Pensiero sulla costruzione di un violino

Suonare e costruire i violini
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claudio
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da claudio » giovedì 8 marzo 2018, 15:28

A me la messa a punto dello strumento muovendo solo il ponticello (perchè l'anima secondo le indicazioni di Edoardo rimarrebbe fissa), ricorda quella vecchia barzelletta sui Carabinieri: sai come fanno i Carabinieri a cambiare una lampadina? risposta: uno tiene la lampadina, gli altri girano la stanza.
(sono figlio di Carabiniere, mi posso permettere di far citazioni e penso di essere il più adatto a capire il pensiero liutario di Edoardo).
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piase
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da piase » giovedì 8 marzo 2018, 15:45

:-)
Quanti liutai servono per cambiare una lampadina?
4.
Una cambia la lampadina.
Gli altri 3 argomentano su come l'avrebbe cambiata A.Stradivari.

Arca
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da Arca » giovedì 8 marzo 2018, 16:12

premetto che non ho ancora letto il libro in questione, ma secondo voi non c'è niente di interessante da estrapolare da questo libro?
Insomma, sembra uno studio approfondito, 180 pagine di lavoro.. qualcosa di interesante ci sarà?
Mi interessava sapere anche chi era Euro Peluzzi, in rete non ho trovato informazioni.

Claudio, Piase, voi dovete moderare! Mannaggia a voi! :lol:
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » giovedì 8 marzo 2018, 16:29

Arca ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 16:12
premetto che non ho ancora letto il libro in questione, ma secondo voi non c'è niente di interessante da estrapolare da questo libro?
Insomma, sembra uno studio approfondito, 180 pagine di lavoro.. qualcosa di interesante ci sarà?
Mi interessava sapere anche chi era Euro Peluzzi, in rete non ho trovato informazioni.

Claudio, Piase, voi dovete moderare! Mannaggia a voi! :lol:
Ti assicuro che c'e' molto di interessante, ma siccome sostiene, e sono d'accordo con lui dopo aver provato, che i liutai moderni costruiscono esattamente al contrario di come facevano i liutai nel 1700, e parla proprio di Stradivari, e' ovvio che tutti lo denigrino per non mettere in discussione la loro esperienza..... credo che chiunque persona di buon senso, prima di immaginare che quello che scrive sia sbagliato, dovrebbe avere l'accortezza di provare. Come scrive, i liutai dell'epoca non erano sicuramente a conocenza delle leggi della fisica quindi furono sicuramente instradati da qualche "scienziato" dell'epoca che sicuramente ne sapeva piu di loro. E' sicuramente piu facile copiare bombature dall'esterno senza un progetto sonoro, ma guarda caso se vuoi progettare un teatro o una sala di registrazione o una cassa di diffusione, devi applicare leggi della fisica affinche' abbia un ottimale acustica....allora perche' una cassa di risonanza dovrebbe eludere queste leggi? Dal momento che non si puo' prescindere, allora applicandole e' anche possibile calcolare e progettaare un violino. (come per tutti gli strumenti musicali)
Vorrei anche aggiungere per gli amanti dei frequenzimetri o altri strumenti onanistici per ascoltare il suono, all'epoca di Stradivari usavano l'orecchio, e sono rimasti i migliori strumenti...... :D
...ma il calabrone non lo sa, e continua a volare !!!

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da claudio » giovedì 8 marzo 2018, 17:25

Se qualcuno usasse un pochino l'efficientissimo motore di ricerca interno del forum vedrebbe che di Peluzzi e del suo libro, tenuto conto che io lo posseggo e l'ho letto anni fa, negli anni se n'è parlato abbastanza diffusamente. Dato però che ora abbiamo qualcuno che costruisce strumenti con la tecnica suggerita da Peluzzi, allora possiamo anche approfondire. Però Edoardo poteva anche esordire citando subito il Peluzzi, cosa che invece abbiamo dovuto capire da soli, invece di fare affermazioni poco lusinghiere sui liutai che "costruiscono male".
search.php?st=0&sk=t&sd=d&sr=posts&keywords=peluzzi
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da lorenzo fossati » giovedì 8 marzo 2018, 21:33

Ma esistono violini del Peluzzi (non ho capito se era un liutaio) e se si come suonano?

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da claudio » giovedì 8 marzo 2018, 21:43

Euro Peluzzi non era un liutaio, o almeno mi sembra di ricordare così, è piuttosto da considerare un erudito (credo fosse un matematico o un fisico), con la passione per la liuteria e la musica.
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da lorenzo fossati » giovedì 8 marzo 2018, 22:20

Ho letto su internte che era figlio d'arte di Giuseppe Peluzzi (liutaio con strumnto su Tarisio), dunque forse liutaio, ma non riesco a rintracciare neanche un suo strumento, che ho letto sembra avessero bombature estremamente basse (probabile suono nasale o spessori troppo abbondanti?) non ricordo se solo per le tavole o anche i fondi

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da claudio » giovedì 8 marzo 2018, 22:57

Euro si dedicò a diverse forme di arte e a molteplici attività, studiò, pubblicò e creò ceramiche, decori murali, violini, ma anche ville, chiese, palazzine e tombe. Fu architetto, docente, ceramista, liutaio, teorico della liuteria, saggista e fabbricere. Nella conferenza cairese sui Peluzzi si cercherà di illustrare tutto questo anche attraverso immagini. Non mancheranno testi toccanti e sorprese. Ingresso libero.
http://www.ivg.it/2018/01/cairo-incontr ... a-artisti/
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da davidesora » giovedì 8 marzo 2018, 23:47

piase ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 11:55
Questo scambio di opinioni mi ricorda troppo il grande capo Estiqaatsi: https://www.youtube.com/watch?v=JpJ0V15hOMU
Centrato il punto! :D :D

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da davidesora » giovedì 8 marzo 2018, 23:50

edopraga ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 16:29
Vorrei anche aggiungere per gli amanti dei frequenzimetri o altri strumenti onanistici per ascoltare il suono, all'epoca di Stradivari usavano l'orecchio, e sono rimasti i migliori strumenti...... :D
Esatto, e di certo non si mettevano a calcolare gli angoli di riflessione all'interno delle casse dei loro violini..... :D

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da davidesora » giovedì 8 marzo 2018, 23:58

edopraga ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 9:56
davidesora ha scritto:
mercoledì 7 marzo 2018, 23:27
Ma poi una volta deformate le bombature (e si deformano) tutti sti calcoli di parabole e curve e angoli di riflessione dove vanno a finire? Oltretutto quando le tavole vibrano si muovono in modo e ampiezza diverse a seconda delle frequenze (vedi analisi modale visto che ti piace citare la scienza....) e come fai a tenere conto anche di questo nei tuoi calcoli di angoli di riflessione? Prevedo calcoli molto sofisticati :roll:
Non mi risulta che siano calcoli cosi complessi, sono semplicemente applicazioni geometrice che possono essere calcolate con una matita un righello e un goniometro :D ... Credo che sia molto e anche troppo scientifico perdere tempo con sofisticati strumenti per eseguire calcoli modali, analisi delle vibrazione e frequenze con le foglioline di the e tutto il resto, tomografia ecc ecc :D poi se le bombature si deformano, si deformano anche per te, non solo a me:D pero' e' probabile che siccome applico la fisica statica alla sezione del legno, le mie resistano piu' a lungo ;)
Ai posteri l'ardua sentenza....
Le deformazioni sono congenite in un violino (basta guardare quelli antichi per rendersi conto che delle curve originali non rimane molto) e le mie bombature di certo non faranno eccezione, ma ameno non perdo tempo a sollazzarmi con angoli di riflessione e bizzarre teorie pseudo-scientifiche che verranno vanificate dalle inevitabili deformazioni future.

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » venerdì 9 marzo 2018, 9:41

davidesora ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 23:58
edopraga ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 9:56
davidesora ha scritto:
mercoledì 7 marzo 2018, 23:27
Ma poi una volta deformate le bombature (e si deformano) tutti sti calcoli di parabole e curve e angoli di riflessione dove vanno a finire? Oltretutto quando le tavole vibrano si muovono in modo e ampiezza diverse a seconda delle frequenze (vedi analisi modale visto che ti piace citare la scienza....) e come fai a tenere conto anche di questo nei tuoi calcoli di angoli di riflessione? Prevedo calcoli molto sofisticati :roll:
Non mi risulta che siano calcoli cosi complessi, sono semplicemente applicazioni geometrice che possono essere calcolate con una matita un righello e un goniometro :D ... Credo che sia molto e anche troppo scientifico perdere tempo con sofisticati strumenti per eseguire calcoli modali, analisi delle vibrazione e frequenze con le foglioline di the e tutto il resto, tomografia ecc ecc :D poi se le bombature si deformano, si deformano anche per te, non solo a me:D pero' e' probabile che siccome applico la fisica statica alla sezione del legno, le mie resistano piu' a lungo ;)
Ai posteri l'ardua sentenza....
Le deformazioni sono congenite in un violino (basta guardare quelli antichi per rendersi conto che delle curve originali non rimane molto) e le mie bombature di certo non faranno eccezione, ma ameno non perdo tempo a sollazzarmi con angoli di riflessione e bizzarre teorie pseudo-scientifiche che verranno vanificate dalle inevitabili deformazioni future.
Che le riflessioni acustiche in fisica siano teorie pseudo scientifiche mi sembra un tantino una definizione azzardata, e poi, dovendo modificare la bombatura lavoando dall'esterno dovresti modificare tutte le dime ma non avendo una misura di riferimento sarebbe un lavoro molto ma molto empirico.
Al contrario lavorando sul raggio di curvatura interno, posso decidere un raggio di 140mm , oppure di 110mm, rispettivamente piu piatto o piu bombato, e una volta finito l'interno, lo spessore viene automaticamente all'esterno controllando il degradare dal punto maagiore ai bordi. Inoltre, dovendosi anche adattare lo spessore del legno a seconda della sonorita', non mi pare che tutti i legni abbiano la stessa densita' e stagionatura, la parte interna, con le dovute misure rimane quella, mentre il maggiore o minore spessore si regola all'esterno; procedimento di gran lunga piu' semplice e controllabile......
...ma il calabrone non lo sa, e continua a volare !!!

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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da edopraga » venerdì 9 marzo 2018, 9:59

davidesora ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 23:50
edopraga ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 16:29
Vorrei anche aggiungere per gli amanti dei frequenzimetri o altri strumenti onanistici per ascoltare il suono, all'epoca di Stradivari usavano l'orecchio, e sono rimasti i migliori strumenti...... :D
Esatto, e di certo non si mettevano a calcolare gli angoli di riflessione all'interno delle casse dei loro violini..... :D
a parte le faccine che ridono a presa di culo, ( tipico di chi non ha argomenti e si arrampica sugli specchi) questo che allego e' il cartone di Stradivari, citato da Peluzzi, ove e' rappresentato tutto quello di cui sto parlando, ritrovato nella collezione del liutaio milanese Bisiach.... adesso mettici un toppino ......
Allegati
Cartone di Stradivari.jpg
Cartone di Stradivari.jpg (390.05 KiB) Visto 413 volte
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Re: Pensiero sulla costruzione di un violino

Messaggio da lorenzo fossati » venerdì 9 marzo 2018, 12:23

A prescindere dal se questa parabola interna sia effettivamente effettiva (e se si, desiderabile, magari lo strumento ha miglior proiezione se le onde invece di rimbalzare "all'infinito" dentro la cassa, trovano velocemente la strada verso le effe), io ripeto che non vedo questa differenza tra i due metodi (per lo meno all'interno). Il problema vero è la completa impossibilità di controllare l'aspetto timbrico (che per me è più rilevante di quello diciamo di trasmissione sonora, anche se è comunque correlato a questi) specialmente se si decide per archi bassi, finendo con tutta probabilità o con uno strumento costipato da spessori troppo importanti o dal suono nasale o una via di mezzo Considera anche che abbassando l'arco (secondo principi strutturali ben noti quasi dall'alba dei tempi) si abbassa anche la capacità di resistere alla forza imposta, inasprendo nel tempo le deformazioni e quindi incrementando di fatto il brutto carattere dello strumento. Se c'è una certezza nel lavoro degli antichi è forse che accordavano le tavole e forse anche lo strumento intero, di fatto per quanto ne so io l'analisi modale degli strumenti antichi ha catalogato le frequenze importanti (anche di liutai diversi) tutte entro un certo range e se uno vuole adottare un approccio scientifico (per quanto possibile) non vedo altra via che confrontarsi con dati certi, ovvero gli spettri degli strumenti. Poi alla fine i gusti sono gusti, e può piacere anche uno strumento che non rientra nei canoni dettati dal passato. Per me sarebbe infatti interessante conoscere le risonanze degli strumenti del Peluzzi ed anche di Edoardo, che sul suo metodo ha costruito, correlando gli spettri (dati di fatto) con la percezione di bontà di uno strumento (esistono metodi di valutazione più o meno standardizzati ma un orecchio affinato credo riesca comunque a distinguere un cinesaccio da un Guarneri) si riesce ad ottenere importanti direttive sul come indirizzare il prossimo violino

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