Storia dell'Arte: Il Pontormo.

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violino7
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Storia dell'Arte: Il Pontormo.

Messaggio da violino7 » domenica 13 novembre 2011, 17:58

Visto che l'argomento potrebbe interessare molti, apro un nuovo filone, quello della "Storia dell'Arte" e riprendo un accenno che ho fatto in "I violini di Lino - Analisi critica.":

http://www.claudiorampini.com/modules.p ... &start=135
violino7 ha scritto:
_ale ha scritto: ............................
Oggi sono tornato a Santa Maria degli Angeli, non puoi neanche immaginare come Michelagelo riuscì a trasformare il frigidarium delle Terme di Diocleziano nell'attuale chiesa,
...........................
Anch'io sono appassionato di arte, ed a proposito di Michelangelo e del suo mondo, voglio fare un piccolo inciso, ............
Recentemente ho partecipato ad una gita culturale nel corso della quale ho conosciuto un artista in vita schivo, riservato e poco capito, contemporaneo ed amico di Michelangelo. Mi ha immediatamente colpito perchè ha anticipato di tre secoli tematiche espressive che sono riaffiorate nel novecento. La metafisica, ad esempio. Io stesso davanti ad un suo quadro vi ho visto dei possibili collegamenti con De Chirico.

Questo artista è Il Pontormo! :wink:

Questo per ribadire la vitalità artistica di quell'epoca.

Si tratta semplicemente di una scoperta che ho fatto in campo artistico, scoperta che vorrei condividere con voi.
Confesso la mia precedente totale ignoranza riguardo al personaggio Pontormo, per cui vi prego, prima di lasciare a voi la parola, di lasciarmi illustrare la scoperta di questo artista, così come l'ho vissuta io, detta certamente in poche parole per inquadrare la sostanza e conscio del fatto che molte cose ancora possono essere dette.
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Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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violino7
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Messaggio da violino7 » domenica 13 novembre 2011, 19:02

_ale ha scritto:C'è molto da imparare dai Maestri antichi e per fortuna nel nostro paese in qualsiasi paesello tu vada stai sicuro che c'è qualcosa da vedere!
.......................
Verissimo Ale, è per questo motivo che mi sono iscritto ad un'associazione culturale che ha proprio la caratteristica di portare gli appassiona sui luoghi dove l'Arte vive ancora, luoghi dei quali l'Italia è ricca.

La gita di cui parlavo ci ha condotto a Carmignano (Prato) nella bassa valle dell'Arno (ed in altri luoghi evidentemente). Siamo passati in quel paese solo per vedere un quadro esposto nella locale Pieve di San Michele: "La visitazione di Carmignano" di Jacopo Carrucci (1494-1556), detto "il Pontormo" dal suo luogo d'origine che è Pontorme, attualmente una frazione del Comune di Empoli.

Il quadro è questo:

Immagine

rappresenta l'incontro tra Maria ed Elisabetta con l'annuncio della gravidanza.

Lo storico dell'arte che ci ha accompagnato ci ha tenuto davanti a questa opera per più di mezz'ora, ma io non ho intenzione di intrattenervi troppo, voglio focalizzare solo due aspetti che ritengo di carattere fondamentale...


segue......
Ultima modifica di violino7 il domenica 16 marzo 2014, 21:56, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Fabio_Chiari_liutaio » domenica 13 novembre 2011, 19:35

Prima di andare avanti col Pontormo, Lino, dimmi se sei a conoscenza del suo diario, sennò rischi di dire delle inesattezze. Se non l'hai letto ti consiglio di farlo perchè non si può dire di conoscere il Pontormo senza aver letto il suo diario. Io ce l'ho in versione sintetica nel volume degli economici dell'arte della Rizzoli degli anni 60, lo puoi trovare a due euro nelle ceste dei negozi dei libri a metà prezzo (che spesso sono i migliori).
<div>......chi va dietro altrui mai non gli passa innanzi.....(Michelagnolo Bonarroto fiorentino)</div><br>

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Messaggio da violino7 » domenica 13 novembre 2011, 21:37

Fabio_Chiari_liutaio ha scritto:Prima di andare avanti col Pontormo, Lino, dimmi se sei a conoscenza del suo diario, sennò rischi di dire delle inesattezze. Se non l'hai letto ti consiglio di farlo perchè non si può dire di conoscere il Pontormo senza aver letto il suo diario. Io ce l'ho in versione sintetica nel volume degli economici dell'arte della Rizzoli degli anni 60, lo puoi trovare a due euro nelle ceste dei negozi dei libri a metà prezzo (che spesso sono i migliori).
No! Non ce l'ho, ho solo letto qualcosa su internet!
Ma Fabio, non è un problema. Ho intenzione poi di approfondire per mio conto, certamente Se si vuole dopo su di lui possiamo parlare all'infinito. In questo momento vorrei soltanto annunciare al mondo la mia scoperta (diciamo così) a parole mie, semplici, dicendo quello che ho immediatamente recepito di lui, poi parliamo più diffusamente. In questa fase il mio approccio non vuole essere nozionistico, ma direttamente percettivo! Anche perchè ...io ancora non so niente e mi trovo davanti a questo quadro......questo è successo!
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Messaggio da violino7 » domenica 13 novembre 2011, 22:36

Cioè, non è proprio fino a quel momento non ne sapessi niente! Sul pullman lo storico dell'arte ci aveva anticipato qualche cosa (la racconto a parole mie):

-- l'epoca di cui stiamo parlando (l'epoca di Michelangelo, cioè la fine del '400) in campo artistico era dominata dal neo-classicismo, cioè un richiamo costante ai valori dell'antica grecia;

-- per questo motivo non erano ben visti quegli artisti che non erano su questa linea e magari volevano esprimere qualcosa di proprio. I personalismi non erano molto apprezzati. Tant'è che costoro erano tacciati di eretismo.
Infatti tre di loro sono passati alla storia come "Il gruppo degli eretici".

Questi tre sono: Il Pontormo, il Rosso Fiorentino ed il Beccafumi.
Io non vi so dare molte informazioni su di loro, non chiedetemi altro, in seguito vi voglio dire qualcosa di direttamente percettivo solo sul Rosso Fiorentino,.......... ma intanto sono entrato in chiesa e mi pongo davanti a questo quadro del Pontormo, anche non molto ben visibile.

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All'inizio per essere un quadro di fine '400 non riuscivo proprio ad orientarmi sul suo significato. Poi naturalmente le spiegazioni hanno aiutato molto e mi sono convinto che la chiave di lettura è assolutamente moderna:


-- vi sono quattro figure di donne, due a profilo (l'incontro vero e proprio tra Maria ed Elisabetta) ed altre due con viso a fronte, immediatamente dietro di loro.
Dove sta la modernità? La sua lettura è in chiave psicoanalica (mio personale giudizio, sia ben chiaro!), io sarei portato d'istinto a dire che dietro c'è Freud, nientedimeno! :roll: Provo a spiegarlo a parole mie, ma sicuramente non ci riuscirò ed altri potranno illustrare meglio di me la questione.
Certamente si percepisce che il lieto evento annunciato può essere vissuto anche sotto un'altra visuale che non quella tra Maria ed Elisabetta, cioè quella di chi osserva da un'altra posizione la scena, altrettanto interessato a quello che avviene.
Questi ultimi sono le due figure frontali inserite nel quadro, ma potremmo essere anche noi visitatori che ci troviamo a fronte nella stessa angolazione rispetto alle due donne, cioè a 90°, potremmo essere noi a specchio.
Insomma la questione dell'annuncio del lieto evento interessa molti, l'umanità intera, senza epoca alcuna in quanto si rivolge allo stesso visitatore.

Un'altra lettura, forse ancora più complicata, ma portata sullo stesso ordine di valori, vorrebbe che le due figure a fronte fossero le stesse Maria ed Elisabetta che, nel mentre parlano tra di loro superano sè stesse fisicamente e guardano più avanti, come se fossero coscienti che l'annuncio fosse rivolto oltre di loro, come dire che esista una specie di inconscio presente. E' la rappresentazione di un pathos!


segue..........
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Messaggio da violino7 » domenica 13 novembre 2011, 23:05

Vi avevo detto che sul quadro volevo dire solo 2 cose, questa era la prima.


-- la seconda cosa è quella che vi avevo indicata per prima, la metafisica!
riguarda l'ambiente immediatamente circostante le quattro figure.
Vi ripresento il quadro sotto un'altra luminosità perchè alcuni particolari vengono ricalcati meglio:

Immagine

Guardate la strada nella quale si svolge la scena. Non è qualcosa di irreale, specialmente nella prospettiva?
Nella parte destra si vedono degli scalini ed un androne molto vicini, nella parte sinistra invece andiamo molto in profondità ed anche quella figura umana che si nota a sinistra non ha proporzione rispetto al resto, sembra quasi voler ingigantire i palazzi, che appaiono molto lineari nella fattura, oggi potremmo dire in uno stile molto essenziale che non sarebbe difficile riconoscere in una certa architettura novecentesca.
Insomma, qui io ci ho visto moltissimo Giorgio de Chirico! :( Cosa confermata, come teoria generale, dalla nostra guida esperta di arte.



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Messaggio da violino7 » domenica 13 novembre 2011, 23:29

Allora! Si potrebbe ancora parlare dell'aspetto strettamente manieristico, evidenziato dei drappeggi, ma mi fermo qui.
Non mi serve dire più di tanto, per me questi due elementi sono più che sufficienti per evidenziare una meraviglia che mi sono trovato all'improvviso davanti agli occhi, l'arte di qualcuno che ha saputo anticipare di 400 anni la rappresentazione ad un certo livello dei tormenti dell'animo umano.

Concludo dicendo:

-- il Pontormo è un grande nell'arte. Come rilievo è annoverato tra i piccoli del suo tempo ma io credo che lo si possa considerare "grande" per i contenuti delle sue opere, forse la cosa più importante da tener presente in questi casi;

-- la tematica che sottintende al personaggio è questa: "i tormenti dell'animo umano" rappresentati in arte,...... su questo aspetto potremmo discutere a lungo.
L'introspezione non era direttamente considerata un valore, lo sarebbe diventato sempre di più nel corso dei secoli fino ai giorni nostri, però, a pensarci bene, sotto-sotto lo stesso Michelangelo....non esprimeva anche lui nelle sue opere spesso una sua umanità lancinata, pur non essendo considerato un eretico?



Ho voluto esprimere solo una mia impressione, a caldo, sicuramente ci sono molte altre cose da dire! Sul Pontormo ho finito. Grazie dell'attenzione. :wink:
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Messaggio da gutty » lunedì 14 novembre 2011, 9:07

violino7 ha scritto:...

All'inizio per essere un quadro di fine '400 non riuscivo proprio ad orientarmi sul suo significato. Poi naturalmente le spiegazioni hanno aiutato molto e mi sono convinto che la chiave di lettura è assolutamente moderna:


-- vi sono quattro figure di donne, due a profilo (l'incontro vero e proprio tra Maria ed Elisabetta) ed altre due con viso a fronte, immediatamente dietro di loro.
Dove sta la modernità? La sua lettura è in chiave psicoanalica (mio personale giudizio, sia ben chiaro!), io sarei portato d'istinto a dire che dietro c'è Freud, nientedimeno! :roll: Provo a spiegarlo a parole mie, ma sicuramente non ci riuscirò ed altri potranno illustrare meglio di me la questione.
Certamente si percepisce che il lieto evento annunciato può essere vissuto anche sotto un'altra visuale che non quella tra Maria ed Elisabetta, cioè quella di chi osserva da un'altra posizione la scena, altrettanto interessato a quello che avviene.
Questi ultimi sono le due figure frontali inserite nel quadro, ma potremmo essere anche noi visitatori che ci troviamo a fronte nella stessa angolazione rispetto alle due donne, cioè a 90°, potremmo essere noi a specchio.
Insomma la questione dell'annuncio del lieto evento interessa molti, l'umanità intera, senza epoca alcuna in quanto si rivolge allo stesso visitatore.

Un'altra lettura, forse ancora più complicata, ma portata sullo stesso ordine di valori, vorrebbe che le due figure a fronte fossero le stesse Maria ed Elisabetta che, nel mentre parlano tra di loro superano sè stesse fisicamente e guardano più avanti, come se fossero coscienti che l'annuncio fosse rivolto oltre di loro, come dire che esista una specie di inconscio presente. E' la rappresentazione di un pathos!


segue..........
...se vogliamo complicarci le cose posso aggiungere che i due soggetti di fronte non guardano solo avanti ma fissano gli occhi di chi stà davanti all'opera quasi a stabilire un contatto, come a trasmettere il messaggio dell'opera stessa.

Purtroppo il Pontormo venne un pò oscurato dalla grandezza dei suoi contemporanei e quindi non è così conosciuto ma è altrettanto splendido!
A proposito, visto il tuo interesse per l'arte rinascimentale, ti vorrei segnalare Andrea Del Sarto come altro poco conosciuto ma non meno bravo artista.

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Messaggio da claudio » lunedì 14 novembre 2011, 23:23

Interessarsi di liuteria porta spontaneamente ad interessarsi di pittura e storia dell'arte. Mi rallegro che Lino abbia aperto questa discussione e sia rimasto affascinato dal Pontormo. E' da accogliere con molta attenzione l'invito di Fabio a leggere il diario del Pontormo perchè questo aiuta a capire come funziona la mente e il cuore di un artista. Già che ci siete leggetevi pure l'autobiografia di Cellini, il trattato della pittura dei vari Leonardo, Cennini, Armenini, non si sbaglia mai e ogni volta si aggiunge un tassello che aiuta il proprio lavoro.
andante con fuoco

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Messaggio da claudio » giovedì 17 novembre 2011, 11:11

Per Andrea Del Sarto ho spostato la discussione qui:
http://www.claudiorampini.com/modules.p ... sc&start=0
andante con fuoco

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