Il violino di Maurizio

Suonare e costruire i violini
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » giovedì 28 giugno 2018, 10:55

Il mio consiglio è di tenersi sui valori medi indicati da Sacconi per la sguscia, che se ben realizzati portano a ottimi risultati. Io filetto e sguscio a cassa chiusa quindi ho un approccio molto diverso rispetto a chi pratica le sgusce a cassa aperta, ma i principi enunciati da Davide sono più o meno gli stessi che seguo anch'io e che regolano il funzionamento di base delle tavole armoniche.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » giovedì 28 giugno 2018, 15:31

Grazie mille Davide, gentilissimo come sempre.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » giovedì 28 giugno 2018, 15:32

Claudio, la prova sul bordo l'ho fatta proprio seguendo i valori del Sacconi.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da davidesora » giovedì 28 giugno 2018, 16:25

claudio ha scritto:
giovedì 28 giugno 2018, 10:55
Il mio consiglio è di tenersi sui valori medi indicati da Sacconi per la sguscia, che se ben realizzati portano a ottimi risultati.
Concordo con Claudio, i valori medi di Sacconi si adattano alla maggior parte dei casi con caratteristiche del legno non troppo al di fuori della media soprattutto con densità non troppo alta.

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » giovedì 28 giugno 2018, 16:30

mico ha scritto:
giovedì 28 giugno 2018, 15:32
Claudio, la prova sul bordo l'ho fatta proprio seguendo i valori del Sacconi.
Ho visto, Il risultato sembra abbastanza plasusibile, lo spessore minimo di 3.3mm (profondità sguscia di 0.7mm per un totale di uno spessore del bordo di 4mm), è assolutamente da intendere media, cioè a dire che si è liberi in seguito di diminuire o aumentare a piacimento (parliamo sempre di profondità di sgusce che variano al massimo di + o - qualche decimo di mm circa rispetto alla media), a seconda dei risultati sonori ottenuti.

Anche in questo caso, dopo avere preso contatto con il metodo stradivariano, osserverei l'interpretazione delle sgusce anche su altri autori, come gli Amati o Stainer o altri autori classici (i moderni non li prenderei in considerazione perché nella stragrande maggioranza le sgusce non sono state concepite tenendo conto di fattori sonori), che ne producevano spesso di ampie e piuttosto profonde, il che non voleva essere un vezzo puramente estetico, ma rappresentava una vera e propria chiave per conferire allo strumento un certo tipo di sonorità e di dinamica.

Sono parametri che non è facile predeterminare, però sono molto ben governabili ad occhio, ma soprattutto "ad orecchio", per cui continuando a costruire violini ci si regola in base ai risultati ottenuti. Cioè a dire alleggerendo o appesantendo le sgusce in base ai legni, agli spessori e alle bombature adottate, il che significa che le variabili sono infinite, fortunatamente.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » lunedì 2 luglio 2018, 22:29

E' arrivato tutto ed ho già cominciato a fare delle prove di filettatura ma, come al solito, nuovo step nuovi dubbi.
Domanda rivolta principalmente a chi filetta a cassa aperta: Meglio fare prima la sguscia (profondità 0,7mm circa) e poi fare il canale del filetto (profondo circa 1,5mm) o viceversa (con canale filetto da 2mm)?
Come indicato nel Sacconi, per il fondo in acero non è necessario passare prima uno strato di acqua e colla. Corretto?
Il filetto dovrebbe inoltre capitare a cavallo tra la fascia e la controfascia. Corretto?
Chiaramente può rispondere anche chi filetta a cassa chiusa :D
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Ananasso » martedì 3 luglio 2018, 1:13

- Ho sempre sgusciato dopo aver filettato, salvo provare il procedimento opposto con il violino che sto facendo ora (sono leggermente più avanti di te nel lavoro). Facendo prima la sguscia ho un miglior controllo della profondità della sguscia stessa, soprattutto in corrispondenza delle punte. D'altra parte ho meno margini di errore nel taglio del solco, che deve essere perfetto. Sono soddisfatto dell'esperimento e penso che d'ora in poi lavorerò così.
La profondità finale della mia sguscia è di 1 mm.
- Non uso colla con l'acero per proteggere bordo e 'testimone'. Con l'abete sì.
- Il solco ha le pareti a 4mm e 5 mm dal bordo. Il bordo è a circa 2.5 mm dalle fasce. Quindi il filetto è sopra le controfasce.

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » martedì 3 luglio 2018, 9:19

Grazie mille Ananasso, è tutto quello che mi serviva sapere.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » martedì 3 luglio 2018, 10:04

Non vedo vantaggi nel realizzare la sguscia prima della filettatura, la quale richiede di essere "armonizzata" alla sguscia stessa. Una volta realizzata la sguscia, praticare il solco del filetto richiede maggiore attenzione per i ridotti margini di spessore e perchè si ha a che fare con una zona finita, inoltre manca il "testimone" costituito dalla filettatura che è una guida indispensabile non solo per la realizzazione della sguscia, ma anche del bordo. So di liutai che seguono questa pratica, ma i vantaggi mi restano a tutt'oggi molto oscuri.

Inoltre se il filetto risulta essere di impedimento nello scegliere la profondità della sguscia questo vuol quasi sicuramente significare che non si ha ben chiaro il punto ove si applica il minore spessore della guscia. Il filetto non dovrebbe essere mai di impedimento nello scegliere qualsiasi tipo di sguscia, e per ottenere questo, e anche per ragioni stilistiche, il filetto non si trova mai nel punto di spessore minimo della sguscia.

Mi sembra invece che non ci si sia posti in alcun modo l'alternativa di filettare e sgusciare a cassa chiusa, magari ricorrendo a soluzioni spesso discutibili come quella di cui sopra, mi sembra che si sorvoli un pò troppo velocemente su un'ipotesi di lavoro interessante e in grado di offrire indubbi vantaggi.

Ho realizzato due brevi video a questo proposito, si mostra una cassa armonica chiusa e come potrete ben vedere con i bordi da lavorare (primo video), e successivamente con i bordi lavorati e pronti per ricevere il filetto. Ho accennato ad una leggera sguscia, lasciando intatto lo spessore della zona in cui si scaverà il solco del filetto, per comodamente raccordare meglio lo scavo delle superfici inferiori. Poi ne realizzerò un altro paio dopo la filettatura e durante la sguscia.



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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » martedì 3 luglio 2018, 15:29

In effetti non avevo considerato che il filetto non è situato nel punto medio della sguscia. Non so perché ma ero convinto del contrario anche se riportando le misure è evidente.
In tal caso vedo come problema più grande il riuscire a tenere perpendicolare il filettatore, usandolo con doppia lama. Se lo usassi con lama singola (come da Sacconi), sarebbe più semplice.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » martedì 3 luglio 2018, 15:51

Infatti il filettatore a doppia lama va bene solo per tracciare, per tagliare va bene quello con una sola lama, oppure l'uso di un coltello adatto.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » mercoledì 4 luglio 2018, 19:00

Se la tavola mi ha dato da fare, la filettatura mi ha fatto stressare.
Ho usato il filettatore per tracciare ed il taglierino per fare il canale ma a dire il vero non mi ha fatto impazzire questo metodo in quanto sono dovuto ripassare sullo stesso taglio varie volte e quindi ho perso pulizia dello stesso.
Sulla tavola voglio provare il metodo Sacconi, che segue anche Claudio, usando il filettatore ad una lama.

Il risultato è questo:
606106a8-2528-4d49-9ca2-082b294fc63b.jpg
Io ci ho provato... anche a fare le punte che però si sono ribellate al mio volere. Alla fine temo che abbiano vinto loro ma nel complesso non mi sembra un lavoro troppo malvaggio. Non appena si asciuga posso cominciare la sguscia e lì verranno fuori eventuali obbrobri.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » mercoledì 4 luglio 2018, 19:16

Non è metodo Sacconi, il filettatore ad una lama è anche tra gli attrezzi stradivariani.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da davidesora » mercoledì 4 luglio 2018, 23:57

mico ha scritto:
martedì 3 luglio 2018, 15:29
In effetti non avevo considerato che il filetto non è situato nel punto medio della sguscia. Non so perché ma ero convinto del contrario anche se riportando le misure è evidente.
In tal caso vedo come problema più grande il riuscire a tenere perpendicolare il filettatore, usandolo con doppia lama. Se lo usassi con lama singola (come da Sacconi), sarebbe più semplice.
Lame leggermente sfasate per il doppia lama ( basta pensarci un attimo....)

Per la filettatura a lama singola è solo un'illusione di maggiore facilità : filettare bene è difficile e non esiste un metodo più facile dell'altro, solo molta pratica necessaria per il controllo perfetto dell'attrezzo, qualunque esso sia.

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » giovedì 5 luglio 2018, 9:55

Mai pensato ad un filettatore a lama sfalsata, l'idea mi sembra ottima per assicurarsi un buon parallelismo tra le pareti del solco, una soluzione non certo consigliabile a un principiante e che ha i suoi pro e i suoi contro (nel senso che l'uso del coltello è comunque d'obbligo per rifinire e approfondire in certi punti). Io ho sempre visto privilegiato l'uso del coltello, preceduto dal filettatore a lama doppia usato come tracciatore. Ma l'idea di lavorare tutto a coltello non mi piaceva troppo e realizzai un filettatore simile a quello stradivariano, che trovai subito perfetto per i miei bisogni.

PS:
l'uso del coltello è comunque d'obbligo per finire le punte, regolarizzare alcuni punti del solco, ecc ecc
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