Pensiero sulla costruzione di un violino

Suonare e costruire i violini
edopraga
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Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 19:12

Vorrei soffermarmi su alcune considerazioni; come ho gia' scritto, quello che trasforma la vibrazione della corda in suono, e' tutta la cassa armonica comprensiva di ponticello e anima. Cosa significa risonanza? Non e' altro che il rimbalzo multiplo delle onde sonore di fronte a un ostacolo.
Quindi dobbiamo considerare che il ponticello mettendo in vibrazione la tavola armonica produce delle vibrazioni (onde sonore) trasmesse al fondo tramite l'aria smossa e l'anima.
Ma le onde sonore devono essere indirizzate nella giusta direzione, in modo che colpiscano l'ostacolo e che questo le rispedisca al mittente per innescare la famosa risonanza. Ma come fare? Immaginiamo due parabole televisive, esse hanno una concavita', che in sezione e' una curva, e un fuoco, che e' il luogo dove convergono le onde ricevute; ebbene la tavola e il fondo, se paragonate alle due parabole, devono avere una curvatura tale e perfetta, in modo da concentrare sui due fuochi le onde ricevute e ritrasmesse, quindi anche le fasce, in base al raggio di curvatura delle due tavole, avranno la funzione di tenere a debita distanza i due fuochi. Per quanto riguarda l'anima, la sua posizione sara' calcolata in base al raggio di curvatura dato alla tavola con un metoo geometrico. Piu la tavola e' piatta piu l'anima e' vicina al baricentro, e viceversa quando e' di maggiore curvatura. per questo motivo dobbiamo per prima cosa, dopo una grossolana sbozzata alla tavola, lavorare l'interno e portarlo a misura, successivamente in base alle qualita' del legno, che non e' sempre uguale, possiamo portarlo a spessore dall'esterno. Tutti voi certamente sapranno che un legno relativamente fresco e meno sonoro deve avere maggiore spessore di uno piu' secco e sonoro; quindi una volta sistemato l'interno, si finisce l'esterno che nel caso abbia necessita' di lievi aggiustature durante la prova in bianco, tenendo presente anche che la successiva verniciatura indurisce il legno, queste possono essere effettuate. Alla fine si rifinisce e si abbellisce con i filetto e la laccatura.
Spero i essere stato sufficientemente chiaro.
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da lorenzo fossati » martedì 6 marzo 2018, 19:41

Ed il metodo che segui per approntare la "parabola" quale è? intendo sia come costruzione geometrica che all'atto pratico, usi dime? Hai qualche foto dei lavori in corso?

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 19:52

Si, normalmente ho usato una curvatura di raggio 120 mm per la tavola e 138mm per il fondo con relativa distanza dell'anima dal baricentro di 17.5 mm.
Mi facccio la dima sia trasversale sia longitudinale, allego una foto, e' la tavola della viola ma il concetto e' lo stesso.
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da lorenzo fossati » martedì 6 marzo 2018, 19:58

In pratica parabolizzi la zona centrale fino ai centri dei due polmoni (una sorta di ellisse allungato) e raccordi le zone rimanenti fino ai bordi? Puoi mettere su anche una foto della corrispondente bombatura una volta completati gli spessori "a ritroso"?

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 19:59

... e questo e' il risultato in cinque mesi :)
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 20:07

lorenzo fossati ha scritto:
martedì 6 marzo 2018, 19:58
In pratica parabolizzi la zona centrale fino ai centri dei due polmoni (una sorta di ellisse allungato) e raccordi le zone rimanenti fino ai bordi? Puoi mettere su anche una foto della corrispondente bombatura una volta completati gli spessori "a ritroso"?
Esatto, sia per la tavola che per il fondo, poi determino il baricentro della tavola circa a 192 mm dal bordo superiore e da li segno sul fondo la posizione dell'anima.
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 20:15

edopraga ha scritto:
martedì 6 marzo 2018, 20:07
lorenzo fossati ha scritto:
martedì 6 marzo 2018, 19:58
In pratica parabolizzi la zona centrale fino ai centri dei due polmoni (una sorta di ellisse allungato) e raccordi le zone rimanenti fino ai bordi? Puoi mettere su anche una foto della corrispondente bombatura una volta completati gli spessori "a ritroso"?
Esatto, sia per la tavola che per il fondo, poi determino il baricentro della tavola circa a 192 mm dal bordo superiore e da li segno sul fondo la posizione dell'anima.
Le fasce con queste curvature sono alte: in basso mm 30.2 in alto mm 29.5 cosi i fuochi lavorano al meglio
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 20:21

per la tenuta statica della pressione delle corde la tavola al centro minimo mm 3.5 per scendere a mm 2.5 e per il fondo mm 4/4.5.
Il bordo delle tavole deve essere uguale allo spessore massimo della tavola.
Ho scritto minimo 3.5 mm perche' dipende dal tipo di legno, come ho scritto nel post precedente, quello va in base all'esperienza.
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 20:34

edopraga ha scritto:
martedì 6 marzo 2018, 19:59
... e questo e' il risultato in cinque mesi :)
I primi due a destra, hanno la curvatura della tavola di 117.2 mm, il terzo da destra e' quello da 120mm. La modifica della curvatura cambia la potenza di emissione, piu piatta piu potenza e lo spessore, la materia legno, e' necessario per il timbro; piu spessore voce calda e profonda.

Come si puo' notare e' completamente l'opposto della procedura di tutti i liutai moderni; mentre corrisponde alla famosa modifica di Stradivari attuata dopo il 1700 (tavola piatta)
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 20:44

E' per questo motivo che pur misurando tutte le bombature, altezze delle fasce di violini famosi la riproduzione non funziona :D i violini, come tutti gli strumenti, vanno pensati, progettati e poi costruiti sapendo quello che si fa..... e' inutile proporre strumenti " copia" di questo o quel famoso volino che poi non suonano....saranno anche fatti bene ma finisce li :D
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da lorenzo fossati » martedì 6 marzo 2018, 20:51

Dunque secondo il tuo pensiero la forma ideale per la cassa di risonanza sarebbe sferica, per ottimizzare le riflessioni delle onde sonore?

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 21:00

lorenzo fossati ha scritto:
martedì 6 marzo 2018, 20:51
Dunque secondo il tuo pensiero la forma ideale per la cassa di risonanza sarebbe sferica, per ottimizzare le riflessioni delle onde sonore?
no, non ci sarebbe l'effetto parabola, devi considerare anche la funzione delle fasce, la forma in pianta e' studiata non per bellezza, bensi per coadiuvare la risonanza oltre al mantenimento della distanza fra le tavole. Un 'altra usanza che non ha senzo e' quella di rastremare le fasce solo dai tasselli superiori per tensionre la tavola; se la metti in tensione non e' libera di vibrare. Anche la sguscia non ha senso fine a se stessa, questa si forma automaticamente portando a spessore le tavole in base alla curvatura interna poiche', come ho scritto, per motivi di resa sonora, lo spessore declina fino a mm 2.5 dove termina la curvatura per poi risalire alla stessa misura dello spessore massimo della tavola. E anche la catena deve rispettare le regole della cadenza dello spessore e non deve essere tensionata.
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Messaggio da edopraga » martedì 6 marzo 2018, 21:16

Inoltre nella modifica dopo il 1700 di Stradivari, il polmone superiore e' stato leggermente ristretto (per diminuire la massa) proprio per spostare indietro il baricentro della tavola
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da davidesora » martedì 6 marzo 2018, 23:08

Sono sempre affascinato da chi riesce ad avere certezze così granitiche, se poi questo avviene dopo soli cinque o sei strumenti costruiti non posso che farti i complimenti.
Per elaborare questa teoria da dove sei partito? Mi sembra molto simile a quella di Euro Peluzzi illustrata dettagliatamante sul libro "Tecnica degli antichi liutai italiani", o sbaglio?

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » mercoledì 7 marzo 2018, 6:21

davidesora ha scritto:
martedì 6 marzo 2018, 23:08
Sono sempre affascinato da chi riesce ad avere certezze così granitiche, se poi questo avviene dopo soli cinque o sei strumenti costruiti non posso che farti i complimenti.
Per elaborare questa teoria da dove sei partito? Mi sembra molto simile a quella di Euro Peluzzi illustrata dettagliatamante sul libro "Tecnica degli antichi liutai italiani", o sbaglio?
non sbagli, infatti ho saputo di questa teoria proprio leggendo un post in questo forum dove si scriveva che era sbagliata e incomprensibile :D ....allora mi sono incuriosito e l'ho studiata leggendola e rileggendola fino a pensare di averla compresa, , ho sperimentato le misure in 3D, poi ho costruito il secondo violino in base a questo e subito ho avuto il risultato....devo dire che mi sono stupito da solo.... poi per avere la certezza ho costruito gli altri, stando anche attento a migliorare la lavorazione dell'interno, e sono ancora migliorati... adesso posso dire con certezza che so quello che faccio quando progetto e costruisco un violino, fino a determinare a priori il tipo di emissione. Questa tecnica e' stata valida anche per la viola da 41 cm, e adesso sto sperimentandola sul violoncello. Se poi avrete interesse, vi terro' informati.
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