"Il Cenacolo" del Portale del Violino

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claudio
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"Il Cenacolo" del Portale del Violino

Messaggio da claudio » domenica 11 dicembre 2016, 15:56

Cari amici, come alcuni di voi già sanno, una parte del forum è dedicata al confronto tra i liutai, ho voluto così creare un'area riservata in cui ognuno può esprimere in libertà il proprio pensiero e per approfondire le questioni liutarie.

Mi sono ispirato liberamente al "Cenacolo Alchemico" che fu creato nella Roma seicentesca e che vide figure di spicco come Cristina, la regina di Svezia che abdicò al trono, il gesuita Athanasius Kircher, la vera anima del Cenacolo, ed altri appartenenti alla nobiltà romana.

Questo richiamo all'alchimia non è casuale, premesso che non è mia intenzione circondare la liuteria di un alone di carismatico mistero, ho solo voluto indagare un campo rimasto finora inesplorato, perchè se ci si pensa bene l'approccio alla liuteria è sempre stato animato da una carattere scientifico che se da una parte ci permette di entrare negli intimi meandri della realtà quotidiana del metodo antico della costruzione del violino, dall'altra ci impedisce di vedere le cose con lo sguardo degli antichi.

Perchè proprio l'Alchimia? Già nella discussione "1789 - il declino della liuteria classica": http://www.claudiorampini.com/modules.p ... sc&start=0
si iniziò una riflessione sulle ragioni che portarono al termine di quello straordinario fenomeno che fu la scuola cremonese, ed ancora oggi ci si chiede il motivo per cui un patrimonio di così grande ricchezza sia stato disperso, tanto che gli strumenti creati alla fine del 1700 e agli inizi del 1800 apparvero nella sostanza completamente diversi rispetto a quelli dell'antica tradizione.

E per la stessa ragione abbiamo visto generazioni di liutai, pur nelle eccellenze delle varie scuole italiane, tentare di ricreare gli antichi fasti. Ma la frattura con il mondo antico è comunque tuttora evidente e nessuno può confondere un violino di Villaume o Pressenda con uno degli Amati o di Stradivari.

Tralasciando al momento considerazioni più generali di carattere storico ed artistico, ci siamo sempre chiesti le ragioni della grandezza dei grandi liutai classici e dei loro strumenti, abbiamo approfondito il loro studio, ma ancora oggi tante domande rimangono senza una risposta.

Se da una parte lo studio della storia dell'arte mi ha permesso di risalire all'uso delle vernici ad olio in liuteria (vedi mio articolo su The Strad del 1995), dall'altra rimangono aperte importanti questioni circa la preparazione del legno, perchè i legni antichi ancora oggi emanano una "luce" diversa dai nostri legni, e questo perchè evidentemente i liutai classici svilupparono tecniche e procedimenti a noi oggi sconosciuti.

Anche considerando la vernice ad olio, sebbene abbiamo buone certezze sulle ricette, al contrario non siamo così sicuri sui metodi di applicazione. Ma la "luce" dei legni antichi è veramente un'altra cosa, basta guardare un violino di Nicola Amati, tanto per fare un esempio, e anche il neofita potrà constatare facilmente come anche uno strumento pervenutoci con poca vernice originale emani una luce speciale. E questo è dovuto al trattamento che fu fatto all'epoca sul legno.

Nel tempo mi sono convinto che aldilà di scoprire ricette e metodi che permettano di trattare il legno in modo convincente, sia importante prima di tutto far chiaro il concetto di "luce", e non di una luce qualsiasi, ma di quella "luce". Quindi non ci accontentiamo di una trasparenza della vernice e della ricchezza di un pigmento, ma entriamo nell'intima essenza del legno di essere trattato in modo da vedere esaltata la propria natura.

Ed è proprio concentrandomi sul concetto di "luce" che feci la conoscenza di un padre gesuita nato nel 1600 in Germania e vissuto a Roma, Athanasius Kircher, musicologo, linguista, matematico, alchimista e tante altre cose ancora, per cui vi invito a documentarvi su questa importante figura.

Kircher nelle sue opere affronta la questione della luce in vari modi, sia dal punto di vista che noi oggi definiremmo scientifico, che dal punto di vista simbolico-alchemico, ed è proprio questo ultimo aspetto che mi ha incuriosito e mi ha spinto ad approfondire. Oltretutto Kircher era anche un intenditore di strumenti musicali e a vario modo era interessato alle opere artigianali, tanto che un suo contemporaneo lo definì "scopritore della vernice della Cina".

Da qui risalire alle varie figure degli alchimisti, tra cui anche Claudio Monteverdi e di riflesso probabilmente anche Amati, il passo è stato breve.

Quindi non solo per confrontare le personali esperienze tra noi liutai, ma anche perchè le nostre idee messe insieme possano in qualche modo contribuire a che ognuno trovi una propria "luce".

Di questo Cenacolo fanno parte, tra gli altri, Davide Sora, Luca Primon, Fabio Chiari, Edoardo Marchisio, Lino Santoro, Luca Ruggiero, ed altri ancora. Chi di voi volesse essere chiamato a farne parte mi faccia sapere, non ci sono obblighi particolari, si richiede solo una preparazione di base sufficiente per affrontare in modo congruo le varie discussioni e di essere disponibile a partecipare a seminari e convegni di liuteria.
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Re: "Il Cenacolo" del Portale del Violino

Messaggio da claudio » mercoledì 8 marzo 2017, 22:21

Per gli amici del "Cenacolo" e per tutti gli appassionati di liuteria, un libro di chimica del famoso chimico/filosofo Antoine Lavoisier, padre della chimica moderna, 4^ edizione del 1799, che non mancherà di suscitare interesse per le implicazioni chimiche e filosofiche tipiche degli scienziati dell'epoca, e che aiutano a capire un certo spirito di ricerca mai separato dall'umanesimo, così come avveniva anche nella liuteria e nell'ambiente artistico in generale. Dalla biblioteca di Stanford, per gentile digitalizzazione di Google e su suggerimento dell'amico liutaio Paulo Mouta: https://books.google.co.uk/books?id=adY ... &q&f=false
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