spartiti nella musica irlandese

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spartiti nella musica irlandese

Messaggio da marite » lunedì 22 giugno 2009, 18:14

Spesso ho visto che si chiede se ci sono spartiti in particolare per violino (ovviamente visto che chi scrive qui non suona la batteria eheheh) per la musica irlandese.
In effetti in giro sul web di spartiti se ne trovano ma volevo precisare una cosa.
La musica irlandese, come d'altra parte tutta la musica tradizionale di qualunque paese, è, per definizione, una musica non scritta, che si impara ascoltandola. Spesso infatti si possono ascoltare mille e mille versioni dello stesso tune (brano) che differenziano da qualche nota a quasi tutto il brano quasi da risultare incomparabile.
Gli spartiti che si trovano via internet sono prevalentemente delle tracce che servono a facilitare la "ricerca delle note" che di solito si fa ad orecchio: tutto il resto (abbellimenti, ritmica, variazioni sul tema ecc) si imparano esclusivamente ascoltando, confrontandosi e provando.
Mi piacerebbe (ma questo lo dico da appassionata di musica tradizionale che si è avvicinata alla musica più con la mentalità di chi suona "tradizionale" che musica classica) che si chiedesse di scambiarsi le varie versioni piuttosto che gli spartiti.
Scusate se ho scritto queste righe; mi rendo conto che non deve essere facile approcciarsi alla musica in maniera diversa da quella che si conosce; e soprattutto non deve essere facile imparare ad orecchio se si è sempre studiato su uno spartito.
Ho conosciuto tanti musicisti di stampo classico che hanno avuto e hanno queste "difficoltà", come per me è difficilissimo prendere uno spartito e suonarlo senza averlo mai sentito (per me è praticamente impossibile).
Ma comunque mi sono sentita di fare questa precisazione anche per spiegare perchè è cosi difficile reperire dei veri e propri spartiti.
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Messaggio da violino7 » lunedì 22 giugno 2009, 21:17

Marite, grazie!
La tua precisazione è molto appropriata ed hai fatto bene ad intervenire.

In effetti, riguardo il caso mio, lo spartito di Molly Malone che ho avuto recentemente è molto scarno, senza abbellimenti, poche note a comporre la melodia da ripetere tre volte, ed ho pensato che nella realtà l'esecutore ha la possibilità di valorizzarla a suo piacimento.

Come hai chiarito tu, quella è solo la traccia!
Infatti avrei potuto anche tranquillamente estrapolarla in un'altra tonalità dallo spartito per pianoforte.
.
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Messaggio da _Ale_ » lunedì 22 giugno 2009, 21:37

si sono d'accordo con voi, lo spartito è una traccia, una linea sulla quale fare abbellimenti a piacere.
Per fare un esempio, avevte presente Amazing Grace?? ne esistono centinaia di versioni, ma fondamentalmente la melodia è quella, tutte le versioni non sono altro che variazioni sul tema.
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Messaggio da andreavezzoli » martedì 23 giugno 2009, 12:32

il fatto che la musica popolare venga tramandata oralmente fa si che da una stessa melodia possono nascere altre melodie che non sono altro che la variazione della prima melodia dovuto a dei cambiementi che questa melodia subisce tramandadosi.
quindi si parla di famiglie melodiche.

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Messaggio da marite » martedì 23 giugno 2009, 13:02

oddio andrea non parlarmi cosi difficile, mi mandi in crisi!!!!!!!!! :oops:

A parte gli scherzi tu li chiami famiglie melodiche e io le chiamo variazioni (due lingue diverse per dire la stessa cosa), come allo stesso modo tu li chiami gruppetti e io li chiamo rolls.
E' il bello (ma anche il complicato) di essersi avvicinati alla musica e soprattutto allo stesso strumento ma da due punti di vista molto diversi.

Un po' il discorso che facevo prima, quando parlavo di impostazione classica e impostazione da "musica tradizionale): brangogneremo un po' per capirci ma poi ci capiamo e questo è l'unica cosa veramente importante (credo).
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Messaggio da andreavezzoli » martedì 23 giugno 2009, 13:30

in realtà per famiglie melodiche io intendo: tutte quelle melodie che derivano dalla stessa, pensa che nella musica iralandese le famiglie melodiche da cui derivano quasi tutte le melodie non sono di più di 30.
in realtà io non suono il violino ma sono compositore. :D
però sempre di musica si tratta! :D
conosco un compositore della mia stessa provincia (Brescia) Paolo Ugoletti che scrive musica colta ma in stile irish.....

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Messaggio da marite » sabato 27 giugno 2009, 16:50

andreavezzoli ha scritto:in realtà per famiglie melodiche io intendo: tutte quelle melodie che derivano dalla stessa, pensa che nella musica iralandese le famiglie melodiche da cui derivano quasi tutte le melodie non sono di più di 30.
in realtà io non suono il violino ma sono compositore. :D
però sempre di musica si tratta! :D
conosco un compositore della mia stessa provincia (Brescia) Paolo Ugoletti che scrive musica colta ma in stile irish.....
Caro Andrea, credo di aver avuto qualche problema col pc perchè ti avevo risposto ma vedo che non c'è quello che ti ho scritto quindi con santa pazienza ci riprovo sperando nella benevolenza del mio fido ma un po acciaccato portatile.

Credo che si debba mettere in chiaro alcune cose onde evitare della confusione: ognuno studia e conosce quello per cui ha studiato, ma non per questo sa tutto di tutto. Tu componi quindi sicuramente delle basi musicali le hai ma, a quanto pare, ti manca una parte che forse, nel mio piccolo e nella mia ignoranza, conosco un po meglio di te.
Di famiglie melodiche tra i musicisti irlandesi ( e non sto parlando di persone al mio livello, parlo di persone che studiano, suonano e insegnano l'Irish Trad Music da decenni) non ne ho mai assolutamente sentito parlare. Non è perchè tu componi o i tuoi amici scrivono "stile irish" i termini che usate sono gli stessi che usano loro, almeno nella loro musica tradizionale.
Sicuramente usano altri termini e io ho e sto imparando quelli. Poi sicuramente quelle che tu chiami famiglie melodiche (e io chiamo variazioni) sono moooooolto più di trenta.
Giusto per capirci sui numeri, gira ancora una vecchissima raccolta di tunes (o brani) trascritta da un militare di carriera (tale O'Neill, se non ricordo male si scrive cosi), che contiene i tunes che all'epoca andavano di più. Sono giusto 1001, ma poi ne puoi trovare la stessa cifra moltiplicata n volte-
Poi su ognuno di questi ci si può fare quello che si vuole (se si conoscono le regole del gioco).
Forse, dico forse, qui in Italia si conosce solo una minuscola parte di quello che effettivamente è la Irish traditional music. e per parlarne bisognerebbe saperne giusto qualche cosa di più!

:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
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Messaggio da andreavezzoli » giovedì 3 gennaio 2013, 21:26

in realtà il concetto di "famiglia melodica" non l'ho inventato io ma è sui trattati di musicologia, o meglio etnomusicologia, su 1000 tunes di questa raccolta molti derivano dalla stessa melodia, e non sono altro che modi diversi di presentare la stessa melodia originaria.
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Messaggio da MikyMate » mercoledì 23 gennaio 2013, 13:29

Ciao a tutti, è un po' che vi seguo ma non avevo mai scritto perchè purtroppo per il momento ho poco da condividere, essendo da poco violinista e non avendo per niente cultura classica.
Finalmente un topic dove posso dire qualcosa, perchè la musica folk e quella irlandese in particolare è il mio campo, e la abbraccio con diversi strumenti.

Volevo dissentire anch'io da Andrea su quanto riguarda le famiglie melodiche. Sicuramente ci sarà una componente del genere, ma probabilmente il fenomeno è molto più contenuto di quanto immagini.
(Niente di personale ovviamente, ne approfitto per fare delle precisazioni sulla natura di questa musica).
Faccio a proposito qualche considerazione:

- Innanzitutto, immagino che l'etnomusicologia abbracci tempi abbastanza lunghi, mentre la musica irlandese è relativamente recente: molti dei primi tunes sono stati composti nel 600 e 700, e molti altri che ancor oggi sono molto famosi, nel 900, e si conoscono bene i compositori.

- Nonostante "variazione" sia una delle parole d'ordine in questo tipo di musica, essa coinvolge in una piccola parte la melodia dei brani, che rimane sempre molto simile, è uno scheletro da cui non bisogna distaccarsi troppo, ma piuttosto l'insieme degli ornamenti, accenti, ecc; diciamo il carattere del brano più che la melodia. La melodia non può variare troppo perchè è una musica che si suona insieme, e tutti devono conoscere all'incirca la stessa versione. se si va in un pub a sentire suonare gli irlandesi, loro non avranno alcun tipo di spartito e non avranno fatto prove insieme per decidere come fare i brani, per questo c'è una forte etichetta di comportamento e un modo canonizzato per suonare.
(quindi difficilmente nel giro di tre o quattro secoli si vedrà il moltiplicarsi di tunes a partire da pochi, perchè si è abbastanza conservativi sulla loro trasmissione)

- c'è una grande varietà di tipi di danze (reels, jigs, slip jigs, polke, slides, hornpipes, waltzes, marches, ecc) con caratteristiche molto definite tra loro, e in ogni caso questo allarga il bacino da cui i tunes avrebbero dovuto aver origine.

Detto questo, può darsi che tu intendessi la cosa in maniera più allargata di come l'ho presa io: è chiaro che i nuovi musicisti componento tunes sono inevitabilmente condizionati dalla loro conoscenza della tradizione, ma credo che questo sia diverso dall'affermare che dei tunes nascano dalla trasmissione per generazioni dello stessa originaria composizione, variata leggermente ogni volta :)

Michele

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Messaggio da MikyMate » mercoledì 23 gennaio 2013, 13:45

Riguardo invece alla discussione originale, volevo aggiungere qualcosa, nel caso qualcuno sia interessato :wink:

bisogna innanzitutto fare una sostanziale distinzione tra songs, le canzoni, e i tunes, i pezzi strumentali nati per le danze.
Credo che Marite si riferisse principalmente ai tunes nel suo discorso. Le variazioni, ornamenti, eccetera si applicano di solito a questo tipo di musica, le regole e l'etichetta a cui ho accennato nel post precedente sono focalizzate su questi. Sulle canzoni si è molto più tranquilli, sono canzoni popolari e quindi non c'è una versione di riferimento, perciò ognuno le fa come vuole, anche dei testi a volte c'è qualche variante.

Riguardo agli spartiti trovati in giro, è vero che didatticamente a volte si usano, e che per noi sono molto comodi, ma bisogna stare molto attenti, perchè non sono altro che una lista di note indicativamente giuste.
A parte il discorso di dove mettere gli ornamenti, bisogna stare molto attenti al fatto che di rado la metrica del brano è quella scritta, non è mai così lineare. Si parla di "lilt", una sorta di swing o tempo sincopato (a seconda dei pezzi) che sarebbe quasi impossibile da scrivere in spartito, ma che è vitale per dare il corretto carattere alla musica.
Altre cose importantissime sono gli accenti, e nel caso del violino, le arcate . Le arcate sono TUTTO nel suonare il violino irlandese, e le arcate tipiche sono molto diverse da quelle in uso solitamente nella musica classica.

In sostanza, se qualcuno ha voglia di imparare un brano irlandese (e vi consiglio di farlo, sono fantastici!), va bene prendere come base uno spartito (io di solito cerco più versioni, e poi le mescolo come più mi aggrada), ma bisogna soprattutto cercarsi più versioni possibile del brano e ascoltarlo e ascoltarlo finchè nella nostra testa non verranno fuori i ritmi giusti e una sintesi di tutte le versioni ascoltate :D

In irlanda c'è un detto per descrivere tutto ciò con una sola frase:
"If you can't sing a tune, you can't play it"
Che significa più o meno: se non riesci a cantare un tune, non sarai in grado di suonarlo.

:wink:

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andreavezzoli
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Messaggio da andreavezzoli » mercoledì 6 marzo 2013, 8:16

MikyMate ha scritto: Volevo dissentire anch'io da Andrea su quanto riguarda le famiglie melodiche. Sicuramente ci sarà una componente del genere, ma probabilmente il fenomeno è molto più contenuto di quanto immagini.
(Niente di personale ovviamente, ne approfitto per fare delle precisazioni sulla natura di questa musica).
che dei tunes nascano dalla trasmissione per generazioni dello stessa originaria composizione, variata leggermente ogni volta :)

Michele
allora non dico che ci sia stata una volontaria derivazione, ma che ogni melodia originaria abbia "ispirato" altre melodie che a loro a volta hanno dato origine ad altre, anche perchè in musica la derivazione non è sempre percepibile all'ascolto ma attraverso un lavoro di analisi melodica.
quindi capisco il tuo punto di vista ma dal punto di vista compositivo nella musica popolare le melodie sono tutte imparentate con melodie originarie, un processo spontaneo ma che esiste
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Messaggio da Carlo742 » martedì 23 aprile 2013, 16:25

Andrea, trovo il tuo discorso sulle famiglie melodiche molto interessante e, da fiddler non diprimo pelo (o crine, che è più appropriato), ho spesso avuto la sensazione che la somiglianza tra alcuni "tune" fosse più radicata e non riconducibile ad una semplice variazione di tema che poi ha dato origine ad un brano distinto.
Mi è capitato durante lunghe suonate in solitario dove entri, consentitemi, in uno stato come di trance, quindi ti pongo una domanda: il discorso delle famiglie è riconducibile a specifici strumenti o è qualcosa di livello più alto? Lo strumento influenza il brano, infatti i tunes nati sul flauto (o sulle pipes) hanno un sapore diverso da quelli nati sul fiddle.
Hai qualche lettura da consigliarmi sull'argomento?
Ciao
Carlo

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