Cordiera violoncello fai-da-te.

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violino7
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Messaggio da violino7 » martedì 20 dicembre 2016, 21:01

Ulteriore passaggio:

Immagine

inserisco nel foro la lama a filo metallico tagliente di un archetto e taglio andando in sù lungo la linea verticale fino ad incrociare la linea orizzontale sempre segnata a matita. Ho così percorso tutto il canale collegato al foro, poi ne riduco l'apertura utilizzando limette di vario tipo. Particolarmente utile per il pareggiamento delle pareti verticali del canale risulta la lima piatta a spessore molto ridotto, è quella che vedete a destra (io ne ho comprate alcune in un autoricambi e sono quelle che utilizzano, o sarebbe meglio dire utilizzavano, gli elettrauti per pulire i contatti delle candele!) :)
Non oltrepasso la larghezza di 2,3 mm. in questa fase.

Immagine

Tutto il lavoro ora risulta abbastanza poco curato nelle superfici, ma ci sarà tempo per le rifiniture ed i ritocchi.
Specialmente nella parte posteriore non mi preoccupo dell'estetica perchè là dovrò togliere legno per ridurre allo spessore necessario.
.
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Messaggio da violino7 » mercoledì 21 dicembre 2016, 23:00

E' il momento di ridurre lo spessore per il giusto posizionamento delle parti in fibra di carbonio dei tiracantini, cioè delle ochette!

Premetto che riguardo alla "giusta altezza dell'edificio" di cui vi avevo parlato, ho fatto una facile valutazione ed avevo ridotto ancora un poco uniformemente la volta dell'arcata, sulla parte esterna convessa, portando tutto lo spessore a circa 8 mm.

Poichè il collo delle ochette varia da 7 a 5 mm. (ne ho due da 5 mm. e due da 7 mm. di collo), presumo che dovrò ridurre dall'interno circa 1 mm. della parte concava.
Il senso materiale di questo millimetro si avverte se si osserva lo scavo prospiciente l'ochetta n. 1 nella prima foto a lavoro iniziato: la parte alta del bordo adiacente ancora non è stato livellato e qui dunque si vede con esattezza la misura della riduzione!


Incomincio a scavare nella zona dei fori e loro canaletti prevalentemente a rasiera, partendo dal centro per impiantare per prime le due ochette di circa 7 mm. di collo. Per non sbagliarmi l'una con l'altra, le numero.
Poi faccio la stessa cosa cosa con le due ochette esterne, quelle col collo di circa 5 mm..

Di questa fase conservo due immagini, secondo me bruttissime, ma che comunque rendono l'idea della fase della lavorazione in corso d'opera:

Immagine

Immagine


Analiticamente:

-- la prima cosa da fare è preparare le pareti verticali del canale portando l'apertura a 2,5 mm. tanto che la testa dell'ochetta, che prima non passava, progressivamente passerebbe forzando (non va bene ancora!), infine passa appena-appena con sufficiente scivolamento. E' questa la larghezza giusta del canale! :wink:

-- nella fase successiva poi riduco a rasiera la superificie concava interna fin tanto l'ochetta, a collo inserito nel canale, possa poggiare perfettamente per intero aderendo completamente con tutto il suo corpo rettangolare.
Anche questa fase è progressiva perchè inizialmente il corpo magari tocca solo sul punto di leva in prossimità della base del collo, poi scende piano-piano fino ad aderire perfettamente alla superficie.


Ho constatato che nel pratico ognuna delle ochette per quanto riguarda la lunghezza del collo non è mai uguale alla gemella, da qui la ragione della numerazione.
Dunque queste due fasi, allargamento del canale ed individuazione del giusto spessore, le ho eseguite ad hoc per ciascuna di esse!

Ho provato, infatti, a lavoro ultimato, ad invertire tra di loro le ochette centrali 2 e 3, o anche quelle esterne 1 e 4, e non combaciano più bene, proprio perchè ho cercato di mantenere specificatamente per ciascuna di esse il massimo spessore del legno possibile!
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Messaggio da violino7 » giovedì 22 dicembre 2016, 23:08

Arrivando a ragionare su quale possa essere il materiale migliore per costruire il filetto di appoggio delle corde sulla cordiera (che penso più semplicemente si possa chiamare "sella", corrispondente al termine inglese "saddle" ) sono stato condizionato da due cose:

-- ho subito pensato che servisse un materiale ben robusto atto a reggere le vibrazioni riflesse delle corde, quindi ho automaticamente escluso il legno (certamente errando!... nella pratica si usa ed evidentemente è sufficientemente adatto, perchè palissandro, ebano e bosso sono legni ben duri! ) ma questo è stato il mio orientamento istintivo;
-- volevo un colore chiaro che facesse da buon contrasto con il nero dell'ebano. Avendo dunque escluso il bosso e non potendo chiaramente disporre dell'avorio, la mia scelta quasi immediata è caduta sull'osso! :)

Nel tentativo di riuscire a piegare l'osso ho rotto ben tre barrette che avevo acquistato anni addietro e che dovevano servire a fare dei ponticelli per chitarra! :( Ho provato con l'acqua bollente, con l'immersione prolungata nell'aceto, con l'aria calda....ma niente da fare!
Alla fine ho deciso di partire dall'origine, cioè dalle ossa di bue vero e proprio, scegliere cioè la strada più lunga e difficile! :?

Qualche anno fa proprio allo scopo di un eventuale utilizzo me ne sono fatte dare alcune da un macellaio.
C'è la maniera pratica di pervenire ad una pulizia completa dell'osso: bollitura veloce con eliminazione del midollo e delle parti molli. Poi basta lasciarle in giardino vicino ad un formicaio. Dopo qualche giorno quelle ossa sono belle bianche e pulitissime!
Sono andato a riprenderle da dove le avevo riposte e mi sono armato di santa pazienza! :wink:

Qui si trattava di ricavare una forma particolare di osso e ci dovevo arrivare gradualmente! Ho iniziato riportando la sagoma dell'arcata della cordiera su una parete dell'osso sufficientemente piatta. Poi ho lavorato di seghetto ad arco, cambiando anche attrezzo per provare soluzioni di taglio più agevoli! Vi garantisco che l'osso è bello duro:


Immagine

Immagine


A proposito! Io so che c'è la maniera di piegare l'osso, da qualche parte lo ho letto, ma non ne ricordo esattamente la metodica! :roll:
Sarò grato a chi tra di voi ne fosse a conoscenza e mi volesse riferire.
Ultima modifica di violino7 il martedì 3 gennaio 2017, 7:47, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da claudio » venerdì 23 dicembre 2016, 11:19

Lino, si dà il caso che abbia in casa del bosso vecchio di secoli, basta chiedere! 8)
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Messaggio da davidesora » venerdì 23 dicembre 2016, 15:42

Ingegnoso ed efficientissimo il sistema del formicaio per ripulire l'osso!! 8)

Solitamente la scelta del materiale della sella della cordiera (che alcuni chiamano anche filetto) è di natura estetica e si abbina al collarino dei piroli.
L'osso credo sia tra i migliori per la sua durezza, a patto di arrotondarlo con cura per evitare che rovini le corde, ma sono certo che la cura non ti manca.

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Messaggio da violino7 » venerdì 23 dicembre 2016, 15:45

claudio ha scritto:Lino, si dà il caso che abbia in casa del bosso vecchio di secoli, basta chiedere! 8)
Grazie, Claudio. Gentilissimo!

ma io a ben guardare ho tutto quello di cui potrei aver bisogno. Da quel commerciante di legno, che anche tu se ti ricordi bene hai conosciuto, con il quale ho sempre mantenuto i contatti e che è rimasto mio amico, comprai un po' di cose. Era il momento nel quale ero preso da grande auforia e passione per la liuteria, sempre in crescita! Dunque anche tramite di lui ho potuto capire ed apprezzare il magnifico mondo dei legni esotici.

In sunto, oltre che del tronco di ebano di cui ho parlato, ho potuto approvvigionarmi di alcuni completi di palissandro indiano per chitarra, proprio perchè dovevo costruire una chitarra e, tanto per non farmelo mancare (in quel momento ero interessato anche al mandolino), ho preso un bel blocco di legno di bosso, del quale però non ricordo la provenienza.
Per certo so che il miglior bosso per durezzza sia quello italiano od al massimo francese. La zona di produzione migliore in Italia è nell'entroterra piemontese a ridosso delle Alpi, che io sappia. Essendo un arbusto che non cresce molto alto, anche il tronco è abbastanza ridotto di diametro e dunque il legno di bosso non dovrebbe esistere a blocchi molto grossi! Invece quello che ho io è di una certa consistenza, come grandezza tipo blocco per manico di violino ma ben squadrato, ed è certo che sia di provenienza esotica di importazione! Finora non l'ho mai utilizzato e credo che ormai sia ben stagionato!

Volendo, posso disporre di mio di legno di palissandro indiano in vari formati (ho interamente la tastiera per chitarra perchè sulla chitarra che poi ho costruito ho optato per l'ebano che mi è sembrato molto più elegante, in più ho conservato tutti i ritagli della lavorazione del fondo e fasce - un piccolo filetto ce l'ho di certo! :) ).
Dunque rientrano nella mia disponibilità oltre l'ebano anche legni di palissandro e bosso!

Grazie di nuovo, anzi se dovesse servire a te qualcosa .... non fare complimenti!

Ma è stato che immediatamente io ho pensato all'osso come materiale ideale per durezza e bellezza per quella cordiera! :)

Queste cose che ti ho detto mi servono da premessa anche per un ragionamento che farò alla fine del mio lavoro sui materiali che io potrei teoricamente utilizzare per altre cordiere!
Il messaggio che voglio lanciare è che, tutto sommato, scolpire e completare ad arte una cordiera non è molto difficile! Basta procurarsi il legno adatto e seguire un "metodo", più o meno perfezionabile, come quello che ho voluto segnalare in queste pagine. Ma di questo vorrei parlare in seguito più analiticamente, con qualche "distinguo" rispetto ai vari tiracantini esistenti.
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Messaggio da violino7 » venerdì 23 dicembre 2016, 16:32

davidesora ha scritto:Ingegnoso ed efficientissimo il sistema del formicaio per ripulire l'osso!! 8)

Solitamente la scelta del materiale della sella della cordiera (che alcuni chiamano anche filetto) è di natura estetica e si abbina al collarino dei piroli.
L'osso credo sia tra i migliori per la sua durezza, a patto di arrotondarlo con cura per evitare che rovini le corde, ma sono certo che la cura non ti manca.
Grazie! Io sono dell'idea che i consigli non sono mai troppi, è sempre bene darli, anche per rimarcare le cose! Ci sono delle piccole cose che possono diventare importanti quanto le grandi.

Sì, ci avevo pensato, ma ancora non sono arrivato a quel punto.
Ci avevo pensato perchè ho posto mente che questo piccolo arco di osso con l'assottigliamento diventa sempre più delicato! Per questo motivo è mia intenzione completare la riduzione a limetta dopo averlo ben fissato nel canale, così il pericolo è superato.
Ma la levigatura degli angoli in quella posizione certamente è più difficoltosa, vedrò cosa sarà possibile fare con la cartavetro finissima! :wink:
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Messaggio da claudio » venerdì 23 dicembre 2016, 16:34

A completezza dell'informazione, il bosso italiano è in grado di crescere in modo anche considerevole nelle dimensioni, ma lo fa con molta lentezza. Ho visto piante di bosso alte anche 3 metri e oltre, fino ad arrivare ad un esemplare più unico che raro la cui altezza era pari a quella di una casa di un piano e il cui tronco era di 42 cm, quindi vecchia di svariati secoli.

Il tronchetto in mio possesso è anche abbastanza grande, circa 10-15cm, fornitomi da un amico legnaiolo che trovò l'esemplare già secco perchè attaccato da un parassita.
Ultima modifica di claudio il venerdì 23 dicembre 2016, 21:46, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da violino7 » venerdì 23 dicembre 2016, 21:10

Preferisco andare avanti con le immagini, sono abbastanza eloquenti.
E' ovvio che le lime più appropriate siano quelle per ferro:

Immagine


Arrivato a questo punto posso passare a pareggiare le superfici con cartavetrata incollata su un piano, allo scopo di pervenire gradualmente allo spessore giusto:

Immagine

Diciamo che c'è poco da dire, la cosa è molto logica, estratto il pezzo giusto dall'osso poi tutto fila nella direzione di lavorare gradualmente con l'abrasione di vario tipo. Non è neanche difficile da farsi, è solo questione di pazienza e cautela man mano che il manufatto va a ridursi di volume.
C'è da dire che l'osso lavorato emana un odore caratteristico, forse non molto piacevole, al quale bisogna giocoforza fare il naso! :( Alcune volte ho attenuato l'odore al mio olfatto perchè ho anche qui utilizzato la maschera protettiva della respirazione nelle fase più ravvicinate, tipo uso di carta vetrata. Attenzione alle polveri sottili 8O !Loro non si fanno vedere, ma ci sono e, come anche succede per l'ebano, l'odore pungente spesso ne testimonia la presenza!
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Messaggio da davidesora » venerdì 23 dicembre 2016, 22:26

violino7 ha scritto:
davidesora ha scritto:Ingegnoso ed efficientissimo il sistema del formicaio per ripulire l'osso!! 8)

Solitamente la scelta del materiale della sella della cordiera (che alcuni chiamano anche filetto) è di natura estetica e si abbina al collarino dei piroli.
L'osso credo sia tra i migliori per la sua durezza, a patto di arrotondarlo con cura per evitare che rovini le corde, ma sono certo che la cura non ti manca.
Grazie! Io sono dell'idea che i consigli non sono mai troppi, è sempre bene darli, anche per rimarcare le cose! Ci sono delle piccole cose che possono diventare importanti quanto le grandi.

Sì, ci avevo pensato, ma ancora non sono arrivato a quel punto.
Ci avevo pensato perchè ho posto mente che questo piccolo arco di osso con l'assottigliamento diventa sempre più delicato! Per questo motivo è mia intenzione completare la riduzione a limetta dopo averlo ben fissato nel canale, così il pericolo è superato.
Ma la levigatura degli angoli in quella posizione certamente è più difficoltosa, vedrò cosa sarà possibile fare con la cartavetro finissima! :wink:
Dimenticavo di riferirti un particolare che forse ti avrebbe risparmiato lavoro e materiale : sulle cordiere di Gerald Crowson di modello inglese (quello denominato solitamente Hill con la costola nel mezzo) che ogni tanto utilizzo il filetto in avorio è fatto in due pezzi giuntati nel mezzo, in modo da utilizzare due barrette dritte risparmiando materiale e potendo disporre le venature (che anche l'avorio ha) nella direzione più consona per una maggiore resistenza e lavorabilità.
Mi sembra che anche quelle modello francese come la tua seguano lo stesso procedimento dei due pezzi per lo stesso motivo.

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Messaggio da violino7 » venerdì 23 dicembre 2016, 23:18

davidesora ha scritto: ............
Mi sembra che anche quelle modello francese come la tua seguano lo stesso procedimento dei due pezzi per lo stesso motivo.
Beh, no! La mia cordiera dovrebbe essere tipo modello inglese perchè leggermente a tulipano ed ha l'arcata unica completamente tondeggiante, lo vedrai meglio nelle prossime foto!

Comunque grazie! Allora fabbricare una cordiera di quel modello dovrebbe essere ancora più semplice.
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Messaggio da davidesora » sabato 24 dicembre 2016, 11:47

violino7 ha scritto:
davidesora ha scritto: ............
Mi sembra che anche quelle modello francese come la tua seguano lo stesso procedimento dei due pezzi per lo stesso motivo.
Beh, no! La mia cordiera dovrebbe essere tipo modello inglese perchè leggermente a tulipano ed ha l'arcata unica completamente tondeggiante, lo vedrai meglio nelle prossime foto!
.
Mah, a me risulta che il modello Hill sia quello con la costola nel mezzo, quello tondo è quello francese.

Forse però se si parte dalla forma hai ragione tu, quella a tulipano è più spesso usate dagli inglesi.

C'è sempre stata confusione su queste attribuzioni ma poco importa, la tua sarà sicuramente un modello Italiano che è anche meglio :D

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Messaggio da violino7 » sabato 24 dicembre 2016, 14:36

Per me il modello francese è quello che ho postato il 20 scorso, proprio per descrivere il modello specifico che ha la testa divergente, con le pareti laterali lineari ad aprirsi, per intendersi! Quel modello è ben identificato nello stile.
Io all'opposto, se è a tulipano lo identifico con il modello inglese, ma forse sbaglio! Quello inglese poi può avere anche la costola centrale e quindi la sella a punta.
In effetti, se guardiamo le prime foto in assoluto che ho postato, la sagoma in cartoncino che ho utilizzare per impiantare lo sgrosso è di una cordiera in stile francese, ma poi per la parte alta ho modificato secondo mio piacimento man mano che progredivo nel lavoro!

Diciamo che allora, come dici tu, non ha senso abbinare la mia cordiera ad uno stile ben preciso. :roll:
Ultima modifica di violino7 il martedì 3 gennaio 2017, 7:59, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da davidesora » sabato 24 dicembre 2016, 16:49

violino7 ha scritto:Per me il modello francese è quello che ho postato il 20 scorso, proprio per descrivere il modello specifico che ha la testa divergente, con le pareti laterali lineari ad aprirsi, per intendersi! Quel modello è ben identificato nello stile.
Io all'opposto, se è a tulipano lo identifico con il modello inglese, ma forse sbaglio! Quello inglese poi può avere anche la costola centrale e quindi la sella a punta centrale.

Diciamo che allora, come dici tu, non ha senso abbinare la mia cordiera ad uno stile ben preciso. :roll:
Gli stili degli accessori io non li ho mai considerati molto, infatti spesso abbino piroli e cordiere di stili diversi semplicemente seguendo il mio gusto senza farmi vincolare da come li chiama il costruttore.
Farsi da sè gli accessori presenta questo indiscutibile vantaggio di fare quello che si vuole, magari disegnandosi il proprio modello anche più originale dei soliti inglese e francese.
Ma come anche con i violini affrontare prima i classici non può fare che bene prima di provare a inventare qualcosa di personale, magari per scoprire che era già stato inventato da qualcun'altro

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Messaggio da violino7 » sabato 24 dicembre 2016, 23:14

Ho ancora qualche foto da farvi vedere della progressione nell'assottigliamento della sella:

Immagine

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Sono arrivato ad uno spessore uniforme di 2,5 mm. e credo che scenderò ancora. Penso che esteticamente lo spessore giusto stia intorno ai 2 mm.

Come vedete ora davvero è un ossicino abbastanza delicato da maneggiare.
In particolare la difficoltà è ora di arrivare alla precisa adesione della parte bassa concava nello scavo del canale. Ho posizionato la parte frontale dell'osso anteriormente e segnata su di esso l'arcata di riferimento direttamente dalla cordiera. La zona rossa è quella che va incassata, che comunque è eccessiva e che devo ridurre ulteriormente.
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