Breve storia di un (del) flauto barocco

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Alex78
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Breve storia di un (del) flauto barocco

Messaggio da Alex78 » mercoledì 14 gennaio 2015, 23:02

Su gentile richiesta di Belisario scrivo qualcosa sulla mia umile esperienza di costruttore di fiati barocchi.

Non sono un liutaio professionista, nè tantomeno un musicista professionista ma mi è sempre piaciuto costruire qualcosa che funzionasse; durante la mia permanenza per lavoro nella perfida Albione ho sentito parlare di quest'organizzazione:

http://www.cambridgewoodwindmakers.org/

Che organizza corsi di costruzione di strumenti a fiato barocchi (flauto dritto, traverso e oboe) ho deciso di iscrivermi e passare una vacanza "alternativa".

Per via delle tempistiche dei corsi alla fine la mia scelta è caduta sul corso di flauto dritto, organizzato da Tim Cranmore, probabilmente il più famoso costruttore di dritti della perfida Albione. Fortunatamente Tim mi ha fatto scegliere sia il modello di flauto che volevo costruire e il legno, l'altro allievo (perchè il corso è appunto costituito da un istruttore e due allievi, non di più) non mi ha creato problemi quindi sono riuscito a costruire uno strumento atipico, non il solito contralto: ovvero un flauto di voce (voice flute) su modello del Denner di Frans Brueggen (chi non sa chi è Bruggen lo googli, è stato uno dei più grandi flautisti e direttori d'orchestra di tutti i tempi), il sesto da sinistra nel poster dalla Mollenhauer:

Immagine

Dalle mail inviate a Tim prima del corso mi sembra una missione impossibile, dato che il "maestro" insisteva che sarebbe stato possibile costruire uno strumento funzionante in cinque giorni lavorativi, per chi come Muti crede che il flauto dritto sia un "pifferio miagolante" allego qui il disegno (semplificato) di un Rippert con la a 398 Hz:

Immagine

La sfilza di numerini che si vedono a sinistra sono gli alesaggi di testa, corpo e piede, e sono quelli assieme agli altri numerini più piccoli sul labbro etc...sono quelli che fanno funzionare lo strumento e permettere a quello che sembra un bastone ben tornito di legno di suonare per due ottave e una quinta e più.

Il racconto di questo estenuante corso è già stato pubblicato in inglese da uno della classe 2012, e potete trovarlo qui:

http://www.cantoraccess.com/publication ... king.shtml

Io mi baserò su questo racconto e altro materiale che ho rubato un po' in giro per internet per illustrare le attivià e spiegare un po' il funzionamento di questo strumento perchè senza queste informazioni ogni spiegazione sulla tecnica costruttiva non avrà alcun senso, inoltre mi devo costretto a svaligiare il sito dell'eccellente Philippe Bolton per spiegare la storia e la fisica.

Citando quest'ultima, il buon Philippe ha fatto un ottimo lavoro a spiegare come si fa a suonare due ottave e mezzo con un tubo con 10 fori di cui 8 chiudibili, invito alla lettura qui:

http://www.flute-a-bec.com/acoustiquegb.html

Verso gli ultimi decenni del 600 qualche mente brillante (non si sa dove, Francia o Italia si suppone) si accorse che alesando la parte centrale di un flauto pre-barocco/primo barocco/transizionale creando quindi una complessa forma interna doppio conica (parte centrale stringente, piede leggermente schiudente) si poteva riuscire a estendere il range dello strumento di quasi un'ottava e inoltre intonare l'ottava superiore e parte della terza ottava, anche qui il sito dell'eccellente ci viene in aiuto facendo vedere come si sono sviluppate le misure interne del flauto nei secoli:

http://www.flute-a-bec.com/acoustiquegb.html

Come si può vedere l'interno di un flauto è rialesato da una serie di alesatori (da tre a nove) che creano una struttura interna complessa e permettono, assieme ad altri due parametri (la dimensione di un foro e il suo undercut, ignoro il termine italiano) di suonare intonato.

Questo in breve è stato l'argomento affrontato nella prima parte del giorno, cercare di capire cos'è un flauto barocco, come si è sviluppato e perchè è fatto così, nel pomeriggio invece ci siamo dati alla creazione di uno di questi alesatori destinato ad alesare il primo pezzo, ovvero la testa.

Tim a differenza di altri professionisti che spendono centinaia di euro in alesatori d'acciaio custome made li alesatori se li fa lui con la tecnica descritta dal mio predecessore, praticamente tornisce un tondino di acero con il profilo desiderato, ne taglia un 40% longitudinalmente , ci monta supra un pezzo di sega a nastro e poi ne rimuove i denti...guardare per credere:

Immagine

L'alesatore autocostruito è sul tavolo, mentre le due "saliere" sono delle prove di tornitora con dei cilindri di acero per impratichirsi nell'arte di creare bugne baroche, anelli etc...la giornata si è chiusa con l'alesatura della testa mettendo tale alesatore in un mandrino e infilando il blocco di prugno più grande per ottere il profilo desiderato.

Il secondo giorno è stato il più duro per me ed è stato quello in cui abbiamo tornito l'esterno. Ogni grande e piccolo nome dell'età barocca aveva una serie di tornitore che costituivano la sua "firma", come la forma delle F dei liutai di violino, come si può vedere Denner aveva uno stile diverso dagli Hotteterre, che sono diversi dai flauti di Anciuti e cosi' via. Non avendo grande esperienza di tornio creare un profilo così complicato con la paura di sbagliare, in più la tecnica del misurare con il calibro mentre il pezzo è sul tornio si è rivelata traditrice in un paio di occasioni, comunque il risultato finale è stato questo:

Immagine

Il mio a destra, quello dell'altro studente a sinistra, come si può vedere entrambi abbiamo sbagliato ma sono contento di aver fatto tutto il mio lavoro senza l'aiuto di Tim.

Il resto segue più tardi...

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Re: Breve storia di un (del) flauto barocco

Messaggio da belisario24 » giovedì 15 gennaio 2015, 0:40

congratulazioni Alex
anche per i siti interessantissimi è un'altro mondo :o
sono impaziente di vedere il resto...

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Alex78
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Messaggio da Alex78 » giovedì 15 gennaio 2015, 1:41

Il terzo giorno abbiamo cominciato a lavorare sul "motore" del flauto dolce, ovvero le parti interne della testa: fischio e canale dell'aria.

Il canale nella tradizione barocca a differenza degli strumenti fatti in serie è curvo, quindi non è un vero rettangolo, la sua forma e altezza rispetto al labbro del fischietto determinano il 99% del suono: se si sbagliano queste superfici il flauto suonerà come uno di quegli strumenti delle elementari.

Sempre tradizionalmente parlando il canale veniva intagliato a mano, oggi il 95% dei professionisti usano la cosidetta "macchina di Loretto", inventata dal suddetto signore, uno dei primi a che si mise a ricostruire i flauto barocchi secondo il vecchio modello ma che a differenza di Morgan non ebbe molto successo perlomeno dal punto di vista degli strumenti, ma che si rifece inventando e commercializzando tale macchina:

Immagine

In sè e per sè la macchina è semplice ma il suo setup è veramente complicato...io avrei voluto imparare a intagliare il canale senza di essa ma sarebbero serviti due giorni solo per quello, e poi per un principiante non è consigliabile in toto. Come si può vedere nell'altro diario abbiamo fatto un piccolo forellino di riferimento sullo spallamento della testa dove sarebbe cominciata la finestra (in corrispondenza della venatura verticale del legno, questo è importante, anche per riconoscere un flauto artigianale da uno prodotto in serie), applicato la testa sulla macchina e cominciato aa tagliare fino a quando la superficie interna e il forellino hanno formato una specie di U, allora ci siamo fermati e abbiamo cominciato a scolpire la parte superiore del labbro, prima disegnando il rettangolo della finestra, poi scolpendo la rampa superiore del labbro, un po' così:

Immagine

Io ho messo quel listello di legno per evitare di tagliare la parte superiore della finestrella.

Il risultato finale dei primi tre giorni è stato il seguente:

Immagine

Tutte e tre le parti del flauto:

Immagine

Il quarto giorno è stata un'esperienza zen: la scultura del blocco.

Questa quarta parte del flauto è cruciale per il suono in quanto costituisce il pavimento del canale, e a parte questo ha l'importante funzione di assorbire l'umidità del fiato, quindi il materiale usato deve essere più tenero di quello della testa (per limitare il rischio di spaccarla) e di aumentare il proprio volume il meno possibile...quasi universalmente si usa il cedro (l'ideale è quello della Florida) ma qualche casa ha sperimentato materiali ceramici...comunque la cosa più importante da ricordare è che le venature del legno siano verticali in modo da poter assorbire più acqua possibile.

Alcuni costruttori fanno il blocco in due parti, e meditando su quello e l'origine dell'universo ho capito anche perchè: in questo caso è triviale, si tornisce un tronco di cono che va infilarsi nella testa, lo si estrae e lo si taglia a lunghezza, poi si applica un altro pezzo di cedro curvato che costituisce la tavola e più o meno ce la si cava.

La procedura filologica invece prevede l'autopunizione di cominciare da un blocchetto cilindrico di cedro (noi abbiamo usato dei pezzi dismessi da Dometsch quando l'azienda è fallita e ha smesso di produrre flauti fatti a mano nel 2010, il magazzino è pieno), tornire diametri di partenza e arrivo, poi scolpire tavola e spalle, quindi più o meno creare un tronco di cono irregolare, quindi infilare il tronco di cono nella testa, martellare, estrarre, notare le parti lucide, rimuovere le parti lucide, lisciare e reiterare la procedura un centinaio di volte fino a quando il blocco non sarebbe comparso più o meno a filo della finestra.

Inutile dire che abbiamo passato quasi tutto il pomeriggio a farlo, l'altro studente ha scazzato a metà e alla fine Tim lo ha aiutato perchè sennò non riuscivamo a rimanere nella tabella di marcia, non ho preso le foto perchè l'operazione è appunto autopunitiva (mi ricorda un po' Davide Sora che intaglia il fondo con la sgorbia, solo che in questo caso il blocchettino è veramente miserabile) comunque l'ottimo Philippe ha sul sito un eccellente articolo sulla materia:
Ultima modifica di Alex78 il giovedì 15 gennaio 2015, 2:04, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da claudio » giovedì 15 gennaio 2015, 1:45

Mi sembra un bellissimo lavoro, complimenti.
andante con fuoco

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Messaggio da Alex78 » giovedì 15 gennaio 2015, 2:14

claudio ha scritto:Mi sembra un bellissimo lavoro, complimenti.
Eh, aspetta a vedere il risultato finale! :P

Poi pensavo che voi degli strumenti ad arco snobbaste i "pifferai" da quattro soldi come noi.... :lol:

Comunque, l'articolo di Bolton è qui:

http://www.flute-a-bec.com/bouchongb.html

Fra l'altro la sua procedura è più veloce di quella di Tim, mi sembra.

Comunque verso le cinque abbiamo finito, tralascio l'importante parte della definizione della forma della tavola (Philippe ne parla un po' nel suo sito) che è anche quella fondamentale per ottenere un suono perlomeno decente, una volta fissato abbiamo tornito esternamente il becco (notare che il disegno di Tim è molto "inglese", nel senso che la tornitura rotonda è più nello stile della scuola di Bressan e degli Stanesby che di Denner che ha una forma molto più spigolosa e allungata, comunque io mi ero procurato il disegno originale e ho cercato di fare una testa Denner) e tagliato il becco vero e proprio con un seghetto, poi ripassato al tornio con carta abrasiva...a quel punto lo strumento ha cominciato a emettere i primi vagiti!:twisted:

La giornata si è conclusa con la prima foratura (piccola pre-intonazione) del corpo e del piede, questo è stato il risultato finale del quarto giorno, i due flauti "grezzi" di fianco a uno di Tim rifinito in bosso fiammato che poi ha venduto a un'acquirente, io come al solito ho fatto il rompicoglioni e ho chiesto in nome della "storicità" i fori singoli al re e mi mentre ormai è prassi consolidata il doppio foro:

Immagine

Poi Tim ha smontato tutto e messo gli strumenti (a parte il blocco naturalmente) sott'olio.

Nota su questo punto: l'olio è fondamentale per gli strumenti a fiato di legno per ovvi motivi, nel campo si usano due tipi, o quello di lino crudo oppure l'olio di mandorle. Entrambi hanno i suoi sostenitori e detrattori, senza entrare nel merito la letteratura e le opinioni sono infinite su internet, NORMALMENTE a questo punto della costruzione testa, piede e parte centrale dovrebbero essere messi a "riposare" in vasca per un bel periodo, si va dalle due settimane per legni duri e compatti come il bosso e l'ebano fino a una per i legni da frutta (acero, pero, ciliego e prugno), ovviamente date le tempistiche li abbiamo lasciati solo una notte, poi a casa il mio l'ho messo a mollo per cinque giorni, inoltre lo ri-olio una volta al mese perchè il prugno si secca presto. Su youtube ci sono molti tutorial a riguardo.

Il quinto giorno dovevano finire il lavoro, la prima cosa è stata quella di preparare gli avvolgimenti di filo di cotone incerati nel corpo che assicurano che non passi aria (sui flauti di produzione di massa si usa di solito sughero), anche qui i pareri sono discordanti, alcuni dicono che bisognerebbe usare solo seta altri ritengono che il cotone sia accettabile, comunque qui Tim ci ha fatto vedere il nodo e la procedura che usa lui:

Immagine

Poi è venuto il momento del voicing....non so come si dica in italiano, presumo che accordatura ci vada vicino.

Spiegare in parole povere cosa si fa è praticamente impossibile perchè ogni costruttore ha la sua filosofia, non ci sono regole fisse e le cose che possono andare storte sono molteplici, in breve si deve riuscire a ottene delle note intonate per tutta l'estensione dello strumento. Il problema è che date le posizioni del flauto barocco non esiste una relazione biunivoca fra un foro e una nota (a parte nel caso della nota più bassa, il re per il voice flute, dove l'unico foro aperto è quello del piede), ma un foro può partecipare alla produzione di più note. Tim ha scritto un interessante libro sull'argomento dove riporta una tabella riassuntiva, che è la stessa riportata dal Bolton nel suo articolo sull'intonazione del flauto:

http://www.flute-a-bec.com/accordgb.html

Come si può vedere per un contralto il foro principare crea il fa della prima ottava, ma influisce anche sull'altezza di altre note, ovvero il mi e mi bello della seconda ottava e il fa della terza, il caso limite è il fa della terza ottava che viene creato dai fori 0,2,6,7,8 che influenzano anche cinque o sei note.

Il rischio è ovviamente che per intonare una nota si sballi tre o quattro!

Ora, per intonare una nota si può operare su tre parametri:

1) la larghezza (e dimensione) del foro
2) il diametro (alesaggio) interno sia in corrispondenza del foro sia in altri punti della camera
3) l'undercut, ovvero lo "svaso" del foro verso la camera che si vede bene nella sezione del sito di Bolton

I costruttori di flauti stanno ancora studiando il problema, ognuno ha il suo sistema (e i suoi segreti dell'Arte Oscura) ma il sistema di Tim è relativamente semplice: nella prima ottava per intonare allarga il foro per la nota equivalente un'ottava sopra agisce a seconda della posizione: se è semplice alesa, se è incrociata (ovvero posizione a forchetta) agisce sull'undercut. Naturalmente controlla a ogni passaggio le altre note che possono essere influenzate dall'operazione e parte basso, diciamo un quarto di semitono sotto la tonalità desiderata per poi procedere iterativamente.

L'operazione è molto ed è l'unica cosa che ha voluto fare di persona perchè appunto facendo tutto in cinque giorno non potevamo permetterci di rifare un corpo centrale.

Qui usa l'accordatore del suo smartphone:

Immagine

Insomma, nonostante i miei dubbi alla fine siamo riusciti ad andare a casa venerdi' con il nostro strumento, l'esperienza è stata intensa (molto), avrei preferito lavorare con più calma per fare delle cose più con precisione ma l'obbiettivo non era ovviamente creare un flauto pronto per andare in commercio a 1200 o 1500 euro, il mio voice flute secondo Denner comunque suona a livelli della "concorrenza" ( e suonava meglio di quello dell'altro studente, ah ah ah ah!), tornato a casa ho fatto un po' di lavoro di rifinitura a livello di posizione del blocco, bagno d'olio etc..e ne sono molto soddisfatto. Ne costruirei altri ma al momento non ho tornio e tutte le varie sgorbie necessarie, per curiosità questi sono quattro flauti Cranmore (tre voice flute di cui non mi piaceva più un tenore di do a 440 Hz secondo Hotteterre che suonava come un cannone):

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Qui invece ci sono un po' di foto del mio com'è oggi, scusate la pessima luce, assieme al mio contralto "professionale" Anciuti made by Vincenzo de Gregorio (che ho utilizzato come punto di riferimento "qualitativo"):

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Qui potete ammirare qualche errore di tornitura... :oops:

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Insomma, per farla breve, il flauto dritto non è lo strumento "cretino" come molti pensano che sia, costruirlo non è per niente facile, non dico richieda lo stesso tempo di un violino ma per certi versi (intonazione) è anche più difficile e richiede una certa esperienza e attenzione al dettaglio. Se qualcuno ha qualche domanda sul processo di costruzione, materiali, storia o repertorio può chiedere, io cercherò di rispondere.

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Messaggio da belisario24 » venerdì 16 gennaio 2015, 11:14

ciao Alex
ho visto in foto costruire l'alesatore in legno e ferro avvitato,
funziona?
dalle foto però non si capisce bene come funziona, e mi chiedevo se si può usare anche "più piccolo" per i piroli del violoncello...

mi piacerebbe costruirlo e vedere se funziona, ma si gira a mano o con il tornio?
:oops:
Ciao Belisario

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Messaggio da Alex78 » venerdì 16 gennaio 2015, 14:18

belisario24 ha scritto:ciao Alex
ho visto in foto costruire l'alesatore in legno e ferro avvitato,
funziona?
dalle foto però non si capisce bene come funziona, e mi chiedevo se si può usare anche "più piccolo" per i piroli del violoncello...

mi piacerebbe costruirlo e vedere se funziona, ma si gira a mano o con il tornio?
:oops:
Ciao Belisario
Certo che funziona, Tim ne ha alcune che ha costruito negli anni 80 e le usa ancora, alla fine usa solo tre alesatori metallici come questi:

Immagine

Non credo tu possa usare un alesatore di questo tipo per i piroli perchè hanno una forma a "cucchiaio" ovvero leggermente ogivale, ma ne puoi fare usa simile a tronco di cono preciso, presumo.

Comunque, sempre convinto sia un lavoro facile? :wink:

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Messaggio da belisario24 » venerdì 16 gennaio 2015, 19:39

Alex78 ha scritto:
belisario24 ha scritto:ciao Alex
ho visto in foto costruire l'alesatore in legno e ferro avvitato,
funziona?
dalle foto però non si capisce bene come funziona, e mi chiedevo se si può usare anche "più piccolo" per i piroli del violoncello...

mi piacerebbe costruirlo e vedere se funziona, ma si gira a mano o con il tornio?
:oops:
Ciao Belisario
Certo che funziona, Tim ne ha alcune che ha costruito negli anni 80 e le usa ancora, alla fine usa solo tre alesatori metallici come questi:

Immagine

Non credo tu possa usare un alesatore di questo tipo per i piroli perchè hanno una forma a "cucchiaio" ovvero leggermente ogivale, ma ne puoi fare usa simile a tronco di cono preciso, presumo.

Comunque, sempre convinto sia un lavoro facile? :wink:
non ho detto che sia facile :wink:
comunque grazie sei molto disponibile.
ma forse ho visto male?!?! nelle foto dei vari siti che hai inserito ho visto questo:
Immagine

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Messaggio da Alex78 » venerdì 16 gennaio 2015, 21:56

belisario24 ha scritto:
non ho detto che sia facile :wink:
comunque grazie sei molto disponibile.
ma forse ho visto male?!?! nelle foto dei vari siti che hai inserito ho visto questo:
Immagine
Si quello è l'alesatore "autocostruito" stile Cranmore, ma la maggior parte dei costruttori usa quelli in acciaio che ho mostrato.

Io per le sedi dei piroli piutto non li userei perchè come puoi notare non hanno una punta, a parte quelli in acciaio, non sono fatti per forare.

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