Il violino di Maurizio

Suonare e costruire i violini
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » mercoledì 3 ottobre 2018, 22:17

la pressione che esercito nel video serve per capire quanto elastica è la tavola in corrispondenza della sguscia, gli armonici sono quelli prodotti dalle tavole e dalla cassa quando le si percuote con le nocche, cioè a dire che assieme ad una o più note emesse da esse, vi è presente anche un "accompagnamento" di armonici che potremmo definire una sorta di "aura". E' appunto la ricerca di questa aura che ci può indicare se siamo o meno sulla strada giusta, ma infine è sempre bene sapere che è lo strumento a dire l'ultima parola.

Gli zocchetti di testa e di fondo nella tecnica stradivariana non hanno forma tondeggiante, ma sono piuttosto snelli, meglio dare una guardata al Sacconi. Uno zocchetto non dovrebbe andare molto in avanti nella tavola, primo perché non ce n'è bisogno, secondo perché se gli zocchetti sono troppo robusti danneggiano il suono. Le dimensioni ideali sono appunto quelle stradivariane.

Tu parli di "vortice del suono", forse intendendo il suono come una corrente d'aria che deve scorrere liberamente su superficie il più aerodinamiche possibili, ciò è vero solo in minima parte perché se da un lato le superfici vibranti è bene che non incontrino troppi ostacoli o scalini nel loro percorso (discontinuità nelle superfici), dall'altra le vibrazioni hanno leggi proprie e complesse non sempre bene individuabili. C'è chi ritiene di controllare il suono delle proprie casse armoniche usando tecniche strumentali di cui i famosi "modi" sono una delle espressioni più tipiche, ma il violino resta oggi come nel passato, un prodotto dell'arte, e quindi per niente incline a piegarsi alle leggi degli uomini (che della natura ne conoscono solo un certo numero).

Gli armonici bisogna imparare ad ascoltarli, per questo è sempre bene che un liutaio impari un minimo a suonare uno strumento.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 » giovedì 4 ottobre 2018, 9:18

Grazie Claudio, ho consultato il 'Sacconi ' ed è quella la forma a cui pensavo! Provvederò a modificarli una volta estratta la forma. L'Aura degli armonici è sempre in relazione agli spessori? In pratica come se fosse una scia sonora, un'ampiezza di suono che danno poi "poesia" al violino!! Ho anche comprato un amplificatore per l'udito spero di riuscirli a sentire!
Ma essi sono in relazione con le frequenze? Se si, quali devono essere? Mi scuso con Maurizio per aver invaso il suo topic, ma è estremamente interessante!

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » giovedì 4 ottobre 2018, 9:46

Per le nozioni base sulla natura e la fisica dei suoni ti consiglio di leggere qualche cosa circa l'acustica, in rete dovrebbero esserci parecchie informazioni a riguardo. Se hai un buon udito non serve nessun amplificatore, basta percuotere le tavole (senza l'ausilio di altri strumenti elettrici, meccanici, elettronici), per capire che man mano si vadano assottigliando gli spessori (oppure li si modifichino a zone), la cosiddetta "aura" tende ad aumentare sia in intensità che in persistenza, superato un certo limite però tutto muore, il che vuol dire probabilmente che si è superato il punto limite oltre il quale le tavole possono dare una risposta "energica".

Il dato di per sé vuol dire tutto e niente, perché per ascoltare gli armonici bisogna avere un buon orecchio, ma un buon orecchio deve essere anche bene educato, l'unico modo è frequentare assiduamente le sale da concerto e imparare ad ascoltare, le frequentazioni di musicisti che suonino vari strumenti può aiutare molto in tal senso. In questo modo con un po' di tempo ed esperienza, ma soprattutto con passione, l'orecchio viene educato al gusto.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » venerdì 5 ottobre 2018, 16:52

Finalmente riesco ad essere un po' più attivo.
X Giuseppe: si ho usato audacity ma in realtà non ho accordato la tavola. L'ho usato solo come controllo ovvero ho cercato di fare il tutto "ad orecchio" ed ho verificato alla fine se quello che sentivo corrispondesse grosso modo alle mie sensazioni (usato anche la chitarra per verificare ciò che sentivo). Sulle torsioni invece ho solo provato a capire grosso modo quanto fosse flessibile la tavola, ma senza approfondire troppo.

X Claudio: Ho ricontrollato le misure del manico ed in effetti il mm in più lo avevo "appuntato" sul quadernino di note perché preso su un vecchio post (di Astromax, mi pare). Ricontrollando le misure l'ho corretto al canonico 136 mm.

Ricominciando con le domande solite: il foro del bottone conviene farlo a cassa ancora aperta? A cassa chiusa i trucioli rimarrebbero all'interno ed andrebbero aspirati. E se si filetta a cassa chiusa quando si fa il foro?

A presto
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 » lunedì 8 ottobre 2018, 16:22

Il foro del bottone ti conviene farlo a cassa aperta in modo da asportare e pulire tutto per bene. Poi, filettatura e sguscia scegli tu, in effetti anche a cassa chiusa si può sempre intervenire sulla sguscia come suggerisce Claudio! Ciao

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » lunedì 8 ottobre 2018, 16:41

Il foro del bottone inizialmente lo praticavo prima di chiudere la cassa, ma da parecchi anni lo apro usando una punta piccola di trapano (manuale o elettrico, come preferite, basta che sia in asse e che punti leggermente in alto per contrastare la tensione del filo reggicordiera), poi lo porto alla giusta misura con l'alesatore.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 » venerdì 19 ottobre 2018, 12:06

Maurizio, ti sei fermato! aspettiamo il resto!!! Ciao

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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » giovedì 25 ottobre 2018, 22:15

Ciao Giuseppe, effettivamente ho dovuto rallentare parecchio per via del lavoro che mi ha portato fuori Roma per molto tempo. Spero che le cose tornino presto nella normalità.
Comunque sono andato un po' avanti col manico. In particolare ho squadrato il blocco portandolo a 45 mm di larghezza ed ho tracciato la sagoma (da rifinire un po' nel riccio), che a presto spero di rifilare:
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Appena posso posto i progressi.

Ciao
Maurizio Basile
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » venerdì 26 ottobre 2018, 11:57

Ci sono tante cose da migliorare e a cui dedicare attenzione, lo dico a chi ha aperto questa ormai lunga discussione, e anche a Giuseppe (autore del violoncello Miriam). In qualche parte ricordo di aver letto che per fare certe cose "ci vuole troppo tempo", ma il tempo non è mai troppo quello dedicato ad una cosa fatta nel migliore modo possibile. Ad esempio, io invito sempre a leggere il Sacconi e a confrontare tra loro misure e dimensioni degli strumenti pubblicati su libri, posters, forum in rete, ecc ecc, purtroppo questo non sembra accadere troppo spesso perché, ad esempio, vedo nel messaggio precedente un modello di manico assolutamente improbabile, come pure sono improbabili i 45mm della larghezza massima del riccio.

Prima di fare qualcosa documentatevi a fondo, confrontare le dimensioni, e nel caso chiedete in giro, i lavori approssimati ed improvvisati non interessano nessuno. Ricordate, tanto per fare un altro esempio, gli strumenti proposti da un certo ristoratore italo/praghese che seguendo il metodo di Euro Peluzzi, costruiva strumenti assolutamente improbabili e poi veniva da queste parti ad insegnarci il mestiere, dicendo in sostanza che non avevamo capito niente di liuteria.

Io non ho niente contro le teorie di Euro Peluzzi, purché si costruisca un violino stilisticamente corretto, allora a quel punto ci si sarebbe anche potuti confrontare ed avviare una discussione costruttiva, ma quando il metodo manca, su quale metodo ci si può confrontare? Quindi io inviterei maggiore ad una maggiore riflessione, procurarsi un modello corretto di manico non è difficile, o anche farsene uno basato su uno strumento antico reale non è impossibile. A proposito, la larghezza canonica del riccio è di 42mm, ma si può arrivare anche a 43mm, oltre c'è l'ignoto dell'improvvisazione.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » venerdì 26 ottobre 2018, 18:34

Ciao Claudio,
Che il riccio deve essere di 42 mm l'avevo già visto sui quaderni di liuteria e lo avrei fatto così. I 45 non sono definitivi. Capisco però dal tuo post che sarebbe meglio portarlo a misura sin da subito o sbaglio? Se così fosse piallerei via i 3 mm in eccesso.
Ma cos'altro c'è da migliorare? Sul riccio non stradivariano, me lo hai già detto, ma francamente l'ho fatto a mio gusto e lo vorrei lasciare così (se poi è un errore grave posso sempre rivederlo). Ho anche corretto la misura della tastiera portandola a 136mm ma non ho rifatto la foto.
Ci sono altri errori nel resto del disegno oltre alla imprecisione del riporto?
Grazie come sempre.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » venerdì 26 ottobre 2018, 18:58

E' difficile riassumere poiché il riccio e il cavigliere sono totalmente sbagliati, e non parlo solo delle volute del riccio (che è l'unica cosa che potrebbe andare, poiché non fa danni), ma il cavigliere detta anche le regole per i fori dei piroli e la loro corretta disposizione, senza contare poi l'assenza della gola del riccio, che praticamente "blocca" un riccio senza slancio ed ostacola abbastanza la lavorazione della cassetta dei piroli. La liuteria è un'arte ed una disciplina, il "mi piace così" va bene fino ad un certo punto, allo stesso modo di un musicista che interpreta Chopin o Vivaldi. La larghezza del blocco del manico dovrebbe essere portata subito a 42mm con le facce possibilmente parallele.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » venerdì 26 ottobre 2018, 21:01

Ricevuto.
Per prima cosa piallerò il blocco a 42mm e poi rivedrò l'intero riccio.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » sabato 27 ottobre 2018, 22:51

Rivisto il manico nella sua interezza, copiando i disegni del riccio presenti sul Sacconi. In effetti è molto diverso dall'altro.
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Meglio?
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio » domenica 28 ottobre 2018, 11:03

Va meglio del precedente modello, ma devi riguardare i fori dei piroli, il La deve essere posizionato leggermente verso l'alto e il Re verso il basso, rispetto all'asse centrale. questo per evitare che il La tocchi il gambo del Re. La gola del riccio, ancora poco pronunciata, così che il riccio ora sembra schiacciato verso il basso. Altra osservazione, elimina pure lo scalino sul piano tastiera, non serve a niente.

Ti invito ancora a studiare bene questo argomento, in rete c'è molto materiale a cui attingere.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico » domenica 28 ottobre 2018, 14:58

Claudio rivisto il riccio, la gola e la posizione dei fori. Tolto anche il gradino.
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Meglio?

Intanto ho portato il manico a 42mm, perfettamente squadrato.
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