Pulitura strumento

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Re: Pulitura strumento

Messaggio da piase » giovedì 28 dicembre 2017, 9:32

Sconsiglio olio di lino per pulizia dello strumento.
Difficile da pulire perfettamente
Anche l'essenza di trementina tende a lasciare un residuo non volatile.

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claudio
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Re: Pulitura strumento

Messaggio da claudio » giovedì 28 dicembre 2017, 11:44

Non è che si può sconsigliare l'olio di lino e l'essenza di trementina magari solo perché non si è imparato a maneggiarli. Sono prodotti sicuri che derivano dalla tradizione e che ovviamente dovrebbero essere scelti e usati con cura. Altro solvente molto buono che derivò direttamente dal compianto Koen Padding è il cosiddetto "petrolio lampante", non lascia residui e sgrassa molto bene, ed è generalmente molto ben tollerato dalle vernici degli strumenti.

Se poi ci sono soluzioni alternative ed altrettanto sicure, sarei ansioso di conoscerle.

L'appiccicoso che si riscontra spesso nello strato di sporco composto dall'impasto di pece e polvere prodotto nel tempo deriva proprio dalla pece, che notoriamente ha temperatura di fusione piuttosto bassa, tanto che nel periodo estivo è sempre raccomandato usarne un tipo con punto di fusione più alto. Ricordo che le peci destinate all'uso dell'arco sono molto varie e sono cotte in modo da variarne il punto di fusione e quindi la durezza, e quindi le proprietà sonore che ne derivano dall'uso. E comunque la miglior cura è la prevenzione: evitare che la pece si accumuli nel tempo.

Negli strumenti antichi si assiste abbastanza spesso ad una fusione della pece derivata dall'arco, un esempio chiaro è la tavola del Cremonese 1715, la cui parte centrale tra gli occhi superiori delle effe quasi annerita dai depositi di pece che con il tempo si sono fusi con la vernice originale (e quindi impossibili da togliere completamente). Essendo infatti molte vernici originali antiche a base terpenica (colofonia e simili), ciò le rende affini alla pece usata per l'arco.
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Re: Pulitura strumento

Messaggio da lorenzo fossati » giovedì 28 dicembre 2017, 12:59

scaldare leggermente la trementina (senza esagerare, diciamo sui 40 gradi) potrebbe in teoria facilitare la pulizia delle zone peciose. Avete mai provato o è comunque sconsigliabile per la salvaguardia della pellicola di vernice?

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Re: Pulitura strumento

Messaggio da piase » giovedì 28 dicembre 2017, 13:23

Alcune considerazioni in risposta a quanto detto nei vari post.
Qui si parla di consigliare un metodo per la pulizia dello strumento, quindi la pece ed il resto (grassi, polvere, ecc..). In particolare per il violino di Arca. Non è uno stradivari, a prima vista.

Parlando in generale, esistono saponi per il restauro, sostanze che emulsionano il grasso e lo rendono idrosolubile (vedi https://www.cremonatools.it/restauro/ag ... lizia.html). (da notare che citano il limonene, di cui però non ho esperienza diretta)

In restauro dei quadri o manufatti lignei si usano anche gel, per limitare i rischi dovuti all'acqua ed al suo effetto sulle vernici ed il legno.
Di questo ed altri approcci si parla a pagina 85 a questo link: Proceedings Bruxelles. Si parla di varie strategie per la pulizia degli strumenti musicali nei musei.

Per Claudio: la rimozione meccanica che si effettua con la polvere di tripoli può essere molto più controllabile di un'azione chimica effettuata con un solvente come l'essenza di trementina, anche in mano ad un principiante. E tutti siamo stati principianti, io spero di non smettere mai di imparare. Anche se con l'età tendo a ripetere più spesso i medesimi errori.

-Il petrolio lampante, il white spirit, la benzina avio sono molto diversi dall'essenza di trementina: evaporano completamente (se non al 100%, in misura molto superiore all'essenza).

-L'alcool è molto aggressivo per una grande varietà di vernici: ad alcool, miste e ad olio (escludiamo le poliuretaniche?).
-L'essenza di trementina (parlando in generale, poi dipende dal tipo di essenza) lascia un residuo, più o meno consistente.
-L'olio di lino lascia un residuo.

Personalmente trovo molto valido l'olio di lino per ripristinare la tastiera e manico, ma non per le vernici.

Essenza ed olio possono aggiungere qualcosa alla vernice originale. Se questo è desiderato o meno, lo sceglie chi fa manutenzione.
Anche i ritocchi di vernice sono un'aggiunta, ma solitamente ben tollerata e giustificata nella prassi del restauro.

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Re: Pulitura strumento

Messaggio da claudio » giovedì 28 dicembre 2017, 14:02

Il problema, così per dire, è che il tripoli, ammesso e non concesso che sia più controllabile dell'essenza di trementina (ma qui siamo nel campo della soggettività), lo si usa direttamente sulle tavole degli strumenti "a secco", o forse è meglio usarlo in unione ad un lubrificante? Nel campo delle vernici in liuteria gli oli tradizionalmente usati per l'azione lubrificante unitamente a polveri abrasive sono due: olio di lino e olio di oliva. E' doveroso menzionare il moderno olio di vasellina, che è più leggero dell'olio di oliva e ha una resa migliore in unione agli abrasivi. Usare il tripoli a secco non lo consiglierei al mio peggiore nemico.

In pittura per la pulizia dei quadri, analogamente interessati spesso da incrostazioni spesse ed ostinate, si segue sempre la via di un solvente adatto e da usare con accortezza, ma questo non è dovuto solo al fatto che le superfici dei quadri non si possono abradere, è proprio perché nei fatti ogni incrostazione ha il suo solvente, basta solo trovarlo.

Io preferisco l'olio di lino, soprattutto per le sue proprietà siccative e la facilità con cui può essere rimosso dai vari solventi, oltre al fatto che in nessun modo ha la proprietà di modificare lo stato di qualsiasi vernice. Dato che qualsiasi lubrificante ha l'antipatica tendenza in misura maggiore o minore (stiamo parlando di quantità microscopiche), a penetrare le fibre del legno, è meglio che a farlo sia un olio siccativo. Per questo motivo consiglierei di usare un solvente "sicuro" come l'essenza di trementina, che in presenza di incrostazioni leggere va benissimo ed i residui sono praticamente inesistenti.

Occorre poi dire che va fatta una differenza tra strumenti moderni, e comunque in assenza di crepe, e strumenti antichi o comunque restaurati in cui possono essere presenti parti scoperte o crepe di vario ordine e grado. Dato però che non siamo qui a fare un trattato di pulizia e di restauro, mi limito all'argomento che consiste nella pulitura ordinaria delle comuni incrostazioni composte da accumuli di pece e polvere.

Eviterei invece in modo assoluto l'impiego di carte abrasive di qualsiasi natura, le conseguenze anche in caso di uso accorto sono facilmente immaginabili, specialmente se usate a secco (ma c'è davvero qualche matto in giro che usa abrasivi o carte abrasive a secco per pulire gli strumenti?).

Il limonene è un ottimo solvente derivato dagli agrumi, l'ho usato in alternativa all'essenza di trementina. Viene anche usato per la pulizia delle armi da fuoco per il suo alto potere sgrassante e forse per una certa sua proprietà nel proteggere i metalli dall'ossidazione. Non l'ho mai usato per fare la "mista", ma penso che dovrebbe andare ugualmente bene.

Come penso ampiamente dimostrato, aldilà delle preferenze personali, non esiste un metodo universale che conduca a risultati sicuri per la pulizia di uno strumento perché ogni caso è a sé, ma penso che sia stata offerta una buona panoramica sulle procedure e sui materiali da usare alla bisogna.
andante con fuoco

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Re: Pulitura strumento

Messaggio da Arca » venerdì 29 dicembre 2017, 15:11

Pensavo di aver fatto una domanda banale, almeno per gli esperti, invece questo post è diventato molto interessante.
Mi fa piacere che ci siano più scuole di pensiero e interventi più o meno "invasivi"
Io provo a partire dai meno aggressivi.
Intanto ho tolto la tastiera che va comunque sostituita così posso fare più tranquillamente delle prove sotto, il violino non è uno Stradivari ma non è neanche di fabbrica, ho avuto occasione di aver ricevuto delle visite in questi giorni da Ignesti, Vettori e Giovannini e tutti e tre mi hanno fatto notare che violino è di liuteria, anzi di ottima liutaria, fondo in acero nostrale, zocchetti e fasce ben incassate con visibile la "sgorbiata" come faceva anche lo Sderci, si nota anche il segno della matita intorno ai piedi del ponticello dove la vernice veniva tolta mano dopo mano di vernice per lasciare la tavola grezza come faceva lo Sderci e alcuni liutai della scuola Bisiach.
Nocetta ben rifinita, ritocchi di vernice molto rossa fatti da Mario Onorati così come il ponticello a cuore di Onorati. insomma devo fare più attenzione di quanto speravo di fare.
Grazie dei tanti consigli :-) :chrs:
Alessandro Mattei

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Re: Pulitura strumento

Messaggio da Arca » domenica 31 dicembre 2017, 22:29

Ho optato per una mista, a dire il vero molto blanda, tre parti di trementina è una di alcool, altrimenti "attaccava" troppo.
Nelle parti più compromesse dallo sporco ho messo nel batuffolo un po' di ossido di cerio.
Non ho tolto completante la patina ma credo che così sia accettabile, spero.
Grazie dei consigli.

P.s ho fatto tutto sotto il controllo della lampada di wood
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Re: Pulitura strumento

Messaggio da violino7 » mercoledì 3 gennaio 2018, 7:12

Bel lavoro, comunque puoi essere soddisfatto! :)
Io mi ero permesso di valutare la possibilità di un intervento più drastico, in ultima analisi se altri tentativi non portavano frutto, perchè a prima vista questo strumento mi era parso di fattura abbastanza scadente. In particolare non mi convinceva la qualità delle due tavole, specialmente quella del fondo che stranamente non risulta simmetrica nelle marezzature, seppur bellissime in sè, cosa che è consequenziale se di provenienza da un unico blocco di legno.
Ma ovviamente l'esame materiale dal vivo dello strumento dà l'ultima parola! :D

Arca ha scritto:
venerdì 29 dicembre 2017, 15:11
.................. il violino non è uno Stradivari ma non è neanche di fabbrica, ho avuto occasione di aver ricevuto delle visite in questi giorni da Ignesti, Vettori e Giovannini e tutti e tre mi hanno fatto notare che violino è di liuteria, anzi di ottima liutaria, fondo in acero nostrale, zocchetti e fasce ben incassate con visibile la "sgorbiata" come faceva anche lo Sderci, si nota anche il segno della matita intorno ai piedi del ponticello dove la vernice veniva tolta mano dopo mano di vernice per lasciare la tavola grezza come faceva lo Sderci e alcuni liutai della scuola Bisiach.
..................
Sono molto incuriosito da questa cosa di lasciare la tavola sotto i piedini del ponticello senza vernice. E' la prima volta che la sento, sai dirmi qualcosa in particolare, tecnicamente perchè veniva esperita questa pratica? Te lo chiedo in quanto tra l'altro istintivamente a me sembra una cosa anche abbastanza negativa perchè il piedino così ha meno appoggio sotto di sè; praticamente è come se avessimo un pavimento senza le mattonelle, quindi ha meno resistenza alla base! Infatti vedo che i piedini si sono un tantino affossati nel legno e credo che ora servirà un lavoro di consolidamento. Oppure no....rimane tutto così? :(
Ma ciò penso sia avvenuto anche per via della qualità scadente della tavola armonica. Per come la vedo io, poi, nel punto in cui poggiano i piedini del ponticello è più giusto che le linee anellari scure siano in ogni caso più fitte di quelle bianche, non per un fatto estetico ma sostanziale, perchè verrebbe a mancare la solidità necessaria.
Praticamente è come passare da un appoggio su roccia viva ad uno sulla sabbia morbida! Però il fatto che su questo strumento sotto i piedini sia stata tolta anche la vernice non è un aggravante ulteriore?
Quale era il motivo per cui Sderci ed altri liutai facevano così? :roll:
Chiaramente non lo chiedo solo a te, ma a chiunque sappia darmi una risposta esauriente!
.
Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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Re: Pulitura strumento

Messaggio da davidesora » venerdì 5 gennaio 2018, 11:13

E' normale che la vernice si segni sotto i piedini ma deve anche reggere la pressione del ponticello senza spostarsi o venire via completamente.
Togliere la vernice sotto ai piedini per arrivare al legno solitamente è indice che la vernice è troppo molle e non si può fare altrimenti, è un problema della vernice che andrebbe risolto migliorando la vernice.
Se ci sono buchi nella tavola sotto ai piedini di strumenti antichi si adatta il ponticello al buco, altrimenti bisognerebbe fare una pezza di legno nuovo sotto a ciascun piede...solo per i casi disperati.

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