Spessore forma & C.

da Bach a Kodaly, uno strumento di incredibile bellezza.
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Atomino
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Spessore forma & C.

Messaggio da Atomino » venerdì 5 giugno 2009, 20:21

Ciao a tutti.
Riprendo in mano un progetto accantonato forzatamente l'anno passato, iniziando dalla realizzazione della forma interna.

Immagine

Sul libro di Sacconi lo spessore della dima del violoncello impiegata da Stardivari è indicato essere di tre centimetri. Ho notato però che alcuni liutai impiegano forme scomponibili e con altezze maggiori. La mia idea sarebbe quella di sovrapporre due livelli di multistrato da 20 mm, così da ottenere un appoggio migliore degli zocchetti nel montare le fasce. Se necessario, a tali strati potrei frapporne un terzo così da portare lo spessore finale a sei centimetri. Qual'è il vostro parere in merito alle forme stradivariane e all'opportunità di aumentarne lo spessore?
Ultima modifica di Atomino il martedì 25 agosto 2009, 21:48, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da claudio » venerdì 5 giugno 2009, 21:02

Ancora oggi uso la stessa soluzione che hai ipotizzato, ossia sovrapporre due pezzi in multistrato da 20 mm l'uno e devo dire che mi ci trovo benissimo. In questo modo la forma non è eccessivamente pesante e si può maneggiare agevolmente, in più le fasce assumono meglio la caratteristica leggera bombatura.
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Messaggio da Atomino » venerdì 5 giugno 2009, 21:18

Grazie dell'informazione Claudio. Ancora una domanda. I due strati li incolli tra di loro oppure sono uniti con delle viti così da poter scomporre la sagoma ed estrarla più facilmente?
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Messaggio da edo » venerdì 5 giugno 2009, 21:24

Io mi sono fatto una forma alta 60mm perchè la prima e l'unica che avevo visto era così, poi ho visto fare celli con forme alte 20mm.
Penso che 40mm come dice Claudio siano la misura giusta, anche perchè fare i tagli interni con il seghetto alternativo su multistrato di betulla alto 60mm non è un lavoro simpatico.
D'altra parte con una forma troppo bassa, 20mm, penso possa diventare difficoltoso montare le fasce ben perpendicolari al piano delle tavole.

ciao

edo

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Messaggio da Atomino » sabato 6 giugno 2009, 14:52

Ciao Edo.
edo ha scritto:........fare i tagli interni con il seghetto alternativo su multistrato di betulla alto 60mm non è un lavoro simpatico.
Deduco che tu abbia incollato gli strati prima di tagliare.
edo ha scritto:........D'altra parte con una forma troppo bassa, 20mm, penso possa diventare difficoltoso montare le fasce ben perpendicolari al piano delle tavole.....
Bene. Ho optato per i 40 cm in due strati separabili. La perpendicolarità dovrebbe esserne favorita, così come l'effetto "balestra" delle fasce. Procedo all'assemblaggio.
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Messaggio da edo » sabato 6 giugno 2009, 16:33

Atomino ha scritto:Ciao Edo.
edo ha scritto:........fare i tagli interni con il seghetto alternativo su multistrato di betulla alto 60mm non è un lavoro simpatico.
Deduco che tu abbia incollato gli strati prima di tagliare.


L'hai detto, magari se ci pensavo prima :D

Atomino ha scritto:Bene. Ho optato per i 40 cm in due strati separabili. La perpendicolarità dovrebbe esserne favorita, così come l'effetto "balestra" delle fasce. Procedo all'assemblaggio.


Buon lavoro

ciao

edo

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Messaggio da sir90 » domenica 7 giugno 2009, 8:12

Atomino ha scritto:
Bene. Ho optato per i 40 cm in due strati separabili. La perpendicolarità dovrebbe esserne favorita, così come l'effetto "balestra" delle fasce. Procedo all'assemblaggio.



bè 40 cm vanno sicuramente bene se devi costruire un octobasso ! ! ! :D

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... obasse.jpg[/url]

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Messaggio da Atomino » domenica 7 giugno 2009, 9:59

Sono abituato a pensare in grande........ :D . 40 mm possono bastare....
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Messaggio da giulio1103 » mercoledì 10 giugno 2009, 13:00

scusate se mi intrometto , pur non essendo un liutaio

sfrugugliendo qua e là ( essendo interessato prima o poi ad autocostruirmi il 'mio violoncello' ) ho trovato una soluzione che mi pare carina ( per non dire brillante)

due forme sovrapposte ( come già detto sopra ) di, credo, 20 mm ciacuna, ma distanziate di almeno 20 o 30 mm con dei distaziatori.

a me pare buona perchè pur aumentando la 'superficie di appoggio' per le fasce non appesantisce il tutto, e , una volta smontati i distanzaitori è facile da togliere perchè non solo la superficie di incollaggio dei blocchetti è la stessa ma le due forme si possono 'inclinare' leggermente e d estrarre con maggiore facilità............almeno sembra

che ne dite voi liutai esperti?

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Messaggio da Atomino » mercoledì 10 giugno 2009, 13:08

E' un espediente estremamente pratico, il problema è che viene a mancare l'effetto "balestra" delle fasce (descritto anche da Sacconi sul suo libro), che si viene invece a formare con uno spessore minore della forma.
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Messaggio da claudio » mercoledì 10 giugno 2009, 14:12

giulio1103 ha scritto:scusate se mi intrometto , pur non essendo un liutaio

sfrugugliendo qua e là ( essendo interessato prima o poi ad autocostruirmi il 'mio violoncello' ) ho trovato una soluzione che mi pare carina ( per non dire brillante)

due forme sovrapposte ( come già detto sopra ) di, credo, 20 mm ciacuna, ma distanziate di almeno 20 o 30 mm con dei distaziatori.

a me pare buona perchè pur aumentando la 'superficie di appoggio' per le fasce non appesantisce il tutto, e , una volta smontati i distanzaitori è facile da togliere perchè non solo la superficie di incollaggio dei blocchetti è la stessa ma le due forme si possono 'inclinare' leggermente e d estrarre con maggiore facilità............almeno sembra

che ne dite voi liutai esperti?
non saprei dirti, ma a che serve una forma così alta? si dice che la forma stradivariana originale non fosse più alta di 30mm, se andava bene al maestro, perchè non dovrebbe andare altrettanto bene a noi? Basta imparare ad usare le cose nel modo giusto.
andante con fuoco

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Messaggio da Atomino » martedì 25 agosto 2009, 21:57

Ho variato il titolo così posso impiegare lo stesso thread per una serie di domande inerenti la costruzione senza aprirne di nuovi.

Dando un'altezza differente per lo zocchetto del puntale (125 mm) e quello del manico (115 mm) e forzando la tavola durante l'incollaggio, lo zocchetto del manico deve essere rastremato secondo l'inclinazione che va dagli zocchetti superiori (esclusi) al margine esterno delle fasce oppure abbassato lasciandolo a squadro con le fasce?

Grazie
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Messaggio da claudio » mercoledì 26 agosto 2009, 0:37

10mm di dislivello mi sembrano un pò troppi, io non ho mai usato una differenza di altezza che andasse oltre i 6mm (120-126mm). In ogni caso l'abbassamento delle fasce dalle punte superiori allo zocchetto del manico produce "automaticamente" uno zocchetto inclinato alla bisogna, ossia perfettamente allineato alla pendenza delle fasce.
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Messaggio da Atomino » mercoledì 26 agosto 2009, 0:54

claudio ha scritto:10mm di dislivello mi sembrano un pò troppi, io non ho mai usato una differenza di altezza che andasse oltre i 6mm (120-126mm). In ogni caso l'abbassamento delle fasce dalle punte superiori allo zocchetto del manico produce "automaticamente" uno zocchetto inclinato alla bisogna, ossia perfettamente allineato alla pendenza delle fasce.
Grazie Claudio.
Anche io pensavo fosse meno. Queste misure sono quelle indicate da Morassi nei suoi disegni del Piatti. Non so se si tratti a questo punto di un rilievo diretto oppure di un suo adattamento "arbitrario".
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Messaggio da claudio » mercoledì 26 agosto 2009, 1:31

Non so se si trattasse del Piatti, ma ho anch'io una copia di un disegno di un cello disegnato da Morassi e mi pare di ricordare che il dislivello fosse proprio intorno ai 10mm. Altre dimensioni come le altezze delle bombature e gli spessori, sempre sul disegno di Morassi , si distaccavano molto dalla tradizione stradivariana, per cui ritenni a suo tempo di prendere per buone le dimensioni suggerite nel libro di Sacconi e nei vari poster di The Strad.
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