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davidesora
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Messaggio da davidesora » lunedì 9 gennaio 2017, 17:42

Fedeviola_91 ha scritto:no scusate, ho sbagliato ^^" mi sono venuti dei dubbi perchè mi sembrava troppo corta, l'ho misurata e sono 16 cm di manico e 38.5 di corda vibrante. Non ricordo da dove li ho tirati fuori sti 22,5 cm :o
Corda vibrante piuttosto lunga, sarà faticosa da suonare :?
Sempre riguardo alle domande del questionario, credo non abbia molto senso chiedere le dimensioni medie richieste dai clienti, in quanto se a un liutaio richiedono viole 42 e viole 40, la media farebbe 41 ma non lui non avrebbe mai costruito una viola 41....:wink:

Forse sarebbe meglio sapere quali sono le reali dimensioni richieste dai committenti e potresti chiedere di specificare le dimensioni delle viole quando richiedi il numero di viole costruite

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Messaggio da Fedeviola_91 » martedì 10 gennaio 2017, 12:26

claudio ha scritto:225mm dovrebbe essere la distanza dal bordo della tavola armonica alla tacca delle effe, perlomeno sottraendo i 160mm del manico alla corda vibrante di 385mm, si ottiene tale valore.
Probabilmente è come dice lei... ricordavo questo valore perchè c'era questo mezzo cm di differenza con la viola del mio maestro il quale sgranò gli occhi quando la misurò. E' pur vero che suona su uno strumento più piccolo del mio... comunque la mia tesi è stata corretta, sarò lieta di mostrarle il lavoro.

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Messaggio da Fedeviola_91 » martedì 10 gennaio 2017, 12:33

davidesora ha scritto:
Fedeviola_91 ha scritto:no scusate, ho sbagliato ^^" mi sono venuti dei dubbi perchè mi sembrava troppo corta, l'ho misurata e sono 16 cm di manico e 38.5 di corda vibrante. Non ricordo da dove li ho tirati fuori sti 22,5 cm :o
Corda vibrante piuttosto lunga, sarà faticosa da suonare :?
Sempre riguardo alle domande del questionario, credo non abbia molto senso chiedere le dimensioni medie richieste dai clienti, in quanto se a un liutaio richiedono viole 42 e viole 40, la media farebbe 41 ma non lui non avrebbe mai costruito una viola 41....:wink:

Forse sarebbe meglio sapere quali sono le reali dimensioni richieste dai committenti e potresti chiedere di specificare le dimensioni delle viole quando richiedi il numero di viole costruite
Ho chiesto la media perchè in primo luogo si tratta di statistiche e poi così facendo il liutaio avrebbe dovuto indicare per filo e per segno ogni misura di ogni strumento...un lavoraccio!
Sì effettivamente non è il massimo della comodità, ma sinceramente preferisco allungare un po' le dita che suonare su uno strumento in cui devo togliere un dito per poterne mettere un altro...e poi il suo suono mi ripaga di ogni fatica! :D

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claudio
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Messaggio da claudio » martedì 10 gennaio 2017, 14:16

Fedeviola_91 ha scritto:Sì effettivamente non è il massimo della comodità, ma sinceramente preferisco allungare un po' le dita che suonare su uno strumento in cui devo togliere un dito per poterne mettere un altro...e poi il suo suono mi ripaga di ogni fatica! :D
Non mi sembra che le differenze di lunghezza di manico comportino differenze nella diteggiatura, in una viola contralto questo non dovrebbe mai accadere, i vari formati di viola (e di manico), consentono appunto di adattare strumento e repertorio alla giusta misura del musicista.

In che senso il suono mi ripaga di ogni fatica? si parla di suono in termini di timbrica o di volume? o di entrambe? Faccio queste domande perchè spesso anche musicisti di ottima professionalità pensano che uno strumento grande significa maggior volume di suono, il che non risponde al vero, altrimenti un violoncello o un contrabbasso avrebbero un volume un volume spropositato rispetto alla viola e al violino, in che nella realtà non accade affatto.

Su questo il liutaio bolognese della fine del XVIII sec Marchi riporta interessanti osservazioni che rispondono molto bene anche alla esperienza quotidiana di oggi, ossia che uno strumento grande avrà sempre un suono più scuro rispetto ad uno più piccolo, ma in termini di volume addirittura si corre il rischio di un concreto decremento. E comunque le frequenze basse hanno un "funzionamento" e una propagazione molto diversa da quella degli acuti.

Nel tuo caso abbiamo una viola di 42.5cm di cassa e un manico di 16cm, dato che le misure dettate dalla pratica prevedono una misura massima del manico nel caso di viole con formato superiore a 42cm dai 150 ai 152mm al max, senza tenere conto di una a mio avviso ottima soluzione da parte del liutaio Vatelot che montava manici di 150mm su viole di 43cm, se ne deduce che adottare un manico di 16cm abbia voluto intendere da parte di chi l'ha progettata il raggiungimento del max volume sonoro.

Il che, come abbiamo visto sopra è del tutto opinabile, tenuto conto anche del fatto importante uno strumento del genere è scomodo da suonare. Il ritenere che "il suono mi ripaga della fatica" a mio parere dovrebbe essere meglio considerato perchè la fatica di oggi può bene tramutarsi con il dolore di domani. Dico questo perchè più volte ho dovuto constatare come strumenti grandi nel tempo abbiano prodotto problematiche fisiche di vario tipo, fino ad eccessi per cui un musicista di mia conoscenza in possesso di una bellissima ed enorme viola di 43cm di Marino Capicchioni, dovette in buona sostanza non solo smettere di suonare, ma anche cambiare mestiere.

Nella mia esperienza quando mi è stata richiesta una viola che proiettasse bene il suono e che bene si adattasse al fisico del committente, in quel caso una ragazza, ho progettato di sana pianta un nuovo strumento lungo circa 40cm ma con un manico e lunghezza di corda vibrante di una viola di 42cm. Posso assicurare che nelle audizioni e nei concerti da solista in duo con un pianoforte gran coda, la viola si sentiva benissimo. Per inciso questa ragazza ha suonato anche tra le file delle viole del teatro La Scala di Milano, superando brillantemente l'audizione.

Questo solo per far capire come una viola "piccola" e un manico "umano" possano ampiamente essere sufficienti per qualsiasi repertorio.
andante con fuoco

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Messaggio da Fedeviola_91 » martedì 10 gennaio 2017, 14:45

claudio ha scritto:
Fedeviola_91 ha scritto:Sì effettivamente non è il massimo della comodità, ma sinceramente preferisco allungare un po' le dita che suonare su uno strumento in cui devo togliere un dito per poterne mettere un altro...e poi il suo suono mi ripaga di ogni fatica! :D
Non mi sembra che le differenze di lunghezza di manico comportino differenze nella diteggiatura, in una viola contralto questo non dovrebbe mai accadere, i vari formati di viola (e di manico), consentono appunto di adattare strumento e repertorio alla giusta misura del musicista.

In che senso il suono mi ripaga di ogni fatica? si parla di suono in termini di timbrica o di volume? o di entrambe? Faccio queste domande perchè spesso anche musicisti di ottima professionalità pensano che uno strumento grande significa maggior volume di suono, il che non risponde al vero, altrimenti un violoncello o un contrabbasso avrebbero un volume un volume spropositato rispetto alla viola e al violino, in che nella realtà non accade affatto.

Su questo il liutaio bolognese della fine del XVIII sec Marchi riporta interessanti osservazioni che rispondono molto bene anche alla esperienza quotidiana di oggi, ossia che uno strumento grande avrà sempre un suono più scuro rispetto ad uno più piccolo, ma in termini di volume addirittura si corre il rischio di un concreto decremento. E comunque le frequenze basse hanno un "funzionamento" e una propagazione molto diversa da quella degli acuti.

Nel tuo caso abbiamo una viola di 42.5cm di cassa e un manico di 16cm, dato che le misure dettate dalla pratica prevedono una misura massima del manico nel caso di viole con formato superiore a 42cm dai 150 ai 152mm al max, senza tenere conto di una a mio avviso ottima soluzione da parte del liutaio Vatelot che montava manici di 150mm su viole di 43cm, se ne deduce che adottare un manico di 16cm abbia voluto intendere da parte di chi l'ha progettata il raggiungimento del max volume sonoro.

Il che, come abbiamo visto sopra è del tutto opinabile, tenuto conto anche del fatto importante uno strumento del genere è scomodo da suonare. Il ritenere che "il suono mi ripaga della fatica" a mio parere dovrebbe essere meglio considerato perchè la fatica di oggi può bene tramutarsi con il dolore di domani. Dico questo perchè più volte ho dovuto constatare come strumenti grandi nel tempo abbiano prodotto problematiche fisiche di vario tipo, fino ad eccessi per cui un musicista di mia conoscenza in possesso di una bellissima ed enorme viola di 43cm di Marino Capicchioni, dovette in buona sostanza non solo smettere di suonare, ma anche cambiare mestiere.

Nella mia esperienza quando mi è stata richiesta una viola che proiettasse bene il suono e che bene si adattasse al fisico del committente, in quel caso una ragazza, ho progettato di sana pianta un nuovo strumento lungo circa 40cm ma con un manico e lunghezza di corda vibrante di una viola di 42cm. Posso assicurare che nelle audizioni e nei concerti da solista in duo con un pianoforte gran coda, la viola si sentiva benissimo. Per inciso questa ragazza ha suonato anche tra le file delle viole del teatro La Scala di Milano, superando brillantemente l'audizione.

Questo solo per far capire come una viola "piccola" e un manico "umano" possano ampiamente essere sufficienti per qualsiasi repertorio.
Quando parlo di suono mi riferisco al timbro, non al volume. Credo per quanto riguardi quest'ultimo, uno strumento fatto con i crismi possa aiutare sicuramente tantissimo, ma se chi lo usa non è capace di sfruttarlo ci ritroviamo punto e accapo. Per quel che riguarda la diteggiatura il suo ragionamento è giusto, ma la stessa persona deve adattarla anche in base allo strumento. A volte per suonare un tono e mezzo mi risulta più semplice suonarlo con 1-3 dito che con un allungamento del secondo, cosa che mi risulta più facile sulla mia precedente viola molto più piccola. Per "togliere un dito e metterne un altro" mi riferivo proprio al fatto di toglierne uno per far posto ad un altro: una cosa che mi capita spesso quando salgo su posizioni alte è proprio il "problema" di spostare o togliere un dito per far posto a quello che viene subito dopo (come nel caso di semitoni) per far sì che la nota successiva non risulti crescente di intonazione. Un problema che ho riscontrato maggiormente studiando il violino. Paradossalmente ho incontrato maggiore difficoltà perché mi sentivo davvero tanto stretta, come se qualcuno mi obbligasse a muovermi nell'angolo di un muro. Per questo preferisco suonare magari su uno strumento più grande (come ad esempio la mia viola) che su uno strumento più piccolo. Personalmente ho un debole per le viole grandi: mi piace molto il timbro caldo e vellutato che ne esce fuori, una cosa che ho notato raramente in viole più piccole. A mio parere la viola deve suonare "da viola", non deve essere chiara come un violino, nè scura come un violoncello. Questo equilibrio l'ho trovato nella mia Martina (sì, le ho dato anche un nome :lol: )

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Messaggio da claudio » martedì 10 gennaio 2017, 15:09

D'accordo sulla questione timbrica, ma sul manico non si transige: non si deve fare fatica. E non credo che un manico di 150 o 152mm possa essere giudicato "piccolo" per le mani di qualsiasi musicista.
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Messaggio da gelido » martedì 10 gennaio 2017, 15:12

Fedeviola_91 ha scritto: Personalmente ho un debole per le viole grandi: mi piace molto il timbro caldo e vellutato che ne esce fuori, una cosa che ho notato raramente in viole più piccole.

Sono completamente d'accordo io suono una "Zanetto da Montichiaro", eccezionale! Anche se ultimamente, sei mesi circa, ho cambiato sensazione. Una 16 pollici...

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Messaggio da Fedeviola_91 » martedì 10 gennaio 2017, 15:20

claudio ha scritto:D'accordo sulla questione timbrica, ma sul manico non si transige: non si deve fare fatica. E non credo che un manico di 150 o 152mm possa essere giudicato "piccolo" per le mani di qualsiasi musicista.
Assolutamente d'accordo! La fatica che incontro è quando il braccio inizia a stancarsi e la mano fa un po' come le pare, cosa che però si risolve con un po' di pausa. Gelido, come ti ci trovi?

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Messaggio da gelido » martedì 10 gennaio 2017, 15:29

Fedeviola_91 ha scritto: Gelido, come ti ci trovi?
Benissimo. Comunque io credo che il tuo manico non è più lungo di 15 cm. Penso che hai misurato la tua bella lunghezza del manico comprendendo anche l'innesto dello stesso.

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Messaggio da Fedeviola_91 » martedì 10 gennaio 2017, 15:31

gelido ha scritto:
Fedeviola_91 ha scritto: Gelido, come ti ci trovi?
Benissimo. Comunque io credo che il tuo manico non è più lungo di 15 cm. Penso che hai misurato la tua bella lunghezza del manico comprendendo anche l'innesto dello stesso.
Ho preso la misura dalla fine del capotasto fino all'inizio della cassa armonica. Per fine intendo da dove inizia poi il riccio

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Messaggio da claudio » martedì 10 gennaio 2017, 15:36

La lunghezza di riferimento del manico è quella compresa tra il capotasto e il bordo della tavola armonica.
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Messaggio da gelido » martedì 10 gennaio 2017, 15:36

Fedeviola_91 ha scritto: Ho preso la misura dalla fine del capotasto fino all'inizio della cassa armonica. Per fine intendo da dove inizia poi il riccio
se è dalle fasce ho capito...

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Messaggio da gelido » martedì 10 gennaio 2017, 15:41

Mi interessa molto conoscere l'ampiezza della tua MANO. Allarga al massimo la mano e misura la larghezza tra l'inizio del pollice e la fine del mignolo e posta, ti ringrazio. Poi ti rispondo,

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Messaggio da Fedeviola_91 » martedì 10 gennaio 2017, 15:45

gelido ha scritto:Mi interessa molto conoscere l'ampiezza della tua MANO. Allarga al massimo la mano e misura la larghezza tra l'inizio del pollice e la fine del mignolo e posta, ti ringrazio. Poi ti rispondo,
22,5 cm

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Messaggio da gelido » martedì 10 gennaio 2017, 15:51

Fedeviola_91 ha scritto: 22,5 cm
Non ricordo da dove li ho tirati fuori sti 22,5 cm (cit.)

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