Una storia (insieme ad un violino).

Dedicato a chi suona gli strumenti ad arco.
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Violando
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Messaggio da Violando » giovedì 14 maggio 2015, 3:28

Ecco, ora lo volevo dire, che ho avuto un severo problema cerebrale che mi ha ridotto in maniera molto grave, stando alla mia esperienza, le capacità di organizzazione dei concetti e delle informazioni, rendendo all'improvviso impossibile studiare a scuola, delirante anche solo fare i passi prestabiliti in corsi ginnici e così via.
Dopo anni ho saputo a cosa era dovuto, mi ero ripresa in parte dalla situazione più grave di non ricordare proprio nulla di nulla nella quotidianità, ma continuavo a fallire in tentativi a breve termine, corsi di insegnamento, a essere impacciata in palestra e così via.
Insomma ancora non trovavo una via d'uscita.
Comunque ovviamente tutto continua a portarmi a uno stato di frustrazione funesta in cui quasi continuo per masochismo ogni tentativo con problemi crescenti nella mia esistenza e persona.
E in tutto questo il violino è stato il primo in assoluto che circa un anno fa mi ha portato dei risultati.
Questo non lo dimenticherò mai.
Poi ho stoppato i passi avanti perchè da lì ho preso il treno e ho anche ripreso a studiare, da cui anche sto traendo risultati, seppur con tanta difficoltà, ma davvero è una cosa cui non ho mai rinunciato a provare e solo ora sto riuscendo ad affrontare. Ripeto, non una questione di volontà, di semplice metodo e queste menate, io agivo ormai davvero da ritardata, mi mancava la potenzialità di base del cervello e fino a prima del violino i miei tentativi in ogni campo.
Ora lo si creda o no, il violino mi ha materialmente iniziato.
Non ci metto neanche un qualche effetto placebo perchè io perogni cosa che iniziavo ero divisa in due, una parte irrealistica che diceva: questa è la volta buona, mettiamocela tutta, questo ci toglie dallo stallo e l'altra che proprio non ci credeva e sapeva di collezionare "ennesime" volte.
Quindi col violino è stato lo stesso, anzi! considerati i miei pregressi (di quando stavo bene) con la musica, ci credevo ancora meno! Considerato che son sempre stata più brava nelle cose teoriche che pratiche, non potevo neanche pensarci a cosa avrei combinato! Poi che la teoria musicale invece è ancor peggio della pratica è un'altra storia.
Io insomma in quest'avventura ci credevo molto meno che alle altre, sapevo che era solo un altro effetto da darmi per continuare la vita, come gli altri, poi dato che trovavo bellissimo il violino, ho voluto proprio farlo, anche così solo per vezzo, per dono. Se dovevo iniziare qualcos'altro, il violino era ciò che di bello potevo pensare.

Poi è iniziata la frustrazione, ma quella di tutti, di quando provi a far uscire un suono strisciando l'arco sulla corda, ma io credevo di essere la solita ritardata, che non sa fare neanche questo e mi ci mettevo la notte a ripetere i movimenti, senza produrre suono, solo ripetere mille volte i movimenti e renderli il più esatti e coerenti possibile, avevo la solita difficoltà aggiuntiva di perdita di concentrazione che portava ad emicranie esplosive, ma ero lì come una ritardata sacrificata perchè mi dicevo: se per quello che gli altri fanno con più semplicità devo soffrire come un condannato a morte, per ore, allora che sia, ma raggiungerò quelle due cose.
Dopo che inizio a far uscire i primi suoni corretti è un tripudio per me e comincio a perfezionare sempre di più "lo striscio" e i movimenti sia da un punto di vista "esperenziale" che anche guardando su youtube i concertisti che suonavano, andando a ricercare le inquadrature utili, imitandoli allo specchio, provando a capire.
Insomma, l'insegnante pur severa vedevo che ogni tanto anche con altri allievi si faceva sfuggire dei complimenti verso di me e anche quando mi son rilassata di più sul resto però continuava a dirmi con reiterata sorpresa: Ah però lo tieni bene l'arco! Però lo tieni proprio bene l'arco!
Infatti prima mi aveva detto che non era da tutti imparare così velocemente questa abilità.
E si, nel frattempo avevo ripreso a studiare quindi mi ero davvero impegnata fino ai passaggi di corda, ma sul resto non ho potuto verificare quanto avrei tenuto il passo, causa una cosa che desideravo proprio ottenere e dovevo fare per tempo e lì come in una catena ho iniziato a raccogliere frutti anche lì, per la prima volta.

Quindi nel violino ancora non ho raggiunto neanche risultati intermedi ma per me è stata una porta nella normalità, dopo non sapete quanti anni, passati nell' abiezione. I primi risultati da essere umano in assoluto.
Il primo spiraglio verso la possibilità di una vita normale, per cui sto ancora lottando, sono abbastanza giovane ancora, chissà.

Fatto sta che il mio sentimento verso il violino in quel momento si è accresciuto e gonfiato con un senso di gratitudine immane.

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claudio
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Messaggio da claudio » giovedì 14 maggio 2015, 11:12

Trovo la tua una bella e interessante storia, io credo che sia una fortuna tu abbia incontrato il violino sulla tua strada, la musica e lo studio dello strumento accedono a parti delle mente normalmente inaccessibili, si riescono a sbloccare meccanismi ritenuti immutabili, capisco quindi il tuo senso di gratitudine per questo piccolo e meraviglioso strumento che è il violino.
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Violando
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Messaggio da Violando » giovedì 14 maggio 2015, 13:01

E' molto interessante quello che dici, alla luce poi del fatto che da una che non molla, quando stavo bene, avevo provato e lasciato chitarra, piano, anche se questo non l'avevo scelto io, erano proprio due lingue diverse, e infine avevo messo più di sei mesi di ore disperatissime per accondiscendere l'insegnante di musica con la pianola! cosa che la più lavativa dei miei compagni riusciva e pure ad orecchio, perchè la mia media era in grave pericolo.
Col violino, pur con la matta fatica, è stato disgelo da subito e nonostante tutto quello che mi era successo.

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Messaggio da violino7 » giovedì 14 maggio 2015, 22:59

La tua storia davvero è esemplare di quanto il violino possa essere di aiuto per chiunque sappia apprezzarne le doti.
Io davvero lo considero come una persona, un amico reale, con il quale si voglia dialogare, naturalmente con il linguaggio musicale.
Quello che io da subito ho verificato è che questo amico ti ripaga sempre, è sempre gratificante anche per i piccolissimi risultati, e questo a me ha sempre apportato un grande beneficio interiore. Forse è questo il semplice meccanismo di positività concreta, non c'è alcuna possibilità di effetto placebo, tutto è reale.
Nel caso mio, poi, la vicenda è anche emozionale in quanto quell'amico è anche mio figlio, cioè l'ho costruito io. E' un qualcosa ancora più coinvolgente che è difficile anche spiegare.

Sono sicuro che continuando a studiare il violino otterrai i risultati che desideri! Coraggio e perseveranza! :wink:
.
Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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Messaggio da gf104 » venerdì 15 maggio 2015, 19:53

Ciao Violando,
se vuoi vai su you tube, guarda e ascolta:
RICHARD GALLIANO
TANGARIA QUARTET
JAZZWOCHE BURGHAUSEN LIVE 2010
ogni tanto (spesso) seguo da principiante e scimmiotto col mio violino il virtuoso violinista francese Sebastian Surel che mi aiuta nell'apprendimento di questo affascinante strumento che è il violino. tra l'altro le riprese del violinista sono molto ravvicinate e puoi vedere bene i movimenti di mano e archetto sperando che possano aiutarti nel tuo percorso che stai portando avanti in modo ammirevole. continua così.
un abbraccio
gian franco

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Messaggio da talus » venerdì 15 maggio 2015, 20:52

Chi veramente ama il violino è una persona grand complication.

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Messaggio da Violando » giovedì 28 maggio 2015, 1:00

Grazie molte dei vostri commenti, in particolare a gf104, andrò senz'altro a verificare.

Ora ad esempio non riuscivo più a trovare la concentrazione da un bel pezzo -su altro- lasciata l'abitudine delle sonorità disperdersi, mi sono per caso soffermata su un video di violino e i suoni complessi e dolci mi hanno come reincanalato i pensieri.

Peraltro penso che l'effetto dirompente dello stacco feroce: "handicappata"-imprigionata/abilità-possibilità, davvero..risuoneranno ormai per sempre dentro di me. Come se nelle forme del violino ormai ci fosse scritto "ce la posso fare" e non necessariamente nel suonare il violino.

E si capisce ovunque avessi fatto il mio primo passo verso il poter fare, il poter agire, l'effetto dirompente sarebbe rimasto impresso per sempre, tutta la mia vita.
E' stata non meno di una seconda nascita. Quindi ormai in quel suono c'è tutta quella commozione.

Comunque andrà poi la vita, cui non si può accordare mai troppo ottimismo.

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