Convegno sulle Vernici - Cremona 30 Maggio 2013

Strumenti, pensieri e confidenze a lume di candela.
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Castiglione
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Messaggio da Castiglione » domenica 2 giugno 2013, 18:47

Scusate, mi correggo, l'autore del quaderno di liuteria in questione è Giovanni Serventi.
Pardon

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_ale
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Messaggio da _ale » domenica 2 giugno 2013, 21:30

Castiglione ha scritto: La vernice bianca l'ho provata diverse volte, ma, almeno per la mia piccola esperienza, non sembra asciugare mai del tutto e riscaldata rinviene.
Il problema non è infatti l'albumina, ma il miele che è appunto l'ingrediente che le conferisce quell'elasticità che alla sola albumina manca.
Sopratutto il problema è la gomma arabica che rinviene con la semplice umidità. Infatti la gomma arabica è il legante principale delle tempere a gomma e degli acquerelli che, venduti in panetti, si impiegano sfregando il pennello umido.

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edo
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Messaggio da edo » domenica 2 giugno 2013, 21:37

Un saluto a Castiglione che mi spiace non aver incontrato in quanto son dovuto scappare prima della fine.
Volevo tornare sulla domanda che Claudio mi ha posto dopo il mio balbettante e stringato intervento. Claudio chiedeva se io avessi un riferimento tra i classici per quanto riguarda il mio ideale di verniciatura. Ho risposto un secco no ed in parte ne ho spiegato i motivi: non avendo quasi mai avuto tra le mani uno strumento antico e avendoli visti solo in foto o appesi dentro a qualche teca in pessime condizione di illuminazione mi è impossibile avere un ideale a cui ispirarmi. Speravo che il mio provocatorio "no" generasse una discussione ma penso che la mancanza di tempo non lo abbia permesso.
Castiglione mi hai incuriosito: mi dici che il Toscano ti ha colpito particolarmente; spero di poter un giorno vederlo anch'io e non mancherò di riportare qui le mie impressioni.
Io però mi chiedo: fino a che punto ed in che modo possiamo ispirarci ad un violino del 700 per verniciare i nostri? Non sappiamo nemmeno, nella maggior parte dei casi, se quello che c'è sopra è originale o se i mille ritocchi e rimaneggamenti fatti nel corso della sua vita ne abbiano alterato l'aspetto ed in che misura.
Credo che in molti strumenti antichi di vernice originale ne rimanga ben poca e quello che ci colpisce maggiormente è quello che si vede di più, cioè il legno preparato, vecchio di oltre trecento anni.
Come possiamo pensare di replicare su uno strumento nuovo l'effetto di trecento e passa anni di trasformazioni sia del fondo che della vernice?


ciao

edo

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Messaggio da _ale » domenica 2 giugno 2013, 21:46

Edo, secondo me sei sulla strada giusta

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Castiglione
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Messaggio da Castiglione » domenica 2 giugno 2013, 22:43

Caro Edo volevo innanzitutto complimentarmi con te, al di là della timidezza comprensibile in un'occasione del genere, credo che in semplicità tu abbia riferito qualcosa che nessuno può smentire, ossia quale è il tuo metodo di verniciatura. Cosa non di poco conto perché spesso si parla di massimi sistemi o di cose vere in linea teorica, ma pochi dicono io opero in questo modo spiegando poi diffusamente il proprio metodo. Se poi consideriamo che hai suffragato la spiegazione con gli esempi dei tuoi strumenti che hai mostrato a tutti, mi sembra che, in sincerità, tu abbia fatto una gran cosa.

Riguardo il Toscano, come ho scritto, vorrei rivederlo ora per verificare un ricordo suggestivo che mi porto dentro. Quello che dici riguardo ai ritocchi e rimaneggiamenti di vernice è vero, ti posso solo dire cosa mi impressionò di quella vernice: una grande intensità di colore in uno strato quasi impalpabile di vernice, profondità e trasparenza incredibili.
Come possiamo pensare di replicare su uno strumento nuovo l'effetto di trecento e passa anni di trasformazioni sia del fondo che della vernice?
Infatti non dovremmo! Questo è un punto che mi tocca particolarmente perché in tutta onestà quello che vedo io in giro è che in tanti sostengono questa tesi, ma ancora di più sono coloro che si applicano con metodi di varia natura a ricreare quell'effetto artificialmente prima della verniciatura.
Ora mi chiedo a cosa serve in primis la vernice? Non di certo a competere con il rosso delle Ferrari, ma a proteggere il legno da un suo prematuro degrado. Ora se sopra vi applichiamo, bicromato e altre sostanze chimiche, esposizioni eccessive ai raggi Uv, sostanze vendute da diverse ditte che non si sa bene cosa contengono, forse abbiamo vanificato in partenza il compito che dovrebbe assolvere la verniciatura.
Quello che sostengo è che filologicamente siamo tutti d'accordo, ma poi il fascino di quegli strumenti lo subiamo comunque. Per ora io vorrei solo imparare a valorizzare la profondità del legno, sarebbe già tanto per la mia poca esperienza.

Osservando le foto dei tuoi strumenti mi sembra che tu ottenga risultati eccellenti in termini di luce, per me sarebbe già un bel traguardo. Ma alla fine del convegno una frase su tutti serbo come promemoria, La liuteria è una ricerca eterna fino alla morte!

Mi avrebbe fatto molto piacere conoscerti personalmente, ma leggendovi e seguendovi da tempo per me è un pò come se vi conoscessi già tutti.
A riguardo chiedo scusa al maestro Rampini a cui ho dato del "Tu" come fossimo amici di vecchia data :oops:

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Messaggio da violino7 » domenica 2 giugno 2013, 23:10

edo ha scritto: .......................
Credo che in molti strumenti antichi di vernice originale ne rimanga ben poca e quello che ci colpisce maggiormente è quello che si vede di più, cioè il legno preparato, vecchio di oltre trecento anni.
......................
Non solo, di vernici non ce n'era una sola ma tantissime e lo stesso Stradivari era un grande sperimentatore.
Probabilmente proprio quella preparazione del legno, invece, era una costante in tutta la sua produzione.
Sarebbe interessante capire se fosse diffusa nella stessa tipologia anche presso gli altri liutai cremonesi e non della sua epoca, oppure si trattasse di una sua esclusiva.

E poi mi chiedo, osservando il legno vivo color cannella di uno strumento settecentesco, come facciamo a capire se quello strumento ha subito un particolare trattamento preliminare di preparazione alla vernice? Ha un evidente carattere identificativo ad un esame visivo?
Me lo chiedo perchè da solo, anche senza trattamento, a me sembra che il legno antico acquisti una certa bellezza. Ma poi, a pensarci bene, quel legno grezzo dei violini antichi non potrebbe mai essere definirlo "vivo" perchè in ogni caso, con trattamento preliminare o non, è venuto comunque a contatto con delle sostanze che in qualche maniera hanno modificato la sua reazione all'ossidazione nel corso dei secoli. Immagino che queste sostanze sovrapposte naturalmente abbiano contribuito positivamente alla sua preservazione fisica ma ovviamente lo sono state in maniera differenziata rispetto all'effetto estetico caso per caso. Quello che sto considerando, cioè, è che sarebbe come se una vernice incorporata ce l'abbia in ogni caso.

Nel caso di Stradivari, la grande questione evidenziata da Sacconi è che la "preparazione del legno" messa in atto dal Maestro, oltre ad avere un innegabile importanza per la valorizzazione estetica, assuma ancor più rilevanza rispetto alla produzione del suono.
Stiamo qui ancor oggi a parlarne solo per questo! :roll:

Quello che a noi interessa sapere come lezione è che la preparazione iniziale prima della verniciatura ha una sua importanza comunque, ed evidentemente anche riguardo al suono, qualunque sia la ricetta........ se fosse quella di Stradivari sarebbe meglio! :wink: .




Ciao Edo, complimenti per la tua partecipazione al convegno :) .
Ultima modifica di violino7 il lunedì 3 giugno 2013, 0:40, modificato 3 volte in totale.
.
Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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claudio
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Messaggio da claudio » domenica 2 giugno 2013, 23:14

Castiglione ha scritto: A riguardo chiedo scusa al maestro Rampini a cui ho dato del "Tu" come fossimo amici di vecchia data :oops:
Ma noi siamo amici di vecchia data, almeno virtualmente!

Sono appena rientrato a Castel Madama e ne approfitto per ringraziare IGOR MORODER e GABRIELE CARLETTI per la loro partecipazione e per aver contribuito a rendere l'incontro così bello ed interessante. Perchè si è trattato proprio di un bellissimo incontro in cui si sono unite diverse esperienze su una panorama, quello delle vernici, praticamente infinito e ricco di di spunti.

Ringrazio anche Edo Sartori, Giovanni Berchicci e Gualtiero Nicolini.

Sono rimasto molto sorpreso nel constatare di come tra le persone del pubblico ci fosse un numero abbastanza cospicuo di frequentatori di questo forum, tra cui Livron, Davide Sora, Gustu ed altri di cui non ricordo il nick, ma di cui ho potuto far finalmente conoscenza.

Un ringraziamento particolare ai maestri Davide Sora ed Elisabetta Giordano, liutai cremonesi DOC che hanno condiviso con noi la passione per la ricerca.

Ricordo che a breve sarà possibile rivedere su Youtube l'intero evento, inoltre saranno anche pubblicati gli appunti miei, di Moroder e di Carletti.
Ultima modifica di claudio il lunedì 3 giugno 2013, 10:30, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da edo » lunedì 3 giugno 2013, 7:47

Castiglione ha scritto:Caro Edo volevo innanzitutto complimentarmi con te, al di là della timidezza comprensibile in un'occasione del genere, credo che in semplicità tu abbia riferito qualcosa che nessuno può smentire, ossia quale è il tuo metodo di verniciatura. Cosa non di poco conto perché spesso si parla di massimi sistemi o di cose vere in linea teorica, ma pochi dicono io opero in questo modo spiegando poi diffusamente il proprio metodo. Se poi consideriamo che hai suffragato la spiegazione con gli esempi dei tuoi strumenti che hai mostrato a tutti, mi sembra che, in sincerità, tu abbia fatto una gran cosa.
Tu sì che mi capisci :D in effetti non è stato facile ma l'incoscienza ha prevalso



ciao

edo

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Messaggio da 1972pianoman » lunedì 3 giugno 2013, 11:01

Edo, sinceramente penso che molti ti abbiano compreso, aldilà delle critiche non costruttive... :wink:

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Messaggio da claudio » lunedì 3 giugno 2013, 13:16

1972pianoman ha scritto:Edo, sinceramente penso che molti ti abbiano compreso, aldilà delle critiche non costruttive... :wink:
Di quali critiche non costruttive parli?
andante con fuoco

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Messaggio da claudio » lunedì 3 giugno 2013, 14:32

E comunque le critiche vanno sapute accettare, anche quelle più dure, in specie se provengono da liutai affermati. Ciò fa parte del beneficio del dubbio che qualunque liutaio dovrebbe avere, chi ha dubbi evolve, contrariamente a chi non ne ha.
andante con fuoco

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Messaggio da Chango » lunedì 3 giugno 2013, 16:44

Io approfitto per ringraziare a tutti i relatori e in particolare a Claudio, una persona simpaticissima e molto disponibile che almeno per una volta riesco a far conoscenza non solo nel mondo virtuale!. P. Farias

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Messaggio da Cinabro85 » martedì 4 giugno 2013, 0:21

A riguardo dell'albumina ho letto qualcosa su un libro dimateria pittorica . Veniva usata come vernice finale provvisoria , ma per essere provvisoria deve essere mescolata allo zucchero candido che la mantiene solubile , da sola invece no .

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Messaggio da 1972pianoman » martedì 4 giugno 2013, 13:47

Nunzio cos'è lo zucchero candido?

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Messaggio da claudio » martedì 4 giugno 2013, 13:53

Forse intende lo zucchero "candito".

ps
Grazie Chango
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