Il violino di Maurizio

Suonare e costruire i violini
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » venerdì 10 agosto 2018, 23:51

Peccato la parte inferiore delle effe, brutte le palette inferiori e asimmetriche quelle superiori, la parte superiore appare comunque bene impostata. Le aste delle effe appaiono un po' troppo parallele, ma se non ti senti sicuro di aprirle un pochino al centro (anche per essere sicuro che ci passi un'anima da più di 6mm), lascia così.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » domenica 12 agosto 2018, 15:31

Claudio potrei anche ritoccarle ma francamente andrei a tentoni... non mi è probabilmente ancora chiaro del tutto l'andamento delle curve. Necessito sicuramente di un approfondimento, ma d'altronde parlando di "stile" troppe cose devo ancora approfondire. Per il momento le tengo così per evitare di far ulteriori danni: anche se non perfette, fanno morale.
Il problema principale è stato comunque il taglio degli occhi che ho fatto a seghetto e pertanto non circolari già all'inizio. Come sempre, ogni errore in partenza si paga, e caro, nel seguito.
Per l'anima passa anche da 6,5 perché ho provato in fase di taglio.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » domenica 12 agosto 2018, 17:25

Intanto ho cominciato a lavorare sulla catena per la quale ho seguito in tutto il Sacconi: larga 5.5 mm ed per la lunghezza sono arrivato a 5cm circa dal bordo fasce (che poi è una lunghezza che torna anche con altri testi).
Ho deciso di non tensionarla, ovvero lasciare della spazio alle punte in modo che una volta incollata crei una tensione sulla tavola. Ho deciso questo perché già c'è la tensione dovuta alla rastremazione delle fasce!
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Sto finendo di migliorare il contatto e poi se non ci sono problemi la incollo.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » domenica 12 agosto 2018, 22:06

Vedo che hai messo dei riferimenti per l'incollaggio. Come hai calcolato la posizione della catena?
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » domenica 12 agosto 2018, 22:41

Ho seguito il Sacconi ovvero ho diviso le larghezze massime dei polmoni in sette parti e mi sono messo alla distanza di un settimo dalla linea della mezzeria. Ho poi controllato che la catena cascasse sotto al piede del ponticello (assumendo uno standard di 41,5mm).
I riferimenti li ho attaccati con nastro biadesivo in modo da evitare colla e mi sono stati utili.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » domenica 12 agosto 2018, 23:51

E' importante lo scostamento della catena rispetto al piedino del ponticello, che in genere è di 1-1.5mm al suo interno. L'importante è che venga posizionata rispetto al ponticello e non all'occhio superiore della effe. Per rifinire le effe serviti anche di limette semitonde, perché mi sembra che tu abbia finito tutto a coltello (magari al prossimo violino, in questo modo puoi ritoccare un minimo e rendere le linee più omogenee senza togliere troppo materiale.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » lunedì 13 agosto 2018, 10:02

Avevo già controllato, come indicato nel Sacconi che ci sia almeno 1 mm. Sono andato avanti con la catena: l'ho attaccata, sagomata al fine di ottenere una nota coerente e alla fine sono arrivato circa ad un Sol. Altezza finale della catena 13mm che rastrema a 4mm alle punte. Alla fine il peso tavola + catena è di 95 gr.
Questo il risultato:
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Devo rifinire l'interno delle ff con le lime, come mi hai detto.
Visto che mi è rimasta della colla fatta ieri, la diluirei e la passerei all'interno della cassa, TA compresa, così al ritorno dalle ferie posso chiudere la cassa.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » lunedì 13 agosto 2018, 12:53

Ad un certo punto mi misi anch'io a intonare le tavole con le catene, ma i risultati sono stati incerti e poco affidabili, e soprattutto poco prevedibili, per cui le catene le faccio sulla base esclusiva dell'esperienza acquisita. La tua catena mi sembra sia un po' troppo scavata nei punti a 1/4 e a 3/4 della sua lunghezza, ciò che potrebbe portare ad una poca uniformità del suono e poco corpo nei bassi, ma tenendo conto che agli estremi è alta 4mm ed ha un'altezza max di 13mm, può darsi che la massa del materiale tolto sia in qualche modo compensata.

Il problema di intonare la tavola con la catena, principio che comq ha un suo fondamento, è quello che non si sa mai dove togliere il legno la nota giusta, c'è chi agisce sull'altezza massima, chi invece come te toglie massa alleggerendola dalla parti, altri che si limitano ad alleggerire gli estremi, ma se da una parte gli effetti ai fini dell'intonazione sono spesso poco percepibili, dal punto di vista sonoro gli effetti sono molto marcati e spesso disastrosi.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » lunedì 13 agosto 2018, 13:38

Claudio io chiaramente non ho esperienza in merito ma ho pensato che se nel fondo la zona di maggior spessore è più o meno centrale (un po' più alta del centro) un motivo ci sarà! Se quella è la zona (massa) maggiormente vibrante avrebbe senso ricreare una situazione analoga sulla tavola o meglio sulla catena (la tavola da me scelta è a spessore circa costante), per far sì che tutto vibri insieme e non ci siano effetti di smorzamento dovuti alle masse. Quindi ho preferito alleggerire i lati e tenere massa al centro, ma sopra il ponticello.
Non so se le pensate che faccio hanno un senso ma almeno cerco di darmi una spiegazione a quello che faccio. Che poi sia giusta....
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » lunedì 13 agosto 2018, 14:57

Il principio che hai seguito è giustissimo, solo che hai abbassato un po' troppo ad 1/4 e a 3/4 della catena, ma non siamo ad un livello di un vero e proprio errore, hai solo aggiunto caratteristiche di suono a scapito di altre. Ed il mio discorso verteva anche ad evidenziare come a parità di nota della tavola si possano produrre catene diversissime nella forma, che inevitabilmente influiranno pesantemente sul suono finale, nel bene e nel male.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » mercoledì 19 settembre 2018, 13:16

Rieccomi tornato. Mentre sto aspettando l'alesatore per il foro del bottone ho cominciato a disegnare la sagoma del manico.
Il riccio è abbozzato e disegnato a mano libera. Per il resto le misure dovrebbero essere quelle standard.
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Vediamo se ci può stare.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » mercoledì 19 settembre 2018, 13:20

Complimenti hai fatto un riccio di scuola bresciana!
Perchè la misura di 137mm? si è sempre usata di 136mm, l'incasso del manico è previsto di 6mm, per poi lasciare liberi i richiesti 130mm per la smanicatura. In questo modo il piede del manico non infierisce sullo zocchetto del manico, rimane elegantemente coincidente con il filetto della tavola, ed ha l'indubbio vantaggio di avere un piede più leggero, che è un bene per il suono.

Penso a volte che queste misure siano state elaborate da persone un po' ansiose, che prediligono la massa rispetto alla funzionalità, con il pensiero fisso che aggiungendo un millimetro qui ed un millimetro là, non si possa far danno ed è tutto a vantaggio della stabilità. Ma così non è, il buon suono di un violino è anche la somma di moltissimi fattori apparentemente trascurabili.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 » giovedì 20 settembre 2018, 10:50

Bentornato Maurizio, ho letto che hai intonato con l'accordatore, hai usato Audacity? o altro? ma a parte questa intonazione che avrà i suoi pregi hai testato la tavola a torsione e compressione? A torsione si muove un pò? penso che anche questa operazione sia utile per sentirne il nerbo, apprezzandone il vigore e la forza. Qualcuno dei penta-esastellati ( anche mono e bi )può chiarirci le idee su questi movimenti di torsione e compressione, ossia di quanti gradi dovrebbe muoversi un polmone rispetto all'altro? Quale elasticità deve avere?Quindi quando bisogna fermarsi con gli spessori per ottenere questo. Una risposta a aldilà di esperienza e pratica è benvenuta!

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » giovedì 20 settembre 2018, 12:08

Giuseppe, una risposta aldilà di pratica ed esperienza è impossibile, in genere quei riferimenti che cerchi su torsione e compressione non si misurano se non con la propria sensibilità personale che può essere formata appunto con esperienza e pratica. Un aiuto valido è assistere ad una lavorazione delle tavole dal vivo da parte di un liutaio esperto, oltre al fatto di provare, provare, provare...

Nel seguente video dove si illustra brevemente una fase della sguscia a cassa chiusa, noterai che le mie dita saggiando le zone del fondo lo fanno flettere leggermente, ma si tratta di una lavorazione a cassa chiusa, il che vuol dire che le tavole sono vincolate al contorno delle fasce e sono più rigide. Nella lavorazione a cassa aperta invece si saggiano le tavole prima della loro incollatura, cosa che ha un valore limitato, perché notoriamente un violino ha l'abitudine di suonare con tavole incollate (vincolate) al contorno fasce.

Ovviamente anche io saggio le mie tavole prima di incollarle al contorno fasce, ma più che gli elementi meccanici di torsione e compressione, è proprio il riuscire a percepire gli armonici da esse prodotti. A complicare il quadro resta il fatto che bisogna anche prendersi del tempo per educare il proprio orecchio al suono, magari prendendo lezioni di violino, cosa che purtroppo solo una esigua minoranza di liutai esperti e principianti fanno.

Niente toglie che le casse si possano ottimizzare anche avendo filettato e sgusciato a cassa aperta, ma dato che il maggiore impegno lo si è già profuso in queste fasi di lavorazione, quasi sempre le casse non conoscono questa fase ulteriore di ottimizzazione. Un liutaio che abbia l'ambizione di far suonare bene i propri strumenti dovrebbe inoltre fare molto esercizio nella costruzione degli strumenti, altrimenti l'esperienza e la pratica non si formeranno mai.

Se un liutaio come Stradivari è riuscito a raggiungere un grado di maturità artistica a circa 60 anni, riuscendo a distaccarsi dai modelli degli Amati, ci sarà un motivo? Cioè a dire che per fare bene le cose ci vuole tempo, e spesso nemmeno quello basta.

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 » martedì 2 ottobre 2018, 20:03

Claudio, molto bello ed esaustivo il video, quando dici " riuscire a percepire gli armonici" è sempre riferito alla leggera compressione che dai al fondo o alla tavola? l'armonico è dato dalle fibre in tensione? Comincio a capire qualcosa! Come anche che l'interno della cassa deve essere rifinito con più accuratezza dell'esterno! I tozzetti del manico e del bottone che hanno una forma di parentesi tonda marcata si possono addolcire nella loro forma, addolcendo le curve terminali? Il vortice del suono avrebbe meno intoppi! E fantasia? Grazie

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