Acustica e bombature

Suonare e costruire i violini
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claudio
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Re: Acustica e bombature

Messaggio da claudio » giovedì 16 novembre 2017, 20:17

@Mauro Buffolo: le idee che esprimi rispecchiano abbastanza anche il mio pensiero, credo che sia una buona cosa avere principi che possano guidarci nella realizzazione di un'opera. Riguardo al Peluzzi, non credo che gli antichi realizzassero le loro tavole partendo dal lavoro di scavo interno, semplicemente perchè non è necessario, però lui parla di "fuochi" e questo mi ha fatto riflettere perchè mi sembra un principio che tra le tante teorie più o meno attendibili espresse nel campo della liuteria, merita sicuramente farci un poco di mente locale, anche perchè compatibili con il metodo della filettatura e sguscia a cassa chiusa.

Infatti una volta chiusa la cassa con le tavole scavate e spessorate, si affrontano le fasi di finitura dei bordi, filettatura e sguscia, quest'ultima in particolare è ciò che si definisce un'ulteriore tentativo di ottimizzazione sonora della cassa medesima. Ma al bisogno, una volta finita la sguscia, si può ulteriormente intervenire per ritoccare con la rasiera altre zone delle tavole.

Quando parlo del disegno della sezione centrale di una cassa armonica, intendo proprio un disegno tecnico che rappresenti in sezione la cassa nel punto di minima larghezza delle CC che si può fare a mano o anche con un programma CAD (si fa prima e si visualizza meglio il tutto). Per fare ciò si parte tracciando le quinte centrali del fondo e della tavola, a cui poi si aggiungeranno le curve interne dettate dagli spessori. Per visualizzare meglio il concetto, si prenda questo CT Scan che è stato fatto sul Betts e si fermi il video in corrispondenza della larghezza minima delle CC, quello è il punto che intendo rappresentare con il nostro disegno:

Una volta afferrato il concetto, mettendo in pratica i principi espressi da Peluzzi, ossia tracciare i fuochi delle curvature interne (il principio è simile a quello dell'ottica), onde verificare i punti di "messa a fuoco" delle due curvature.

Che ciò porti all'identificazione di un principio sonoro non è dato saperlo al momento, ma può essere sicuramente interessante analizzare in tal senso più sezioni di strumenti antichi, non tanto per tracciare un principio, ma per avere comunque dati (distanza tra i fuochi delle tavole e posizione dei fuochi medesimi), che possono essere utili in futuro.

Per i miei strumenti, ad esempio, farei un disegno della sezione centrale della cassa solo per avere un'idea della posizione dei fuochi e magari mi divertirei a cambiare l'altezza delle fasce, magari prendendo a riferimento strumenti antichi esistenti (fortunatamente l'altezza delle fasce in un violino è un parametro che si restringe entro 2 o 3mm), in modo da verificare la posizione dei fuochi.

Questo è tuttavia un lavoro che non raccomanderei ad un principiante, ma un liutaio che ha esperienza e che conosce bene le timbriche dei propri strumenti potrebbe senz'altro attuare le verifiche di cui sopra e al bisogno apportare piccole variazioni nei raggi delle curvature centrali delle proprie casse.

Io non ho mai fatto verifiche sui raggi e sui fuochi delle mie curvature, ma in futuro credo mi cimenterò in tal senso perchè nel leggere il Peluzzi credo di avere individuato qualche principio alchemico/teorico sicuramente non estraneo ai nostri artigiani.

PS.
Rispondendo a Davide che giustamente osserva quanto le bombature degli strumenti antichi siano deformate e poco suscettibili di poter rintracciare raggi di curvatura, il discorso non cambia di molto perchè in fase di disegno si può risalire abbastanza bene alla curva originaria priva di deformazioni, operazione che comunque facciamo quando prendiamo a modello le bombature degli strumenti antichi.
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Re: Acustica e bombature

Messaggio da Mauro Buffolo » martedì 28 novembre 2017, 13:39

Salve e grazie per la sue osservazioni. Anche se vorrei tornare sul merito con più calma, mi sembra di aver capito che lo scavo interno, improbabile "semplicemente perchè non è necessario" dal punto di vista costruttivo, cioè della realizzazione materiale, della costruzione insomma, lo è, se così si può dire, dal punto di vista concettuale. Infatti, credo, voler partire dai fuochi è necessariamente mettersi in una prospettiva concettuale da interno a esterno. Se si vuole dare risalto ai "fuochi" nella tederminazione dei volumi e forme dello strumento, credo che sia più coerente pensare alla forma interna e ai suoi riflessi acustici, anche se poi, la realizzazione concreta è più facile se si fa a partire dall'esterno ma, sempre, con in mente l'altra prospettiva.
Ho letto l'articolo di Zethelius e mi sembra comunque coerente anche nell'analisi storica dei motivi che, secondo lui, hanno condotto la scuola francese a soppiantare quella cremonese, quando cioè le esigenze o "la moda" di costruire delle copie degli strumenti italiani, obbligava i liutai necessariamente a partire dalla forma esterna.
Cordiali saluti
Mauro

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Re: Acustica e bombature

Messaggio da claudio » martedì 28 novembre 2017, 14:20

Non c'è nessun nesso tra la forma interna francese e la scultura di una tavola o un fondo di un violino. Si parla appunto di "scultura", ossia di regolare la "tromba" dello strumento, cosa che a partire dallo scavo interno difficilmente si può fare. Le tavole del violino non sono basate solo sui fuochi, ma anche sui polmoni e sulle sgusce, in questo senso ogni liutaio classico ha espresso una sua precisa originalità e concezione propria della forma legata alla sonorità.

Dal punto di vista tecnico costruttivo e funzionale, non vedo cosa osti al fatto di poter partire dall'esterno per poi poter regolare i fuochi e gli altri parametri all'interno, basta avere un buon disegno di partenza e il gioco è fatto. Ricordo a questo proposito, che contrariamente ad una lente ottica, la superficie di uno strumento lavora all'esterno e all'interno e se teniamo conto del fatto che spesso le venature dell'abete sono poste in rilievo mediante l'azione delle rasiere, possiamo parlare di vere e proprie superfici radianti.

Il che tradotto in parole povere è che il concetto di "fuoco", regolabile perfettamente partendo dalla scultura esterna, è solo uno dei tanti fattori caratteristici di una tavola vibrante e che potrebbe essere completamente annullato se non si ha contezza di come i liutai classici intendessero gli spessori delle loro tavole armoniche.
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Re: Acustica e bombature

Messaggio da davidesora » martedì 28 novembre 2017, 16:29

claudio ha scritto:
giovedì 16 novembre 2017, 20:17
Una volta afferrato il concetto, mettendo in pratica i principi espressi da Peluzzi, ossia tracciare i fuochi delle curvature interne (il principio è simile a quello dell'ottica), onde verificare i punti di "messa a fuoco" delle due curvature.
Questo è uno dei motivi che mi ha fatto subito dubitare della validità dei concetti espressi dal Peluzzi : che c'azzecca l'ottica con l'acustica? :?:

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Re: Acustica e bombature

Messaggio da davidesora » martedì 28 novembre 2017, 16:37

claudio ha scritto:
martedì 28 novembre 2017, 14:20
Ricordo a questo proposito, che contrariamente ad una lente ottica, la superficie di uno strumento lavora all'esterno e all'interno e se teniamo conto del fatto che spesso le venature dell'abete sono poste in rilievo mediante l'azione delle rasiere, possiamo parlare di vere e proprie superfici radianti.

Il che tradotto in parole povere è che il concetto di "fuoco", regolabile perfettamente partendo dalla scultura esterna, è solo uno dei tanti fattori caratteristici di una tavola vibrante e che potrebbe essere completamente annullato se non si ha contezza di come i liutai classici intendessero gli spessori delle loro tavole armoniche.
Appunto, l'ottica non può essere applicabile perchè le tavole, oltre ad essere con una superfice non perfettamente liscia e regolare come quella di uno specchio sono anche in costante movimento che sposterebbe i fuochi di continuo a causa della geometria variabile a seconda dei modi di vibrazione alle varie frequenze.
Fuochi mobili? :D :roll:

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Re: Acustica e bombature

Messaggio da claudio » martedì 28 novembre 2017, 17:00

Direi che nel caso di un violino il fuoco è comunque fisso e limitato alla porzione centrale della cassa, poi la morfologia cambia verso i polmoni per distribuire le vibrazioni. Anche senza considerare la teoria dei fuochi, è evidente che la parte compresa tra le CC della cassa è quella in cui le vibrazioni nascono e si sviluppano, e quando parliamo dell'altezza delle bombature lo facciamo sempre riferendoci alla parte centrale, tutto il resto che avviene nelle zone periferiche serve a convogliare ed ingentilire un fenomeno già in atto.

Il fatto è che anche senza far schemi di messa a fuoco, il liutaio che trova soddisfacenti le prestazioni dei propri strumenti e magari molto simili alle timbriche degli strumenti antichi, potrebbe anche avere intuitivamente usato il principio dei fuochi senza saperlo, e questo potrebbe valere anche per i liutai classici. Diciamo che la teoria dei fuochi a me interessa perchè aiuta a definire ancora meglio la mentalità dell'uomo del '600 sulla sua visione del mondo dei suoni, della luce, ecc ecc.
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Re: Acustica e bombature

Messaggio da Mauro Buffolo » mercoledì 13 dicembre 2017, 13:13

Un ultima cosa. Si potrebbe per analogia pensare alla zona della tavola tra le FF come un ancia che "produce" il suono (anche seper essere esatti riceve le vibrazioni attraverso il ponticello) mentre i polmoni ed il resto del corpo, come il corpo del clarinetto, modulano, magari amplificano il suono stesso, lo definiscono a seconda delle frequenze ecceter.?

È un'idea (un'ispirazione) che mi sembra possa avere certe analogie anche per capuire bene la fondamentale importamnza di quella zona del piano acustico e delle sue interazioni con il resto del corpo del violino/viola

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Re: Acustica e bombature

Messaggio da claudio » mercoledì 13 dicembre 2017, 13:27

L'immagine che a me piace usare è quella di lanciare un urlo tenendo istintivamente le mani aperte ai lati della bocca, a seconda di come si aprono il suono cambia, ed anche la sua portata. Analogamente le bombature si possono chiudere ed aprire a seconda dei casi, con la differenza che i risultati cambiano molto con variazioni anche minime (intorno a qualche decimo in più o in meno), dell'andamento e delle altezze delle bombature.
andante con fuoco

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