Percorso a ritroso

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neuma
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Percorso a ritroso

Messaggio da neuma » sabato 25 agosto 2007, 13:54

Quanti degli 'archisti' (la domanda non è appunto rivolta esclusivamente ai violinisti) presenti sul forum hanno mai avuto l'interesse, o la curiosità, di approciare almeno una volta - anche solo a titolo di esperimento - un qualunque strumento ad arco fra quelli antecedenti al violino? Se no, come mai?
Per chi lo ha fatto, o continua a farlo: quale è stata la prima sensazione, a livello di tecnica, di sonorità, di rapporto con l'arco, che ne avete ricavato?

nonnomax
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Messaggio da nonnomax » sabato 25 agosto 2007, 16:01

ho suonato musica "barocca" con corde in budello non ricoperto e arco classico e barocco.
é bello, interessante e difficile.
le sensazioni? non so...
é passato troppo tempo :-P

aldeo
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Messaggio da aldeo » sabato 25 agosto 2007, 16:25

L'unica volta che ho avuto occasione di vedere da vicino un antenato (anzi, antenata) del violino é stato quando in una specie di museo vidi una ribeca (allora non sapevo come si chiemasse) e cercai di metterci le mani sopra. Immaginate quale fu la reazione del custode!! per mia fortuna ero un centometrista allenato de frequenti fughe inseguito dai cani!! :lol: :lol:

Comunque, non dispero!!
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Messaggio da pupazza » domenica 26 agosto 2007, 16:51

Io non o mai visto nè suonato nulla di "antenato"....e mi dispiace...magari se trovo qualcosa in un nuseo faccio come aldeo!!!
La meta del musicista deve essere sintesi di estasi e ragione. (cit. nn ricordo di chi...)

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Messaggio da Giva » lunedì 27 agosto 2007, 8:48

il mio liutaio "di fiducia" fa parecchi strumenti barocchi.. stupendi..
ma sinceramente non ne ho mai provato nemmeno uno..
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Re: Percorso a ritroso

Messaggio da gewa89 » mercoledì 5 settembre 2007, 18:56

neuma ha scritto:
Per chi lo ha fatto, o continua a farlo: quale è stata la prima sensazione, a livello di tecnica, di sonorità, di rapporto con l'arco, che ne avete ricavato?

Ciao Neuma, tu cosa ci racconti al riguardo? Quali sono state le tue sensazioni?

Ti ringrazio,

Gewa

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neuma
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Messaggio da neuma » giovedì 6 settembre 2007, 0:28

Il mio primo impatto con la musica antica era stato attraverso la vocalità (con l'ascolto, molto prima ancora che con lo studio): l'avevo trovato straniante, un po' come uno che, abituato al fast food tutto fritti e salsine si avvicinasse alla cucina giapponese...
Poco alla volta i suoni scarni e 'fiatosi' mi hanno preso, tanto da farmi sentire pesante e stracarico tutto il resto.
Inizialmente gli strumenti medioevali mi sembravano una brutta copia di quelli moderni (la viella era un violino afono, la ribeca una vecchia zitella dalla vocetta fastidiosa e via dicendo). La bellezza l'ho intuita dopo vari ascolti, questa peculiarità timbrica che deriva dal loro essere un suono totalmente 'altro' a ciò che la sensibilità musicale classica ci ha abituato. Può piacere o risultare detestabile, ma non lascia indifferenti. Certo che vanno considerati come strumenti a sè stanti, non come prozii un po' tonti dei moderni strumenti ad arco... (commento frequente: "perchè non monti la ribeca con corde da violino??? Suonerebbe meglio!". Ma "meglio" in base a quale paramentro estetico?)

Quello che mi sconcerta, e che constato abbastanza di frequente, è che molti violinisti non mostrano il minimo interesse per ciò che ha tracciato la strada all'avvento del loro strumento, quasi come se questo fosse comparso già perfetto in se stesso come noi lo conosciamo, ignorando perciò il percorso evolutivo (che non è certamente stato casuale).

Fra le altre cose, gli strumenti antichi potrebbero essere anche un'interessante strada alternativa per chi si accosta al violino in età non verdissima, o per chi per un motivo o per l'altro è consapevole che non diventerà mai un secondo Paganini sul piano tecnico: la musica antica richiede meno abilità tecnica, ma capacità improvvisative e sensibilità che a volte in situazioni diciamo "accademiche" vengono un po' penalizzate a favore della tecnica pura.
Forse però sono percorsi artistici che vengono ignorati perchè le strutture scolastiche specifiche per prime non li valorizzano per quanto meriterebbero.

Fra le altre cose, una possibilità che spero di concretizzare presto (ma è diverso tempo che rimugino in tal senso) è l'affrontare un repertorio di musica contemporanea, pensata e scritta appositamente per strumenti antichi con la finalità di sfruttare proprio queste loro timbriche suggestive e particolari). All'estero varie formazioni affrontano parallelamente il repertorio medioevale e contemporaneo con esiti davvero interessanti, qui è un'idea che spesso viene presa con una certa diffidenza...

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Messaggio da aldeo » giovedì 6 settembre 2007, 0:36

io se devo invidiare qualcuno, non invidio il grande violinista che suona da anni gli stessi 20 brani e sempre nello stesso modo. Ho visto quanto si divertono (o si divertivano, li ho un po' persi di vista) gli "accoliti" di Clemencic, se devo invidiare qualcuno.... tanto mi costa uguale!! :lol: :lol:
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Messaggio da Porthos » giovedì 6 settembre 2007, 0:38

Ah, ecco perchè la musica antica mi piace!

La musica contemporanea di cui parli è già stata scritta? O stai affilando le matite?

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Messaggio da neuma » giovedì 6 settembre 2007, 0:44

Qualcosa di già scritto esiste, ma ho trovato un paio di compositori che vorrebbero lavorare proprio sulla base delle sonorità: lo strumento che li ha affascinati maggiormente è stato il salterio basso, che con le sue corde in bronzo fosforoso dalla lunghezza spropositata, che cacciano fuori un gioco di armonici veramente da cinema... altro che sintetizzatori e roba simile! Poi gli effetti fra pizzicato, martellato, suonato con un arco o addirittura due ha dell'impressionante. Qua si apre poi una ulteriore parentesi, perchè secondo alcuni organologi l'uso dell'arco sul salterio è a-storico, mentre secondo altri è pienamente presumibile e plausibile... ma se si parla di musica contemporanea nessuno può più dire nulla.

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Messaggio da gewa89 » giovedì 6 settembre 2007, 1:34

Grazie, Neuma. Stupende le tue parole sulla musica antica, descrivono un quadro che riconosco bene (seppure io abbia un occhio ancora totalmente inesperto).


Gewa :D

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Re: Percorso a ritroso

Messaggio da Lore75 » giovedì 6 settembre 2007, 8:45

neuma ha scritto:Quanti degli 'archisti' (la domanda non è appunto rivolta esclusivamente ai violinisti) presenti sul forum hanno mai avuto l'interesse, o la curiosità, di approciare almeno una volta - anche solo a titolo di esperimento - un qualunque strumento ad arco fra quelli antecedenti al violino?
Purtroppo non mi è mai capitata una simile fortuna, ne avrei senz'altro approfittato, la curiosità di provarne uno ce l'avrei! :)
Una volta, casualmente, ho scoperto come si può in qualche modo "simulare" il suono di uno strumento antico con un violino normale: stavo sperimentando alcune sordine, tra cui quella classica di legno che si incastra sul ponticello. Per aumentarne l'effetto ci ho attaccato sopra una molletta da panni di legno e... il suono che ne usciva, sebbene piuttosto fioco, era molto "medioevale" :D
Provare per credere.
Uno strumento che vorrei provare è poi la stranissima tromba marina.
"Vola solo chi osa farlo." (L. Sepulveda)

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Messaggio da Porthos » giovedì 6 settembre 2007, 9:28

Neuma, come si usa l'arco sul salterio? Non ha le corde ad accordatura fissa disposte su un piano? O ci sono altri salteri?

Quanto alla musica antica, che nel mio piccolo ho praticato da sempre come canto accompagnato (ma quasi senza rigore filologico), ricordo un'esperienza di ascolto, e per giunta su disco: il Ludus Danielis (Phonè, registrato dal vivo).
Incredibile ciò che si può fare con la voce, qualche semplice strumento e un'overdose di musicalità (in quel caso, anche teatrale)

L'ho sempre considerata musica popolare, e se qualcuno dalle mie parti vuole provarci, mettiamoci a studiare e a suonare.

Lore, la molletta da bucato sul ponticello è un trucco vecchio quanto le mollette da bucato. Viene un suono simile alla viola. Prova a variare la massa della molletta e i punti in cui stringe il ponticello.

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Messaggio da neuma » giovedì 6 settembre 2007, 10:35

Porthos ha scritto:Neuma, come si usa l'arco sul salterio? Non ha le corde ad accordatura fissa disposte su un piano? O ci sono altri salteri?
Di modelli di salterio ce n'è praticamente un mare, perchè per un lungo periodo la Chiesa lo ammetteva, insieme all'organo, come solo strumento "non peccaminoso" e perciò concesso per l'uso liturgico. Questo ha fatto sì che i costruttori sviluppassero una quantità di fogge sterminata (a muso di porco, rettangolare, trapezoidale, a mezza ala [il cosiddetto "micanon"] ecc.
Qui si apre un ulteriore problema: chiedo venia a Gewa se cito lo stralcio di una nostra chiacchierata in PM per far prima:

"...la presenza o meno del salterio ad arco in ambito storico è controversissima. Secondo alcuni è un clamoroso falso, secondo altri no (un liutaio esperto nella ricostruzione come Paolo Zerbinatti sostiene a spada tratta la sua esistenza): io mi sento di sposare la seconda ipotesi, per quanto abbiamo effettivamente pochi punti fermi e certi a riguardo di ciò che c'era o non c'era.
Gli elementi a favore sono diversi, per esempio il salterio era uno dei pochissimi strumenti di cui la Chiesa ammettesse l'uso in ambito liturgico, per un lungo periodo. Questo aveva obbligato i costruttori a tutta una serie di escamotages per variare il più possibile il tipo di sonorità e timbrica, mantenendosi però nell'area 'protetta' del salterio propriamente detto. Per cui ne hanno fatti a pizzico a dita, a pizzico a plettro, a penna d'aquila, a martelletti e via dicendo. Come non pensare all'adozione dell'arco, che era uno dei sistemi più usati per ampliare il volume sonoro in un'epoca in cui gli strumenti per ragioni costruttive avevano un suono assai più esile di oggi (vedi per esempio la presenza di archi a ruota persino su strumenti come il cembalo! Erano rari ma ne sono stati realizzati).
All'epoca praticamente ogni strumento a pizzico aveva avuto un corrispondente ad arco: perchè quindi escludere da questa serie di esperimenti proprio il salterio, che è esistito in una quantità esagerata di fogge?
...".

In ambito popolare, inoltre, vari modelli di salterio nati per il pizzicato e suonati tradizionalmente così hanno visto l'adozione di un arco o addirittura di un oggetto metallico usato come un antenato dello slide per la chitarra blues (altro sistema per produrre suoni tenuti).

Io ne possiedo due a pizzico e due ad arco (basso e contralto). Il basso è questo: (molto OT: notare l'edera del colonnotto, è una varietà giapponese che prima o poi devo andare a sgraffignare al legittimo proprietario... io adoro l'edera!)

Immagine

L'arco è analogo a quello della viola da gamba (modello convesso ad alzo fisso). Per il salterio basso lo impugno a viola da gamba, per quello contralto (che viene tenuto un po' da violino, anzichè poggiato a terra) uso un arco tipo viella, ma più corto, tenuto con un'impugnatura particolare, un po' orribile a vedersi ma funzionale alle necessità). L'arco passa lungo il bordo dello strumento, nel punto in cui la corda è libera: praticamente fra la caviglia di una e la caviglia di quella successiva. Il gioco di armonici è dato dalla quantità di corde (sono 32 in totale) che entrano in vibrazione per simpatia con quella effettivamete suonata. Talvolta si ha l'impressione di sentire una voce umana che canta all'unisono con lo strumento, posta un paio di metri alle spalle dell'esecutore: le prime volte che ho sentito un effetto del genere ho fatto un salto... impressionante.
...ricordo un'esperienza di ascolto, e per giunta su disco: il Ludus Danielis (Phonè, registrato dal vivo)...
Esecutore? Per caso Andrew Lawrence-King con l'Harp Consort?
...la molletta da bucato sul ponticello è un trucco vecchio quanto le mollette da bucato. Viene un suono simile alla viola. Prova a variare la massa della molletta e i punti in cui stringe il ponticello...
Quello l'ho fatto col contrabbasso le (tante) volte che dimenticavo a casa la sordina Tourte (o che la seminavo in giro) e in orchestra c'erano passi con la sordina... l'effetto è molto trendy soprattutto con quegli orrendi mollettoni in plastica blu elettrico o rosa shocking: impossibile non essere notati!!! :lol: :lol: :lol:
Ultima modifica di neuma il giovedì 6 settembre 2007, 13:07, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da Porthos » giovedì 6 settembre 2007, 12:43

neuma ha scritto:
...ricordo un'esperienza di ascolto, e per giunta su disco: il Ludus Danielis (Phonè, registrato dal vivo)...
Esecutore? Per caso Andrew Lawrence-King con l'Harp Consort?
New York Ensemble for Early Music diretto da Frederick Renz, registrato a Roma nel 1986 (fra l'altro, un disco di riferimento per gli audiofili, cinque microfoni in tutto)

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