Novita': violino in robinia

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Messaggio da claudio » domenica 9 settembre 2012, 9:07

Mi dispiace molto che tu continui a non voler capire. Magari rileggi il tuo messaggio iniziale, riflettici un poco sopra, e poi magari fammi sapere in privato quanto sia divulgativo.

Che poi io abbia fatto insinuazioni non hai il diritto di dirlo perchè io non ti ho offeso in alcun modo. Dico solo che queste forme discutibili di informazione, per di più scarsamente o per nulla documentate, o magari supportate da articoli discutibili, non desidero che vengano pubblicate nel forum.

Ammetto comunque di aver fatto qualche eccezione nei confronti di Fabio Chiari e della sua modifica Theta, ma dato il carattere del personaggio, ma soprattutto per il fatto di averci messo direttamente la faccia (leggi: mettersi in gioco), non vedo perchè avrei dovuto porvi un limite.
andante con fuoco

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Arcale
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Messaggio da Arcale » domenica 9 settembre 2012, 12:02

Ognuno ha il suo carattere, anche espressivo. Io dovrei mettere un limite al mio modo di esprimermi, pur non offendendo nessuno?
Come fai a dire che non ho riportato una notizia, che e' una novita', e che non avesse uno scopo divulgativo. Dopo aver messo in discussione le persone adesso metti in discussione anche i fatti?
Certo non posso rispondere io se in un articolo ci sono inesattezze. Casomai e' una occasione di aprire una discussione, non una polemica.
Io rispondo di quello che produce la mia mente, e naturalmente pure io ho la mia faccia.

Ho riletto il mio post. E' un modo di scrivere, nulla di piu'.
Forse tre mesi fa avrei dovuto aprirlo preventivamente, annunciare un esperimento in corso, del quale non si potevano sapere gli esiti. Non sarebbe stato divulgativo se non fino a questo momento. Quindi ho esordito con un post che presupponeva un qualcosa, senza che ne avessi parlato preventivamente. E' questo

Non mi sento offeso, ma a illazioni pubbliche rispondo pubblicamente.
Pure io sono molto dispiaciuto per come si sono evolute le questioni.
Pensavo che dell'argomento da me introdotto potessero interessare i contenuti, non il modo di scriverli.
Ho divulgato una semplice notizia, con i dettagli in mio possesso.
Credevo cosi di rendere merito al mio maestro, tornassi indietro non lo rifarei. Non volevo associare il suo nome ad una polemica, lui cosi pacato e tranquillo.
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finchè non arriva uno sprovveduto che non lo sa... e la inventa! (Albert Einsten)

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Messaggio da robinwood » lunedì 10 settembre 2012, 9:14

Altri nomi commerciali (falsa) acacia
Tedesco Robinie; (Falsche) Akazie
Inglese Black locust
Nome botanico Robinia pseudoacacia L.
Informazioni generiche
La robinia, spesso erroneamente detta acacia, proviene dal Nord America. Coltivata in Francia 400 anni or sono dal giardiniere reale Vespasien Robin, oggi essa è diffusa in tutta Europa, in molti luoghi tuttavia solamente nei parchi e lungo i viali. In Austria la sua presenza nei boschi di produzione è, con lo 0,2 %, scarsa. Le robinie crescono all’inizio molto velocemente ed hanno già all’età di 40 – 50 anni dimensioni sufficienti alla produzione di legname da opera. Generalmente non vivono più di 100 – 200 anni.
Caratteristiche del legno
Il colore del legno di robinia è molto variabile e la vaporizzazione lo rende più omogeneo, conferendogli una tonalità bruno scura. I grossi vasi primaverili sono avvolti su due lati da tessuto parenchimatico assiale e formano un anello primaverile marcato. Anche i vasi tardivi sono circondati da parenchima e presentano brevi bande tangenziali chiare. La forte presenza di tille rende i vasi stessi più robusti.
Proprietà
Il legno di robinia appartiene ai legni più pesanti (massa volumica secca di 730 kg/m3) ed è il più duro tra quelli nostrani (durezza di Brinell di 48 N/mm2). È tenace, flessibile, elastico e per molte caratteristiche tecniche migliore dello stesso legno di quercia. La robinia è difficile da essiccare. Questo legno tende a deformarsi e a fessurarsi, a causa delle deviazioni della fibratura e delle tensioni interne in esso presenti. Attraverso l’essiccazione artificiale preceduta da essiccazione all’aria aperta, e con l’impermeabilizzazione delle porzioni di testa, si possono tuttavia ottenere buoni risultati. A causa della forte presenza di tille l’incollaggio risulta difficile. Questo legno, pesante e duro, si può lavorare bene con tutti gli utensili a mano e a macchina se la fibratura è diritta. Per l’uso di chiodi e viti si dovrebbe preforare. Contro l’inalazione della polvere di legno sono consigliati dispositivi di protezione. L’impiego di lacche, vernici, cere liquide e prodotti opacizzanti è problematico per gli interni. Insieme al suo aspetto il legno di robinia è apprezzato soprattutto per la sua elevata durabilità (classe 1 e 2). Le deformazioni causate dalla fibratura spiralata possono tuttavia causare problemi nelle strutture esterne. L’impregnabilità del durame è molto scarsa a causa delle tille.
Impieghi
Il legno di robinia è particolarmente adatto per le strutture esterne a contatto con il terreno. In Austria i pali da vite in robinia hanno una lunga tradizione. Impieghi per interni sono parquet, finestre, porte e angoli per verande. Ulteriori utilizzi sono botti e legna da ardere con potere calorifico elevato.
http://www.promolegno.com/legno/specie- ... obinia.htm

GADULKA
The gadulka resembles the medieval rebec in shape. It has three strings for melody and ten sympathetics, very thin strings which are tuned chromatically. The sympathetics are not played directly by the bow, but vibrate in resonance with the three main strings.

La gadulka est un instrument à cordes frottées originaire de Bulgarie. Sa forme et l'accordage varient selon les régions. La gadulka moderne possède 3 cordes mélodiques en acier (en boyau dans le passé), accordées "la-mi-la" et 10 ou 11 cordes sympathiques, accordées en gamme chromatique. Ces dernières ne sont pas frottées par l'archet, mais vibrent dès que les cordes principales sont jouées. La caisse de résonance de la gadulka est fabriquée en bois de mûrier, de noyer, d'acacia ou d'érable et sa table - en épicéa.

http://www.violonsbarbares.com/instruments.html

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Messaggio da Arcale » lunedì 10 settembre 2012, 12:16

Avevo trovato la citazione della Gadulka in italiano.
In fondo alla pagina, una piccola immagine
http://lampi.musicamorfosi.it/2012/ilam ... sbarbares/

Avevo anche una citazione sul Bouzouki che non ritrovo
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Messaggio da edo » lunedì 10 settembre 2012, 14:07

robinwood ha scritto: Ulteriori utilizzi sono botti e legna da ardere con potere calorifico elevato.
http://www.promolegno.com/legno/specie- ... obinia.htm
Mah, io ho provato ad usarla nella stufa...non brucia e non scalda.

ciao

edo

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Messaggio da robinwood » lunedì 10 settembre 2012, 14:14

ACACIA - Robinia pseudoacata (Asia).

Essenza forte di tipo duro. Le varietà forniscono colorazioni che vanno dal giallo verdognolo con riflessi dorati, al bruno – bronzo.
Da sempre usata in ebanisteria, viene da noi utilizzata unicamente per la costruzione di rullanti.

Sua caratteristica è di esaltare le frequenze medio alte.

http://www.cdrum.it/web/finiture.html

sto cercando di immaginare la risposta sonora, come per la famosa modificaTheta, per la quale devo dire di immaginazione ce ne vuole davvero moltissima. Ma d’altronde questa è prerogativa della Musica.

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Messaggio da robinwood » lunedì 10 settembre 2012, 15:36

edo ha scritto:
robinwood ha scritto: Ulteriori utilizzi sono botti e legna da ardere con potere calorifico elevato.
http://www.promolegno.com/legno/specie- ... obinia.htm
Mah, io ho provato ad usarla nella stufa...non brucia e non scalda.

ciao

edo

…come combustibile non saprei ma la robinia insieme alla quercia, il gelso, il frassino, l’ acacia, il castagno e il ginepro sono le essenze scelte per fare le botti usate nelle batterie per la produzione dell’aceto balsamico tradizionale di modena.
Il cui prezzo, quando prodotto secondo i criteri rigorosissimi, è stratosferico. Ma la qualità è sublime.

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Messaggio da robinwood » lunedì 10 settembre 2012, 16:19

ho visto che è scelta sovente anche per la costruzione delle chitarre.
‘’- piano armonico in listellare di 23 pezzi di larice (che ho io da 19 anni);
- fondo, fasce e manico in robinia stagionata 40 anni (anche di questo dato ho certezza)
- tastiera, ponte e rivestimento paletta in ebano;
- catene piano armonico in abete val di Fiemme al 90% e larice (il traverso superiore);
- controfasce continue in larice sul piano armonico e robinia sul fondo, lo stesso per i filetti;’’
http://opificisonori.forumup.it/about36 ... onori.html

p.s.
da semplice utente mi auguro che il maestro ebanista liutaio oggetto dell’articolo del topic, direttamente o indirettamente, potesse trovare il tempo di correggere le inesattezze riportate erroneamente dal giornalista.

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Messaggio da Arcale » lunedì 10 settembre 2012, 20:08

Marco ribadisce di aver misurato i 400 gradi per sciogliere l'ambra nell'olio di lino. L'errore starebbe nella frase precedente dove si dice che si puo' sciogliere l'ambra solo nel cloroformio a temperature molto alte, mentre invece cio' avviene a temperatura ambiente.

Sperando di aver riportato correttamente, parrebbe che altri errori non ve ne siano. Ma siamo aperti alla discussione.
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Messaggio da 1972pianoman » lunedì 10 settembre 2012, 20:27

Marco ribadisce di aver misurato i 400 gradi per sciogliere l'ambra nell'olio di lino
Effettivamente 400°C sono necessari, ma non per sciogliere l'ambra nell'olio, altrimenti c'è rischio di incendio. I 400° sono necessari per pirogenare l'ambra, solo dopo questo processo i aggiunge l'olio a temperatura sensibilmente più bassa.
Questo è quanto ho riscontrato io.

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Messaggio da robinwood » martedì 11 settembre 2012, 14:29

‘’…a local guitar luthier…has built some Martin D style guitar out of what we call down here yeller locust that are MONSTERS in tone and volume…

another thing about the guitars that Mr. D… has built out of locust is that they are very nice looking, pretty grain pattern etc’’

(‘’Black locust is also probably the hottest burning firewood available’’)

http://www.mandolincafe.com/forum/showt ... -tone-wood

in questo forum sembra che parlino delle proprietà sonore della robinia (black o yeller locust) in modo a dir poco sorprendente … anche come legna da ardere

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Messaggio da Arcale » martedì 11 settembre 2012, 16:32

Magari "svampa" meglio se prima lo si porta a 400 gradi... :lol:

A parte la battuta, Marco mi ha detto che se il risultato non fosse stato soddisfacente, lo avrebbe bruciato. Sarebbe stato un vero peccato, in ogni caso, vista la durezza della lavorazione.
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Messaggio da robinwood » martedì 11 settembre 2012, 21:20

''The first xylophone at the University of West Hungary was made by the
participants of a special course for instrument makers in 1996. They found that among the species available at the University it was the Black locust material which was one of the best material for xylophone, because its sound last long...''

http://ilex.efe.hu/PhD/fmk/horvathmiklos/angol.pdf

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Messaggio da robinwood » domenica 16 settembre 2012, 22:47

1972pianoman ha scritto:
Marco ribadisce di aver misurato i 400 gradi per sciogliere l'ambra nell'olio di lino
Effettivamente 400°C sono necessari, ma non per sciogliere l'ambra nell'olio, altrimenti c'è rischio di incendio. I 400° sono necessari per pirogenare l'ambra, solo dopo questo processo i aggiunge l'olio a temperatura sensibilmente più bassa.
Questo è quanto ho riscontrato io.



''...La procedura per ottenere vernici ad olio è la più complessa e varia.
Vi sono molti modi per ottenerla ma il più classico è il seguente:
1) pirogenare la resina
2) scaldare l'olio a 150 gradi
3) mantenendo la resina caldissima (200°) si versa l'olio a filo rimestando
4) si aggiungono eventualmente i siccativi (la temperatura varia in base al
metallo, da 140° a 280°)
5) si cuoce per dare consistenza alla vernice
6) si lascia raffreddare e si unisce il diluente (meglio a caldo, ma
attenzione che a 150°-170° l'essenza prende fuoco!)
7) si fa stagionare
Solo le resine dure (ambra, coppali) vanno pirogenate, portate cioè tra i
310° e 350° finché si sciolgono, distillano (acqua, oli di resina) perdendo
fino il 45% del peso iniziale. Solo la pratica insegna qual'è il momento
giusto di fine cottura: se poco cotta l'olio non si unisce, se troppo non
asciugherà mai....''


http://www.inforestauro.org/materiali-e ... ml?start=1

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Messaggio da claudio » domenica 16 settembre 2012, 23:20

La pirogenazione non è una cosa facile, dopo i 300°C le resine iniziano a carbonizzare, ossia bruciare.
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