Violino facile da suonare?

Suonare e costruire i violini
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svanni
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Violino facile da suonare?

Messaggio da svanni » venerdì 2 novembre 2018, 13:36

Buongiorno,
spesso sento dei violinisti che provando un violino lo definiscono "facile" o "comodo" da suonare.
Mi chiedo se ci siano delle caratteristiche costruttive particolari che rendono uno strumento facile da suonare piuttosto che no.
Uno strumento che non nasce "facile" lo si può rendere tale modificando magari montatura, ponticello o altro senza stravolgerne le proprietà sonore?

NightRose
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Re: Violino facile da suonare?

Messaggio da NightRose » venerdì 2 novembre 2018, 14:38

Ciao, rispondo da principiante.
Avevo un violino da 60 euro circa. Lo definivo molto scomodo (tralasciando il suono che era ovviamente penoso) per via della pressione che dovevo esercitare sulle corde per emettere suono.
L’altra settimana mi sono decisa ad andare da un liutaio per vedere di prendere un violino a noleggio di fabbrica ma messo a posto da lui.
Me lo ha fatto provare. Confronto al mio, era assolutamente comodo da suonare: corde morbidissime, suono almeno decente.
Da quello che ho potuto capire esistono dei rapporti “di proporzione” tra le parti e gli strumenti di bassa lega non li seguono.

Chiedendogli se era possibile sistemare il mio, mi ha detto di sì a livello di “comodità” ma non di suono per via dei materiali scadentissimi (ovvio). Solo che me l’ha sconsigliato perché avrei dovuto spendere più del suo valore.
Fai conto che i difetti che ha trovato sono:
Ponte fatto male (troppo spesso e non a norma per l’appoggio corde)
Tastiera (spessa e “finta”. Non è in ebano ma è verniciata)
Poi altre cose che ho capito molto poco. Insomma non ne vale la pena.

Mi scuso per il linguaggio non tecnico!

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claudio
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Re: Violino facile da suonare?

Messaggio da claudio » sabato 3 novembre 2018, 1:48

La questione è complessa e può essere inquadrata alla voce "suonabilità", fermo restando che le capacità del violinista dovrebbero essere un minimo ottimali onde evitare che anche il violino più facile da suonare che esista a questo mondo, venga in qualche modo mortificato dalle scarse capacità artistiche di chi lo suona.

Esistono due modi principali per verificare i problemi riguardanti la suonabilità di un violino:
  • lo strumento possiede ottime proprietà sonore, ma può avere un manico scomodo, come anche una montatura che lo rende tale.
  • lo strumento è comodissimo da suonare, ha un manico modellato alla perfezione, una montatura anch'essa perfetta, ma è difficile da suonare a causa delle scarse proprietà acustiche con cui fu concepita la cassa armonica.
Ogni violino rientra in vari gradi nelle due categorie, la maggior parte dei musicisti preferisce comunque uno strumento di ottima sonorità, anche se questo può comportare qualche sacrificio a livello di adattabilità (manico e montature di misure e fogge non proprio canoniche).

Per fare un esempio, gli strumenti antichi sono noti per essere spesso molto difformi dagli standard attuali, poiché furono costruiti in un'epoca in cui il termine "standard" era sconosciuto, quindi lo strumento veniva davvero tagliato a misura di un certo violinista, oppure semplicemente i liutai antichi non costruivano strumenti pensandoli per i repertori moderni, anzi, nemmeno li pensavano per adattarsi al La attuale (tranne qualche eccezione in cui si suonava a frequenze vicine al La a 440Hz, ma comunque il panorama era sicuramente molto più vario dell'attuale).

Sempre rimanendo in ambito antico, gli Stradivari hanno abbastanza la fama di strumenti "difficili", al contrario dei Guarneri del Gesù che sembra si adattino meglio alle esigenze del violinista moderno. Sotto questo aspetto i restauratori che si sono succeduti nel tempo hanno fatto il possibile per rendere gli strumenti comodi ed adattabili, ma si tratta sempre e comunque di un compromesso.

Spesso gli strumenti moderni sono molto più comodi da suonare di quelli antichi, ma è molto difficile trovarne che abbiano un suono paragonabile a quello degli antichi, non solo perché sono troppo giovani, uno strumento concepito male suonerà in modo poco gradevole anche dopo 200 anni. Tralascio qui di considerare l'eterno dilemma delle qualità degli strumenti antichi rispetto a quelli moderni perché il discorso si farebbe ancora più complicato.

In epoca antica, come anche nell'attuale, il violinista è sempre stato ossessionato dal voler migliorare il proprio strumento, sia dal punto di vista della comodità del manico e della montatura, sia da quello della produzione stessa del suono della cassa. Quindi furono innumerevoli, e continuano ad esserlo, tutti quegli interventi che da una parte mirano a rendere lo strumento più comodo (a cadere in mano con facilità senza nessuno sforzo di adattamento), dall'altra la ricerca della catena "magica" che trasformi lo strumento mediocre in un grande strumento, fino ad arrivare a modificare gli spessori delle tavole.

Ciò ha riguardato indistintamente tutti gli strumenti, sia quelli famosi, che quelli "minori", sia antichi, che moderni. La mia opinione è che gli strumenti dovrebbero essere lasciati in pace e se ad un certo punto si scopre che un violino non sia più in grado di soddisfare le proprie esigenze, è meglio mettersi alla ricerca di uno migliore. Ma spesso questo non avviene perché si ritiene che l'intervento più o meno invasivo del liutaio sia più economicamente sostenibile rispetto alla sostituzione dello strumento con uno migliore, ma i risultati vanno sempre valutati a posteriori, e spesso gli sforzi e gli interventi di modifica ripetuti nel tempo, sembrano spesso indicare che questa strada non sia proprio economicamente vantaggiosa, sempre sperando che una volta effettuate modifiche irreversibili, lo strumento non suoni peggio di prima, o sia più scomodo.

Poi ci sono gli interventi di messa a punto, che fortunatamente non compromettono l'originalità dello strumento, ma che richiedono grande attenzione e competenza da parte del liutaio e del musicista, che ricordo essere un binomio inscindibile nel perseguire l'obiettivo di massima resa sonora di uno strumento. Per questo motivo ci sono molti liutai che semplicemente non considerano un'assistenza di messa a punto non solo degli strumenti in generale, ma finanche degli strumenti da essi costruiti, lasciando ad altri liutai specializzati in tal senso il compito di ottimizzare il suono sia attraverso la messa a punto, che nell'adattamento del manico e della montatura.
andante con fuoco

svanni
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Re: Violino facile da suonare?

Messaggio da svanni » domenica 4 novembre 2018, 13:31

Grazie come al solito per la risposta esaustiva.
Certo la questione della liuteria è molto complicata, più studio e più mi accorgo di non capirci nulla.
Ho letto il libro del Sacconi, ho guardato tutti i video di Sora e spulciato il forum a fondo. Ho esaminato i violini che sono passati per casa mia e sono andato a vederne di pregiati tra musei, fiere, liutai, qualche musicista amico.
E ancora ci capisco poco come all'inizio.
Ora non è che io voglia diventare un esperto, ma so per certo avendolo già sperimentato in altri ambiti che per apprezzare e godere appieno di una qualsiasi cosa l'unica via è la conoscenza, senza comprensione no si può apprezzare veramente nulla.
I violini mi piacciono "istintivamente", li trovo opere d'arte straordinarie dotati di una doppia bellezza: sia come oggetti di raffinato artigianato e bellezza estetica e "materiale" e ancor di più per la loro capacità di emettere un suono tanto straordinario. Ma so che se dovessi imparare a conoscerli a fondo allora potrei veramente goderne in maniera completa. Senza poi considerare l'ulteriore valore storico di molti di loro....
Perciò insisto, anche se l'impresa sembra veramente ardua.

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