Estrazione Lacca di Robbia

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Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da Arca » lunedì 20 marzo 2017, 0:38

Estrazione lacca di robbia

Sono qui a raccontarvi l’esperienza personale che ho avuto con la Robbia, Rubia tinctorum, si trovano svariati tutorial sull’estrazione dell’alizarina dalla radice, alcuni molto semplici in acqua, alcuni molto complicati. Forse il gioco non vale la candela visto che si trovano lacche già pronte, alizarine varie e di sintesi, ma io ho provato una grande soddisfazione a far tutto questo lavoro dalla raccolta al prodotto finale, per questo mi piaceva condividerlo con voi.

Circa un anno fa ho raccolto la radice, credo sia abbastanza facile trovarla un po in tutta Italia, io personalmente l’ho trovata in collina, altezza 300, 350 metri non è necessario inoltrarsi nel bosco, basta percorrere un sentiero o come nel mio caso una strada bianca di collina, ho visto che è più semplice trovarla nel lato mote, dove il terreno è fresco, meno soleggiato e più ricco di humus


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Una volta raccolta e privata della parte che esce del terreno (quella verde)

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l’ho messa a seccare in una cassetta di legno con dei fogli di giornale sotto, all’ombra, e in una zona ventilata.
Dopo una decina di mesi la radice era ben secca e “schioccava” quando la spezzavo tra le dita.
A questo punto l’ho tritata in un macina caffè che uso solo per composti alchemici, l’ho messa in un barattolo coperto con aceto bianco per 48 ore.
Dopo l’ho sciacquata accuratamente con acqua corrente e messa ad asciugare con carta assorbente che cambiavo frequentemente


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Dopo una prima asciugatura l’ho messa in un barattolo molto capiente a collo largo e privo di coperchio (va bene anche un piccolo secchiello) e l’ho lasciata nuovamente asciugare per qualche altro mese, mescolandola di tanto in tanto per non far creare eventuali muffe all’interno.
Una volta ben asciutta ho messo la radice pesata (nel mio caso 50 grammi con 100 ml di alcool) in un barattolo, l'ho lasciata li una quindicina di giorni agitandola di tanto in tanto.


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Dopo questo periodo ho fatto una prima prova di estrazione con un estrattore Soxhelt, si trovano in commercio anche con poche decine di euro, fino a che si bolle l’acqua nel “pallone” può andare bene, ma visto che in questo caso ho estratto in alcool ho preferito acquistare un estrattore in boro di qualità, (con l’alcool non si scherza).
Questo tipo di estrattore si usa canonicamente in questo modo: nel pallone bollitore si mette l’alcool, nel soxhelt (elemento centrale) si mette la radice o qualunque cosa da cui vogliamo estrarre la sua essenza, l’alcool nel pallone evapora, passa dal “tubo” più grande del soxhelt e raggiunge il condensatore (elemento superiore da cui passa dell’acqua, nel mio caso, per risparmiare acqua ho messo in un secchio una pompa da acquari a ciclo continuo, l’acqua entra dal raccordo in vetro inferiore, esce da quello superiore e torna nel secchio, e cosi via) per mezzo dell’acqua fredda l’alcool si condensa e cade nel serbatoio del soxhlet, “impregna” la radice, il serbatoio si colma fino a raggiungere la parte superiore del sifone (quel tubicino più piccolo) raggiunto la parte più alta del tubicino tutto il serbatoio si svuota ne pallone bollitore, il ciclo si ripete.


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Ho notato che l’estrazione diventava molto lunga calcolando che un ciclo di soxhelt da 250 ml durava circa due ore l’operazione mi pareva improponibile, sicuramente si ha il vantaggio di lavorare e di far penetrare sempre alcool pulito nella radice, ma la lavorazione è lunga, quindi ho proceduto mettendo la radice direttamente nel bollitore, di fatto la radice bolliva in alcool, e l’alcool saliva pulito nel corpo centrale e scendeva quando il corpo centrale era pieno nuovamente nel bollitore.
In circa 4 / 5 ore ore l’alcool era bello rosso e carico di estratto, ho fatto delle piccole prove di mordenzatura (dopo vi dirò il procedimento che ho usato per mordenzare e fissare la robbia) ma non ero del tutto convinto, la quantità di precipitato non era quella che speravo, ho avuto molti dubbi sulla qualità della radice da me raccolta.. sconforto.

Poi osservando bene la radice estratta ho notato che era ancora molto carica di rosso, quindi ho proceduto in questo modo:
(1) ho messo 50 grammi di radice nel pallone con 100 ml di alcool, a questo livello ho fatto un segno con un pennarello indelebile per segnare i 100 ml (radice compresa) poi ho aggiunto i restanti 400 ml di alcool, alimentare a 96°, ho fatto bollire per circa 4 ore, dopodiché ho spento il fornelletto quando l’elemento centrale era quasi colmo di alcool pulito (prima dello scarico del sifone del bollitore) questo per quasi due volte, di fatto la prima volta ho tolto il circa 200 ml, la sonda volta gli alti 200 arrivando al segno sul pallone.
Nel pallone adesso ci sono 100 ml di alcool rosso e 50 grammi di radice, ho filtrato la radice con un filtro a maglia fine da vernice, ho pestato più finemente la radice con un mortaio ho messo nuovamente la radice pestata le pallone



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A questo punto ho messo la radice pestata nel bollitore e ho aggiunto l’alcool che avevo precedentemente tolto dall’elemento centrale che è tornato limpido, adesso nel bollitore ci sono nuovamente 50 grammi di radice e 500 ml di alcool.
Ho ripetuto l’operazione dal punto (1) per altre due volte, la terza volta ho messo via l’alcool pulito dall’elemento centrale per altre future estrazioni o altri usi, e ho filtrato questa volta finemente con carta filtro la radice.

Si butta la radice e conserviamo i 100 ml di alcool rosso con l’estratto.


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Io a questo punto ho diviso l’estratto di robbia in più parti per le varie colorazioni che speravo di ottenere.
Per la mordenzatura ci sono vari modi, alcune fonti dicono di preparare una soluzione di acqua distillata e di idrossido di potassio a Ph 12, altre di acqua distillata e soda caustica sempre a Ph 12, altri non specificano il Ph ma i grammi di soda in acqua.

Io ho provato con la soda, (attenzione! Si mette sempre la soda nell’acqua e non il contrario, altrimenti si rischiano ribollimenti e schizzi improvvisi molto pericolosi) ho provato a portare questa soluzione a Ph 12, ma non è molto semplice in quanto bastano pochi grammi in più di soda per raggiungere i 14, nel caso si può far scendere il Ph con dell’aceto, si versa goccia a goccia e e si abbassa il Ph.
Ho versato la soluzione di acqua distillata e soda nell’estratto di robbia lentamente e fino a che cominciava a virare sul viola, non appena virava al viola ho lasciato riposare per una decina di minuti.
Dopodiché ho aggiunto la soluzione ho aggiunto una soluzione satura di acqua distillata e allume di rocca precedentemente preparata (per ottenere il rosso).
A questo punto la soluzione inizia a flocculare, si mescola con un bastoncello di vetro per pochi secondi e si lascia riposare. Non so se sia necessario ma io dopo dieci minuti controllo il Ph, se è ancora alto lo abbasso a 6 con aceto bianco e lascio riposare il tutto per un giorno.


Per le dosi da versare della soluzione di allume sono andato a piacimento, perché volevo ottenere varie tonalità di rosso, di fatto credo di aver notato che più soluzione si immette più fiocchi, quindi più lacca si ottiene ma di colore più chiaro, quindi ho fatto una lacca più “carica” e una meno.

Dopo un giorno o più si nota chiaramente il precipitato in basso e il liquido sopra, con una siringa si toglie il liquido e si aggiunge acqua del rubinetto quindi si lascia di nuovo precipitare, si ripete l’operazione fino a che l’acqua non resta chiara.


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A questo punto ho filtrato il tutto con dei semplici filtri da caffè americano, io li uso doppi per evitare eventuali rotture e un nuovo filtraggio.


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dopo una notte apro i filtri e con una spatola metto la lacca se dei pezzi di vetro


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Metto in un fornetto che uso solo per lavoro e non per cucinare a 40 / 45 gradi per velocizzare l’essiccazione (oltre i 55 gradi per mezzo dell’acqua la lacca caramella e scurisce, forse potrebbe essere anche un buon effetto, ma meglio non rischiare) o se non avete fretta lasciate asciugare naturalmente all’aria

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Un po' di prodotto essiccato

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Per ottenere il marrone si usa la stessa procedura invece della soluzione di acqua distillata satura con allume di rocca si usa una soluzione satura di solfato ferroso.

Alcune prove di colore

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Alcuni colori di uso poco probabile

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Naturalmente si usano prodotti pericolosi, ci sono molte precauzioni da prendere, l'alcool è pericoloso, la soda ed altri prodotti chimici anche, la robbia è tossica.

Qui un brevissimo video dell'estrattore in funzione
Alessandro Mattei

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da claudio » lunedì 20 marzo 2017, 9:40

Grazie Alessandro per avere condiviso questa tua esperienza e complimenti per i risultati, che mi sembrano ottimi. Ricordo che l'estrazione artigianale della lacca di robbia, quando fatta bene, garantisce risultati di gran lunga migliori rispetto a qualsiasi altra lacca analoga ma di origine sintetica.

Quando la feci io a suo tempo non usai il distillatore, ma seguii in toto il procedimento indicato da Sacconi nel suo libro. Il tuo risultato mi sembra di particolare importanza soprattutto dal punto di vista dei fissativi che hai usato e della versatilità di questo pigmento nel fargli assumere le colorazioni più di dsparate.
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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da davidesora » lunedì 20 marzo 2017, 10:54

Complimenti Alessandro, questo è più o meno il sistema che ho sempre usato anche io, però non mi sono mai spinto fino alla raccolta e essicazione della radice!!
Il Soxhlet, sebbene non indispensabile, in effetti è molto utile perchè permette di recuperare l'alcool dopo la concentrazione e di evitare di disperderne i vapori nell'ambiente che oltre che pericoloso è terribilmente tossico.....

Davide

PS Dove ti sei procurato i vetri da chimica? recentemente mi si è crepato il pallone e qui a Cremona non esiste più il negozio che li procurava.

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da Arca » lunedì 20 marzo 2017, 14:49

Grazie Claudio e grazie Davide, ho messo un po' del mio ma ho preso molte informazioni in rete, informazioni da Davide è da un amico farmacista, poi ho fatto un mix.
Mi sarebbe piaciuto essere più preciso con proporzioni ma essendo la prima prova non sono riuscito a far di meglio.
Di fatto credo sia una buona base da dove partire per un neofita come lo sono io.
Alessandro Mattei

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da Arca » lunedì 20 marzo 2017, 14:56

davidesora ha scritto:
lunedì 20 marzo 2017, 10:54

PS Dove ti sei procurato i vetri da chimica? recentemente mi si è crepato il pallone e qui a Cremona non esiste più il negozio che li procurava.
Davide l'ho presa da un ragazzo che ho "conosciuto" su un forum di chimica, ti invio per messaggio privato il suo numero, spedisce vetreria nuova e usata, adesso so che ha in casa anche molti elementi Soxhlet.
Che a a mio parere oltre il vantaggio del recupero dell'alcol ha il mantaggio di allontanare i vapori tra il pallone e il refrigeratore creando un ciclo più distante tra i due
Alessandro Mattei

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da claudio » lunedì 20 marzo 2017, 15:47

Alessandro, manda anche a me i dati del tuo referente. Credo che abbia anche il distillatore completo, giusto?
andante con fuoco

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da davidesora » sabato 25 marzo 2017, 10:04

Un altro sistema interessante per fare le lacche sarebbe il metodo "espresso" di Neil Ertz :

https://www.facebook.com/media/set/?set ... 079&type=3

Non usa l'alcool e nemmeno il sohxlet, è nella mia lista di cose da provare prima o poi.
Avevo conosciuto Neil qualche anno fa e mi aveva raccomandato questo sistema che per lui era quello che dava i risultati migliori tra tutti quelli che aveva provato.

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da gelido » sabato 25 marzo 2017, 14:22


Ho provato il metodo nel 2014.Ottimo. Il risultato è eccezionale, vernice colore "CLASSICA"!(per me). Provare per credere.

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da Arca » lunedì 27 marzo 2017, 11:11

Molto interessante, da provare
Alessandro Mattei

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Re: Estrazione Lacca di Robbia

Messaggio da Arca » martedì 16 maggio 2017, 15:17

Ho ordinato altro materiale da quel ragazzo che vende vetreria chimica, visto che in molti privatamente mi hanno chiesto la sua mail la inserisco qui.
luca.amici.chimica@gmail.com
Naturalmente con il suo consenso, magari dite che siete utenti del portale del violino, sperando ci faccia un prezzo di favore :-)
Scherzi a parte, è molto disponibile e ha dei buoni prezzi visto che tratta anche l'usato.
Alessandro Mattei

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