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acero_campestre
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Messaggio da acero_campestre » lunedì 28 dicembre 2009, 14:33

Grazie della spiegazione! E perdonami se non ho letto i tuoi post sul restauro del Menegozzo, lo farò quanto prima! Il mio violinestro comunque non ha nulla del genere...

Sabato prossimo farò una gita da parenti alla ricerca di informazioni. A presto!

_Ale_
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Messaggio da _Ale_ » lunedì 28 dicembre 2009, 22:09

acero_campestre ha scritto: Immagine
ma che legno è??

la parte superiore sembra fatta di marmo :lol:
Vivi la vita come un viaggio ma non dire mai:'' Sono arrivato!''

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Messaggio da acero_campestre » sabato 2 gennaio 2010, 20:57

Salve a tutti e buon anno!
Sono andato a caccia di informazioni approfittando di una riunione di famiglia...però non è venuto fuori molto di illuminante sulla sua storia, se non che il suo proprietario, uno zio di mio nonno, era un corazziere senza un occhio che suonava da autodidatta sia il violino che il trombone...! Poi si è divagato su ricordi degli anni passati, dalle bombe al carburo agli scherzi in chiesa... :lol:

Insomma, mistero!

Ho deciso comunque di non farlo restaurare, ma di incollare il manico (decisione sbagliata?) e domani faccio una prova con la colla animale.

A presto!

ted
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Messaggio da ted » domenica 3 gennaio 2010, 8:37

Non puoi incollare il manico così come si trova;non avrebbe resistenza a causa della mancanza di integrità della nocetta.
Quella parte del fondo è molto importante perchè "lavora" in trazione e conferisce rigidità al tutto.
Prima di incollare il manico devi ricostituire la nocetta innestando nuovo legno dalla parete interna del fondo.
Guarda bene come ha restaurato il Menegozzo Violino 7 proprio su quel punto.
Devi procedere nella stessa maniera.

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Messaggio da acero_campestre » domenica 3 gennaio 2010, 10:47

Ted, ho letto i post di Lino sul restauro del Menegozzo, (complimenti Lino!!!) sono molto interessanti ma cercando di trasporre la situazione su di me ho qualche dubbio...!

Ho parecchia manualità ma non vorrei rovinare lo strumento. Da quello che ho letto dovrei aprire la cassa, scollare il fondo e incollare al fondo un piede da cui ricaverei una nocetta nuova, e riverniciare il tutto per uniformarlo al fondo. E' un lavoro estremamente complesso!

Non so bene cosa fare; se da una parte mi affascina molto cercare di fare questo intervento dall'altra vedo i rischi possibili, e a dirla tutta preferirei andare da un liutaio a comprare un violino buono da suonare piuttosto che riparare questo, magari dovendoci spendere una cifra ancora più alta...

Oggi farò delle prove di incollaggio con legni di scarto, per prendere confidenza.

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Messaggio da acero_campestre » domenica 3 gennaio 2010, 11:00

Illuminazione/pazzia: e se aprissi il mio violino cinese da 50 euro (custodia inclusa... :oops: ) per sperimentare su di lui e poi eventualmente aprire anche il violino misterioso? Ted, tu hai di fatto messo in pratica tempo fa questa idea estremamente violenta... :? cosa dici?

ted
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Messaggio da ted » domenica 3 gennaio 2010, 15:38

Prova ad aprire il cinese da 50 euro.
Io l'ho scorticato tutto e riveniciato per tre volte un cinese per fare dele prove.
Tuttavia un cinese probabilmente è incollato con colla vinilica o con altre colle,quindi scolare la tavola presenta difficoltà diverse da un violino incollato con colla animale.
Comunque prova a scollare il fondo con molta delicatezza,più che chirurgica.
Trova un punto dove la connessura è un pò più larga e prova ad inumidire il punto con un pennellino bagnato con acqua.
Molto lentamente dovrai,tratto tratto,inumidire la colla per cercare di separare la tavola dalle fasce.
La colla, oltre che con l'acqua, si ammorbidisce con il calore.
Se hai una specie di saldatore a stagno,cambia la punta con un terminale molto affilato cone un piccolo raschietto;fai scaldare l'attrezzo a temperatura non molto elevata (60-70°) accendendo e spegnendo il saldatore e prova a scolalre piccoli tratti.
Una volta scollata la tavola,osservi e pensi a come procedere.
Vai per gradi.

ted
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Messaggio da ted » domenica 3 gennaio 2010, 15:41

Dimenticavo:quando al cinese ho scollato la tastiera e mi è parso che la colla fosse comunque simile a quella animale (più sensibile all'acool).
I ho passato una vita a smontare le cose,sin da piccolo.
Ogni tanto si impara anche a rimontarle :D :D
Vai e non aver paura.

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Messaggio da violino7 » domenica 3 gennaio 2010, 17:41

acero_campestre ha scritto: ................Ho parecchia manualità ma non vorrei rovinare lo strumento. Da quello che ho letto dovrei aprire la cassa, scollare il fondo e incollare al fondo un piede da cui ricaverei una nocetta nuova, e riverniciare il tutto per uniformarlo al fondo. E' un lavoro estremamente complesso!
.......................
Acero, affinchè tu abbia più elementi di chiarezza possibile, ti dico cosa ne penso io sul lavoro che dovresti fare. La faccenda è un poco complicata, ma ci provo ad illustrarla, se non altro è utile anche a livello accademico.

I lavori fondamentali che necessita il tuo violino sono due: rifacimento della nocetta e sostituzione di sana pianta del tassello d'innesto.

E' certo che il violino va aperto. Normalmente si toglie solo la tavola armonica, ma poichè tu dovresti ricostruire la nocetta è necessario scollare anche il fondo.

Avendo tolto entrambe le tavole puoi lavorare con grande tranquillità, prima ricostruendo il piede del fondo dove verrà incollato il tassello, con la metodica che ho illustrato per il Menegozzo, piede che ingloba come sporgenza anche la nocetta. Ma questo lavoro non va fatto come ho fatto io sul Menegozzo dove la frattura era ampia, tu dovresti lavorare di fino facendo coincidere il legno nuovo esternamente solo a partire dai filetti in poi, cercando di dare comunque lo spessore giusto; in quel punto più legno c'è e meglio è. Di conseguenza il filetto rimarrà di uno spessore minimale, tipo mezzo millimetro, quanto basta che si evidenzi esternamente. In questa maniera non si noterebbe la giunta, se non per due tagli laterali alla nocetta, sul bordo, che sarebbero facilmente occultabili in fase di verniciatura.

Come contingenza principale a cui dovresti guardare è che se togli entrambe le tavole devi anche pensare a ricostruire perfettamente la forma in fase di reincollaggio, visto che inevitabilmente la semplice struttura legata soltanto dalle fasce ai tasselli andrà a deformarsi. Questo lo puoi ottenere con una certa accortezza in fase di reincollaggio, ovviamente una tavola per volta.

Per il Menegozzo il discorso è stato diverso perchè vista la sua fragilità non me la sono sentito di scollare entrambe le tavole (vedi il passetto del tarlo).
in ogni caso la tavola armonica l'ho dovuta scollare per intero ed ho preferito scollare solo parzialmente il fondo. Ma se la tavola non fosse stata fratturata all'innesto del manico, avrei potuto procedere in un'altra maniera , cioè scollando soltanto il fondo, cosa che sarebbe invece possibile nel tuo caso, ma ho dovuto procedere in quella maniera perchè dovevo ricostruire entrambe le basi del tassello d'innesto ed avevo le fratture ampie su entrambi i lati.

Nel caso tuo le basi da ricostruire non sono due ma una sola, quindi teoricamente sarebbe possibile lavorare scollando solo il fondo, ma avresti poi un altro genere di difficoltà.

Confermo che complessivamente si tratta di un lavorone non da poco! Valuterai te se ne vale la pena, anche perchè io vedo degli inconvenienti oggettivi, anzi io le chiamerei delle "incongruenze", che remano contro ogni ragionevole sforzo di trovare le soluzioni adeguate.

Finora tu non lo hai detto per niente, ma io l'ho evidenziato, che il tassello d'innesto deve essere sostituito!

Appena posso a questo riguardo ti dico altre cose.........
.
Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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Messaggio da violino7 » domenica 3 gennaio 2010, 17:58

Acero, per favore, se puoi, mi dovresti postare delle foto ravvicinate:

--l'innesto del manico, visto dalla parte opposta all'incavo, cioè in maniera che si veda tutta la parte interna della coda di rondine, quella chiara a forma di trapezio rovesciato, per intenderci;
--l'innesto alla tavola armonica, come la sesta foto che hai postato il 26 dicembre, ma lateralmente non frontalmente. Su quella foto c'è qualcosa che non mi quadra e vorrei vederla di lato;
-- ravvicinata, la sola zona del fondo riguardante la nocetta fratturata per valutare meglio quello che ti ho detto riguardo il filetto.
.
Ricercare sopra tutto due cose: la verità e la bellezza.

- Lino Santoro -

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Messaggio da acero_campestre » lunedì 4 gennaio 2010, 0:37

vi ringrazio del suporto morale, ma prima di imbarcarmi in qualsiasi lavoro vi chiedo un parere su un piano diverso: secondo voi conviene veramente salvarlo? Intendo dire, mi converrebbe portarlo da un liutaio per capire se suonerebbe ancora, oppure si vede già che non c'è speranza? Capisco l'importanza di un intervento il più sensato e appropriato possibile, ma cosa si riuscirebbe a cavarne essendo realisti?

Un punto a favore del restauro con obiettivo musicale è che il violino è stato riparato molte volte. Forse anche se non nobile suonava bene.

Sono una pigna, lo so! :roll:

Ho provato la colla animale, è proprio vero che puzza in modo incredibile...ho cercato di pareggiare sciogliendola con un set di lumini profumati.. :lol:

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Messaggio da fisher » lunedì 4 gennaio 2010, 0:49

Se è uno strumento non di valore ha maggior ragione che tu possa provare a sistemartelo. Se posso infierire un pochetto, scusami se mi permetto, ricordati che i liutai non lavorano per la gloria come non lo fanno i barbieri, i metalmeccanici e via dicendo, il che non non vuol dire che non siano anche onesti, ma + lavoro = + spesa. Vuoi mettere la soddisfazione di aver sistemato un "violino di famiglia"? La colla puzza? Sentissi quando mia madre scotta i polli nell'acqua calda prima di spennarli...

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Messaggio da acero_campestre » lunedì 4 gennaio 2010, 1:00

e' chiaro che più lavoro corrisponde a più spesa. Però è anche emerso che è un lavoro complesso che potrebbe risultare facilmente molto caro e l'equazione "parecchi soldi + liutaio di fronte a me = " la completerei con "violino nuovo e suonante" invece che con "violino di fabbrica disastrato ma comunque restaurato"...

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Messaggio da acero_campestre » lunedì 4 gennaio 2010, 1:16

Ho comunque deciso di portarlo da un liutaio qui dalle parti di Belluno per sentire cosa mi consiglia di fare! Non credo sia una decisione saggia metterci le mani senza sapere qualcosa di più sullo strumento.

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Messaggio da Fabio_Chiari_liutaio » lunedì 4 gennaio 2010, 16:42

Meglio....... 8O
<div>......chi va dietro altrui mai non gli passa innanzi.....(Michelagnolo Bonarroto fiorentino)</div><br>

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