Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

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Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » mercoledì 10 maggio 2017, 16:22

In questo mio articolo di oggi porto a vostra conoscenza di un ulteriore test di confronto tra violini antichi e violini moderni:
http://www.claudiorampini.com/2017/05/1 ... tradivari/
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da piase » mercoledì 10 maggio 2017, 17:16

C'è un link al testo completo? magari in pdf?

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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » mercoledì 10 maggio 2017, 17:59

Lo cercavo anch'io, ma come scritto nel mio articolo se lo vuoi leggere tutto devi pagare, e questo è contro i miei principi, compreso quello scientifico. Cmq il link è nel mio articolo, se lo scarichi fammi sapere.
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » mercoledì 10 maggio 2017, 18:24

Nel link che porta a PNAS, ove si trova l'articolo originale (scaricabile a pagamento), si possono comunque leggere l'abstract e le note, presumibilmente aggiunte da PNAS stesso:
Conflict of interest statement: The authors note J.C. is owner of Joseph Curtin Studios, which builds violins and violas. F.-C.T. is an employee of D'Addario & Company, which manufactures orchestral strings.
In italiano:
Dichiarazione sul conflitto di interessi: Gli autori notano che J. C. è proprietario della ditta Joseph Curtin Studio, che costruisce violini e viole. F. C. T. (Fan-Chia Tao) è un dipendente della D'Addario & Company, che produce corde per strumenti ad arco.
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da robinwood » mercoledì 10 maggio 2017, 23:27

Davvero grazie mille per aver segnalato nell'articolo il bellissimo e inaspettato post di Vengerov. Nelle sue parole sono presenti tutte, ma proprio tutte, le risposte.

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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » mercoledì 10 maggio 2017, 23:53

MAXIM VENGEROV SAYS:
May 10, 2017 at 12:08 am
My dear Friends! if I may add anything:)

My first Strad I ever touched, I was 10 years old. It was 1984 and I was preparing myself for the Junior Wieniawski Competition. My teacher at that time professor Bron, helped me to get the Stradivari from the Soviet Union’s State rare instrument collection. It was Strad’s half size unique instrument. When I took this instrument for the first time, I thought that like with a wave of magic stick, I would start making miraculous sounds. Next minute, I could not believe my ears when the violin sounded so terrible to compare to my modern instrument that I “mastered” playing at that time. I compared the two instruments playing the same piece over and over again to my father, seeking his approval that the whole Stradivari thing is a total myth!!!
My dad was at that time working as an oboist of the Novosibirsk Philharmonic Orchestra and at the same time he was also a professional piano tuner. I shared with him my first shocking Strad experience. He smiled and said to me that I should not be disappointed. “Just learn how to play it, close your eyes, open your ears and listen to the overtones. Find that sound, find your own voice in Music, this instrument will teach you everything you need to know”
From that moment on my life in Music began…

Today, I am lucky to say that I played perhaps over 40 Strad’s and other precious instruments like Guarneri Del Jesu.
All Stradivari’s violins I have had fortune to touch, all his instruments with almost no exception are also a treasure. There is however quite a bit of work involved. First you need a player that is willing to be flexible to go as far as to change his or her own violin technic for the violin that he or she is playing. Then, you need a superb violin maker to perform a fine tuning – an adjustment of the instrument for a player’s taste. In other words, it’s a partnership, like a trio: violin, violinist and a violinmaker. But then, the most interesting happens when you go to the concert hall! Not even during rehearsal, the ultimate test of the instrument and your ability to play it, is awaiting you together with thousands of spectators when you enter the concert stage. Only then, real work begins.
The first time I played my own “Kreutzer” Strad was playing in Chicago with Rostropovich conducting me in Schostakovitch’s violin concerto.
After the concert my beloved Slava asked me: Maxim, what instrument are you playing?
I proudly declared: Strad, 1727, used to be owned by the legendary Kreutzer!
With no hesitation Rostropovich threw at me: Change it!!

It took me, and two of my violin makers Florian Leonhard and Nahum Tuch about half a year to “lift this unique violin up” to the absolute Everest.
The process was a truly unbelievable rollercoaster that is hard to describe!

When you play phenomenal Guarneri “Del Gesu ” violins, you can play it as you wish. The instrument will realize all your dreams and expectations about the sound, providing you are a skillful player.
All those magic violins made by Antonio Stradivari I got to know, made me into a more flexible player I am today. Flexible, because when you hold Strad, you do not play it – it teaches you how to sing it, with his violins you are able to discover the magical palette of colors and more over, every day it’s a bit of another instrument. It is alive, truly mystical, like a person. Strad is my daily life changing experience!

I hope it helps:) For more, do come to my concerts or get my new cd’s. They will soon be available. I will keep you posted. Best wishes to All Music lovers at Slipped Disc and not only:) Yours with love, Maxim Vengerov
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da davidesora » giovedì 11 maggio 2017, 0:13

Vangerov ha perfettamente ragione, il problema con gli strumenti moderni è che nessuno si prenderebbe la briga di lavorare così duramente per ottenere il suono "truly mistical" che descrive, semplicemente li scarterebbero alla prima impressione negativa ricevuta.
La lotta è impari, quindi non esitate a buttare gli strumenti moderni nella spazzatura dopo mezz'oretta di prova e correte a comprarvi uno Stradivari, non vedo quale sia il problema.....

Questi test antichi vs moderni, per quanto evidentemente pilotati dal conflitto di interesse, hanno il pregio di mettere in dubbio l'assoluta superiorità degli antichi (che, concordo, non è affatto assoluta) stimolando i musicisti a dare qualche chance in più a quelli moderni.

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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » giovedì 11 maggio 2017, 0:28

Davide, mi sembra di avvertire una certa dose di amara ironi nelle tue considerazioni, io posso solo dire che per la mia esperienza, violini moderni veramente buoni che reggano il confronto con gli antichi sono veramente pochi. Ma è solo la mia esperienza, ho avuto occasione di avere tra le mani strumenti importanti e sono rimasto veramente stupito di come fosse facile farli ritornare a cantare. Non dico che per noi non c'è storia, dico solo di avere fede nella propria opera e di imparare sempre dagli antichi, e imparare sempre meglio anche a montarli e a metterli bene a punto. Questo non basta perchè uno dei nostri strumenti calchi le scene alla stregua di uno Stradivari o di un Guarneri, ma noi sappiamo nel nostro intimo se un nostro strumento possa reggere o meno il paragone, senza remore e infingimenti.
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da davidesora » giovedì 11 maggio 2017, 10:54

Ci sono veramente ottimi strumenti tra quelli antichi, non lo si può certo negare, ma nessuno di essi è nato antico e famoso. In fondo anche gli Stradivari a suo tempo erano considerati inferiori ai più vecchi Amati e Stainer, poi si è visto cosa è successo.....
Non credo che considerare i violini moderni irrimediabilmente inferiori a quelli antichi sia l'atteggiamento giusto da parte del liutaio che li costruisce, semplicemente il confronto tra strumenti nuovi senza una storia e un uso intenso e costante alle spalle con strumenti super rodati e assestati e passati di mano in mano a grandi musicisti del passato con il fascino psicologico che ne consegue sia una cosa priva di senso.
Sinceramente non tutti i violini vecchi che ho sentito suonare mi sono sembrati all'altezza della loro fama e spesso alcuni moderni (compresi alcuni dei miei) mi sono sembrati di gran lunga migliori, se però andiamo a prendere in considerazione le punte di eccellenza (violini antichi super famosi suonati da musicisti super famosi) è chiaro che non c'è storia, ma credo che in certi strumenti moderni (non tutti, ovviamente) ci possa essere la potenzialità per arrivare anche a quei livelli, ma sarà necessario crederci e dargli fiducia, se non credessi in questa possibilità credo che avrei cambiato da tempo il mio atteggiamento riguardo alla costruzione.
Perchè cercare costantemente di migliorare (con notevole dispendio di tempo, energie e anche denaro....) se non si ritiene possibile arrivare oltre un limite predefinito?
Sarebbe come dar ragione a quei liutai che si stabilizzano su un livello mediocre tanto per poter mantenere una produzione numericamente più consistente e quindi un prezzo più basso e riuscire a vendere più facilmente i loro strumenti a studenti e musicisti di livello equivalente, che aspireranno sempre a qualcosa di migliore alimentando l'idea della mediocrità degli strumenti moderni.
E' il gatto che si morde la coda, forse sarò troppo idealista ma mi rifiuto di allinearmi con questo modo perdente di vedere le cose e preferisco illudermi che valga sempre la pena di provare a puntare più in alto.

Davide

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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da Luca Ruggiero » giovedì 11 maggio 2017, 11:19

A me è capitato di sentire nel giro di poco tempo due strad il 1692 ex bennet e il 1716 ex marechal berthier e una viola guadagnini, sulla qualità del suono c è poco da dire, e poi in tutti e tre l ampiezza, il suono è come se rimasse nell aria per piu tempo ,scusate ma sono sensazioni difficili da descrivere con parole esatte, parlando con la violinista che suona il 1692 mi diceva che lei lo suona da 20 anni e prima lo strumento era fermo, all inizio lo strumento aveva un suono molto nasale che col tempo è sparito, le ho chiesto cosa suonasse prima mi ha detto un villaume ma secondo lei imparagonabile con lo strad...

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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » giovedì 11 maggio 2017, 11:46

Facciamo un esempio, forse ci capiamo meglio: forse un pittore moderno considera i quadri di Caravaggio superati dal tempo e dall'esperienza? direi proprio di no, dalla pittura di Caravaggio è nata la pittura moderna e nessun pittore si sognerebbe mai di negarne il valore. Ma al tempo stesso ogni artista rivendica il suo stile e la sua autonomia, giustamente.

Il liutaio invece continua a basarsi su modelli Stradivari e Guarneri e altri liutai della classicità cremonese, ovviamente non sempre è così, ma nella stragrande maggioranza dei casi i grandi liutai del passato fanno ancora scuola. Ciò non vuol dire che egli non abbia autonomia rispetto ai classici originali, anche se per forza di cose, il violino e la sua forma sono ristretti in canoni dimensionali e stilistici abbastanza ristretti.

Ammirare uno Stradivari, goderne il suono, non significa mettersi su un piano inferiore, ma ci apre a nuovi orizzonti che in qualche modo si cerca di emulare, sperando in futuro di trovare una strada propria. Purtroppo il processo di crescita artistica del liutaio italiano è ritardato dalla enorme mole di informazioni fuorvianti che riguardano la liuteria classica (leggende a non finire sui "segreti", modelli poco fedeli agli originali, vernici improbabili, ecc.).

Ma ciò non ha tuttavia limitato il valore di liutai ottocenteschi e novecenteschi, che pur procedendo in completa autonomia artistica, hanno comunque lasciato segni importanti nella storia liutaria italiana. Dato che nella mia vita ho provato ed esaminato un buon numero di strumenti moderni ed antichi, compresi violini di Stradivari e di Joseph Curtin, ti posso dire tranquillamente che veramente "non c'è storia". Non basta copiare bene un violino per assicurarsi qualità di voce, e dato che molti liutai moderni pensano di poter accelerare il processo di accettazione dei loro strumenti attraverso uno spesso discutibile marketing, è evidente che tentare di farlo alle spese di strumenti originali su cui è stata scritta la storia della musica occidentale, sia quantomeno azzardato.

Il liutaio deve avere chiaro il concetto per cui non riuscirà mai in nessun modo a superare in bellezza ed originalità un riccio di Amati o di Stradivari, così come nessun pittore potrà mai eguagliare la grandezza di Caravaggio, semplicemente perchè certe opere oltre ad essere inimitabili, sono per sempre legate al tempo in cui furono prodotte, non solo perchè i liutai antichi erano generalmente più bravi.

Concludendo, noi dovremmo vedere nel violino antico un compagno del nostro viaggio, che inizialmente ci indica la strada, e quando avremo capito dove vogliamo andare, avremo questo nostro compagno di viaggio alle spalle, a cui rivolgersi per scambiare qualche idea o semplicemente per il piacere di ritrovarsi.
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da piase » venerdì 12 maggio 2017, 12:33

Chi cerca trova.. qualcosa!
Ecco qualche informazione in più..

https://maestronet.com/forum/index.php? ... periments/&

C'è un link per la versione completa dell'articolo all'interno del post

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Messaggio da claudio » venerdì 12 maggio 2017, 13:32

Grazie Francesco, tu l'hai già letto?
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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da piase » venerdì 12 maggio 2017, 17:12

Le prime tre pagine.
E vale decisamente la pena. Appena posso lo finisco.

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Re: Claudia Fritz e Joseph Curtin ci riprovano!

Messaggio da claudio » venerdì 12 maggio 2017, 18:10

Io l'ho letto e rafforza le mie convinzioni iniziali, appena sono arrivato allo "schermo acusticamente trasparente" nella sezione "general methodology", mi sono messo a ridere. Possibile, mi chiedo, che ci sia così tanta gente che non abbia consapevolezza degli armonici, oppure che ne abbia ma che sulla loro ambiguità costruisca tesi improbabili? Cmq attendo di leggere i vostri commenti, mi interessa il vostro pensiero in proposito. Ma ancora di più mi interesserebbe organizzare una sessione di prove dal vivo tra musicisti e liutai, laddove non ci sia bisogno di schermi ascusticamente trasparenti e che sia nota l'identità di chi suona e di cosa suona.
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