utilità della prova del "violino in bianco"

Suonare e costruire i violini
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valviolin
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utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da valviolin » domenica 7 gennaio 2018, 14:28

Buon giorno a tutti.
Ho letto pareri discordanti sull'utilità della prova del violino "bianco".
Qualcuno asserisce che, specialmente per noi neofiti, è di vitale utilità la prova in bianco.
Per altri, viceversa,si tratterebbe di un passaggio che oltre ad essere inutile,potrebbe provocare un ulteriore carico di diffilcoltà nel proseguo del lavoro.Lo stesso sarebbe inopportuno in quanto una volta eseguita la verniciatura andrebbe rettificato il ponticello....
Sono alle prese alla costruzione del mio primo violino.
Allego foto della situazione attuale...
GRAZIE per i vostri suggerimente e della vostra esperienza.
Alessandro
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Giuseppe45
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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da Giuseppe45 » domenica 7 gennaio 2018, 19:01

Complimenti Alessandro! Da come vedo hai una buona manualità, è evidente che hai già avuto a che fare col legno!! Anch'io sono al mio primo violino, e non ho resistito a fare la prova in bianco e sono passato alla verniciatura! Sentire la voce è un'emozione straordinaria, anche se effettivamente alcuni ritengono che non serve a nulla. Non sono d'accordo perché come si dice il "buongiorno" si vede dal mattino e poi dopo tre anni di lavoro, tanto ho impiegato, non vedevo l'ora di sentirlo e a giudizio di questo Maestro che lo ha provato è molto interessante e con la verniciatura acquisirà armonici ed una voce più calda. Infatti il Maestro vuole riprovarlo con la vernice. Ancora complimenti

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da claudio » martedì 9 gennaio 2018, 13:01

Se non si vuole capire nulla dell'influenza del processo di verniciatura sul suono di un violino si eviti pure di fare la prova in bianco, ma se invece si vuole cercare di affinare le proprietà sonore di uno strumento la prova in bianco è mandatoria. Io la prova in bianco la faccio sempre perchè mi permette ogni volta di valutare al meglio i miei progressi sul suono, utile anche quando decido di apportare modifiche nella vernice o nella verniciatura. Bisogna anche considerare che fare un ponticello su uno strumento appena verniciato non è cosa sempre agevole, anche se per me e le mie vernici ad olio non ci sarebbero problemi, ma una vernice appena essiccata è comunque sempre piuttosto sensibile e non ama essere toccata.
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Mauro Buffolo
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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da Mauro Buffolo » domenica 28 gennaio 2018, 9:18

Effettivamente ci si rende perfettamente conto dell¡influenza della vernice e, quindi, ti aiuta ad apportare le modifiche e correzioni necessarie, sopratutto importante con riferimento alla vernice (io uso quella ad olio).

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da lorenzo fossati » domenica 28 gennaio 2018, 11:18

Anche secondo me è utile (non la faccio ma dovrei) però al patto di tenere montato il violino in bianco un mese o due prima di verniciare o provarli immediatamente senza dare tempo al violino di assestarsi, nel senso che se uno completa il violino (in bianco), fa subito una veloce prova in bianco, poi smonta tutto vernicia e rimonta provandolo immediatamente probabilmente la differenza nel suono è attribuibile alla vernice, ma se lo tiene montato verniciato e lo prova dopo un mese o due credo che la differenza in suono sia attribuibile molto di più al naturale assestamento della struttura che alla vernice

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da claudio » domenica 28 gennaio 2018, 11:33

Lorenzo, il violino non deve fare concerti (almeno nell'immediato, specialmente prima della verniciatura), le potenzialità sonore dello strumento si riconoscono già dopo la prima ora che lo strumento nuovo è montato, con ovviamente tutte le riserve del caso.
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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da lorenzo fossati » domenica 28 gennaio 2018, 11:56

Si, però io parlo del rischio di attribuire effetti positivi o negativi alla verniciatura quando in realtà sono riconducibili più che altro al naturale assestamento dello strumento. A me è comunque capitato che uno strumento che non suonava bene nelle prime settimane (suono molto stoppato) poi si sia "aperto" naturalmente (senza essere suonato se non per qualche prova da musicisti) dopo due o tre mesi, sicuramente è stata l'eccezione però per dire che può capitare che un violino abbia bisogno di un po' di tempo per poter capire le potenzialità, non tutto quel ch'è oro luccica ne gli erranti son perduti

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da claudio » domenica 28 gennaio 2018, 13:12

Anche se "stoppato" per motivi di assestamento, le differenze tra il prima e il dopo verniciatura si avvertono comunque. Inoltre la prova in bianco consente anche la possibilità di potere intervenire sugli spessori e sulle sgusce (il metodo di filettatura e sguscia a cassa chiusa altrimenti a cosa servirebbe?), e di poter effettuare un controllo sulla qualità della costruzione e di potere rimediare ad eventuali errori.
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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da lorenzo fossati » domenica 28 gennaio 2018, 14:39

Son d'accordo, la metodologia che mi propongo di iniziare è tenere il violino in bianco per tutto il periodo di assestamento (2 o 3 mesi), fare una prova del suono ed eventualmente ritoccare la bombatura (e gli spessori di conseguenza) prima di verniciare (cosa che per ora non mi sono mai azzardato a fare) Il problema è la pazienza, la smania di verniciare una volta completato lo strumento :)

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da davidesora » domenica 28 gennaio 2018, 22:58

Mah, per me ci son troppe variabili in ballo, come evidenziato dai post precedenti. Però con un metodo sempre uguale per ogni strumento probabilmente qualcosa di utile si riesce ad ottenerlo dalla prova in bianco, si tratta di adottare un "protocollo sperimentale" ben preciso e riproducibile per non cadere in errori fatali, tipo convincersi che così non va e modificare le cose per poi rendersi conto che era meglio non farlo.
Come si può evincere da quanto scrivo, io preferisco non fare la prova in bianco e passare direttamente alla verniciatura, lasciare assestare bene il violino (e la vernice) e poi semmai trarre conclusioni e decidere se modificare le cose aprendo lo strumento e lavorando dall'interno, anche se al momento non mi è mai successo di doverlo fare.
Comunque sia non è strettamente necessario lavorare a cassa chiusa per poter modificare le sgusce o le bombature dall'esterno a strumento in bianco, lo si può fare in qualsiasi caso. Probabilmente però con il sistema a cassa chiusa si hanno più margini di modifica se si parte con degli spessori nella sguscia più alti per poi modificarli durante la prova in bianco. E una questione di "protocolli" di costruzione, ossia delle scelte che il liutaio decide di fare per ottimizzare il risultato finale.

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da Mauro Buffolo » lunedì 29 gennaio 2018, 16:07

da profano, posso dire solo che mi è stato (parlo al passato) molto utilie per "impadronirmi" (si fa per dire) della tecnica di verniciatura a olio che credo sia piuttosto diversa da quella ad alcol e che forse, ha tendenzialmente una maggior influenza sul suono che quest'ultima(?). In ogni caso la verniciatura ad olio richiede almeno 2/3 settimane. Così, violino dopo violino, ho potuto notare abbastanza chiaramente l'effetto della vernice (facendo la tara della sonorità del violino in sè) e quindi migliorare la stesura e la quantità di vernice eccetera. Già questo mi sembra importante. Non credo che sia necessario farlo sempre una volta che s'è capito un po' come funziona la vernice che in concreto si utilizza. Per il resto non mi sono mai azzardato a modificare sguscie o bombature.

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da lorenzo fossati » lunedì 29 gennaio 2018, 20:03

mi togliete un dubbio? si scrive sguscie o sgusce?

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da claudio » martedì 30 gennaio 2018, 1:53

Sono regole empiriche derivate dall'uso, per i nomi femminili plurali in cui la "C" è preceduta da una consonante vale "fasce" e "sgusce". Ma non è raro trovare testi antichi e moderni in cui si scrive "fascie".
andante con fuoco

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Re: utilità della prova del "violino in bianco"

Messaggio da lorenzo fossati » martedì 30 gennaio 2018, 11:10

in genere io taglio la i nelle doppie consonanti quindi il principio torna. il plurale di acacia è acacie perchè la c è preceduta da una vocale, anche qui torna!
ma lanciere ed arciere? sono pure eccezioni?

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