Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

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violino7
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Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

Messaggio da violino7 » mercoledì 10 maggio 2017, 0:57

Ho una certa predilezione per i didatti francesi di fine ottocento, Dancla è stato uno tra i più prolifici tra di loro.
In questo momento sto studiando questo spartito, la parte per primo violino, ovviamente, ed alcune volte provo in duetto accompagnato dal mio maestro.
I brani in esso contenuti li trovo molto interessanti, sempre diversi e vari tra di loro non solo dal punto di vista melodico ma anche tecnico, in maniera da dare ogni volta uno spunto in più rispetto al precedente. Sono un ottimo esercizio per perfezionare la terza posizione con qualche accenno alla quinta. Io ne sono in una certa maniera affascinato.
In questo momento sono all'ottavo studio.
Ne parlo perchè ovviamente li consiglio a chi fosse interessato e magari sta procedendo da autodidatta, a medio livello, questi studi non sono certamente indicati per i principianti!

Mi piacerebbe anche ricevere giudizi di condivisione, o meno, da parte di chi già li conosce! :)
Grazie.
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- Lino Santoro -

WEM
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Re: Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

Messaggio da WEM » venerdì 7 settembre 2018, 19:23

Mi sono incuriosito ed ho cercato, trovato, stampato.
E' sempre gradevole trovare figurazioni un pò diverse. Piacevoli sono le note ribattute, le quartine trillate…
Ne ho fatti nove, di slancio, per fermarmi al decimo per causa delle doppie corde che mi stanno acide.
Però adesso avrei una domanda:
Quando è che abbandoni un esercizio?
Quando ne hai raggiunto la perfezione? Non credo sia possibile. E allora quando?
Lo decide l’insegnante?
Il problema si pone poiché di alcune delle difficoltà proposte nell'esercizio, spesso non è ancora del tutto maturata la capacità e di comprensione e di esecuzione; tuttavia la noia diventa piano piano l'artefice del superamento del problema proposto.

PS.: Forse i duetti di J.Mazas sono migliori.

teresina
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Re: Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

Messaggio da teresina » sabato 8 settembre 2018, 2:21

Io di solito "passo" uno studio ad un allievo quando Il voto che potrei dargli è almeno pari alla sufficienza. Come dici tu, la perfezione non può esistere.

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violino7
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Re: Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

Messaggio da violino7 » sabato 8 settembre 2018, 16:39

WEM ha scritto:
venerdì 7 settembre 2018, 19:23
Mi sono incuriosito ed ho cercato, trovato, stampato.
E' sempre gradevole trovare figurazioni un pò diverse. Piacevoli sono le note ribattute, le quartine trillate…
Ne ho fatti nove, di slancio, per fermarmi al decimo per causa delle doppie corde che mi stanno acide.
Però adesso avrei una domanda:
Quando è che abbandoni un esercizio?
Quando ne hai raggiunto la perfezione? Non credo sia possibile. E allora quando?
Lo decide l’insegnante?
Il problema si pone poiché di alcune delle difficoltà proposte nell'esercizio, spesso non è ancora del tutto maturata la capacità e di comprensione e di esecuzione; tuttavia la noia diventa piano piano l'artefice del superamento del problema proposto.
Ciao Wem,
ti dico la mia, premettendo anche che in questo io ed il mio maestro la vediamo nello stessa maniera! E' ovvio che quanto ti dico deriva dalla sua impostazione di lavoro ed a me va benissimo così. Poi magari è vero anche che un maestro di violino deve essere molto versatile, a secondo delle attitudini dell'allievo. Tieni presente che nel mio caso è giusto così perchè alla mia età questo è quello che io voglio dal violino, solo gratificazione personale, non voglio certo aspirare ad una carriera da violinista di fama internazionale! :D Quindi nell'apprendimento non sono eccessivamente severo con me stesso, ma se per ipotesi domani dovessi andare a sostenere l'esame al conservatorio certamente la situazione sarebbe ben diversa.

Io nello studio di un pezzo cerco sempre di trarre dei vantaggi in termini di avanzamento tecnico, possibilmente combinando però con la gratificazione dell'ascolto interiore, chimiamolo in maniera generica "aspetto armonico". E' fondamentale questo concetto, per me è importante che ogni esercizio sia sempre diversamente stimolante rispetto al precedente in maniera da non ricadere più volte nelle stesse inevitabili difficoltà, che alla prima prova magari sembrano muri insormontabili.
Allora naturamente insisto il dovuto, ma senza farmene una malattia. Abbandono il pezzo e vado avanti.
Una delle cose fascinose del suonare il violino, da me più volte sperimentata, è che, riprovando nuovamente l'esercizio dopo un certo lasso di tempo, ci si accorge che quelle difficoltà diventano meno ardue e magari riusciamo a svangarla anche agevolmente! :)
La cosa si spiega facilmente perchè con il tempo si guadagnano tecnicamente ed anche interiormente con gradualità delle sinergie combinate che si aggiungono in automatico senza che noi ce ne accorgiamo, è un processo silente ed inaspettato!
Quindi magari io sarei deciso nell'affermare che non convenga insistere più di tanto su un pezzo all'ossessione fino all'apprendimento! Questa era tra l'altro una veduta ottocentesca, decisamente! Ma poi nel novecento si sono andate affermando nuove visioni nella didattica musicale.
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- Lino Santoro -

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Re: Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

Messaggio da WEM » domenica 9 settembre 2018, 3:44

Sì, certo, hai descritto buonsenso, consapevolezza, fiducia.
Tuttavia quelli che ritenevano inarrivabile far musica con il Violino e che poi, chissà perché, hanno deciso di sperimentare, sono generalmente rosi dalla percezione di tutti i limiti legati alla mancata precocità. Mi riferisco al flusso di azioni meccaniche che cessano di essere un problema allorché lascino l’espressione libera di fondere grammatica e teoria, ritmo ed armonia.
È per questo che trovo interessante la risposta di Teresina la quale pone un limite logico e concreto alle difficoltà evocando il concetto di “sufficienza”. Poi è interessante anche quello che dici tu, poiché la somma delle sufficienze del particolare ci trasportano verso un altro risultato di sufficienza complessiva dove molti dei meccanicismi indispensabili siano divenuti nel frattempo più morbidi e perciò meglio “praticabili”.

Vi ringrazio

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Re: Charles Dancla - 15 studi per due violini op. 68

Messaggio da violino7 » domenica 9 settembre 2018, 22:39

WEM ha scritto:
domenica 9 settembre 2018, 3:44
........quelli che ritenevano inarrivabile far musica con il Violino e che poi, chissà perché, hanno deciso di sperimentare, sono generalmente rosi dalla percezione di tutti i limiti legati alla mancata precocità......
Indipendentemente dalla precocità, è scontato che chi per passione abbia deciso di dedicarsi allo studio del violino si debba armare di grande pazienza e tenacia..... questo è scontato per tutti, indistintamente! Si tratta come di scalare una montagna...... è una questione di forza fisica ma anche di forza interiore, sono doti che bisogna possedere per poter salire :(.
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