Da dove cominciare per capire la musica classica?

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla musica classica e non avete mai osato chiedere.
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AntonioViolino
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Da dove cominciare per capire la musica classica?

Messaggio da AntonioViolino » domenica 3 febbraio 2013, 16:31

Ciao a tutti, volevo chiedere un consiglio, sono carente in nozioni musicali, ma vorrei cominciare a dedicarmi per passione alla lettura critica dei brani classici che ascolto per piacere. Se per esempio riesco a procurarmi uno spartito musicale di un brano orchestrale, da dove comincio per capire il ritmo che c'è dietro e stare a mia volta dietro il brano che sto ascoltando senza perdermi?
Questo ovviamente è il risultato finale che vorrei ottenere, quello che mi serve è del materiale e dei consigli per poter raggiungere lo scopo, partendo da un livello infimo di conoscenza, di cui ho molta sete, ma non vorrei essere troppo dispersivo.
Anche brani semplici già analizzati o abbastanza semplici da analizzare per cominciare sono molto graditi, su internet non trovo niente a riguardo.

Grazie :)

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claudio
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Messaggio da claudio » domenica 3 febbraio 2013, 18:56

Il tipo di ascolto che proponi è senz'altro encomiabile, non conosco molte persone che si prendano la briga di seguire una sinfonia o un'opera con tanto di spartito alla mano a mo' di libretto.
A me è capitato qualche volta di farlo, ma non in teatro bensì nell'intimità delle stanze dove si studia, anche se la mia conoscenza della musica non è all'altezza di tale compito. Certamente il seguire le note scritte aiuta a capire molto di ciò che viene eseguito, ma la musica bisogna conoscerla bene.
Inoltre lo spartito non è da considerare un termine di riferimento assoluto, poichè basta una revisione diversa dello stesso per avere diverse letture, per non parlare delle varianti apportate dal solista o dal direttore, di cui non sempre si ha esatta cognizione. A mio parere molto meglio comparare le diverse esecuzioni, anche se indubbiamente una lettura accurata dello spartito può aiutare moltissimo.
andante con fuoco

AntonioViolino
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Messaggio da AntonioViolino » lunedì 4 febbraio 2013, 0:02

Ringrazio per i preziosi suggerimenti e anche per la risposta all'altro topic.
Sì in effetti intendevo una lettura da spartito come studio personale, mi piacerebbe capirla la musica e non essere solo un ascoltatore passivo.
Inizierò dalla base per poi avanzare verso il mio proposito.
Grazie ancora, e se ha dei suggerimenti per libri o qualsiasi cosa a riguardo è ben accetta.
Ho sentito dire che per iniziare a leggere la musica orchestrale le Quattro Stagioni di Vivaldi sono abbastanza accessibili.

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OldFossil
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Messaggio da OldFossil » lunedì 4 febbraio 2013, 9:19

Ciao,
secondo me iniziare da un brano con così tante voci potrebbe essere piuttosto soverchiante, perché non parti da qualche concertino, ad esempio un bel duetto piano-violino, in modo da poter concentrare l'attenzione su pochi strumenti, per procedere poi verso partiture più articolate?

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Messaggio da zerlina » mercoledì 20 febbraio 2013, 12:12

scusatemi, approfitto di questo topic, perchè la mia domanda è simile, anche se non riguarda tanto la lettura della musica, ma piuttosto l'ascolto.
La musica classica mi piace molto, l'ascolto volentieri e spesso. Il problema è che lo faccio senza cognizione di causa.
Mi piacerebbe iniziare a capirne qualcosa, ma sinceramente non saprei da dove cominciare.
Per cui mi rivolgo a voi esperti: quale potrebbe essere un buon approccio allo studio e all'ascolto della musica classica?

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Tenshi
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Messaggio da Tenshi » giovedì 21 febbraio 2013, 14:58

Cosa intendi con "mi piacerebbe iniziare a capirne qualcosa" ?
La musica dev'essere un piacere ascoltarla. Quello che è in grado di evocare un concerto il concerto Branderburghese N.5 o BWV1043 piuttosto che i notturni di Chopin o altro è personale perché è qualcosa che va a toccare qualcosa di interiore. Poi, che si può "scarnare" l'opera per studiarne l'armonia, e la costruzione delle frasi dei vari attori in maniera scientifica è un'altro discorso. Ma è una ricerca più tecnica/estetica che allontana da quello che il godere dell'ascolto.
Pesonalmente ad esempio nel sopracitato concerto N.5 BWV1050 c'é un celebre scambio di discorso tra violino solista e flauto che "discutono" insieme per imitazione, ma, non mi interessa troppo l'analizzare tecnicamente e sviscerare il perché Bach ha scelto di procedere in quella maniera; è sì molto interessante e quando studi è necessario, ma si perde la parte più bella dell'estasi dell'ascolto.

Per rispondere personalmente più direttamente alla tua domanda senza troppe divagazioni, voi aumentare la tua conoscenza in maniera analitica? Studiati "L'estetica musicale dal Settecento a oggi" di Fubini.

Aggiungo con una citazione
«Comprendere la poesia di Johnathan Evans Pritchard, Professore emerito.
Per comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica,la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine.
La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta
l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia, diventa una questione relativamente semplice.
Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza.
Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l’autentica grandezza.
Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia.
»

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zerlina
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Messaggio da zerlina » giovedì 21 febbraio 2013, 17:47

Io non ho mai studiato musica, sono proprio all'inizio, quindi non potrei pensare di analizzare un brano dal punto di vista diciamo "tecnico". :lol:
Quello che mi interessava era sapere se c'è una sorta di "base". Se ci sono degli autori più rilevanti degli altri o dei brani più rilevanti a seconda dell'autore, una specie di programma da seguire per avere un'infarinatura generale... poi è ovvio che l'ascolto in sè per sè è questione di gusti, però è anche vero che magari potrebbe esserci qualcosa che io (ignorante totale in materia) non ascolterei per piacere, e che però sarebbe da conoscere perchè ha segnato la storia della musica, non so se mi spiego.
Insomma, da profana mi sento un po' sovrastata dall'argomento, non saprei proprio da dove iniziare.
grazie intanto per il libro che mi hai consigliato, vedrò di procurarmelo!

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Messaggio da andreavezzoli » mercoledì 6 marzo 2013, 8:20

anche chi non ha nessuna nozione di musica può in qualche modo rendersi conto della forma di un brano musicale, il rondò ne l'esempio forse più semplice per incominciare, credo che qualsiasi persona riconosca che un certo motivo compaia più volte all'interno di una composizione, dopo un pò di ascolti può anche riconoscere più motivi all'ascolto, e percepirli anche quando vengono "variati" o elaborati.

Quindi in realtà capire certi aspetti della musica si può, si può capire l'evoluzione che ha portato la nascita del painoforte...

si può capire il contesto storico...

si possono pure fare piccole analisi all'ascolto con l'aiuto di persone competenti.
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Messaggio da blubasso » lunedì 11 agosto 2014, 14:56

Scusate se riesumo questo post ma mi sembra interessante da rispondere: la mia formazione musicale non è classica, ho studiato ai suoi tempi il Jazz ma per analizzare un brano penso si possano utilizzare le stesse cose.
Io partirei dall'analisi di un brano semplice, per pianoforte, nel caso della musica "colta" direi una danza popolare o comunque qualcosa che abbia un canto (uno solo) e un accompagnamento.
Dopodichè si studiano gli accenti nella parte dell'accompagnamento che saranno facili: in una danza (come potrebbe essere che ne so, una Giga, un Valzer o una Polka) sono sempre uguali, la pulsione ritmica è sempre la stessa.
Una volta fatto si passa all'analisi del canto: si cercano sempre gli accenti forti e deboli, cerando di capire dove sono e come si comportano, per la fluidità della voce. Si può poi anche provare a comporre qualcosa sulla falsariga di quel canto, tanto per capire cosa ha fatto il compositore, provandolo "sul campo". Non occorre essere belli e puliti, solo fare una melodia scorrevole con un determinato tipo di ritmo sempre uguale.
Poi col tempo si può aumentare la difficoltà, utilizzando partiture sempre più complesse.

Non bo detto che ci si arriva in 5 minuti ma è una delle vie più sicure per capire cosa si sta facendo, anche solo come esecutore...

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