Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

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violino7
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Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da violino7 » mercoledì 20 settembre 2017, 23:18

Mi sembra interessante continuare a sentire il suono della viola per due buoni motivi:
poter apprezzare il suono di questo magnifico strumento in un'altro pezzo d'alto livello e poi scoprire che i giovani emergenti che suonano la viola ci sono, questo è il secondo e si chiama Eivind Holtsmark Ringstad! :)

https://www.thestrad.com/eivind-holtsma ... 33.article

Stiamo sempre su Henry Vieuxtemps, per me un grande scoperta, e trattasi sempre di un video consigliato da "The Strad" in rete.

Mi vorrei sbilanciare in un giudizio tecnico anche per sentire il vostro parere! Tutto bello, però sotto l'aspetto del suono l'altra viola, quella dell' "Hommage a Paganini" era un pochettino più adeguata, parlo delle potenzialità espressive dello strumento, mi sbaglio? :roll: Oppure è che l' "a solo" sotto questo punto di vista offre un vantaggio?
Ultima modifica di violino7 il giovedì 21 settembre 2017, 0:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da lorenzo fossati » mercoledì 20 settembre 2017, 23:33

per me è decisamente troppo sul nasale questa viola

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violino7
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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da violino7 » giovedì 21 settembre 2017, 0:21

Suona una viola Guadagnini del 1768, come si legge nella recensione del video.
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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da lorenzo fossati » giovedì 21 settembre 2017, 9:19

si avevo letto, in certi passaggi sembra proprio che abbia il raffreddore!

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sullacorda
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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da sullacorda » venerdì 22 settembre 2017, 7:35

a me come suono non dispiace, anzi (l'ho ascoltata con le casse del computer quindi si sente quel che si sente). La tendenza del suono un po' nasale sui registri alti è tipica della viola e qui secondo me si sente meglio rispetto all'altro brano perché ci sono molte note lunghe e vibrate mentre nell'altro ci sono molti bicordi e suoni meno lunghi. Teniamo presente che l'altra registrazione è fatta in una chiesa con molto più riverbero mentre questa è fatta in un ambiente a vedersi molto più secco (pannelli assorbenti, ..).
ciao

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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da robinwood » venerdì 22 settembre 2017, 15:52

A me è sembrato di ascoltare quasi la voce di uno strumento antico in una logora originale registrazione dei primi del '900, senza però quell'atmosfera magica retrò, che non arrivava mai. Spero sia solo questione di set up.

L'altra invece mi era sembrata la voce di uno strumento giovane che esprimeva al massimo le sue potenzialità, anche se nell'esecuzione forse un po' distante. Il Next Gen l'ho sentito più partecipe.

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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da violino7 » venerdì 22 settembre 2017, 22:25

Per la cronaca, la viola suonata da Marc Sabbah era del 1951del liutaio Leroy F. Geiger, americano.

Faccio in due parole la mia analisi! A me la viola di Guadagnini è sembrata carente sulle corde acute, abbastanza afona specialmente sull'andamento lento, che poi quella penso sia come la prova del nove per uno strumento a corda, mentre sui bassi mi è parsa ben rispondente :).
Ai toni acuti gli mancava quella corposità piena tipica della viola, su certi passaggi mi sembrava quasi di ascoltare un violino, per capirci! :(
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Re: Elégie di H. Vieuxtemps per viola e piano.

Messaggio da violino7 » giovedì 12 ottobre 2017, 1:25

violino7 ha scritto:
venerdì 22 settembre 2017, 22:25
..............
Faccio in due parole la mia analisi! A me la viola di Guadagnini è sembrata carente sulle corde acute, abbastanza afona specialmente sull'andamento lento, che poi quella penso sia come la prova del nove per uno strumento a corda, mentre sui bassi mi è parsa ben rispondente :).
Ai toni acuti gli mancava quella corposità piena tipica della viola, su certi passaggi mi sembrava quasi di ascoltare un violino, per capirci! :(

A qualcuno questo pezzo potrebbe sembrare non particolarmente eccezionale, ma in verità era mia intenzione, al di là del mero apprezzamento dell'aspetto musicale, che dipende dalla sensibilità interiore di ciascuno di noi di arrivare ad intendere la musica oltre la pura esecuzione, di allargare il giro e cogliere eventualmente nel video l'occasione per allacciare anche un discorso tecnico prettamente liutario solleticando la curiosità e l'interesse di qualcuno.
Osservandone il leggero disappunto nel viso, sembra che lo stesso esecutore nei primi passaggi soffra manifestamente la resa sonora sulle corde acute, specialmente sulla corda del LA, questa a me sembra cosa abbastanza manifesta, allora occorre intendere il senso musicale e lavorare di fantasia per immaginare al meglio la musica. Ma a me interessava parlare anche di quella viola, a mio parere evidentemente tecnicamente non al 100%. Questo davvero è un argomento ad ampio respiro! :roll:

In questi giorni sto conducendo una ricerca su varie fonti, in particolar modo nel "Portale del violino", perchè ho bisogno di informazioni per il progetto di una mia prima viola ed ho trovato che anche in questo sito molto si è parlato del fatto che la viola sia uno strumento difficile da interpretare riguardo l'armonizzazione della resa sonora sulle quattro corde, ben diversamente che nel violino, e ciò probabilmente dipende dal fatto che lo strumento si concretizza su varie misure, per cui è difficile trovare delle regole generali.
Spesso nell'opera di alcuni liutai del passato è stata evidenziata una carenza proprio sulle corde acute. Questo aspetto, che può dipendere da alcune carenze strutturali dello strumento, a mio parere è ben messo in luce da un liutaio che si è specializzato nella costruzione della viola e che abbiamo la fortuna di avere tra i frequentatori di questo forum, cioè da Luis Manfio di San Paulo do Brasil.

Per farla breve, a titolo di mero esempio di questa problematica, riporto una piccola parte, ma significativa in chiave tecnica, di un importante articolo a titolo “The secrets of viola sound” di Renè Morel che egli ci ha segnalato; in questo frammento si parla della differenza di resa sonora tre le viole della scuola bresciana e quelle di Stradivari:

".....Wood and arching can also be chosen to produce a real viola timbre – the
same way we achieve those results in violin and cello making. If we
consider the violas we have to hand, we see that the old Brescians have
practically no waist; they are mostly large with full arching. The back
is made of maple cut on the slab, which is much softer than that of
quartered maple. This is the best choice for viola voice. Amati violas
are somewhat long and large; the arching is sometimes high but not as
full on the bouts as the Brescian violas. Amati used soft maple, mostly
slab cut (though not always). The C-bouts are narrower, making them
easier to play. Strad violas have almost a violin arching with beautiful
wood; they are much narrower in the C-bouts and easier to play; but the
wood is cut on the quarter, making the A string voice lean towards a
violin sound....."


Questo passo mi ha sorpreso perchè quadra a pennello con l'osservazione che avevo fatto riguardo la viola Guadagnini del video :wink:. Mi è parso opportuno proporvelo!
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