Il violino di Giacomo

Suonare e costruire i violini
Bloccato
Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » sabato 10 agosto 2019, 13:49

claudio ha scritto:
sabato 10 agosto 2019, 13:24
Il problema è che anche usando una D3100 le foto appaiono cmq poco nitide. Quindi ora passiamo dalla liuteria alle lezioni di fotografia? La prospettiva è buona, userei la maschera di contrasto senza però creare aloni ai contorni dell'oggetto.
Ho dovuto ridimensionare molto la foto per farla caricare sul portale altrimenti sarebbe molto più nitida.
davidesora ha scritto:
sabato 10 agosto 2019, 13:09
Giacomom ha scritto:
sabato 10 agosto 2019, 12:17
Ecco l foto che chiedeva Davide
Fatta con Nikon d3100 obiettivo tamron 18-200
Magari dicci anche a che focale hai scattato la foto, tra 18 mm e 200 mm c'è un abisso :roll:

La effe mi sembra carina, se è il tuo primo taglio di effe direi ottimo risultato. Le cose che io ritoccherei sono le curve che arrivano all'occhio che mi sembrano troppo piatte e soprattutto qulla inferiore causa un po' di angolosità nel punto che attraversa la punta della paletta dando un senso di discontinuità. Queste curve troppo piatte assottigliano anche lo spazio vuoto che mi sembra un po' sottile, ma potrebbe anche dipendere da palette troppo lunghe, più probabilmente da entrambe le cose. Sull'asta ho indicato anche una zona con diverse gobbe segno di sofferenza nel taglio :) che ha causato anche il leggero eccessivo allargamento della parte inferiore dell'asta rispetto a quella superiore.

Comunque non insisterei, vanno bene anche così, ulteriori intervanti potrebbero rivelarsi accanimento terapeutico e fare più danni che benefici.
Focale 70

E devo dire Davide che hai visto bene... Quella zona in cui il taglio non é ottimo é il punto in cui si usa il coltello dal lato dx della lama mentre nell'altra F lo stesso punto lo si taglia con il lato sx...
Devo allenarmi ancora un bel po' perché quando taglio dal lato dx della lama mi sento più insicuro...

Comunque si essendo la mia prima FF per adesso mi accontento... Per perfezionarsi serve tempo e pratica sarebbe inutile accanirsi adesso

Ad ogni modo Grazie Grazie per tutti i preziosi consigli...

Avatar utente
claudio
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 11762
Iscritto il: sabato 15 maggio 2004, 0:00
Località: Tivoli
Contatta:

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio » sabato 10 agosto 2019, 18:38

Giacomom ha scritto:
sabato 10 agosto 2019, 13:49
Ho dovuto ridimensionare molto la foto per farla caricare sul portale altrimenti sarebbe molto più nitida.
Non serve che tu ridimensioni, il problema legato all'upload è stato risolto.
andante con fuoco

Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » sabato 10 agosto 2019, 18:59

👍

Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » sabato 10 agosto 2019, 20:30

Nel frattempo ho finito gli spessori

Nota raggiunta Re#
Peso 60 grammi
Allegati
IMG_20190809_180408.jpg

Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » sabato 10 agosto 2019, 20:35

Ho confrontato gli spessori usati da stradivari guarneri amati e un certo Jose conyreras con quelli che fa vedere Davide nel suo video...

Ed ho scoperto che amati usava una tecnica al contrario cioè abbassava più la zona della sguscia delle parti centrali
Allegati
IMG_20190809_163910.jpg
Screenshot_20190809-142307.jpg
Screenshot_20190809-142800.jpg
IMG_20190809_143015.jpg
IMG_20190809_163251.jpg

Avatar utente
davidesora
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 2226
Iscritto il: lunedì 29 novembre 2010, 0:00
Località: Cremona
Contatta:

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da davidesora » sabato 10 agosto 2019, 23:02

E i tuoi spessori come sono?

Tieni presente che mentre la mappa mia e quella di Sacconi sono solo indicative e non riferite a uno strumento in particolare, le altre mappe che hai postato sono relative a strumenti reali. Anche nel mio caso ogni strumento è diverso nei numeri rispetto alla mappa che ho fornito, anche la distribuzione degli spessori potrebbe variare a seconda delle proprietà del legno, soprattutto riferite alle due rigidità principali longitudinale e trasversale.

Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » domenica 11 agosto 2019, 7:49

I miei spessori sono

2,6 parte superiore
2,5 parte inferiore
3 al centro
3,2 zona anima
2,8 parte interna delle F
3,2 parte esterna delle F
3,2 zona della sguscia sia sopra sia sotto

Sono leggermente più abbondanti dei tuoi ma avendo raggiunto la nota ed il peso mi sono fermato

Lino
Utente Registrato
Utente Registrato
Messaggi: 39
Iscritto il: sabato 10 agosto 2019, 9:30

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Lino » domenica 11 agosto 2019, 17:53

Giacomom ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 7:49
I miei spessori sono

2,6 parte superiore
2,5 parte inferiore
3 al centro
3,2 zona anima
2,8 parte interna delle F
3,2 parte esterna delle F
3,2 zona della sguscia sia sopra sia sotto

Sono leggermente più abbondanti dei tuoi ma avendo raggiunto la nota ed il peso mi sono fermato
Buon giorno Giacomo, ho seguito tutto il post, complimenti per il lavoro, ma gli spessori secondo me non vanno bene; se al centro, suppongo zona ponticello, ci sono 3 mm, tutto il resto dovrebbe diminuire a scalare verso le fasce. Inoltre 2.6 nella parte superiore e troppo anche rispetto alla parte inferiore da 2.5, per il motivo che la parte superiore essendo piu stretta e' anche piu' rigida a parita' di spessore quindi dovrebbe essere alla rovescia, 2.5 sopra e 2.6 sotto. Io per rendermi conto se gli spessori sono equilibrati fra loro, con la tavola o il fondo, appoggiati su un piano premo nel punto all'altezza del ponticello e osservo la reazione; se si muove sotto la pressione uniformemente allora vuol dire che va bene come proprozione fra gli spessori. Ripeto, e' un mio metodo non certo l'unico, ma a me soddisfa.
Lino

Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » domenica 11 agosto 2019, 18:10

Lino ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 17:53
Giacomom ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 7:49
I miei spessori sono

2,6 parte superiore
2,5 parte inferiore
3 al centro
3,2 zona anima
2,8 parte interna delle F
3,2 parte esterna delle F
3,2 zona della sguscia sia sopra sia sotto

Sono leggermente più abbondanti dei tuoi ma avendo raggiunto la nota ed il peso mi sono fermato
Buon giorno Giacomo, ho seguito tutto il post, complimenti per il lavoro, ma gli spessori secondo me non vanno bene; se al centro, suppongo zona ponticello, ci sono 3 mm, tutto il resto dovrebbe diminuire a scalare verso le fasce. Inoltre 2.6 nella parte superiore e troppo anche rispetto alla parte inferiore da 2.5, per il motivo che la parte superiore essendo piu stretta e' anche piu' rigida a parita' di spessore quindi dovrebbe essere alla rovescia, 2.5 sopra e 2.6 sotto. Io per rendermi conto se gli spessori sono equilibrati fra loro, con la tavola o il fondo, appoggiati su un piano premo nel punto all'altezza del ponticello e osservo la reazione; se si muove sotto la pressione uniformemente allora vuol dire che va bene come proprozione fra gli spessori. Ripeto, e' un mio metodo non certo l'unico, ma a me soddisfa.
Lino
Lino grazie infinite per il tuo contributo...
Ne farò tesoro

Avatar utente
davidesora
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 2226
Iscritto il: lunedì 29 novembre 2010, 0:00
Località: Cremona
Contatta:

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da davidesora » domenica 11 agosto 2019, 19:22

Lino ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 17:53
Giacomom ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 7:49
I miei spessori sono

2,6 parte superiore
2,5 parte inferiore
3 al centro
3,2 zona anima
2,8 parte interna delle F
3,2 parte esterna delle F
3,2 zona della sguscia sia sopra sia sotto

Sono leggermente più abbondanti dei tuoi ma avendo raggiunto la nota ed il peso mi sono fermato
Buon giorno Giacomo, ho seguito tutto il post, complimenti per il lavoro, ma gli spessori secondo me non vanno bene; se al centro, suppongo zona ponticello, ci sono 3 mm, tutto il resto dovrebbe diminuire a scalare verso le fasce. Inoltre 2.6 nella parte superiore e troppo anche rispetto alla parte inferiore da 2.5, per il motivo che la parte superiore essendo piu stretta e' anche piu' rigida a parita' di spessore quindi dovrebbe essere alla rovescia, 2.5 sopra e 2.6 sotto. Io per rendermi conto se gli spessori sono equilibrati fra loro, con la tavola o il fondo, appoggiati su un piano premo nel punto all'altezza del ponticello e osservo la reazione; se si muove sotto la pressione uniformemente allora vuol dire che va bene come proprozione fra gli spessori. Ripeto, e' un mio metodo non certo l'unico, ma a me soddisfa.
Lino
Gli spessori sono un'argomento un po' ostico in quanto non è possibile stabilire schemi universali perchè la loro entità e distribuzione sono la conseguenza di altre cose (essenzialmente dimensione del modello, forma della bombatura e proprietà del legno) nonchè della risposta in potenza e timbro che il liutaio preferisce.
Quindi è perfettamente normale che ci siano idee diverse e conseguenti risultati diversi, per questo motivo si fa spesso riferimento a violini di riconosciute qualità come ad es. il Lord Wilton postato da Giacomo.
Le osservazioni fatte da Lino sono sicuramente valide, ma abbastanza contrastanti con gli spessori della tavola del Lord Wilton dove non è presente uno spessore più alto sotto al ponticello e poi digradante verso le fasce, ma quasi il contrario direi. In altri violini di Del Gesù questa differenza è ancora più accentuata e lo spessore minimo si trova proprio sotto al ponticello, tanto che gli inglesi hanno coniato il termine "reverse graduation" per questi violini.
Sarebbe interessante sentire da Lino cosa ne pensa (almeno allarghiamo un po' le opinioni espresse in questo topic che non fa mai male... :) )
Lord Wilton IHS spessori tavola.jpg
Riguardo agli spessori della tavola di Giacomo sono d'accordo con Lino che la parte superiore più spessa di quella inferiore sarebbe in linea dimassima da evitare. La porterei a 2,5 mm come la parte inferiore e personalmente abbasserei anche il centro dove secondo me 3 mm sono veramente troppo, ma anche questa è una mia opinione personale. Peso e nota andrebbero anche bene, ma alleggerire ulteriormente non fa male se non ci sono drastiche riduzioni della frequenza della nota, che comunque andrebbe indicato se giusta, crescente o calante per avere un'indicazione più precisa (o basterebbe indicare gli Hertz se si vuole fare prima ed essere più precisi).

Lino
Utente Registrato
Utente Registrato
Messaggi: 39
Iscritto il: sabato 10 agosto 2019, 9:30

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Lino » domenica 11 agosto 2019, 20:30

davidesora ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 19:22
Lino ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 17:53
Giacomom ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 7:49
I miei spessori sono

2,6 parte superiore
2,5 parte inferiore
3 al centro
3,2 zona anima
2,8 parte interna delle F
3,2 parte esterna delle F
3,2 zona della sguscia sia sopra sia sotto

Sono leggermente più abbondanti dei tuoi ma avendo raggiunto la nota ed il peso mi sono fermato
Buon giorno Giacomo, ho seguito tutto il post, complimenti per il lavoro, ma gli spessori secondo me non vanno bene; se al centro, suppongo zona ponticello, ci sono 3 mm, tutto il resto dovrebbe diminuire a scalare verso le fasce. Inoltre 2.6 nella parte superiore e troppo anche rispetto alla parte inferiore da 2.5, per il motivo che la parte superiore essendo piu stretta e' anche piu' rigida a parita' di spessore quindi dovrebbe essere alla rovescia, 2.5 sopra e 2.6 sotto. Io per rendermi conto se gli spessori sono equilibrati fra loro, con la tavola o il fondo, appoggiati su un piano premo nel punto all'altezza del ponticello e osservo la reazione; se si muove sotto la pressione uniformemente allora vuol dire che va bene come proprozione fra gli spessori. Ripeto, e' un mio metodo non certo l'unico, ma a me soddisfa.
Lino
Gli spessori sono un'argomento un po' ostico in quanto non è possibile stabilire schemi universali perchè la loro entità e distribuzione sono la conseguenza di altre cose (essenzialmente dimensione del modello, forma della bombatura e proprietà del legno) nonchè della risposta in potenza e timbro che il liutaio preferisce.
Quindi è perfettamente normale che ci siano idee diverse e conseguenti risultati diversi, per questo motivo si fa spesso riferimento a violini di riconosciute qualità come ad es. il Lord Wilton postato da Giacomo.
Le osservazioni fatte da Lino sono sicuramente valide, ma abbastanza contrastanti con gli spessori della tavola del Lord Wilton dove non è presente uno spessore più alto sotto al ponticello e poi digradante verso le fasce, ma quasi il contrario direi. In altri violini di Del Gesù questa differenza è ancora più accentuata e lo spessore minimo si trova proprio sotto al ponticello, tanto che gli inglesi hanno coniato il termine "reverse graduation" per questi violini.
Sarebbe interessante sentire da Lino cosa ne pensa (almeno allarghiamo un po' le opinioni espresse in questo topic che non fa mai male... :) )

Lord Wilton IHS spessori tavola.jpg

Riguardo agli spessori della tavola di Giacomo sono d'accordo con Lino che la parte superiore più spessa di quella inferiore sarebbe in linea dimassima da evitare. La porterei a 2,5 mm come la parte inferiore e personalmente abbasserei anche il centro dove secondo me 3 mm sono veramente troppo, ma anche questa è una mia opinione personale. Peso e nota andrebbero anche bene, ma alleggerire ulteriormente non fa male se non ci sono drastiche riduzioni della frequenza della nota, che comunque andrebbe indicato se giusta, crescente o calante per avere un'indicazione più precisa (o basterebbe indicare gli Hertz se si vuole fare prima ed essere più precisi).
Sono d'accordo che non sia possibile stabilire uno schema fisso su gli spessori, tenendo conto delle diverse qualita' del legno, dimensioni del piano della tavola ecc. Per questo motivo ho suggerito nella risposta, di premere sul punto del ponticello, per simulare l'azione del ponticello mosso dalle corde; sicuramente si potra' contestare che non essendo la tavola vincolata alle fasce non puo' essere la stessa risposta, ed e' vero, ma la simulazione permette di capire se la forza applicata si distribuisce in maniera uniforme sulla tavola aumentandone il rendimento e quando sara' incollata comunque reagira' con equilibrio; anche la nota secondo me non e' cosi fondamentale, quando la tavola, e il fondo, flettono uniformi poi pompano a dovere a vantaggio del suono.

Giacomom
Utente Esperto I
Utente Esperto I
Messaggi: 410
Iscritto il: mercoledì 27 marzo 2019, 13:56

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom » domenica 11 agosto 2019, 20:34

Ok abbasso e vi aggiorno
Avevo già passato la colla in zona catena ma non dovrebbe essere un problema....

A tale proposito pongo un quesito..

Davide nel suo metodo passa colla (circa 1:7) in tutta la tavola insistendo di più nella zona catena soprattutto parte alta e bassa... Compresa zona di incollazzio della tavola alle fasce (penso per migliorare l'adesione del successivo incollaggio...
Ma non usa acqua di colla ma caseina...

Chi invece usa acqua di colla all'interno tipo Claudio immagino che metta colla come preparazione all'incollaggio della catena solo in zona catena sulla tavola...?
È l'acqua di colla andrà anche su catena e piano di incollaggio tra tavola e fasce?

Avatar utente
davidesora
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 2226
Iscritto il: lunedì 29 novembre 2010, 0:00
Località: Cremona
Contatta:

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da davidesora » domenica 11 agosto 2019, 23:32

Giacomom ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 20:34
A tale proposito pongo un quesito..

Davide nel suo metodo passa colla (circa 1:7) in tutta la tavola insistendo di più nella zona catena soprattutto parte alta e bassa... Compresa zona di incollazzio della tavola alle fasce (penso per migliorare l'adesione del successivo incollaggio...
Ma non usa acqua di colla ma caseina...

Chi invece usa acqua di colla all'interno tipo Claudio immagino che metta colla come preparazione all'incollaggio della catena solo in zona catena sulla tavola...?
È l'acqua di colla andrà anche su catena e piano di incollaggio tra tavola e fasce?
Mi sembra che stai entrando un po' in confusione, cercherò di chiarire meglio quello che faccio io e perchè lo faccio.

Allora, la colla nell'area sotto alla catena ritengo sia indispensabile per garantire un'incollaggio sicuro e io la metto insistendo nelle zone con legno di testa fino a che non c'è più assorbimento e rimane un film continuo di colla sulla superficie. Diluizione più o meno 1:7 va bene (ma è solo una stima perchè la faccio a occhio). Sul resto della tavola do solo una passata più leggera con la stessa colla ma senza insistere e senza sigillare tutto, questo serve solo per riportare la tavola (che si è deformata a causa dello scavo dell'interno) alla sua geometria originale grazie alla trazione della colla. Questo causa anche un'innalzamento della frequenza ma credo che sia dovuto più al ripristino della geometria più che al potere di irrigidimento della colla, in quanto le curve della bombatura che si erano appiattite tornano ad avere un raggio più stretto come era in origine con aumento della rigidità e conseguentemente della frequenza. La colla sul piano di incollaggio si può anche non mettere, ma se ci finisce sopra male non fa. La colla sulla catena non ha alcun effetto sulla rigidità della stessa perchè la sua massa è troppo grande perchè ci sia un qualche effetto, io non metto la colla sulla catena.

La caseina invece la applico solo a tavola finita con catena, mettendola dappertutto catena compresa ma non sul piano di incollaggio (se ci finisce sopra però non dà problemi particolari in quanto è compatibile con la colla), ha un'effetto di irrigidimento e soprattutto ha la funzione principale di limitare l'assorbimento dell'umidità da parte del legno.

A ogni cosa la sua funzione :)

PS se si esagera con tutte queste applicazioni di colle e caseine si rischia di vetrificare la tavola e magari anche di appesantirla, ottenendo risultati opposti a quelli auspicabili, c'è anche da tenere presente che molti liutai non mettono nulla sull'interno della tavola e sono convinti che sia la cosa migliore da fare, quindi non è detto che mettere sostanze all'interno sia la soluzione migliore, anche se per me ovviamente lo è se fatta con criterio.

Avatar utente
davidesora
Liutaio
Liutaio
Messaggi: 2226
Iscritto il: lunedì 29 novembre 2010, 0:00
Località: Cremona
Contatta:

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da davidesora » domenica 11 agosto 2019, 23:51

Lino ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 20:30

Sono d'accordo che non sia possibile stabilire uno schema fisso su gli spessori, tenendo conto delle diverse qualita' del legno, dimensioni del piano della tavola ecc. Per questo motivo ho suggerito nella risposta, di premere sul punto del ponticello, per simulare l'azione del ponticello mosso dalle corde; sicuramente si potra' contestare che non essendo la tavola vincolata alle fasce non puo' essere la stessa risposta, ed e' vero, ma la simulazione permette di capire se la forza applicata si distribuisce in maniera uniforme sulla tavola aumentandone il rendimento e quando sara' incollata comunque reagira' con equilibrio; anche la nota secondo me non e' cosi fondamentale, quando la tavola, e il fondo, flettono uniformi poi pompano a dovere a vantaggio del suono.
Sinceramente non riesco a capire come fai a valutare una flessione uniforme o meno della tavola premendo sul ponticello, almeno io ci ho provato ma mi è sembrato impossibile da stabilire in modo attendibile. Sono in ogni caso d'accordo che la nota non è così fondamentale in quanto legata alle tavole libere che poi si comporteranno diversamente una volta assemblate con le fasce, ma è esattamente lo stesso discorso che si può applicare alla valutazione della flessione delle tavole libere.
Forse è più efficace valutare la flessione della cassa chiusa, ma anche qui ho forti dubbi sull'accuratezza ottenibile, più che un si muove/non si muove io non credo si riesca ad ottenere, a meno che di non usare sofisticati strumenti di misura di questa flessione.
Ma non voglio criticare nessuno di questi sistemi in quanto sono legati alla sensibilità personale ed ognuno è libero di credere che il suo funziona meglio degli altri, ma per me la verità è che basarsi su un solo dato è sempre insufficiente, solo la valutazione di più parametri possibili può dare una vaga idea di quello che stiamo facendo, ma sono molto scettico che premere sul punto del ponticello per ottenere informazioni utili possa rientrare in questi parametri, è troppo distante dalla realtà anche se messo insieme ad altri dati come pesi, frequenze, densità, moduli di elasticità ecc. ecc.

Lino
Utente Registrato
Utente Registrato
Messaggi: 39
Iscritto il: sabato 10 agosto 2019, 9:30

Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Lino » lunedì 12 agosto 2019, 9:17

davidesora ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 23:51
Lino ha scritto:
domenica 11 agosto 2019, 20:30

Sono d'accordo che non sia possibile stabilire uno schema fisso su gli spessori, tenendo conto delle diverse qualita' del legno, dimensioni del piano della tavola ecc. Per questo motivo ho suggerito nella risposta, di premere sul punto del ponticello, per simulare l'azione del ponticello mosso dalle corde; sicuramente si potra' contestare che non essendo la tavola vincolata alle fasce non puo' essere la stessa risposta, ed e' vero, ma la simulazione permette di capire se la forza applicata si distribuisce in maniera uniforme sulla tavola aumentandone il rendimento e quando sara' incollata comunque reagira' con equilibrio; anche la nota secondo me non e' cosi fondamentale, quando la tavola, e il fondo, flettono uniformi poi pompano a dovere a vantaggio del suono.
Sinceramente non riesco a capire come fai a valutare una flessione uniforme o meno della tavola premendo sul ponticello, almeno io ci ho provato ma mi è sembrato impossibile da stabilire in modo attendibile. Sono in ogni caso d'accordo che la nota non è così fondamentale in quanto legata alle tavole libere che poi si comporteranno diversamente una volta assemblate con le fasce, ma è esattamente lo stesso discorso che si può applicare alla valutazione della flessione delle tavole libere.
Forse è più efficace valutare la flessione della cassa chiusa, ma anche qui ho forti dubbi sull'accuratezza ottenibile, più che un si muove/non si muove io non credo si riesca ad ottenere, a meno che di non usare sofisticati strumenti di misura di questa flessione.
Ma non voglio criticare nessuno di questi sistemi in quanto sono legati alla sensibilità personale ed ognuno è libero di credere che il suo funziona meglio degli altri, ma per me la verità è che basarsi su un solo dato è sempre insufficiente, solo la valutazione di più parametri possibili può dare una vaga idea di quello che stiamo facendo, ma sono molto scettico che premere sul punto del ponticello per ottenere informazioni utili possa rientrare in questi parametri, è troppo distante dalla realtà anche se messo insieme ad altri dati come pesi, frequenze, densità, moduli di elasticità ecc. ecc.
in effetti non ho detto che quello che faccio e' meglio di altri, ho specificato che mi soddisfa. Comunque il "pensare" che non serva senza provare e' limitativo, non costa nulla premere sul ponticello. Per spiegarmi meglio descrivero' quello che faccio: quando gli spessori sono vicini ai limiti predisposti, premo nel punto del ponticello e osservo come cede la tavola lungo la mezzeria ( le effe servono proprio a staccare il bordo delle C e permettrne la flessione) ; se cede prima il polmone inferiore significa che e' sbilanciata e quindi dovro' agire sul superiore e viceversa. Il controllo lo faccio anche sulle guance dei polmoni premento con il palmo della mano per sentire come reagisce e se flette. Secondo il mio punto di vista la tavola deve pompare aria come una membrana di un altoparlante e il ponticello e' il magnete, per questo controllo la flessione. E' ovvio che facendolo a tavola libera il movimento e' amplificato e visibile, impossibile, almeno con i miei mezzi farlo a tavola fissata sulle fasce. Tutto questo lo faccio anche per il fondo, che di solito rendo flessibile quasi come la tavola per non avere eccessiva differenza di rigidita' con il risultato di frenarla con l'anima in posizione.

Bloccato