Violini "grandi"

I liutai: i loro strumenti e le loro biografie.
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Fusion93
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Violini "grandi"

Messaggio da Fusion93 » martedì 3 agosto 2010, 0:16

Vorrei proporvi un nuovo quesito. A me affascinano i violini di una certa grandezza. Il mio attuale violino è di 36,5 cm, ha un timbro vellutato e a tratti scuro. Ma tutto sommato non è troppo grande. Per il mio prossimo violino, quello professionale (anche se mi dedicherò tra un paio d'anni a questa spesa) mi piacerebbe un violino di 37- 37,5 (direi anche 38 ma mi sembra esagerato, sembrerebbe più una viola).
Mi sapreste dire i pro e i contro di questa scelta?
Inoltre, ovviamente ho sentito parlare dei grandi violini di Amati, ma non ne so molto, potete dirmi per lo meno quale fosse la loro grandezza e quale la caratteristica del loro timbro? Scusate la domanda un po' banale e grazie per le risposte come sempre. E' un bel forum perchè noto che siete sempre disponibili. Buonaserata.

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claudio
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Messaggio da claudio » martedì 3 agosto 2010, 1:17

Mi riservo di darti una risposta più articolata domani, per ora ti invito a fare un pensierino alla viola e a dormirci su.
andante con fuoco

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claudio
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Messaggio da claudio » martedì 3 agosto 2010, 12:41

Bisogna innanzitutto dire che il massimo previsto per la lunghezza di un violino è di 36.5cm, e questa è già una dimensione che la maggioranza dei violinisti ritengono molto difficoltosa da usare. Il cambio di dimensione della cassa prevede spesso anche variazioni nel diapason e nella lunghezza del manico, quindi gli strumenti grandi non "cadono in mano" nel modo in cui ci si aspetta e spesso prevedono anche variazioni nel cambio delle posizioni.

Ma il problema più grosso è il cambio del timbro dello strumento, il quale secondo un gergo violinistico inizia a "violeggiare", ossia la voce perde quella caratteristica timbrica del violino assumendo toni scuri e ampi tipici delle viole. Il violino possiede tipicamente una timbrica brillante che lo fa accostare a quella di un soprano, il compito di un liutaio consiste nel produrre uno strumento con un suono penetrante ma ricco di armonici.

Le dimensioni delle viole variano normalmente da 38cm a 43cm, posseggono un loro timbro tipico inconfondibile. Anche viole di piccole dimensioni sono in grado produrre un suono ampio e vellutato, ma bisogna fare più attenzione nella costruzione, perché vale sempre la regola per cui maggiori sono le dimensioni dello strumento, maggiore è la superficie su cui si distribuisce (o si diluisce) l'errore.

I violini cosiddetti "grandi" di Amati, sono quelli costruiti da Nicolò, il quale ha fissato con quel modello le proporzioni del violino moderno, quindi la lunghezza è di 35.4cm, cioè a dire che prima di allora era in uso costruire violini di dimensioni ancora più piccole.

Tornando al tuo caso, mi sembra che da parte tua si avverta il bisogno di un timbro ampio e dolce. Spesso i violini sono dotati di un suono fin troppo potente e povero di armonici che alla lunga può stancare l'orecchio del musicista. A questo punto si dovrebbe considerare l'acquisto di un violino di dimensioni regolari, ma con un suono particolarmente dolce ampio.

Questa caratteristica non è una prerogativa esclusiva degli strumenti antichi, a ben cercare, esistono strumenti moderni o contemporanei che sono in grado di produrre un suono grato all'orecchio di chi suona e a chi ascolta. Non è detto infatti che uno strumento antico nato con un suono secco e penetrante, con il tempo sia cambiato a produrre un timbro caldo e vellutato.

Il tempo e l'uso degli strumenti aiutano solo a definire il suono, ma le caratteristiche di origine rimangono le stesse. Se un violino grande (Stradivari ne ha costruiti e se ne conoscono alcuni esemplari), è nato "violeggiando", è ben difficile che oggi riesca a produrre una voce da soprano.

Se nella infinita offerta di violini di tutti i tipi non si è trovato l'esemplare giusto, allora si potrebbe prendere in considerazione il passaggio alla viola.
andante con fuoco

Fusion93
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Messaggio da Fusion93 » martedì 3 agosto 2010, 15:47

Ti ringrazio per la risposta molto dettagliata e approfondita che probabilmente ti ha tolto un po' di tempo. Non sapevo che la misura del mio violino fosse l' "estremo", eppure mi piacerebbe sperimentare un violino leggermente più grande... Ti ringrazio anche per aver colmato le mie lacune sui violini Amati, e io che pensavo che fossero più grandi!
Effettivamente mi piacerebbe aver un timbro vellutato, sono già abbastanza contenta del mio violino, che seppur sia un violino da studio, soddisfa già abbastanza il mio desiderio di un timbro un po' più scuro del normale. Molti miei compagni, quando ho il violino, mi chiedono di prestarglielo, trovano il suo timbro abbastanza bello, e ti parlo di ragazzi che comunque hanno anche violini di liuteria di un certo peso, ed è stata una soddisfazione per me vedere che fossero rimasti colpiti dal mio violino. Sinceramente non penso di abbandonare il violino perchè è stato "il mio primo amore", e il timbro argentino per alcuni tratti mi piace veramente, però spero di comprare per il mio futuro un violino il cui timbro della corda mi sia più curato. E poi effettivamente sento l'esigenza di suonare anche la viola. In questi giorni pensavo di poter andare dal mio liutaio giusto per vedere se può farmi provare qualche viola... Per quel che riguarda le viole di piccole dimensioni, nonostante tu dica che se costruite con una particolare cura possano avere un timbro più dolce, so che comunque in alcune orchestre non accettano viole inferiori alla 40... Quindi penso che mi orienterei verso quella misura. Un'altra cosa che mi da fastidio, è che nelle orchestre spesso il la venga alzato a 442, se non a 445. Io ho l'orecchio assoluto quindi sento abbastanza la differenza, e trovo il 440 decisamente più bello. Nonostante questo so che in passato il la fosse a 432, nel barocco mi sembra a 416. Quello che preferisco è il 432. E pensare che Hitler era fissato con orchestre accordate a 445, e che Paganini stesso alzava l'accordatura per semplice virtuosismo.

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Messaggio da Atomino » martedì 3 agosto 2010, 16:06

Fusion93 ha scritto:...... E pensare che Hitler era fissato con orchestre accordate a 445..........
Di certo la meno macabra tra le sue fissazioni.
- Alberto Soccini -

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Messaggio da debussy » domenica 4 settembre 2011, 10:29

che poi il più delle volte ci si inganna di avere un violino più piccolo/grande di lunghezza, mentre casomai è l'altezza delle fasce che cambia leggermente o altre proporzioni che a colpo d'occhio danno un'impressione sbagliata

eccius
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Messaggio da eccius » domenica 4 settembre 2011, 11:37

Mi limito a ricordare che fu E. Degani a utilizzare un modello di dimensioni 36.5, sulle orme verosimilmente di G. Chiocchi. Strumenti molto belli e forse un poco scuri come timbro. Di sicuro sono oggi penalizzati dal mercato. Un Degani sr. dalle dimensioni ortodosse può essere valutato fino a 50000 euro; il degani con le dimensioni eterodosse meno di un terzo.

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