mio primo mandolino

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mio primo mandolino

Messaggio da nicrotunno » mercoledì 7 marzo 2018, 22:49

Buona sera a tutti...mi chiamo Nicola e sono nuovo del forum...dopo aver realizzato una decina di chitarre sia classiche che acustiche,sto pensando di realizzare un mandolino napoletano spinto anche da un mio carissimo amico valente mandolinista.Nonostante la mia (poca) esperienza in campo liuteristico,sono totalmente a digiuno per quanto riguarda le tecniche costruttive del mandolino e perciò sarei molto grato a chiunque volesse aiutarmi in quest'avventura.Al momento ho già costruito la forma interna sulla scorta di un calco che ho fatto al guscio di un vecchio mandolino che ho "restaurato" ed il manico...penso e spero di non avere difficoltà nella messa a dimora delle doghe ( 21 compresi i fascioni ) ma sono certo di averne per quanto riguarda la piegatura del piano nel senso che non so se farla prima o dopo l'incollatura delle due semitavole...ho letto qualcosa sull'argomento anche su questo benemerito forum ma le perplessità non sono sparite anche perchè alcuni dicono di piegare le semitavole prima dell'incollaggio ed alcuni dicono di piegarla dopo...sono molto ben accetti consigli di ogni tipo magari accompagnati da foto esplicative...grazie a tutti coloro che vorranno aiutarmi...Nicola

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Re: mio primo mandolino

Messaggio da violino7 » giovedì 8 marzo 2018, 18:40

Ciao Nicola, ben arrivato!
anch'io ho restaurato un mandolino del quale ho reportato su questo forum.
Se non erro, almeno il mio mandolino era così, oltre alla piegatura, occorre realizzare in contemporanea anche una leggerissima bombatura della tavola armonica, la quale è già lavorata a spessore uniforme. Allora vien da sè che la piega andrebbe fatta prima dell'incollaggio delle due parti simmetriche perchè la bombatura, intesa come leggera convessità, la si ottiene togliendo pochissimo legno sul filo di incollaggio in maniera crescente dalla piega in giù.
Ripeto, io il mandolino non l'ho costruito (mi piacerebbe farlo), ma per restaurarlo ho visto come era fatta la tavola perchè proprio nel punto di incollaggio basso c'era una bella frattura ed avendo dovuto smontare la tavola ho dovuto ricomporre come era in originale.
Spero di esserti stato utile.
Buon lavoro.
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da lorenzo fossati » giovedì 8 marzo 2018, 21:29

Io dovrei restaurare un vecchio mandolino che apparteneva al mio bisnonno (necessita una tavola ed una tastiera nuova) dunque seguo volentieri gli sviluppi della costruzione

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Re: mio primo mandolino

Messaggio da violino7 » giovedì 8 marzo 2018, 23:34

lorenzo fossati ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 21:29
Io dovrei restaurare un vecchio mandolino che apparteneva al mio bisnonno (necessita una tavola ed una tastiera nuova) dunque seguo volentieri gli sviluppi della costruzione
Al riguardo posso intanto darti dei consigli di massima, visto che ci sono passato!

Io la tastiera la ho dovuto rifare! E' un lavoro ordinario, non molto difficile. Come la chitarra anche il mandolino ha i tasti metallici, quindi è similare e bisogna fare riferimento ad una specifica tabella onde individuare le specifiche posizioni. Io ho avuto il problema di supplire al fatto che attualmente si trovano in commercio soltanto barrette metalliche a sezione "a funghetto" mentre invece dovevo ricostruire una tastiera d'epoca con lamelline a sezione rettangolare, come li facevano un tempo più o meno lontano e come erano quei pochi rimasti sulla vecchia tastiera ridotta in condizione davvero pietosa!
Per la tavola armonica credo che una volta smontata quella vecchia non dovresti aver difficoltà a farne una pressochè identica. Visto che lo spessore è uniforme, si tratta di valutare lo spessore opportuno rispetto alla tipologia del nuovo legno ed eventualmente risolvere adeguatamente la questione della piegatura orizzontale a caldo poco più sotto del punto di posizionamento del ponticello.
Piuttosto, invece, tieni presente che smontare una tavola armonica di un mandolino è molto più difficoltoso della stessa operazione fatta su un violino perchè nel mandolino in prossimità (anzi, a copertura!) dei bordi normalmente sono in esso incassate tutte le decorazioni tipiche di quello strumento. Il bordo poi non è visibile neanche lateralmente, perchè sulla verticale esterna su tutto il perimetro esso è coperto da apposite fasce di legno, che sono le prime a dover essere rimosse! Per me è stato davvero un lavoro certosino di grande pazienza, ma io dovevo non danneggiare il legno sottostante perchè quella tavola la ho voluta recuperare e salvarla con il restauro. Se tu vuoi sostituirla puoi procedere più spedito senza preoccuparti del danno che procuri, ma comunque vedrai che avrai il tuo ben da fare!

Questo in grandi linee, per quella che è stata la mia esperienza. Non so se andando in ricerca puoi ancora visionare le foto del lavoro che ho fatto e che ho postato man mano che procedevo.
.
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da lorenzo fossati » venerdì 9 marzo 2018, 12:34

violino7 ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 23:34
lorenzo fossati ha scritto:
giovedì 8 marzo 2018, 21:29
Io dovrei restaurare un vecchio mandolino che apparteneva al mio bisnonno (necessita una tavola ed una tastiera nuova) dunque seguo volentieri gli sviluppi della costruzione
Al riguardo posso intanto darti dei consigli di massima, visto che ci sono passato!

Io la tastiera la ho dovuto rifare! E' un lavoro ordinario, non molto difficile. Come la chitarra anche il mandolino ha i tasti metallici, quindi è similare e bisogna fare riferimento ad una specifica tabella onde individuare le specifiche posizioni. Io ho avuto il problema di supplire al fatto che attualmente si trovano in commercio soltanto barrette metalliche a sezione "a funghetto" mentre invece dovevo ricostruire una tastiera d'epoca con lamelline a sezione rettangolare, come li facevano un tempo più o meno lontano e come erano quei pochi rimasti sulla vecchia tastiera ridotta in condizione davvero pietosa!
Per la tavola armonica credo che una volta smontata quella vecchia non dovresti aver difficoltà a farne una pressochè identica. Visto che lo spessore è uniforme, si tratta di valutare lo spessore opportuno rispetto alla tipologia del nuovo legno ed eventualmente risolvere adeguatamente la questione della piegatura orizzontale a caldo poco più sotto del punto di posizionamento del ponticello.
Piuttosto, invece, tieni presente che smontare una tavola armonica di un mandolino è molto più difficoltoso della stessa operazione fatta su un violino perchè nel mandolino in prossimità (anzi, a copertura!) dei bordi normalmente sono in esso incassate tutte le decorazioni tipiche di quello strumento. Il bordo poi non è visibile neanche lateralmente, perchè sulla verticale esterna su tutto il perimetro esso è coperto da apposite fasce di legno, che sono le prime a dover essere rimosse! Per me è stato davvero un lavoro certosino di grande pazienza, ma io dovevo non danneggiare il legno sottostante perchè quella tavola la ho voluta recuperare e salvarla con il restauro. Se tu vuoi sostituirla puoi procedere più spedito senza preoccuparti del danno che procuri, ma comunque vedrai che avrai il tuo ben da fare!

Questo in grandi linee, per quella che è stata la mia esperienza. Non so se andando in ricerca puoi ancora visionare le foto del lavoro che ho fatto e che ho postato man mano che procedevo.
Ok grazie! la tavola che era già molto danneggiatà ed un po staccata la tolsi effettivamente con non poche beghe (non ricordo di preciso son passati un paio di anni)

Quando attacco ti chiedo consiglio!

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Re: mio primo mandolino

Messaggio da nicrotunno » mercoledì 14 marzo 2018, 22:27

Sono andato un pò avanti con i lavori e posto alcune foto...

per ora è tutto...i lavori proseguono lentamente ma inesorabilmente...
Allegati
WP_20180314_002.jpg
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WP_20180314_004.jpg (90.66 KiB) Visto 1213 volte
WP_20180228_011.jpg
...ho preferito metterci un'anima di alluminio a mò di trusrod perchè il manico in abete mi sembra un pochono fragile...
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da claudio » venerdì 16 marzo 2018, 16:31

Sembra un ottimo lavoro, tienici informati. Sul manico in abete: questo è sì un legno morbido ma è molto resistente alla flessione, le dimensioni di un manico di mandolino considerando la luinghezza in relazione allo spessore sono più che idonee a garantirne stabilità. Perlomeno nella mia esperienza ho sempre visto manici in abete massiccio impiallacciati con altre essenze.
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da Nico09 » venerdì 16 marzo 2018, 18:19

La forma interna come l'hai ottenuta? Molto interessante il tutto!

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Re: mio primo mandolino

Messaggio da nicrotunno » sabato 17 marzo 2018, 21:50

Grazie Claudio per la cortese risposta...alla luce di quanto tu dici,in effetti,il rinforzo non ha alcun senso...ma ormai c'è e me lo tengo... :oops: :oops: :oops:
Nico09 ha scritto:
venerdì 16 marzo 2018, 18:19
La forma interna come l'hai ottenuta? Molto interessante il tutto!
La forma l'ho ricavata da fogli di MDF spessi 20 mm e tagliati a rettangoli in misura più abbondante delle definitive ed incollati sovrapponendoli fra di loro in modo da avere un parallelepipedo dal quale ho poi ricavato la forma definitiva lavorando di scalpello,carta vetrata e moolto olio di gomito...una faticaccia ma ne è valsa la pena...ovviamente è stata in seguito svuotata all'interno per quanto possibile altrimenti sai che faticaccia ogni volta che la si debba usare...mi dispiace non aver fatto delle foto, ma non pensavo di pubblicare questo mio lavoro...

Contrariamente a quanto espresso in precedenza,i problemi si stanno presentando anche nella posa delle doghe specificatamente alla sagomatura delle stesse in prossimità della curva più accentuata del guscio dove bisogna piegarle sia in senso trasversale che in quello longitudinale...praticamente se vengono bene in un senso non ci si trova nell'altro nel senso che se riesco a far combaciare la parte superiore della doga che sto mettendo con quella già fissata alla forma,nella parte inferiore mi rimane qualche mm di luce tra la doga e la forma e viceversa...essendo il primo mandolino che realizzo sono assolutamente a digiuno delle tecniche che si usano per la costruzione di questo strumento e perciò devo ancora imparare i " trucchetti " del mestiere ma ho tempo e volontà...buona serata a tutti,Nicola

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Re: mio primo mandolino

Messaggio da violino7 » mercoledì 21 marzo 2018, 8:03

nicrotunno ha scritto:
sabato 17 marzo 2018, 21:50
..................
Contrariamente a quanto espresso in precedenza,i problemi si stanno presentando anche nella posa delle doghe specificatamente alla sagomatura delle stesse in prossimità della curva più accentuata del guscio dove bisogna piegarle sia in senso trasversale che in quello longitudinale...praticamente se vengono bene in un senso non ci si trova nell'altro nel senso che se riesco a far combaciare la parte superiore della doga che sto mettendo con quella già fissata alla forma,nella parte inferiore mi rimane qualche mm di luce tra la doga e la forma e viceversa...essendo il primo mandolino che realizzo sono assolutamente a digiuno delle tecniche che si usano per la costruzione di questo strumento e perciò devo ancora imparare i " trucchetti " del mestiere ma ho tempo e volontà...buona serata a tutti,Nicola
A suo tempo anchio mi ero messo in testa di costruire un mandolino ed avevo anche iniziato la mia forma interna, poi mi sono fermato! Però avevo le idee ben chiare di come dovevo procedere.

Per il manico e paletta avrei usato del legno duro, probabilmente classico acero, oppure addirittura sarebbe andato bene anche noce nostrano come era il mandolino che avevo restaurato, non certamente abete! Non ci sarebbe stato bisogno poi del rinforzo, come si usa per il manico della chitarra perchè il manico del mandolino è sufficientemente cicciotto anche in altezza in maniera crescente specialmente in prossimità dell'attaccatura alla cassa. Mai visto un manico di mandolinto con rinforzo centrale!

Per quanto riguarda le doghe, discorso a parte, devi considerare che la loro larghezza deve essere uniforme, quindi la cosa più importante in partenza è quella di prepararle tutte uguali considerando che devono poi arrivare a coprire perfettamente il guscio della forma fino al livello previsto ai bordi. Questo lavoro preliminare penso sia fondamentale! Da quello che vedo in foto non mi sembra che le tue siano perfette! Devi prima preparare il tutto e poi procedere sequenzialmente all'assemblaggio a colpo sicuro partendo dalle doghe centrali.
Considera anche che la stondatura la devi ottenere adeguando la perfetta aderenza l'una all'altra sagomando a smussare verso il basso le due pareti laterali di ciascuna di esse, cioè togliendo legno sullo spessore in maniera di farle aderire "al bacio" per il perfetto incollaggio con colla a caldo, nel contempo aiutando così la piegatura necessaria. Per questo lavoro, davvero certosino di grande precisione e per il quale ti consiglio di prenderti tutto il tempo che serve, visto che tra l'una e l'altra c'è un filetto, eventualmente puoi lavorare (credo in maniera molto relativa) anche su di esso, praticamente adeguandolo a V.
Non credo sia possibile effettuare il piegamento del listello oltre per la lunghezza anche per la larghezza! :( Sono sicuro che si debba procedere in questa maniera.
Sulla lunghezza io mi sarei tenuto leggermente abbondante! Perchè in basso sul guscio dove devi posizionare il reggiordiera non sei arrivato fino in fondo? :? Tutta la superficie esterna della forma interna deve essere coperta dalle doghe perchè tolta la forma il guscio è formato dalle sole doghe che si reggono incollate tra di loro (poi vengono anche rivestite internamente) , questo non è possibile se lasci dei vuoti. Alla fine quando togli la forma ti troverai un guscio aperto in quel punto, è cosa davvero inammissibile!

Io almeno avrei lavorato in questa maniera, di base!
Ci sono altre regole sostanziali da considerare, prima tra tutte è che la superficie superiore del manico e la tavola armonica, come per la chitarra, devono posizionarsi sequenzialente sulla stessa linea (a parte la piegatura bassa della tavola), quindi la costruzione del guscio sottintende a questa necessità! Ci avevi pensato a come fare?

La prima impressione che ho avuto è che ti manchi un progetto! Non credo tu possa procedere con approssimazione come hai scelto di fare, sinceramente! :( Ti consiglio caldamente di approfondire prima la conoscenza della materia per quanto possibile, come d'altronde ho fatto io a suo tempo anche solo per iniziare un semplice restauro, visto che partivo da zero! :( . Prima ho cercato di conoscere il più possibile le questioni legate a questo strumento e poi mi sono avventurato! Ad esempio, esiste un poster interessantissimo di un mandolino da poter consultare. Invece la letteratura è molto frammentata.
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da violino7 » venerdì 23 marzo 2018, 0:01

nicrotunno ha scritto:
sabato 17 marzo 2018, 21:50
........... sono assolutamente a digiuno delle tecniche che si usano per la costruzione di questo strumento e perciò devo ancora imparare i " trucchetti " del mestiere ma ho tempo e volontà...buona serata a tutti,Nicola
Appunto, qui ti contraddici, se permetti! Ma non è che io voglia inveire, solo voglio chiarire meglio per indirizzarti positivamente!
Non conosci le tecnice però intanto hai incominciato! :roll: Questa cosa in sè non quadra, si spiega solo col fatto che implicitamente dichiari di essere disposto a buttare via tutto e ricominciare da capo. Se ci pensi bene, sarebbe inevitabile se tu dovessi trovare sempre maggiore difficoltà nel procedere e da ciò dovesse palesarsi un impatto negativo sulla qualità del manufatto! :cry:

Ma intanto, indipendentemente da quello che deciderai di fare in futuro, riguardo la difficoltà che lamenti per la posa delle doghe, io un piccolo "trucchetto" te lo suggerisco, certamente ti potrebbe tornare utile:
nel lavoro sul mio mandolino ho dovuto mettere mano anche all'incollaggio e rifacimento parziale di alcune doghe. Sono sicuro al 100% che alla nascita del mandolino le doghe sono state fissate al legno della forma con un piccolo chiodino man mano che venivano incollate l'una all'altra. Dovrebbe trattarsi di un chiodino speciale a collo lungo ed abbastanza fino, tipo spillo da sarta, ma ovviamente non proprio quello perchè deve essere sufficientemente robusto tanto da permettere l'inchiodatura. E' anche ovvio pensare questo perchè in quella maniera la doga viene bloccata ben salda. Ho trovato tracce dei piccoli fori di questi chiodini ai due estremi delle fasce, vicino al manico ed all'opposto, esattamente sotto il fascione basso.
Di conseguenza ho immaginato, ma sono sicuro di non sbagliarmi molto, che la tecnica consista nell'incollare una doga per volta (sagomando a coltello e rasiera la perfetta aderenza laterale ove non ancora perfettamente realizzata, anche a sbieco), fissata con i due chiodini alle estremità (chiodini martellati in maniera da poterli togliere successivamente) ed invece al centro provvedendo a spingere a pressione ciascuna doga contro la vicina direttamenteper per mezzo di semplici spilli lunghi fissati sulla forma (questa volta sì, proprio quelli da sarta) per garantire la pressione necessaria all'incollaggio. Questa tecnica degli spilli credo che tu sappia che si usa, almeno io l'ho adoperata, anche similarmente per bloccare il filetto decorativo sul bordo della chitarra.
A questo punto occorre aspettare che la colla abbia fatto sufficientemente presa. E scontato che debba essere usata la colla a caldo! Io direi che si possono fissare due doghe per volta, una su un lato ed un'altra all'opposto, e ripetere l'operazione dopo dodici ore prima di togliere tutti gli spilli. Quindi credo che al massimo si possa procedere con quattro doghette in un giorno, partendo dal centro simmetrico (infatti le doghe sono 21, quindi una al centro e 10 per lato, il tutto calcolato millimetricamente fino al bordo). Io penso che non ci debba essere alcuna fretta, bisogna prendersi tutto il tempo che serve.
La drittata ulteriore, secondo me, dovrebbe essere che la perfetta aderenza tra una doga e la vicina non va ricercata tra quella già incollata e l'altra, ma, per una questione di praticità, tra le prime due che dovranno essere incollate, lasciando all'ultimo momento solo i perfezionamenti inevitabili prima di mettere la colla.
Sono sicuro che così potrebbe venire un buon lavoro! :)
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da claudio » venerdì 23 marzo 2018, 0:26

Lino, dai almeno il tempo di rispondere prima di scrivere così tanto, il bello è il dialogo e la ricerca, e anche l'autonomia della ricerca, compresa la libertà di sbagliare. Io purtroppo non posso aiutare, ma seguo con interesse.
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da nicrotunno » venerdì 23 marzo 2018, 17:44

...provo a rispondere alla filippica dell'amico Violino7...
violino7 ha scritto:
mercoledì 21 marzo 2018, 8:03
Per il manico e paletta avrei usato del legno duro, probabilmente classico acero, oppure addirittura sarebbe andato bene anche noce nostrano
...ho preferito fare il manico in abete sia per una questione filologica( pare che anticamente si usasse molto quest'essenza per poi impreziosirla con impiallicciature più nobili) sia per un maggior equilibrio dello strumento...credo che un'essenza più pesante sommata al peso delle meccaniche e della tastiera,influirebbe in modo sensibile all'equilibrio stesso...per quanto riguarda il rinforzo ti rimando alla lettura del mio thread in risposta all'amico Claudio...
violino7 ha scritto:
mercoledì 21 marzo 2018, 8:03
Per quanto riguarda le doghe, discorso a parte, devi considerare che la loro larghezza deve essere uniforme, quindi la cosa più importante in partenza è quella di prepararle tutte uguali considerando che devono poi arrivare a coprire perfettamente il guscio della forma fino al livello previsto ai bordi.
[quote=violino7 post_id=91737 time=1521615836 user_id=693
Sulla lunghezza io mi sarei tenuto leggermente abbondante! Perchè in basso sul guscio dove devi posizionare il reggiordiera non sei arrivato fino in fondo? Tutta la superficie esterna della forma interna deve essere coperta dalle doghe perchè tolta la forma il guscio è formato dalle sole doghe che si reggono incollate tra di loro
[/quote]

...dissento da quanto dici specialmente per quanto riguarda la larghezza delle doghe che dici deve essere uniforme ed uguale per tutte...è proprio per averle sagomate in questo modo che ho avuto i problemi che ho evidenziato nel mio precedente intervento perciò per esperienza fatta sul campo,questa metodologia per me non è valida...il tutto e suffragato anche da quanto si evince dalla lettura delle pagine di un manuale per la costruzione del mandolino,di cui sono venuto in possesso troppo tardi e che troverai in allegato, che spiega con dovizia di particolari la posa in opera delle doghe...
violino7 ha scritto:
mercoledì 21 marzo 2018, 8:03
Ci sono altre regole sostanziali da considerare, prima tra tutte è che la superficie superiore del manico e la tavola armonica, come per la chitarra, devono posizionarsi sequenzialente sulla stessa linea (a parte la piegatura bassa della tavola), quindi la costruzione del guscio sottintende a questa necessità! Ci avevi pensato a come fare?
...se c'é una cosa che ho imparato da quando realizzo chitarre classiche ed acustiche, é che la costruzione deve avvenire seguendo una linea retta segnata sulla solera(banco per la costruzione) che divide lo strumento in due parti simmetriche ed una perfetta "conseguenzialità" Manico/tavola...perciò...si...ne ho tenuto conto...

violino7 ha scritto:
mercoledì 21 marzo 2018, 8:03
La prima impressione che ho avuto è che ti manchi un progetto! Non credo tu possa procedere con approssimazione come hai scelto di fare
...non capisco da dove derivi questa tua convinzione...a parte che non credo che la sagomatura e la relativa messa in posa delle doghe abbia bisogno di un progetto specifico, ti posso assicurare che,anche sulla scorta del restauro che ho effettuato su di un vecchio mandolino,un disegno particolareggiato l'ho fatto e prevede uno strumento con un diapason di 330mm sul quale ho ricavato le altre misure...esattamente come si fa quando si progetta ex novo una plantilla per una chitarra totalmente nuova...e poi mal che vada ho sempre l'originale a cui fare riferimento...l'approssimazione di cui parli,anche per un mio escursus lavorativo,non fa parte del mio modo di fare...
claudio ha scritto:
venerdì 23 marzo 2018, 0:26
Lino, dai almeno il tempo di rispondere prima di scrivere così tanto, il bello è il dialogo e la ricerca, e anche l'autonomia della ricerca, compresa la libertà di sbagliare. Io purtroppo non posso aiutare, ma seguo con interesse.
...grazie Claudio...in poche parole,specialmente le ultime, hai centrato il senso di questo mio intervento...ma una risposta all'amico Violino7 la dovevo dare...

...buona serata da Nicola,assemblatore di legni a forma di chitarra che spera di diventarlo anche di mandolini...
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da nicrotunno » venerdì 23 marzo 2018, 17:46

...non riesco a caricare altri allegati al messaggio precedente perciò ne faccio un'altro
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Re: mio primo mandolino

Messaggio da violino7 » venerdì 23 marzo 2018, 19:28

Ciao Nicola,

sì, effettivamente dalle foto che hai postato e dalla richiesta di aiuto alla prima pagina mi ero fatto l'idea che eri partito senza molti approfondimenti ma ora mi rendo conto, invece, che hai sufficienti nozione di base, e poi nel frattempo hai acquisito anche un preziosissiomo manuale per la costruzione dello strumento. E' davvero un libro raro da trovare che sarebbe ambito da molti :) ! Io ne ho cercato uno lungamente, ma invano.

Scusami ma la mia impressione, anche vedendo le foto, è stata quella, cioè che ti mancasse l'informativa di base. Non ho visto la solera sotto la forma, tra l'altro la forma che si vede deve essere un modello particolare (io me la immagino più bassa, se deve poggiare sulla solera) e le doghe non mi parevano molto uniformi. Forse sono stato troppo severo nel giudizio e certamente ho sbagliato, ma la finalità era di apportare qualcosa di positivo.
Comunque, con il manuale a portata di mano, davvero penso che ora tu possa andare avanti nel lavoro alla grande! :) Ho visto che è sufficientemente analitico nelle spiegazioni.

Attendiamo altre foto!
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