Consigli sulla vernice ad olio

Suonare e costruire i violini
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d.belfiore
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Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da d.belfiore » venerdì 12 ottobre 2018, 20:27

Ciao a tutti
Sono nuovo del forum quindi inizierò questo messaggio con una piccola presentazione.
Mi chiamo Diego, ho 21 anni e attualmente vivo a Cremona per studiare la costruzione degli strumenti ad arco. Mi sono avvicinato al mondo della liuteria quattro anni fa e prima di trasferirmi a Cremona avevo realizzato qualche chitarra classica. Recentemente ho costruito due violini, di cui il primo a “cassa chiusa”.
Avendo la possibilità di andare spesso al Museo del Violino mi sono innamorato delle vernici degli antichi maestri e, cioè, delle vernici ad olio. È proprio di questo che voglio parlare in questo post.
Ho notato che, nonostante l’ambiente sia davvero stimolante, molti liutai vanno avanti con i vecchi preconcetti riguardo questa tipologia di vernice. Anche tra i più giovani c’è davvero molta disinformazione a riguardo, quei pochi che vogliono cimentarsi con queste vernici sono soliti comprarle piuttosto che prodursele.


Ma veniamo al punto. Sono qui per sentire più pareri possibile in modo da farmi un’idea concreta a riguardo. Preciso che il mio intento è quello di cercare un approccio filologicamente corretto al mondo della verniciatura e non quello di fuggire dall’alcool.
• La vernice, quale scegliere? Aldilà delle proporzioni che, da quanto ho capito, sono sempre le stesse (salvo rarissime eccezioni) e, cioè, rapporto 1:1 resina/olio, vorrei conoscere le caratteristiche delle vernici più comuni come ad esempio: vernice di colofonia; vernice di colofonia e mastice (marciana), vernice d’ambra, vernice di sandracca, vernice di copale, etc.
• I siccativi ed il tempo di esposizione ai raggi UV. Ho sentito che alcuni non usano siccativi (di produzione industriale intendo) ma preferiscono integrare nella vernice delle terre naturali composte da ossidi che danno un risultato simile.
• La colorazione della vernice. Pigmenti e lacche, come saper riconoscere i pigmenti di qualità e come autoprodurre le lacche o al massimo dove reperirle.
• Isolanti e fondi
• Temperature durante la cottura della vernice. Qual è la differenza di una vernice cotta a temperature molto alte rispetto ad una che viene cotta a basse temperature (magari per un tempo molto, molto prolungato)


Farò tesoro di ogni consiglio, vi ringrazio anticipatamente.

Giuseppe45
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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da Giuseppe45 » sabato 13 ottobre 2018, 17:48

" Vernici antiche e moderne per liuteria " Lamberto Corbara, liutaio, musicista, si è dedicato, con passione e dedizione allo studio delle vernici, riportandone moltissime in questo testo.
Certamente ti sarà utile!!

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claudio
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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da claudio » sabato 13 ottobre 2018, 22:59

Il messaggio richiede una risposta abbastanza articolata, spero avremo tempo di sviluppare questo complesso argomento. In linea di massima ti posso dire che è meglio prima di tutto prendere una vernice ad olio già pronta (ne esistono in commercio due o tre tipi che rispondono ai criteri di filologia), ed imparare ad applicarla senza avere l'assillo della cottura e delle preparazione. Dopo che si è imparato qualcosa in più sull'applicazione e la colorazione della vernice, si potrà dedicarsi con maggior cognizione alla preparazione.
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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da claudio » domenica 14 ottobre 2018, 17:15

Quale vernice scegliere?
Personalmente amo quella che sto usando al momento, fatta con sandracca ed olio, è una vernice veramente bella e speciale, secca benissimo, ma il suo problema è farla, non sempre la cottura riesce. La vernice a base di colofonia e olio di lino anche è ottima, a patto che si riesca a cuocere la colofonia in modo da alzarne adeguatamente il punto di fusione. Il che si può fare cuocendola molte ore (anche 100 ore, secondo il trattamento di un certo professore austriaco), con piccole percentuali di calce, oppure in alternanza o a completamento, ossidi metallici, quali quello di ferro e zinco. Come avrai potuto capire, bisogna provare, provare, provare, e poi ancora provare.


Il siccativo.
Dipende dal tipo di vernice e dalla sua attitudine a seccare, alcune vernici non seccano mai (quelle alla colofonia tendono a rinvenire facilmente, se la resina non è cotta adeguatamente). Gli ossidi metallici anche sono impiegati come siccativi, ma spesso sono usati nella cottura dell'olio. Io parto da un olio di lino crudo, quindi non cuocio l'olio preventivamente, ma mi limito a trattare le resine (colofonia o sandracca, nel mio caso), poichè l'elemento critico nella vernice non è l'olio, bensì la resina, che è in grado di rendere i tempi di asciugatura di una vernice da lunghissimi a eterni.

Le lacche e i pigmenti coloranti.
Anche n questo caso è meglio usare pigmenti già pronti, io uso lacche di alizarina sia in polvere che in olio, di varie marche e produttori, assieme a ad ossidi ferro di varia natura e colore (anche questi si trovano facilmente presso i fornitori specializzati). Sono in molti che producono l'alizarina in proprio, spesso con ottimi risultati, uno di questi è il nostro "Arca", Alessandro Mattei, che però ha usato miscelata in una vernice ad alcool. L'alizarina e gli ossidi metallici si possono usare in qualunque vernice, ma i migliori risultati si ottengono nelle vernici ad olio, ove rimangono in sospensione e sono così in grado di produrre riflessi unici.

Isolanti e fondi.
Acqua di colla, chiara d'uovo e caseina, ne abbiamo parlato in modo molto diffuso, quindi risparmio tempo ed inchiostro, e lascio a te la scelta, ognuno ha le sue peculiarità, e sono tutti eccellenti per trattare il legno.

Cottura vernice.
Le temperature di cottura avvengono in genere attorno ai 170-200°C, non c'è bisogno di andare oltre e non c'è bisogno di tempi lunghi di cottura. Invece nel caso di cottura della colofonia negli ossidi metallici, i tempi sono lunghi o lunghissimi, e devono bollire insieme a fuoco molto moderato, le alte temperature non sono necessarie in questo caso (come per l'ambra, ad esempio).
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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da Luca Mando » martedì 16 ottobre 2018, 3:37

Attenzione però, dato che al museo del violino è praticamente impossibile vedere un violino antico con la vernice originale, tutti sono stati restaurati nel corso dei decenni, e specie nell'800 non si aveva una gran cultura del preservare l'originalità... tutti hanno avuto riverniciature più o meno pesanti, basta andarsi a cercare l'elenco dei lavori " restaurata tastiera... sostituita anima... cambiata montatura... date due o tre mani di vernice... " e comunque non sottovaluterei a priori la verniciatura ad alcool ne esistono di meravigliose, sono difficili da stendere ma con la pratica s' impara. E poi sono molto più semplici da fare in casa.. ps: non mi risulta che Stradivari abbia lasciato in eredità un armadio con lampade UV :wink:

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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da Giuseppe45 » martedì 16 ottobre 2018, 12:17

Ossidi metallici: ossido ferroso o ossido ferrico? quale usare e dove reperirlo? in che percentuale usarlo? Volendo dare allo strumento una colorazione piuttosto scura, per intenderci " noce scuro" quali componenti bisogna usare? quali coloranti? Per le vernici ad olio si possono usare i colori 'Mussini'come coloranti? E per quelle ad alcool quali? Insomma Claudio,Davide, facciamo prima se ci dite la composizione della vostra vernice.
Ultima domanda: quale vernice usava Stradivari alcool o olio? da quanto ho potuto leggere mi sembra alcool, vero?

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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da d.belfiore » martedì 16 ottobre 2018, 20:55

Ottimo consiglio leggere quel libro, me ne avevano già parlato ma ancora non sono riuscito a trovarlo.

Avevo ingenuamente escluso la vernice di sandracca a priori perché non ero riuscito a farla qualche mese fa, a differenza di quella di colofonia. Adesso,invece, ho trovato delle indicazioni su internet in inglese e ho capito dove sbagliavo. Il procedimento in alcune parti si differenzia da quello della vernice di colofonia perché la sandracca non è solubile in essenza di trementina a differenza delle altre resine come mastice, colofonia o copale e ha anche difficoltà a legarsi anche con l'olio. proverò a farla a giorni!

Ho avuto il piacere di vedere il violino "Messiah" 1716 al Museo del violino, fermo restando che il violino "Vesuvius" 1727 dalle analisi con la lampada di Wood non sembra riportare grandi danni alla vernice, la superficie appare quasi completamente gialla. Ribadisco non sono in fuga dall'alcool, so anche rifinire a tampone... ahhh P.S. Stradivari non ci ha lasciato in eredità neanche la sega elettrica, la carta vetrata, i morsetti e le pialle Stanley con cui facciamo le giunte (provate a farle con una pialla in legno), non si può fermare l'innovazione!!!

La vernice di Stradivari era una vernice ad olio. Recentemente alcuni sostengono che fosse una vernice ad alcool ed altri addirittura che Stradivari filettasse a cassa aperta... entrambe le ipotesi non credo siano vere.

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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da Luca Mando » mercoledì 17 ottobre 2018, 0:14

Allora, non sono assolutamente a sindacare su che vernice usasse Stradivari, ma credo che in quasi un secolo di vita egli abbia provato molte tipologie di vernice, sarebbe strano il contrario, sicuramente avrà provato ad alcool, ad olio ad essenza, miste ecc se la questione è: " che tipo di vernice ritenesse la migliore" allora ha senso discuterne, tuttavia credo che come fece il maestro Cremonese ognuno debba trovare la sua strada, non si sa nemmeno se Strasivari usasse l'olio per gusto estetico o pratico o sonoro, o perché gli era più facile da reperire.

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Re: Consigli sulla vernice ad olio

Messaggio da claudio » mercoledì 17 ottobre 2018, 1:37

Le vernici antiche si studiano principalmente seguendo 2 metodi: studiando le fonti letterarie (manuali, trattati, quant'altro lasciato scritto in epoca antica), ed usando il metodo analitico.

Per il primo metodo, io seguo ormai da 25 anni (e lo devo seguire per forza di cose perché non ho un laboratorio attrezzato per analisi chimiche, e nemmeno gli strumenti originali su cui farlo), vi rimando al mio articolo su The Strad del 1995 che procurerò di ripubblicare nel blog prossimamente, in cui da una lettera autografa di Stradivari si parla dell'uso del sole in relazione alle vernici, e sempre a questo proposito cito l'opera di Cennino Cennini, Giorgio Vasari, e la corrispondenza tra Galileo e Padre Micanzio degli anni '30 del 1600. Molto in breve, queste testimonianze indicano chiaramente l'uso del sole per far seccare le vernici, e le uniche vernici in grado di polimerizzare ai raggi UV sono quelle ad olio. Quindi è vero che Stradivari e gli altri suoi colleghi non possedessero gli armadietti UV che usiamo noi oggi, però avevano il sole, e appunto di ciò ne rimangono testimonianze scritte.

Dal punto di vista analitico scientifico, attraverso miei recentissimi colloqui con il dott. Malagodi, chimico dell'Università di Pavia, specializzato nello studio delle vernici antiche al Museo del Violino di Cremona (dove si può ammirare una oramai sostanziosa collezione di strumenti originali), mi è stato confermato che la vernice propriamente detta (da differenziarsi dalla preparazione del legno), è di origine oleoresinosa, e più precisamente a base di colofonia e olio di lino. I pigmenti usati per colorarle furono quelli usati allora (e si usano ancora oggi), nella pittura ad olio, cioè a dire lacche e ossidi metallici. (Se cercate nel forum troverete qualche notizia in più, perché sono argomenti di cui si è discusso ampiamente negli anni, ma anche in rete esistono molte informazioni in proposito). Inoltre i risultati di analisi analoghe svolte in altri paesi sugli strumenti antichi hanno dato sostanzialmente gli stessi risultati.

Come si analizza una vernice antica? sappiamo che gli strumenti sono stati sottoposti a numerosi interventi di restauro, tuttavia in alcuni punti e su alcuni strumenti si conserva ancora molta vernice originale (si pensi al Toscano 1690 di Stradivari, o al Lady Blunt), su cui effettuare uno studio stratigrafico che permettono di individuare gli strati antichi da quelli moderni, la fluorescenza e gli esami spettrometrici aiutano molto in questi casi.

Come è facile osservare, sia le indagini sulle fonti letterarie che quelle analitico-scientifiche convergono sugli stessi risultati, poi ognuno ne tragga le conclusioni che vuole.

Naturalmente l'argomento è inesauribile, dico solo che le vernici ad alcool sono un ricordo del passato che non trovano più alcuna giustificazione volendosi avvicinare alla realtà delle vernici filologiche, anche se sono state usate da sempre e continueranno ad essere usate perchè entrate in modo stabile nella tradizione moderna (che è diversa da quella antica).
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