Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

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Nico09
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Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

Messaggio da Nico09 » lunedì 16 ottobre 2017, 23:18

Come da titolo, cerco una copia del Carteggio di Cozio di Salabue, ed. Cordani 1950 o Turris 1993.

So bene che chi ce l'ha lo tiene ben stretto, ma qui a Bologna l'unica copia è solo per consultazione interna, e purtroppo i miei orari non coincidono con quelli della biblioteca. Ho chiesto anche al bookshop del MdV ma non mi hanno saputo dare indicazioni...

Tentar non nuoce !

Grazie a chi darà un aiuto,

Nico09

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Re: Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

Messaggio da claudio » martedì 17 ottobre 2017, 1:07

Ti conviene prendere qualche giorno di ferie e dedicarlo alla consultazione interna del carteggio, ne vale la pena e se vuoi discutiamo di quel che avrai letto.
andante con fuoco

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Re: Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

Messaggio da Nico09 » mercoledì 8 novembre 2017, 19:41

Ho avuto occasione di consultare il carteggio. Mi sono soffermato sulle annotazioni riferite a Stainer e sulla nomenclatura delle parti del violino. Nello specifico, sulla curvatura del fondo e della tavola armonica. Cita come ben proporzionate le curve di Nicola Amati, che cominciano a un dito dal profilo esterno del bordo e danno una voce bella e argentina. Non capisco però cosa intenda per "curve alte" sulle parti inferiore e superiori: si riferisce all'andamento o all'altezza max?

Nel violino che sto costruendo, sto scolpendo tavola e fondo a occhio, senza l'utilizzo di quinte/seste, raccordando una zona centrale piana compresa tra le CC con il punto di minimo al filetto (spessore di circa 3.2mm), cercando di ottenere curve esteticamente gradevoli e riducendo questa zona mano a mano che procedo nella scultura . La sguscia, al corso, la chiamiamo "ditata" e curiosamente il termine è simile a quello descritta da Cozio (poste le differenze di pollice tra un liutaio e l'altro) proprio perché si somiglia come andamento...


Ottenere la bombatura ad occhio non è intuitivo, soprattutto all'inizio: infatti, nello sbozzare la sesta è capitato spesso di avere dei tratti piani che nulla hanno a che vedere con la bombatura, e anche a riconoscere le creste tramite luce radente bisogna prenderci la mano. Inoltre devo pensare a come inclinare la sgorbia per non scavare troppo, quando si è arrivati ormai alla forma definitiva..Tutta esperienza 😀
Per tornare al Cozio, ne ho apprezzato le caratteristiche di diario, e la spontaneità di scrittura: ho avuto l'impressione di partecipare ai ragionamenti, come del resto leggendo carteggi ed epistolari di altri autori. Inoltre mi ha rimandato a un approccio meno "millimetrico". Si tratta forse di bilanciare entrambe le modalità, cercando di capire come possono integrarsi nella pratica.

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Re: Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

Messaggio da claudio » mercoledì 8 novembre 2017, 20:24

Perchè non usare le quinte? se ne posso prendere a decine di modelli, non c'è che l'imbarazzo della scelta. L'alternativa è fare a occhio, ma dato che l'occhio all'inizio non è esercitato è più che probabile che si otterranno bombature poco probabili.
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Utilizzo di quinte

Messaggio da Nico09 » mercoledì 8 novembre 2017, 20:58

Mah, è il metodo che utilizziamo al corso, credo per abitudine del maestro. Io sto ricopiando le quinte dal poster del Tiziano, da utilizzare con la forma che ho disegnato...

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Re: Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

Messaggio da claudio » mercoledì 8 novembre 2017, 21:17

Non voglio sapere chi sia il tuo maestro, ma mi piacerebbe dare una guardata alle sue bombature finite, così tanto per capire.
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Re: Cerco Carteggio di Cozio di Salabue

Messaggio da claudio » giovedì 9 novembre 2017, 13:21

Le bombature a mano libera, qualche piccola considerazione: all'inizio i maestri classici procedevano sicuramente senza riferimento alcuno, ma avvalendosi di una preparazione all'arte in cui furono educati fin dalla giovane età, l'artista antico è una figura il cui valore si estrinseca su molti fronti, ma alla base della loro preparazione c'è sempre il disegno e l'educazione alle proporzioni.

Le quinte e le seste sono indispensabili? per un maestro che abbia fatto un lungo training di costruzione di strumenti non lo sono, ma per chi voglia perseguire un obiettivo sul risultato sonoro, avere padronanza assoluta delle bombature è essenziale, perchè in questi casi un decimo di millimetro in meno o in più fanno spesso la differenza; e questo vale anche per le sgusce, altro fattore che si integra al discorso bombature.

Le bombature a mano libera portate a compimento dai principianti, ma spesso anche da liutai di maggiore esperienza, hanno in comune quasi sempre gli stessi problemi: "gonfie" oltre misura, sgusce inesistenti o quasi, forti asimmetrie, curvature incerte e spesso "squadrate", e via dicendo.

Per noi che abbiamo avuto un training diverso dall'artista antico è quindi indispensabile avere riferimenti, ma prima di tutto cercare di rimediare a quel vuoto educativo che ci possa in parte rimettere in condizioni di ripercorrere il processo creativo degli antichi. Non è un ritorno al passato, è la ricerca e il tentativo di recupero di una tradizione.
andante con fuoco

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