Violoncello Pierre Flambau

da Bach a Kodaly, uno strumento di incredibile bellezza.
Arca
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Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » sabato 7 aprile 2018, 15:58

Volevo condividere con voi la riparazione fatta a questo violoncello, tutto nasce per caso, una sera il M° Claudio Rampini passa da Livorno e si ferma a cena con il M° Enrico Giovannini, suo figlio Leonardo violoncellista e la sua famiglia, mi aggrego a loro per una pizza, dopo cena andiamo a casa del Giovannini, parliamo e vediamo alcuni strumenti ed esce fuori questo violoncello. Il violoncello è un Pierre Flambau fatto a Parigi i primissimi del 1800, purtroppo ha un cedimento del manico, quando al tempo fu innestato il manico è stato scelto di lasciare l'ultima parte del manico, quella vicino alla nocetta la parte originale, forse per non rischiare di danneggiare la nocetta originale, almeno così presumo.
Per farla breve il Giovannini chiede a Rampini dove può far riparare questo violoncello senza fargli fare il giro dell'italia, insomma in zona.
Tra una boccata di pipa e l'altra il Rampini gli dice: chi vuoi che te lo ripari in zona? Fallo riparare a Alessandro!
Mi prende un tuffo di sangue, rimango gelato! senza parole, quando mi rinvengo un po' gli dico: ma sarò in grado di farlo?
Mi risponde: certo, ti posso dare qualche consiglio io.
Onorato della fiducia datami da Claudio e dal Giovannini comincia questa avventura.

Comincio a togliere la tastiera e trovo la prima sorpresa, trovo un foro neanche centrato sotto la tastiera con all'interno una vite incassata e spanata che non si toglie.

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A questo punto decido di scollare pian piano il manico, trovo due sorprese, il manico è stato innestato disassato, fatto che non mi aiuterà qunado dovrò innestarlo nuovamente, seconda sorpresa la vite era stata tagliata ed era corta, non arrivava a prendere la parte sana della nocetta, non si capisce perché questa vite sia li, forse si era già scollato precedentemente ed hanno messo questa vite facendo un errore nel valutare la lunghezza.

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A questo punto comincio con il riempire il foro nel manico decentrato, dopo dovrò forarlo nel modo giusto e così non mi aiuta, aleso il foro e faccio un cilindro in noce controvena, per la stessa direzione del manico.

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Alessandro Mattei

Arca
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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » sabato 7 aprile 2018, 16:09

Incollo il cilindro, spiano e faccio un pre-foro nella giusta posizione e con la giusta inclinazione
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Incollo uno spessore nell'innesto dello zocchetto di testa, facendo poi il nuovo innesto del manico con la giusta inclinazione



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Incollo il manico con la tastiera "appuntata" nella giusta posizione

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Alessandro Mattei

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » sabato 7 aprile 2018, 16:20

A questo punto, a incollatura avvenuta rimuovo la tastiera, faccio un foro del giusto diametro sul pre-foro fino ad arrivare a 5 millimetri dalla nocetta, poi inserisco tre cilindri telescopici in carbonio incollati con colla epossidica.
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A questo punto, mettendo il manico nella giusta posizione risulta corta al capotasto di un paio di millimetri, essendo un ebano a mio parere molto bello decido di posizionare la tastiera e di fare un capotasto con un "gradino" di due millimetri.



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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » sabato 7 aprile 2018, 16:36

Un'altra rasierata alla tastiera, e ponte nuovo con le difficoltà di aggiustare i piedi sulla tavola calante a causa degli anni
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Un bel po' di ritocchi di vernice, una bella pulita e un po' di messe a punto con Leonardo Giovannini


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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » sabato 7 aprile 2018, 16:44

E finalmente il lavoro finito.
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E' stata una bella esperienza, mi andava di condividerla con voi.
Ringrazio Ancora Claudio per avermi "infilato" in questa cosa, Enrico e Leonardo Giovannini (che seguono questo forum) per la fiducia, per me è stato bellissimo, davvero impegnativa per me ma che mi ha dato tantissima soddisfazione.
Scusate se ho diviso ma più di 5 allegato per post non me li caricava, sono stato più stretto possibile.
Alessandro Mattei

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da lorenzo fossati » domenica 8 aprile 2018, 1:40

Complimenti!! Bel lavoro e bel suono dello strumento (ho avuto il piacere di ascoltarlo trovandomi "in loco" da Alessandro)

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » domenica 8 aprile 2018, 11:08

Grazie Lorenzo, si per essere un violoncello "piccolo" ha davvero un bel suono
Alessandro Mattei

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da violino7 » lunedì 9 aprile 2018, 8:37

Complimenti per il lavoro! :)

Non è facile trovare in letteratura dati identificativi di violoncelli fuori misura. Io ho da lungo tempo iniziato la costruzione di un cello 3/4 e mi interesserebbe sapere qualcosa di più su questo strumento.
Chiedo cortesemente al M° Giovannini se sia possibile sapere le misure caratteristiche dello strumento, comprendendo anche il diapason e l'altezza delle fasce. Grazie.
.
Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da piase » lunedì 9 aprile 2018, 20:44

Ciao.
Non ho capito i tre cilindri telescopici: li hai infilati uno dentro l'altro? Se sì, sarebbe più rigido un tondino pieno, anche ricavato da un puntale da cello.
Sono a scalare in diametro e sono alloggiati in tre cave a differente diametro? Se sì, in base a quale criterio?

Su trade secret trovi dei consigli su come stabilizzare la zona del tallone con tondini in fibra di C in matrice epossidica o con tondini di legno. Ma con la fibra parallela al tondino.

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » lunedì 9 aprile 2018, 23:00

Si sono uno dentro l'altro, il primo con diametro esterno di 11,3 mm, completamente in carbonio, gli altri due all'interno con anima di mandrinatura in alluminio. Ho fatto questa scelta perché mi sono affidato a dei professionisti che producono canoe per la nazionale, ultraleggeri e altri prodotti in carbonio, questi mi hanno detto che non esistono tondi in fibra di carbonio pieni, la fibra di carbonio (cilindrica) deve essere per forza di cose essere avvolta su una mandrinatura che viene messa in autoclave, poi viene estratta, come nel caso del primo cilindro più grande che ho messo, o lasciata all'interno come nei due più piccoli.
I cilindri pieni non sono in fibra di carbonio ma in un una sorta di carbonio estruso ma sono più flessibili della fibra di carbonio su mandrino.
Ho avuto la conferma quando una parte di questo "tubo" più grande è stato sostituito al tradizionale tubo in carbonio pieno di un puntale da violoncello, ha decisamente molta meno meno flessione e, tra parentesi, il tubo vuoto ha molta sonorità in più.
Alessandro Mattei

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da piase » martedì 10 aprile 2018, 8:42

Grazie.
Non ho avuto la stessa impressione sui tubi vuoti da puntale.
In prove comparative effettuate a Villefavard con altri liutai è emerso che (a parità di altri fattori) il puntale pieno trasmetteva meglio le vibrazioni al pavimento e faceva diminuire il lupo.
Di solito viene richiesto il puntale pieno.

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da claudio » martedì 10 aprile 2018, 9:00

Confermo, le impressioni sui puntali in carbonio vuoti (tubi), o pieni (tondini), sono varie e spesso contrastanti, molto dipende dallo strumento e anche dal musicista. E a volte anche dalle mode.
andante con fuoco

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da piase » martedì 10 aprile 2018, 9:27

Una considerazione sui tubi e sui tondi in Fibre di C e matrice epossidica.
I tubi pultrusi arrivano a 150-300 Gpa di modulo elastico, a seconda del contenuto e del tipo di fibra.
http://www.carbonveneta.it/it/tubi.html
Essendo le fibre unidirezionali, vuol dire che hanno le massime proprietà possibili in quella direzione (0°). Quindi a compressione, trazione: qui difficile fare di meglio. se però provi a metterne uno in morsa, vedrai quanto presto fa a cedere la matrice..
Molto simile al comportamento delle conifere come l'abete.

Nei tubi le fibre sono orientate anche in modo diverso (90°, 45°) e questo rende il tubo più rigido a torsione ed ha altri vantaggi, ma non migliora le sue proprietà a flessione, che dipendono dal modulo elastico longitudinale.

Ecco un esempio di come cambia il modulo longitudinale:
http://www.performance-composites.com/c ... ties_2.asp

>Edit: devo trovare dei riferimenti sul modulo a flessione di tubi e tondi commerciali, non escludo sia superiore per i tubi. Questo vantaggio può però essere vanificato dalla minore sezione.

Nella nautica immagino sia importante anche il peso (a parità di peso un tubo è più rigido di un tondino, perchè di diametro maggiore), la resistenza a rottura ed altre caratteristiche che nel rinforzo del manico forse sono secondarie.
Nelle chitarre si usano in abbondanza i pultrusi:
http://www.stewmac.com/Materials_and_Su ... _Rods.html

Arca
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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da Arca » martedì 10 aprile 2018, 11:10

Io penso che la possibilità che si spezzino quei tre tubi passanti nel manico e incollati con epox sia vicina allo zero, la trazione dovrebbe essere talmente forte che piuttosto si scolla la parte finale del manico vicino alla nocetta.
Alessandro Mattei

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Re: Violoncello Pierre Flambau

Messaggio da piase » martedì 10 aprile 2018, 13:22

son d'accordo con te sul fatto che siano abbastanza resistenti.

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