Risultati di un test su delle serie di catene

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lorenzo fossati
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Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da lorenzo fossati » mercoledì 20 dicembre 2017, 0:13

Tra ieri ed oggi sono riuscito a completare le misurazioni di tutta una serie di catene che avevo preparato qualche tempo fa. Partendo da dell'abete non buono per essere usato come tavole, ho creato tutta una serie di catene per ogni pezzo di legno, avendo cura di numerarle in sequenza ascendente dall'esterno del tronco (generalmente la faccia che viene giuntata) verso il suo interno. qui i risultati, se riuscite a districarvi con la mia scrittura!

https://drive.google.com/open?id=1NEpI- ... sKxYdjPejv

ho preso nota di pesi, dimensioni, frequenze, numero di anelli di crescita ed eventuali deviazioni dal taglio di quarto per ogni serie di campioni. Ora, il dato che mi pare ovvio a prescindere da tutto è che non vi sia alcuna correlazione tra posizione (numero) del campione ed altezza della frequenza. Altra cosa che mi ha stupito è la mancata correlazione tra verticalità del taglio di quarto ed altezza della frequenza. Alla fine, sembra a me che quello che conta sia riuscire a selezionare un pezzo di legno ben risonante, a prescindere che sia tagliato perfettamente sul quarto, che sia a venatura fitta o lasca, che la venatura non sia lineare ma curvi. Interessante può essere il fatto di come certe serie di campioni abbiano un "delta" spiccatamente alto, altre decisamente più basso. Ma ciò può essere dovuto al fatto che le lunghezze dei campioni sono uguali "in serie" ma differenti tra le serie (i diversi pezzi di legno). Infatti alla fine ho preso i campioni con frequenza massima per ogni serie, li ho dimensionati tutti uguali per fare una stima approssimativa della "bonta" di ogni campione di ogni serie. Evidenziati in blu nella foto sono quelli che "a braccio" ho ritenuto sufficientemente buoni

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da claudio » mercoledì 20 dicembre 2017, 10:09

Forse è un mio limite, ma credo che non si riesca a capire bene l'ipotesi di partenza per cui hai deciso di sottoporre a test il tuo set di catene.
andante con fuoco

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da lorenzo fossati » mercoledì 20 dicembre 2017, 10:25

Beh la misura delle frequenze delle catene uniformemente dimensionate la faccio sempre per selezionare quelle che poi dovrebbero permettere di ottenere una catena più leggera durante la sua accordatura. Siccome in passato non avevo numerato le catene, avevo erroneamente ipotizzato che le migliori fossero quelle vicine alla parte da giuntare, spesso con venatura più fitta e le peggiori quelle ottenute dalla parte di legno che finirebbe sull'esterno dei polmoni o negli scarti di taglio. Diciamo che in generale ho interesse a conoscere se certi fattori (un altro la densità) hanno una tendenza ad aumentare o diminuire a seconda che si selezioni il campione più o meno verso l'esterno

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da claudio » mercoledì 20 dicembre 2017, 10:29

Ancora non è chiaro l'assunto iniziale, te lo chiedo perché vorrei fosse più comprensibile per chi ci legge. Perché misuri le frequenze delle catene? (in pratica si fa una selezione sulla nota prodotta, si può fare anche ad orecchio).
andante con fuoco

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da lorenzo fossati » mercoledì 20 dicembre 2017, 10:34

Perchè se ne preparo venti, ci metto un numerino sopra così la volta che me ne serve una non passo un'ora per ricercare quella che suona più alta

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da claudio » mercoledì 20 dicembre 2017, 10:36

E perché cerchi quella che suona più alta? (lo so, è un po' faticoso, ma spiegare le cose è importante).
andante con fuoco

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da lorenzo fossati » mercoledì 20 dicembre 2017, 10:47

A parità di dimensioni quella a frequenza maggiori dovrebbe in genere permettere un maggior alleggerimento in fase di accordatura, dunque finire con una catena più leggera e meno voluminosa una volta accordata la tavola. Il fatto è che il giudizio di qualità del legno da molti viene fatto esclusivamente a livello estetico (vengono considerati importanti parametri come la costanza della frequenza degli anelli, la venatura diritta etc) quando poi nei fatti una tavola brutta secondo i canoni estetici può risultare altrettanto buona (o altrettanto inadatta). Mi interesserebbe scoprire i parametri che influenzano maggiormente la "bontà" di un pezzo di legno, secondo come la intendo io, ovvero nota più alta, rigidità maggiore, cosa che consente di ottenere spessori minori e tavole più leggere

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da claudio » mercoledì 20 dicembre 2017, 11:28

Perfetto, grazie. Io però starei attento a distinguere il legno destinato alla tavola con quello destinato alla catena, perché mi sembra di capire che tu privilegi in ogni caso un abete più denso, quindi più pesante. Altro fattore importante da tenere di conto è il contenuto di acqua presente nei pezzi che si vanno a scegliere, il che non vuole significare solo la stagionatura, ma dell'acqua comunque presente in qualunque pezzo di legno anche dopo la stagionatura (il cui contenuto varia a seconda delle condizioni climatiche).

Per questo varrebbe la pena effettuare le misurazioni con valori di umidità ambientale attorno al 50% (importantissimo anche quando si incolla, in specie per chi fa chitarre), in modo da avere valori medi di densità validi anche nelle oscillazioni delle condizioni ambientali.

A questo punto, visto che hai misurato il peso e le frequenze delle tue catene, varrebbe la pena misurare la loro effettiva elasticità e resistenza a flessione, cosa che però si potrebbe fare in un laboratorio tecnologico. Dico questo perchè anche se le catene tagliate a vario grado di distanza dalla giuntatura delle tavole, dell'inclinazione della venatura e del numero degli anelli, possono avere frequenze non dissimili (nell'ambito dello stesso pezzo da cui furono ricavate), le caratteristiche meccaniche possono invece venire molto influenzate.
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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da Ananasso » mercoledì 20 dicembre 2017, 12:57

Come misuri la frequenza di risonanza?

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da lorenzo fossati » mercoledì 20 dicembre 2017, 19:08

Per il contenuto d'acqua, grazie ad un deumidificatore sempre in funzione che mi garantisce un'umidità relativa di circa 60% nei mesi freddi (la temperatura bassa fa si che la macchinetta deumidifichi un po' meno) e 55% nei mesi caldi, valori presi dal mio igrometro di fiducia, tutto sommato dunque abbastanza stabile! Per il discorso della densità non mi sono fatto un'idea precisa, vero è però che la maggior parte del legno con cui ho lavorato è ad alta densità, vorrei in futuro provare anche anche del legno più "morbido", spero di trovarne di decente
Fosse possibile fare i test di elasticità per osservare anche il comportamento di questa, sarebbe molto interessante, io purtroppo non dispongo dell'attrezzatura! Un'altra cosa da analizzare potrebbe essere l'andamento di ogni anello di accrescimento (e correlarlo con gli altri parametri studiati), lavoro lunghissimo però!

per misurare la frequenza uso un semplice generatore di segnale abbinato ad un amplificatore ed un altoparlante, con le foglie di tè che formano il pattern sul campione posto sopra l'altoparlante alla frequenza risonante

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da Ananasso » giovedì 21 dicembre 2017, 2:34

lorenzo fossati ha scritto:
mercoledì 20 dicembre 2017, 19:08
....
per misurare la frequenza uso un semplice generatore di segnale abbinato ad un amplificatore ed un altoparlante, con le foglie di tè che formano il pattern sul campione posto sopra l'altoparlante alla frequenza risonante
Penso che la frequenza 'utile' sia quella corrispondente ad una sollecitazione perpendicolare alla faccia più piccola (quella da 6.3 mm). Riesci a metterci le foglie da té? Un'altra curiosità: tenendo la barra ad 1/4 della lunghezza e percuotendola vicino all' estremità più lontana senti le stesse risonanze?

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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da Arca » giovedì 21 dicembre 2017, 9:41

Ritenete sia così importante che la barra dei "bassi" debba dare un suono alto? Che perché poi quando è incollata non è che abbia tutta questa possibilità di suonare
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Re: Risultati di un test su delle serie di catene

Messaggio da claudio » giovedì 21 dicembre 2017, 14:19

Per le catene in genere si privilegia il criterio frequenza alta unita alla leggerenza, ovviamente sempre paragonando pezzi delle stesse dimensioni. Se da una parte è impossibile con i nostri mezzi procedere ad una necessaria verifica meccanica dei pezzi, è pur sempre vero che il liutaio ha a disposizione qualcosa di migliore e di più veloce che lo può guidare nella scelta: il suo orecchio e la sua intelligenza.

Serve solo fare esperienza.

A mio avviso non esistono scorciatoie per capire da subito la catena perfetta perché anche ammettendo di avere trovato il perfetto esemplare, c'è sempre la variabile della sua costruzione e formatura, a cui si aggiungono poi eventuali problemi sulle bombature e sugli spessori.

Per la tavola armonica in genere preferisco legno leggero, molto spesso nelle osservazioni sugli strumenti originali è risultato che sia stato usato legno a densità medio/bassa. Per le catene, oltre a saggiare i legno con le proprie mani ed averne verificata la frequenza (basta capire se il suono risultante sia più alto o basso rispetto agli altri esemplari), non rimane altro che contare gli anelli di accrescimento, che a mio parere non dovrebbe scendere aldisotto di un certo numero, una catena con venature larghe potrebbe dare nel tempo segni precoci di "stanchezza".

Qualora poi si sia stabilito il numero ottimale di anelli di accrescimento, si deve poi decidere se la venatura medesima abbia a essere a "capelli d'angelo" o avere una "fibra rossa", o magari qualcosa che stia nel mezzo ai due estremi.
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