che le bombature più basse favoriscano la nasalità del suono, ma è difficile generalizzare o individuare linee guida....

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Messaggio da claudio » venerdì 28 ottobre 2016, 3:29

Per bombature basse mi riferisco ad una morfologia che prende in esame l'andamento delle curve in senso longitudinale e quelle in senso trasversale. Possono esserci bombature basse nel senso di un'altezza zona ponticello di 14mm, ma al tempo stesso si può conferire alle curvature un andamento meno teso, ossia meno ripido nello scendere verso i polmoni inferiore e superiore, anche se in questo senso violini antichi con tavole armoniche siffatte non ne ho ancora viste, ma è per illustrare un concetto. Ispirandosi ai violini di Stradivari dei primi del 1700 e periodi posteriori, sembra che la curva longitudinale abbia un andamento abbastanza rettilineo per poi scendere verso i polmoni. A ciò contribuisce anche l'effetto di tensione delle corde che con il tempo ha sicuramente deformato in tal senso molti strumenti, tuttavia credo che questi strumenti nacquero già impostati almeno parzialmente in tal senso.

Negli Stradivari ultimo periodo (Muntz 1736) e molto più nei Guarneri del Gesù (dagli ultimi anni del 1730 in poi), le altezze non sembrano essere necessariamente più basse nella zona del ponticello, ma l'andamento longitudinale della curva verso i polmoni è sicuramente più ripido, o perlomeno una curva più coerente che riduce drasticamente la zona pianeggiante compreso tra cordiera e tastiera, generando un "effetto di compressione" che rendendo le curve più tese si riflette sul suono, che risulta appunto più aggressivo.

Io ad esempio adotto altezze massime nelle bombature di circa 15mm per la tavola e poco più di 14mm per il fondo. Ho provato in passato a farle ancora più basse, ma credo che il miglior compromesso tra potenza e qualità del suono sia nei valori suddetti. Anche nei casi di miei strumenti con bombature molto compresse (14mm per la tavola e 13mm per il fondo), non ho mai registrato nasalità o asperità di alcun genere, solo un suono più penetrante a cui ho restituito un pò di dolcezza lavorando sulle sgusce.

Quindi si possono avere bombature di altezze normali, ma la scommessa sul suono che sembrano avere giocato i liutai classici sembra proprio sulla "tensione" delle curve, più tese in senso longitudinale, e più dilatate in senso trasversale. Una differenza veramente epocale rispetto ai violini degli Amati.
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Messaggio da svanni » mercoledì 2 novembre 2016, 16:04

Le vostre risposte mi fanno sorgere un'altro dubbio.
Siccome credo che un violinista professionista abbia un'idea abbastanza chiara del tipo di suono che preferisce in un violino, come fa quando ne commissiona uno nuovo se il risultato finale è così difficile da stabilire a priori? E se poi il suono non è quello che avrebbe voluto?

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Messaggio da claudio » mercoledì 2 novembre 2016, 18:09

Un professionista ha un'idea chiara del suono, ma sulla timbrica e sulla prontezza è in genere sempre disposto ad imparare cose nuove. Quando commissiona uno strumento lo fa quasi sempre sulla scorta di altri strumenti che ha provato dello stesso autore, questo non significa che lo strumento futuro sarà esattamente come quelli provati, ma ci sono buone possibilità che lo strumento esca plasmato sulle esigenze di chi lo ha richiesto.

Le difficoltà di cui abbiamo parlato finora appartengono principalmente a chi non ha troppa cognizione della costruzione del violino, tuttavia anche il professionista deve far fronte alle infinite variabili che la costruzione di ogni strumento comporta. La differenza tra un dilettante e un professionista sta nel fatto che quest'ultimo garantisce, o dovrebbe garantire, uno standard di qualità e di risultato molto più alto.

Infine se il musicista conosce bene il lavoro del liutaio a cui si affida sa anche cosa aspettarsi.
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Messaggio da davidesora » giovedì 3 novembre 2016, 0:27

svanni ha scritto:Le vostre risposte mi fanno sorgere un'altro dubbio.
Siccome credo che un violinista professionista abbia un'idea abbastanza chiara del tipo di suono che preferisce in un violino, come fa quando ne commissiona uno nuovo se il risultato finale è così difficile da stabilire a priori? E se poi il suono non è quello che avrebbe voluto?
Quando si commissiona un violino credo che sia inevitabile dover accettare una certa incognita soprattutto nel risultato timbrico finale.
Se si conosce già il lavoro del liutaio si può avere un'idea sull'affidabilità dal punto di vista della suonabilità e della risposta generale dello strumento (che non è poco...), ma certe sfumature non saranno mai uguali tra un violino e l'altro.
Inoltre lo strumento evolve parecchio nei primi mesi/anni di vita. e quindi l'immediata certezza di un risultato prefisso, anche se fosse possibile, andrebbe valutata alla fine di un certo periodo, e l'evoluzione può dipendere molto da chi, come e quanto suona lo strumento.
Ogni strumento ha una sua personalità e credo che questo vada inevitabilmente accettato.

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Messaggio da fix62 » venerdì 4 novembre 2016, 9:34

Scusa Davide per la domanda che forse è banale, ma mi sorge spontanea:
se un un musicista professionista, conoscendo magari altri strumenti prodotti da un dato liutaio, gli commissiona un violino e al momento di provarlo decide che il suono è semplicemente diverso da come si aspettava, cosa fa il liutaio?
Arrivederci e grazie, lo venderò a qualcun altro???

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Messaggio da davidesora » venerdì 4 novembre 2016, 10:04

Dipende dagli accordi presi in fase di ordinazione, e da quale è la diversità da quello che si aspettava dal violino.
Due violini non saranno mai uguali, quindi qualcosa di diverso ci sarà sempre.
Comunque, un sistema che ritengo possibile, è lasciare al violinista la scelta di decidere dopo aver suonato lo strumento (con calma, una o due settimane di prova solitamente), se gli piace lo prende altrimenti no, un liutaio non ha nessun interesse ad avere in giro gente scontenta dei suoi strumenti e che gli farebbe cattiva pubblicità.
Il problema è che in questo modo un violinista potrebbe ordinare da dieci liutai contemporaneamente solo per poi poter scegliere tra tanti strumenti, questo non sarebbe corretto e creerebbe qualche problema ai liutai, quindi se non fosse veramente motivato all'acquisto sarebbe meglio che non ordinasse strumenti ma si accontenti di provare quelli già finiti che riesce a trovare in giro.
Se si ordina occorre aver fiducia nelle capacità del liutaio e soprattutto credere nel potenziale di evoluzione dei suoi strumenti negli anni che la sua esperienza dovrebbe garantire.
Un sistema usato da alcuni è richiedere una caparra in fase di ordinazione, se poi si decide di non acquistare si perde la caparra.
In questo modo si motiva l'acquirente a pensarci bene prima di decidere che il violino non gli piace e tutela un minimo il liutaio dandogli garanzia della serietà del cliente.

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Messaggio da Arca » venerdì 4 novembre 2016, 10:48

Io di lavoro principale faccio il falegname, se un cliente mi commissiona un mobile su misura mi lascia un acconto che va da un minimo di 1/3 fino al 50%, in alcuni casi dove chiedo 1/3 ad avanzamento lavori chiedo un ulteriore acconto quindo arrivo a 2/3 del totale.
Questo vele per qualsiasi artigiano, per il muratore che ti rifà un bagno, e per molti altri.
Non puoi dire: a me non piace o dire pensavo fosse diverso, mi puoi contestare se il mobile è storto o non chiude, non perché il castagno ha una venatura che non ti piace.
Alessandro Mattei

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Messaggio da davidesora » venerdì 4 novembre 2016, 16:55

Arca ha scritto:Io di lavoro principale faccio il falegname, se un cliente mi commissiona un mobile su misura mi lascia un acconto che va da un minimo di 1/3 fino al 50%, in alcuni casi dove chiedo 1/3 ad avanzamento lavori chiedo un ulteriore acconto quindo arrivo a 2/3 del totale.
Questo vele per qualsiasi artigiano, per il muratore che ti rifà un bagno, e per molti altri.
Non puoi dire: a me non piace o dire pensavo fosse diverso, mi puoi contestare se il mobile è storto o non chiude, non perché il castagno ha una venatura che non ti piace.
Mi piace..... :wink: :D

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Messaggio da sullacorda » sabato 5 novembre 2016, 14:30

io non ho mai acquistato i miei strumenti per ordinazione ma li ho sempre "trovati", "provati" e comprati.
Considerato che certi liutai parlano di 2 anni di lista di attesa mi risulta difficile giustificare una caparra visto che gli strumenti dovrebbero andare via come il pane.
La mia esperienza è comunque molto simile a quella descritta da Claudio e Davide: io ho sempre prima provato un "feeling" col liutaio e poi con lo strumento. A volte la cosa non ha funzionato, nel senso che la fiducia verso il liutaio c'era ma lo strumento che provavo in quel momento non mi convinceva. Direi che comunque, parlo della mia piccola esperienza "amatoriale" in campo musicale, prima di tutto ci va la fiducia e il rapporto col liutaio, "poi lo strumento" dato che, per quanto bene possa suonare, visto le cifre in gioco per uno strumento di liuteria, comunque ci va una fiducia sul modo di lavorare e sul seguire lo strumento nel tempo.
Rimane il fatto che lo strumento deve suonare: di sicuro migliora col tempo, ma fin da subito si mostrano le caratteristiche, la "favola" che lo strumento si fa con gli anni è un po' uno specchietto per le allodole .. almeno questa è la mia esperienza.

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