Cordiera violoncello fai-da-te.

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Messaggio da violino7 » giovedì 15 dicembre 2016, 20:34

Mi sembra che a questo punto il meccanismo di trazione sia molto chiaro:

-- il pallino della corda fa aderire tutto il corpo rettangolare dell'ochetta alla parte bassa della cordiera, è quello il punto di massima sopportazione del peso ed è là che il legno deve reggere lo sforzo;
-- la vite di regolazione spinge in basso il corpo dell'ochetta, nelle vicinanze della coda, così che con la flessione la testa va all'indietro mettendo ulteriormente in trazione la corda!


Se osservate le due ochette nella foto nella quale stanno una dietro l'altra noterete che non hanno la stessa lunghezza del collo, una ce l'ha più lungo dell'altra!
Questo perchè sono studiate per spessori differenziati del legno che sopporta la trazione: ne ho due a collo alto e due a collo basso.
Quelle a collo alto vanno piazzate al centro e le altre ai lati esterni, proprio perchè lo spessore al centro della cordiera deve essere superiore per una questione di robustezza!
Ultima modifica di violino7 il giovedì 15 dicembre 2016, 20:45, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violino7 » giovedì 15 dicembre 2016, 20:43

A questo punto posso riprendere lo scavo della parte arcuata della cordiera, sappiamo esattamente quanto deve essere lo spessore del legno in tutte e quattro le posizione dei tiracantini:

è esattamente la lunghezza del collo delle rispettive ochette! :wink:
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Messaggio da davidesora » venerdì 16 dicembre 2016, 1:16

I tiracantini di Bogaro e Clemente hanno affascinato anche me per un certo tempo per la loro "minimalità" e leggerezza, poi in seguito li ho abbandonati perchè decisamente scomodi e poco pratici da usare, in quanto costringono a infilare la corda centrando il buchetto che non è un'operazione facile e immediata e tanti musicisti non li sopportano per questo motivo.
Altro lato negativo è che è facile che si stacchino dalla loro sede quando non c'è la corda e se c'è troppo gioco nel taglio della cordiera, che se all'inizio li trattiene per attrito dopo un poco di uso si allarga e non li trattiene più (la fibra di carbonio è più dura dell'ebano e lo "leviga" inesorabilmente in breve tempo).
Anche la scanalatura dove si appoggia la corda potrebbe non essere compatibile con le fasciature di tutte le corde e se l'inclinazione non è perfettamente orientata la corda tende a uscire da quasta scanalatura.
Come tutte le cose fatte in carbonio c'è sempre un'attenzione ossessiva a al peso minimo possibile, che spesso non serve e a volte un tiracantino più pesante funziona meglio, tutto dipende dal peso ftotale della cordiera+tiracantini che non sempre è indicato che sia il minore possibile ma semplicemente quello giusto per raggiungere una determinata frequenza di vibrazione dell'insieme.

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Messaggio da violino7 » venerdì 16 dicembre 2016, 11:26

Ciao Davide,

mi aspettavo che qualcuno che li avesse già provati mi elencasse i lati positivi e negativi. Alcune cose le avevo già immaginate e già pensavo alle possibile contromosse per alleggerire gli inconvenienti. Capisco che con un tiracantino tradizionale non ci sono problemi di attriti ed assestamenti vari.
Se permetti caso per caso vorrei analizzare con te i vari quesiti.
davidesora ha scritto: ................
Altro lato negativo è che è facile che si stacchino dalla loro sede quando non c'è la corda e se c'è troppo gioco nel taglio della cordiera, che se all'inizio li trattiene per attrito dopo un poco di uso si allarga e non li trattiene più (la fibra di carbonio è più dura dell'ebano e lo "leviga" inesorabilmente in breve tempo).
................
Quando non c'è la corda è automatico che si sfila da solo se è libero, è chiaro che questo avviene solo in fase di montaggio, poi la corda lo ferma! Questo per me non dovrebbe essere un inconveniente.

Per l'altra questione che dici, forse ciò avviene quando questo tirantantino viene adattato ad una cordiera già fatta e le misure non sono proprio precise.
Come dicevo, infatti, sul foro circolare le misure devono essere obbligate e l'attrito non dovrebbe esistere perchè gli o-ring di gomma a pressione dovrebbero essere una garanzia contro le vibrazioni e l'usura, ammesso che là le vibrazioni arrivino per via indiretta passando dall'ochetta (il punto di contatto è solo la punta del regolatore a vite). Sul foro abbiamo gomma contro ebano. Ma questo blocco però non ha niente a che fare con la parte in carbonio, l'ochetta, dove l'attrito effettivamente può avvenire.
Sul canale collegato al foro, dove esce la testa dell'ochetta, la raccomandazione è che vada a misura precisa, anche là.
Lo descriverò più avanti proseguendo con il lavoro: il collo dell'oca è spesso 2,5 mm., io farò in modo che anche il canale abbia la stessa misura, levigato sulle pareti verticali quanto basta che il collo invece di andare ad incastro scorra leggermente.
Effettivamente non sò se questo basta a bloccare tutto il corpo dell'ochetta che rimane ferma nella parte anteriore (presa per il collo) ma può liberamente levigare l'ebano nel punto di flessione proprio all'attaccatura del collo dell'ochetta, attaccatura che è lineare. Il corpo dell'ochetta in effetti poggia alla struttura della cordiera solo in due parti: alla base del collo, appunto, e sulla punta della vite di regolazione (diciamo che c'è un appoggio a triangolo equilatero: una linea ed un punto).
Avevo pensato che un rimedio potrebbe essere quello di frappore qualcosa a rinforzo contro l'attrito dell'ebano esattamente in corrispondenza della base di quel triangolo equilatero sotto il canale, potrebbe essere una possibile soluzione! :roll:
Ma comunque è probabile che con il collo fermo le vibrazioni vengono ridotte al mimimo.

Nella sostanza, la faccenda credo che possa essere inquadrata diversamente se, come dicevo, questi tiracantini devono essere adattati ad una cordiera comprata oppure uno la cordiera se la fa proprio a misura da sè!
Vorrei capire quanti finora hanno comprato questi tiracantini e poi si sono costruiti la cordiera da soli! Mi sa che ce ne sono molto pochi! :) E' eventualmente il loro giudizio della resa nel tempo che mi interessa particolarmente! :?

Fermo restanto, come dicevi tu, che poi tutto può essere bypassato cercando altre soluzioni per una resa ottimale della cordiera! Ma questi tiracantini per il momento li voglio ben esplorare! Mi interessa anche capire se ce ne siano di altri interessanti in commercio che offrano altre buone soluzioni di adattabilità! :)
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Messaggio da violino7 » venerdì 16 dicembre 2016, 14:48

davidesora ha scritto: ................
costringono a infilare la corda centrando il buchetto che non è un'operazione facile e immediata e tanti musicisti non li sopportano per questo motivo.
................
E' un problema centrare il buchetto? E' una operazione che si fa una sola volta e solo in fase di montaggio!:(

davidesora ha scritto: ................
Anche la scanalatura dove si appoggia la corda potrebbe non essere compatibile con le fasciature di tutte le corde e se l'inclinazione non è perfettamente orientata la corda tende a uscire da questa scanalatura.
................
Ho spiegato che in teoria l'inclinazione dovrebbe essere perfettamente orientata, se il collo dell'ochetta rimane sufficientemente bloccato nel canale. Teniamo presente che l'altezza del canale, che corrisponde allo spessore del legno, varia da 5 a 7 mm. Dunque è difficile che pieghi, è obbligata a rimanere rigidamente verticale e la corda non dovrebbe assolutamente uscire dalla scanalatura, anche ammesso che la legatura sia esorbitante.
Appena uscita, la corda piega subito in avanti sulla testa dell'ochetta, e stiamo 1 mm. o poco più sopra la superfice del legno; tecnicamente l'impianto è fatto in maniera che ci sia il massimo utilizzo di spessore nella cordiera, dunque l'ochetta appena esce fuori con la testa, la poggia sul legno! Si vede bene che la testa rimane ben rigida, come incastrata, anche nella prima foto delle tre che vi ho proposto ieri presentando questo tiracantino.
Poi vi farò vedere tutto, questo è un lavoro che ho già fatto e documentato! :)
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Messaggio da davidesora » venerdì 16 dicembre 2016, 16:54

Il problema fastidioso del tiracantino che si stacca quando non c'è la corda si presenterà ogni volta che cambi una corda, operazione che un musicista ripete di routine più volte all'anno, da qui il possibile fastidio e conseguente irritazione.
Anche per il fatto di dover infilare la corda nel foro vale lo stesso discorso, se poi capita di rompere una corda durante un concerto questo fatto potrebbe mettere in imbarazzo il musicista che magari un po' nervoso per la situazione e senza attrezzi tipo pinzetta alla mano potrebbe impiegare troppo tempo e, appunto, innervosirsi.
Se poi la parte in carbonio cade per terra e si deve mettersi a cercarla in giro....... :?
Devo ammettere che questi problemi sono più accentuati su un violino o una viola dove gli spazi sono molto ridotti sotto alla cordiera, nel cello c'è più agio e il problema è un po' mitigato, a parte la perdita del pezzettino in carbonio sul palcoscenico nel bel mezzo di un concerto :wink:

Comunque questi tiracantini funzionano, non voglio dire il contrario, anche se un altro fattore che me li ha fatti abbandonare (e io li usavo solo sulle cordiere originali di Bogaro quindi perfettamente "calzanti") è che hanno un braccio di leva molto corto che quindi li rende con un'azione abbastanza dura rispetto a quelli con un braccio di leva più lungo.
I classici tiracantini sporgenti davanti alla cordiera e con la leva lunga sono i miei preferiti e con l'avvento dell'uso del titanio anche la pesantezza non è più un problema.
Restando al carbonio quelli usati da Le bois d'Armonie sono più efficienti appunto perchè hanno una leva più lunga ma necessitano di tagli nella cordiera più lunghi un po' antiestetici, però essendo infilati da sopra e non da sotto non c'è il problema della caduta e perdita accidentale del pezzo.

Ovviamente le mie sono solo considerazioni generali sulla funzionalità, ogni tiracantino ha i suoi lati negativi e positivi, non esiste quello perfetto.
Probabilmente la soluzione migliore per un cello sono i piroli ad ingranaggi (geared pegs) che rendono inutile l'uso del tiracantino ma costano e sono un po' bruttini.

http://perfectionpegs.twofold.com.au/information/

Davide

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Messaggio da violino7 » venerdì 16 dicembre 2016, 17:28

Grazie Davide,

quello che dici sono tutte cose che solo un addetto ai lavori come te può conoscere.
Effettivamente è interessante il discorso della leva un po' più lunga. Obiettivamente servirebbe!

Che tu sappia Le bois d'Armonie commercializza i suoi tiracantini?
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Messaggio da davidesora » venerdì 16 dicembre 2016, 17:43

violino7 ha scritto:Grazie Davide,

quello che dici sono tutte cose che solo un addetto ai lavori come te può conoscere.
Effettivamente è interessante il discorso della leva un po' più lunga. Obiettivamente servirebbe!

Che tu sappia Le bois d'Armonie commercializza i suoi tiracantini?
Non lo so, ma credo che dovrebbe poterli fornire come "pezzi di ricambio" per le sue cordiere (se se ne rompe uno o se viene perso visto che anche i suoi si sfilano quando non c'è la corda non ha senso che si debba ricomprare una nuova cordiera.... :( )
Potresti scrivergli direttamente una mail per sentire cosa ti risponde.
Bisognerebbe scoprire chi li produce, è improbabile che se li faccia lui ma se li farà fare da qualche ditta esterna che lavora con quei materiali.

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Messaggio da violino7 » sabato 17 dicembre 2016, 20:54

Mi hai quasi smontato nel morale ed hai frenato la mia passione :cry3:! Sto scherzando! :)

Però vedi che il problema è solo di conoscenza, di approfondimento delle problematiche e di esperienza!
Mi sei stato molto di aiuto perchè è proprio quello che volevo ricercare, conoscere insieme ai lati positivi anche quelli negativi! Giusto per saperli e poter eventualmente fare delle giuste comparazioni, altrimenti uno come me, sostanzialmente neofita, rimane sembre sbilanciato, senza sapere di esserlo, su valutazioni strettamente personali che invece potrebbero essere meglio ponderate da chi ha esperienza da vendere, quando affronta una nuova tematica! :roll:

Il fatto è che l'esperienza dovrebbe essere raccontata, invece non la racconta nessuno, ti ringrazio nuovamente per la tua grande disponibilità!

Con una inquadratura un po' più completa posso comunque dire che questo tiracantino non sarebbe proprio da buttare, anche se ce ne sono di migliori, e vale la pena di provarlo sapendo che male che vada lo si può sempre sostituire! Dipende dall'utilizzo cui è destinato lo strumento.

Più che i tiracantini di Le bois d'Armonie, veramente sarei più attratto da quelli di Ergovio che mi sembrano più accattivanti esteticamente e funzionalmente. Noto dal catalogo che loro li forniscono sia in titanio che in duralluminio. Sto cercando di richiederne il prezzo in internet, ma credo che sarà un'impresa vana perchè vedo che nell'impianto del messaggio mi richiedono la partita iva, dunque vendono solo agli addetti ai lavori. :(
Ultima modifica di violino7 il sabato 17 dicembre 2016, 21:57, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violino7 » sabato 17 dicembre 2016, 21:54

Ricomincio il mio racconto!

Faccio una considerazione di principio:

l'importante è descrivere un metodo!
poi se i tiracantini non sono proprio quelli, si tratterà di apportare gli opportuni adattamenti di specie, restringere od allargare di più i fori oppure allungare od accorciare i canali, ma la sostanza del lavoro non cambia! :?



Dopo lo sgrosso e gli aggiustamenti necessari a sagomarla meglio, ora la mia cordiera per violoncello 3/4 si presenta esteticamente così:

Immagine

Immagine

Mi manca l'immagine laterale, che comunque vi farò osservare meglio in seguito.
E' importante dire che osservandola lateralmente la cordiera presenta una silhouette ad andamento concavo: al centro bassa, alla testa ed al piede alta.
Deve essere così perchè agli estremi ci sono gli attacchi che richiedono spessori adeguati, una arcata alla testa e legno giusto per la legatura del reggicordiera al piede, mentre invece il centro è solo di sostegno. Dunque viene anche automatico che nello sgrosso a tondo si vada a restringere il centro anche nello spessore!
Ultima modifica di violino7 il martedì 3 gennaio 2017, 7:37, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da violino7 » sabato 17 dicembre 2016, 22:38

Qui sono alla fase successiva, quella nella quale davvero bisogna incominciare a lavorare di fino:


Immagine

Immagine

Come vedete qui ci sono varie cose:
-- l'impianto, diciamo strutturale, dei fori e relativi canali,
-- il canale, già avviato, ove deve trovare alloggio il filetto di appoggio delle corde,
-- nella parte concava lo scavo, ulteriormente ampliato, per ridurre lo spessore.

Ognuna di queste cose merita uno specifico approfondimento.
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Messaggio da violino7 » martedì 20 dicembre 2016, 8:02

Chiaramente la linea del filetto di appoggio delle corde e la posizione del tiracantino devono essere strettamente in relazione.

Immagine

Ho tenuto conto di questa esisenza ed ho segnato a matita la linea parallela al filetto-poggiacorde, linea che delimita la parte superiore del canale di ogni tiracantino. Essa individua il "punto di leva", dove anche esce fuori la testa dell'ochetta per poggiarsi sul legno.
La larghezza della cordiera alla testa è di mm. 62 e la distanza tra i tiracantini estremi è di mm. 44.
Ho marcato i 4 punti che segnano il terminale dei canaletti dei tiracantini, che è poi esattamente dove vanno a poggiare il collo le ochette sulla verticale.


A partire da quei punti ho segnato le quattro linee di direzione dei tiracantini, linee verticali leggermente divergenti tra di loro che io ho fatto convergere verso il basso sulla punta del piede della cordiera.
Posto questa foto, invece di quella precedente (dove si vedono solo le due linee centrali), perchè qui si vede quale sia l'inclinazione del tiracantino esterno.

Questo aspetto dell'inclinazione del tiracantino ha la sua importanza estetica e strutturale.
In senso assoluto l'aspetto strutturale dovrebbe avere il sopravvento, per cui questa inclinazione sulla linea verticale dovrebbe seguire esattamente quella delle corde, cosa che difficilmente avviene alla precisione appunto per il condizionamento dell'aspetto estetico!
In questa mia cordiera con la soluzione che io ho adottato credo che le due esigenze siano abbastanza ben contemperate, avendo essa una testa come si suol dire "a tulipano"! :(

Dove devono essere posizionati i fori tondi sotto i canaletti?: lungo le linee di convergenza verticali, esattamente nel punto dove deve toccare la punta della vite di spinta per la regolazione del tiraggio! E' il vertice di quel triangolo equilatero di cui parlavo, la cui altezza misura con esattezza la "lunghezza della leva" e la cui base si trova sul "punto di leva".
Segno quei 4 punti e foro con il Dremel incominciando a punta molto fine.
Ultima modifica di violino7 il martedì 20 dicembre 2016, 13:45, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violino7 » martedì 20 dicembre 2016, 8:33

violino7 ha scritto: ........................
Questo aspetto dell'inclinazione del tiracantino ha la sua importanza estetica e strutturale.
In senso assoluto l'aspetto strutturale dovrebbe avere il sopravvento, per cui questa inclinazione sulla linea verticale dovrebbe seguire esattamente quella delle corde, cosa che difficilmente avviene alla precisione appunto per il condizionamento dell'aspetto estetico!
In questa mia cordiera con la soluzione che io ho adottato credo che le due esigenze siano abbastanza ben contemperate, avendo essa una testa come si suol dire "a tulipano"! :(
........................
Per spiegarmi meglio, nelle cordiere in stile francese, che hanno il bordo esterno della testa tagliato linearmente ed abbastanza inclinato, di norma l'inclinazione dell'alloggiamento dei tiracantini posti in prossimità dei bordi tende a seguire lo stesso andamento estetico, con la conseguenza che nella sostanza essi poggiano da una parte e la corda invece tira dall'altra.
Sto parlando di angoli minimali di divergenza, il concetto è che in queste situazioni le corde centrali riguardo al tiraggio è evidente che siano certamente meglio posizionate e comunque in tutte e quattro si creano dei disallineamenti di forze, quasi inesistenti al centro.
Io penso che la ragione d'essere della forma a tulipano della cordiera risponda a questa esigenza pratica, sostanziale appunto, di un miglior impianto del tiraggio delle corde!

A dir la verità la linea della testa di questa mia cordiera è sì a tulipano, ma in maniera abbastanza lieve, direi sia un tulipano a curvatura dolce. In effetti di per sè la forma molto più allungata della cordiera per violoncello alleggerisce il problema.

Invece, ad esempio, la questione è molto evidente nelle cordiere in stile francese per violino, che hanno il corpo più corto e di conseguenza la testa più divergente! (per far capire meglio il concetto posto questa foto):

Immagine
Ultima modifica di violino7 il domenica 1 gennaio 2017, 11:42, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violino7 » martedì 20 dicembre 2016, 13:43

Devo dire comunque che tutte queste considerazioni sono riferite a questo specifico tiracantino che ho adottato, il quale è strettamente legato al proprio canale.
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Messaggio da violino7 » martedì 20 dicembre 2016, 19:39

Continuo con il lavoro sul foro.
Allargo progressivamente l'apertura utilizzando punte sempre più grosse.
Avevo detto che il suo diametro deve essere di mm. 7,0, allora mi fermo a 6,5.
In questa fase tengo lo spessore dell'ebano abbondante rispetto a quello definitivo.

Immagine

Immagine

Le eventuali sbavature eccessive della punta del trapano che si possono notare se non si correggono da sole con la riduzione dello spessore o con l'ulteriore allargamento del foro possono poi essere facilmente riparate. Quel poco che ho fatto di restauro ora mi torna molto utile! :)
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