Premio ANLAI 2010 al Portale del Violino.

Apprendiamo dal quotidiano di Cremona “La Cronaca” del 1° Giugno 2010 che il comitato direttivo dell’ANLAI ha assegnato a Claudio Rampini il premio “Una vita per la liuteria”. A mia volta dedico questo importante riconoscimento a tutti gli utenti del Portale che quotidianamente ci seguono con passione.

Lo stesso riconoscimento è stato attribuito al maestro Claudio Rampini di Pontedera che – spiega ancora Nicolini – con il suo “Portale del violino” quotidianamente mantiene contatti con liutai, musicisti, appassionati cultori dell’arte liuteria”.
Rampini, costruttore e restauratore di strumenti ad arco, si dedi­ca attivamente alla ricerca filologica, storica, artistica e tecnica e soprattutto alla divulgazione e diffusione della cultura musicale ed organologica sotto ogni punto di vista, orientando la propria atti­vità a contribuire ad una liuteria “etica” e “popolare”, tentando di portare la figura del liutaio ed i suoi strumenti al difuori di una lo­gica commerciale e mercantile spesso legata a luoghi comuni. Inol­tre nel 2004 ha fondato, e tuttora gestisce, il primo sito web italia­no, non commerciale e specifico, dedicato agli strumenti ad arco ed alla liuteria; a tale sito è abbinato un forum in cui professionisti, studenti o appassionali di musica o liuteria discutono di tali mate­rie specifiche.
(segue articolo completo).

 Un altro importante riconoscimento premia l’impegno di Paolo Bodini alla guida della Fondazione Stradivari. L’Associazione Na­zionale Amici della Liuteria Italiana (ANLAI), nell’ultima riunio­ne, ha deciso di conferirgli il premio “Una vita dedicata alla liute­ria”. Si vuole così gratificare quanto Bodini ha saputo fare prima come sindaco di Cremona (portò nella collezione di Palazzo Co­munale alcuni capolavori di liuteria classica e conferì la cittadinan­za onoraria a Rostropovich, lavorando per dare una dimensione in­ternazionale alla nostra città), poi come presidente della Triennale e, successivamente della Fondazione Stradivari. Oggi il concorso per liutai è tornato ad essere tra i più importanti al mondo e gli eventi di ottobre sono una vetrina pressoché unica per la nostra cultura musicale e per la preziosa tradizione ereditata delle nostre botteghe. La Fondazione Friends of Stradivari, infine, è sempre più il nodo centrale di una comunità virtuale legata al nome dei nostri massimi costruttori di strumenti ad arco. E, non a caso, la motiva­zione, resa nota dal presidente del ANLAI Gualtiero Nicolini, giu­stifica l’importante premio sottolineando “l’impegno profuso e i notevoli consensi che Cremona e la Triennale hanno ottenuto in questi anni”.

Lo stesso riconoscimento è stato attribuito al maestro Claudio Rampini di Pontedera che – spiega ancora Nicolini – con il suo “Portale del violino” quotidianamente mantiene contatti con liutai, musicisti, appassionati cultori dell’arte liuteria”.
Rampini, costruttore e restauratore di strumenti ad arco, si dedi­ca attivamente alla ricerca filologica, storica, artistica e tecnica e soprattutto alla divulgazione e diffusione della cultura musicale ed organologica sotto ogni punto di vista, orientando la propria atti­vità a contribuire ad una liuteria “etica” e “popolare”, tentando di portare la figura del liutaio ed i suoi strumenti al difuori di una lo­gica commerciale e mercantile spesso legata a luoghi comuni. Inol­tre nel 2004 ha fondato, e tuttora gestisce, il primo sito web italia­no, non commerciale e specifico, dedicato agli strumenti ad arco ed alla liuteria; a tale sito è abbinato un forum in cui professionisti, studenti o appassionali di musica o liuteria discutono di tali mate­rie specifiche.

I Premi Anlai “Musica e Liuteria” sono stati quindi assegnati a Nella Anfuso la presidente del Centro Studi Rinascimento Musi­cale che con la sua arte ha contribuito a diffondere il canto e la musica monteverdiana e che è anche utrice di un progetto per la costruzione di strumenti ad arco un quintetto barocco con legno certificato del cinquecento per l’esecuzione di brani del grande compositore cremonese ” il Divino Claudio” e a Mr Michael Yane- sak Direttore della Ibla Foundation di New York con la quale l’Anlai ha stretto una proficua collaborazione e che vedrà quest’anno a Ragusa ed il prossimo anno a Manhattan New York strumenti di collezionisti Anlai suonati dai finalisti del concorso. Anlai, infine, premia due affermati liutai. Il primo è il portoghese Antonio Capela Anta e, in qualche modo, è legato a Cremona. Perché, pur apprednendo l’arte della liuteria dal padre si è poi perfezionato, negli anni Sessanta, alla nostra scuola internazionale sotto la guida di Sgarabotto e Sacconi. I suoi violini hanno vinto importanti premi a Cremona e a Poznan, in Polonia.
Infine viene premiato anche il liutaio Luca Sbernini Griffa, di Verbano Cusio Ossola.

Ha frequentato la scuola per la costruzione e il restauro degli strumenti musicali del Comune di Milano sotto la guida del maestro Renato Scrollavezza e nel 1981-1982 è stato suo assi­stente. Si dedica a studi di fisica acustica ed è socio della Catgut Acoustical Society of America. Al concorso Triennale ha partecipa­to nel 1988, giungendo terzo nella categoria violoncello, quarto e sesto per i violini.

I premi Anlai saranno ufficialmente consegnati ai vincitori il 19 settembre 2010 nella Chiesa del Romanino di Santa Maria della Neve di Pisogne durante la cerimonia di premiazione dei vincitori del 4° Concorso nazionale di Liuteria presieduto da Ivan Moni- ghetti premiazione che precederà di qualche giorno quella del 1° Concorso internazione violino antichizzato e copia di strumento antico.

Regolamento del Concorso di Liuteria – Pisogne 2010

18 maggio 2010
CONCORSI DI LIUTERIA DI PISOGNE  ANLAI ( Associazione Nazionale Amici della Liuteria Italiana )
4º CONCORSO NAZIONALE DI LIUTERIA ( violino, viola violoncello, contrabbasso ) per liutai professionisti, e per non professionisti ( Categoria” Libero” e  Categoria  ” Giovani Liutai “)
1º CONCORSO INTERNAZIONALE DI LIUTERIA  ( Volino antichizzato  o violino copia d’autore )
http://www.claudiorampini.com/Varie/pisogne/primo20101.pdf

TERMINE PRESENTAZIONE DOMANDA DI ISCRIZIONE: 30 GIUGNO 2010

 

I violini di Cremona sperano nell’Unesco

07 febbraio 2010

Cremona cala un tris in musica. In attesa che entro la prossima estate la liuteria di Cremona ottenga il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’umanità, gli enti locali discutono della riqualificazione del Palazzo dell’Arte che dovrebbe ospitare il futuro Museo del Violino, e l’Anlai (Associazione nazionale amici della liuteria italiana) presenta al sindaco Perri un progetto riguardante la collezione dei violini dal titolo “L’incanto di Cremona. L’arte liutaria, la musica e le immagini del ‘700 cremonese. Linee guida per una mostra”.

L’idea, che inizialmente interesserà tre Stradivari e un Guarneri del Gesù, è di realizzare un’esposizione stanziale 0 itinerante dedicata alla divulgazione del patrimonio artistico culturale di Cremona. La mostra, tramite un allestimento multimediale, coniugherebbe l’arte liutaria, rappresentata dagli strumenti e dal racconto delle tecniche kutane, conl’iconografìa e la musica del tempo, esposte con riproduzioni digitali di quadri, stampe ed esecuzioni di manoscritti inediti provenienti dalla tradizione, estesa anche ai cimeli stradivariani.

Un progetto, dunque, capace di raccontare schegge della scena settecentesca cremonese. Questa iniziativa, per la cui realizzazione serviranno cinque o sei mesi e che si prevede sarà presentata ufficialmente nell’edizione 2010 di Mondomusica, richiederebbe differenti responsabilità progettuali ed esecutive: una curatela scientifica per la scelta degli strumenti e dei percorsi espositivi, una direzione artistica per l’allestimento musicale, la scelta dei braniedei musicisti chiamati alla loro esecuzione con gli strumenti che verrebbero esposti e infine una direzione tecnico-artistica dedicata alla progettazione dell’allestimento e alla produzione multimediale (audio, video, animazioni, distribuzione dell’informazione).

Oltre a “Opere”, una società bolognese che avrebbe la responsabilità tecnico-artistica per la progettazione dell’allestimento, i promotori dell’iniziativa sono il presidente dell’Anlai Gualtiero Nico-lini, l’organologo Renato Meuc-ci e il maestro liutaio Carlo Vettori che insieme ad altri esperti curerebbero la parte legata all’informazione, mentre Maria Grazia Cartone si occuperebbe della tradizione iconografica e dei cataloghi, musicologi e direttori che avrebbero la responsabilità della direzione artistica. Prevista anche la collaborazione di Nella Anfuso, della Fondazione Centro studi rinascimento musicale.

Il 2009 si è chiuso all’insegna del successo di Mondomusica, che si è tenuta a Cremona a ottobre: 280 espositori da 24 paesi, 25 eventi tra concerti, master-class e convegni, n.129 visitatori professionali di 44 paesi, in crescita dell’11% rispetto al 2008, e 150 artisti.

All’ombra del Torrazzo prospera anche un ricco tessuto manifatturiero legato agli strumenti ad arco (si veda altro articolo in pagina). Cremona, con una produzione media annua di circa mille violini, tra 120 e 150 viole e tra 150 e 170 violoncelli, rappresenta il 48,2% del settore lombardo della fabbricazione di strumenti musicali. Sui mercati esteri, però, la concorrenza è sempre più agguerrita. Secondo Fausto Cacciatori, liutaio di Cremona, nonché presidente regionale e vicepresidente nazionale della Cna, «gli effetti della crisi si sono sentiti anche nel comparto liutario.

Effetti che si sono sommati a una situazione pregressa non facile causata dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro e sulle monete asiatiche che ha reso difficili le nostre esportazioni». Ora il comparto cerca di guardare avanti. «La liuteria – continua Cacciatori – è una realtà di grande importanza, anche economica. Ma dobbiamo investirci per far sì che sia sempre qualcosa di unico a livello mondiale. Serve, insomma, una progettualità estesa anche agli enti locali. Il futuro Museo del Violino rappresenta untassello importante di questo percorso. Fondamentali saranno poi l’approfondimento scientifico e l’attività di ricerca.

Dovremo impegnarci per rafforzare il marchio Cremona Liuteria, per essere più
competitivi sui mercati globali. Penso anche che serva trasparenza rispetto ai metodi è agli strumenti utilizzati per produrre. Sono necessarie comunicazione e promozione all’estero dei nostri prodotti che ancora oggi rappresentano l’eccellenza. La certificazione acustica degli strumenti potrebbe rappresentare una carta vincente. E poi – conclude Cacciatori – non dimentichiamoci della formazione che deve essere permanente e durare l’intera vita lavorativa di un liutaio».

Per Cremona anche l’Expo 2015 rappresenta un’occasione. Agroalimentare e musica rappresentano un cocktail vincente. Bisognerà pensare a un’anticipazione delle edizioni di Mon-domusica e del Bon Tà per portare a Cremona il maggior numero di visitatori». Intanto la prossima estate la liuteria di Cremona verrà formalmente riconosciuta dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità, un altro importante traguardo per una tradizione culturale senza eguali al mondo.

Nota: Articolo da “Il Sole 24 Ore Lombardia” di Alessandro Rossi. 13 Gennaio 2010.

ALIGHIERO IN CONCERTO: ROMANTICO

04 febbraio 2010

Alighiero in concerto: Romantico è una raccolta di duetti tratti da celebri brani del repertorio ottocentesco rielaborati per giovani violinisti. La parte del primo violino è per allievi dal II corso, mentre quella del secondo per allievi dal III corso.
Firmato da Antonella Aloigi Hayes e Carlo Mormile, il volume fa parte della fortunata serie diAlighiero – il ranocchio violinista beniamino dei bambini – di cui condivide le impostazioni e le finalità: affrontare lo studio dello strumento fin dai primi corsi attraverso il grande repertorio. Grazie a un’accurata selezione dei brani, opportunamente adattati e semplificati, gli allievi affrontano le difficoltà tecniche in maniera graduale, superandole con facilità e motivazione. E’ proprio la bellezza del repertorio a fungere da stimolo allo studio e al superamento delle difficoltà.

 

Eseguendo la propria parte in duo, insieme al maestro o a uno studente di livello più avanzato (II violino), i giovani violinisti saranno coinvolti in un’esecuzione completa e soddisfacente e potranno vivere la gioia di fare musica insieme. I duetti sono suddivisi per autore e grado di difficoltà; sono corredati di esercizi preparatori e scale con varianti ritmiche e colpi d’arco che affrontano i passaggi tecnici più impegnativi.

Per ogni brano sono forniti cenni introduttivi e notizie biografiche sul compositore nell’intento di stimolare la curiosità dei ragazzi e il loro interesse per la storia della musica. Il volume è corredato di un CD GUIDA che contiene preziosi consigli per lo studio oltre alla registrazione di tutti i duetti. Grazie al sistema “minus one” è possibile escludere all’ascolto ciascuno dei due violini:  silenziando la parte dell’allievo, si potranno eseguire i brani in duo anche a casa.

Alighiero in concerto: Romantico Brani celebri del repertorio romantico per due violiniAutori: Antonella Aloigi Hayes e Carlo Mormile – Collana Curci Young 2009 – Prezzo: € 15,00 Informazioni per il pubblico: info@edizionicurci.it   www.edizionicurci.it Seguono: la scheda tecnica dettagliata e le biografie degli autori.Sono disponibili immagini ad alta risoluzione della copertina e dell’ideatrice della serie: Antonella Aloigi Hayes.

Alighiero in concerto: Romantico
SCHEDA TECNICA
Principali aspetti tecnici affrontati nel volume Mano destra: vengono affrontati i principali colpi d’arco e consolidate la conoscenza e la padronanza dei suoi vari punti. Mano sinistra: la prima posizione è consolidata grazie alla proposta di varie tonalità maggiori e minori. Attraverso gli esercizi preparatori l’allievo svilupperà un maggior controllo dell’intonazione e la capacità di estendere e articolare le dita con elasticità e leggerezza. Nei brani ad andamento veloce la mano sinistra acquisirà velocità, leggerezza, precisione, indipendenza e allo stesso tempo coordinazione rispetto alla mano destra. Nei brani ad andamento lento si approfondirà il vibrato. 

BIOGRAFIE DEGLI AUTORI

Antonella Aloigi Hayes – Fin dall’infanzia Antonella si dedica con passione allo studio della musica e del violino in particolare, sotto la guida di famosi didatti e violinisti, quali Arrigo Pelliccia e Felice Cusano, diplomandosi brillantemente presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Segue il perfezionamento in Italia e all’estero con violinisti quali W. Luzzato, J. Schroeder (violino barocco), L. Kaplan, D. Bogdanovic, che hanno contribuito a ispirarla e gettare le basi di una carriera poliedrica, rivolta alla didattica e alle pubblicazioni per bambini, alla direzione di orchestre di giovani e alla musica da camera.

Vincitrice di concorsi e borse di studio già durante gli studi, spalla dell’Orchestra del Conservatorio G. Verdi, suona per diversi anni con orchestre da camera e sinfoniche, tra cui: Angelicum, CARME, Il Collegio dei Musici, Orchestra Sinfonica G. Verdi, Piccola Sinfonica di Milano, Orchestra Femminile Europea, Orchestra Mozart, Meadows Chamber Orchestra, Philomusica of Edinburgh, Scottish Chamber Orchestra. Durante la permanenza a Edinburgo (Scozia) inizia ad interessarsi alla didattica e ai metodi innovativi per diffondere la passione per la musica e lo studio del violino tra i giovani.

Frequenta il corso per la didattica degli strumenti ad arco di Sheila Nelson presso la Guildhall School of Music e consegue l’abilitazione all’insegnamento del metodo Suzuki presso il British Suzuki Institute di Londra. Per arricchire ulteriormente la sua formazione e la comprensione del linguaggio musicale completa inoltre il livello avanzato della Music Learning Theory di Edwin E. Gordon e frequenta corsi e seminari sui metodi Kodaly, J. Dalcroze e il New approach to violin playing di Kato Havas. Ha partecipato a corsi, conventions e seminari sul metodo Suzuki in Gran Bretagna, Italia, Scozia, Malaysia, USA, dove ha anche frequentato il corso sull’educazione dei genitori al metodo Suzuki con la pianista americana J. Luedke.

Dal 1999 collabora con le EDIZIONI CURCI contribuendo a diffondere lo studio del violino in Italia tramite l’utilizzo di un repertorio specifico per i bambini e i ragazzi, che porti divertimento e piacere nello studio, grazie ad una metodologia graduale che trae spunto dal repertorio classico e popolare e dalla tradizione violinistica italiana. Nel 2000, dopo aver collaborato con il Maestro Giovanni Verga presso il CDM di Milano, fonda la sua scuola di musica per bambini dai tre ai tredici anni “I Piccoli Musicisti”, che riscuote notevole successo e negli anni si sviluppa e ingrandisce, arrivando a comprendere attualmente più di duecento studenti e otto docenti coinvolti nel progetto. Dal 2005 collabora con l’Associazione Collegium Philarmonicum di Napoli come direttrice d’orchestra e docente nei corsi estivi internazionali.

I suoi allievi superano regolarmente con il massimo dei voti gli esami dell’ Associated Board of the Royal Schools of Music, risultano vincitori di concorsi. Antonella è stata chiamata diverse volte in qualità di membro esterno per gli esami di ottavo corso e diploma di violino presso il conservatorio di Como.Nel 2008 Antonella si trasferisce con la famiglia a Kuala Lumpur (Malaysia), entrando a far parte della Allegro Music and Arts School, come consulente per gli strumenti ad arco, insegnando violino, musica da camera, orchestra e collaborando alla preparazione di un curriculum di studi per il diploma in violino.

Collabora come docente di musica da camera con la International School of Kuala Lumpur e dal 2009 insegna violino e musica d’assieme nell’ambito dei corsi di formazione per insegnanti nel metodo Suzuki presso la Malaysia Suzuki Association (Kota Kinabalu-Sabah), per la quale organizza corsi estivi, seminari, presentazioni al pubblico, manifestazioni e concerti con lo scopo di promuovere negli stati della Malesia la conoscenza del metodo Suzuki, del violino e della musica classica. A Kuala Lumpur è inoltre attiva come esecutrice, partecipando a concerti e manifestazioni di musica da camera, in particolare sponsorizzando e diffondendo la conoscenza della musica italiana attraverso il supporto dell’Ambasciata Italiana in Kuala Lumpur. Di recente Antonella si è esibita per i reali della Cambogia e per la Regina e il Re della Malesia.

Carlo Mormile – Diplomatosi in pianoforte, ha proseguito con Bruno Mazzotta i suoi studi in composizione e musica corale e direzione di coro. Successivamente ha conseguito il diploma di perfezionamento in composizione presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma, e il diploma di merito presso l’Accademia Chigiana di Siena, sotto la guida di Franco Donatoni.

Presso l’Accademia Chigiana ha inoltre frequentato i corsi di Informatica Musicale con Jean-Baptiste Barriere e Musica per Film con Ennio Morricone. Nel ‘93 ha vinto una borsa di studio SIAE per il “Seminario Musica e Immagine” tenuto da Carlo Savina. E’ autore di numerosi brani eseguiti da prestigiosi esecutori quali Bruno Canino, Michele Lo Muto, Myriam Dal Don, Tiziana Scaldaletti, Daniela Del Monaco, Giorgio Magnanensi, Giuseppe Scotese, Stefania Rinaldi, Nuove Sincronie, Ensemble Octandre, I Solisti del San Carlo, Orchestra Alma Mahler Sinfonietta, I Piccoli Musicisti, Orchestra Giovanile Collegium Philarmonicum.

Alcune sue composizioni sono state trasmesse da Radio Rai. Ha collaborato inoltre con importanti artisti del teatro di prosa quali Antonio Casagrande, Peppe Barra, Mariano Bauduin, Cloris Brosca. Su incarico del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, ha revisionato la cantata “Di tre dee sull’Ida” (1701) di Domenico Sarro la cui prima esecuzione moderna è stata realizzata dall’ensemble “La Risonanza” nell’ambito della stagione autunnale 2001 del Teatro di San Carlo.

Come esecutore dedica la sua principale attenzione alla musica del ‘900, ed alla produzione contemporanea. Nel 2002 ha istituito presso il Conservatorio di Napoli il “Laboratorio Corale San Pietro a Majella”, gruppo di supporto alle esercitazioni didattiche della classe di Musica Corale e Direzione di Coro. Con questo gruppo ha diffuso la produzione dei giovani compositori napoletani dirigendo i loro brani in importanti manifestazioni quali: Ravello Festival, Festival Teatro Italia, Premio Massimo Troisi, Il Maggio dei Monumenti, I Venerdì Musicali del San Pietro a Majella.

Nel 2003 ha realizzato per l’associazione L’Accordeon in qualità di condirettore artistico, il “Corso di Formazione Professionale per Professori d’Orchestra” che ha ricevuto il contributo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo e il patrocinio del Teatro di San Carlo. Sempre per l’associazione l’Accordeon ha curato la direzione artistica delle edizioni 2003 e 2007 della rassegna Festival al Teatro Romano di Sessa Aurunca, i cui cartelloni avevano prestigiose presenze quali: Orchestra del Teatro di San Carlo, Orchestra Media Aetas, Orchestra di Roma e del Lazio, Roberto De Simone, Mariano Rigillo, Franco Iavarone, Antonella Morea.

Dal 2002 presiede l’associazione Collegium Philarmonicum che produce l’omonima formazione orchestrale e il corso Vacanze Musicali in cui hanno esercitato docenza: Dejan Bogdanovic, Pierre Henri Xuereb, Stefano Pagliani, Myriam Dal Don, Mauro Tortorelli, Manuel Meo, Gabriela Drasarova, Laura Valente, Girolamo De Simone, Gennaro Cappabianca, Antonella Aloigi.

All’attività musicale ha da sempre affiancato quella di saggista, scrivendo articoli per le riviste Musica Domani, il Monocordo e  Konsequenz di cui è componente della direzione scientifica. Con la relazione ufficiale “Appunti di viaggio” ha partecipato al simposio internazionale “Musical cognition and behavior” tenuto dall’Università la Sapienza di Roma e i principali aspetti della sua poetica sono riportati nel saggio “Autoanalisi” inserito nell’Enciclopedia Italiana dei Compositori curata da Renzo Cresti. Ha insegnato Teoria e Solfeggio, Armonia Complementare, Armonia Contrappunto Fuga e Composizione nei conservatori di Potenza, Matera, Como, Avellino, Napoli. Attualmente è docente del corso di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

Nota: Indicatissimo anche per adulti attempati come il sottoscritto…
Claudio Rampini

I 90 anni di Piero Farulli.

13 gennaio 2010

Ho fatto il mio primo ingresso nella Scuola di Musica di Fiesole nel 1993, ma non ero lì per studiare come uno dei tantissimi allievi, bensì per far conoscere il mio lavoro di giovane liutaio agli insegnanti. Mi aggiravo nei corridoi della Scuola con una certa circospezione e cautela per timore di dare disagio nell’interrompere le lezioni. E poi non ho mai amato fare il piazzista, ma per farmi conoscere da qualche parte dovevo cominciare. Da perfetto sconosciuto percorrevo i corridoi in silenzio, aspettandomi un “scusi lei dove va?” e di essere cacciato da un momento all’altro; dal primo all’ultimo piano sentivo suonare tanti strumenti, un florilegio di note che mi dava un certo conforto.

 

Sembravano tutti così indaffarati, vedevo tanti allievi scendere e salire le scale con le custodie dei loro strumenti, tutti giovani e perfino bambini con i loro genitori, era un’immagine inconsueta per me e lentamente cominciai a capire che forse non avrei trovato nessun guardiano del tempio a sbarrarmi il passo, forse potevo anche avere l’ardire di chiedere qualche informazione in segreteria. E così fu, non solo mi furono indicate le aule e gli orari degli insegnanti, ma fui accolto perfino con qualche sorriso, non nascondo che fui preso da un certo euforico ottimismo.Gli insegnanti che conobbi furono tutti molto gentili, disponibili e prodighi di consigli, mi fu addirittura commissionata una viola piccola per un giovane studente fiorentino, ma il mio incontro con il M° Farulli avvenne più tardi, non avevo alcuna fretta perché avevo un timore reverenziale così forte nei suoi confronti, che il solo pensiero di incontrarlo mi dava un leggero capogiro. Invece conobbi Adriana, con cui ho avuto un rapporto splendido fin da subito e che mi chiese se potevo procurare una custodia per la preziosa viola Sderci del Maestro.

Fui felice di accettare l’incarico, ma il motivo di soddisfazione più grande fu quello di instaurare prima di tutto un rapporto di parità sul piano umano, e che la qualità dell’amicizia non è dettata dai biglietti da visita; io ho sempre creduto questo nella mia vita e questo ho trovato nella Scuola. Restava tuttavia l’incognita dell’incontro con il Maestro, sentivo parlare di lui dagli allievi e dai loro insegnanti e più collezionavo racconti e aneddoti, più aumentava la mia paura di trovarmelo davanti, egli era diventato nella mia mente una specie di Convitato di Pietra.

Non si trattava di racconti dell’orrore, nessuno è mai stato divorato dal M° Farulli, quel che emanava l’atmosfera è riassumibile in una sola parola sola: Impegno. Ricordo quando Adriana mi parlava della durezza degli esordi della Scuola, della fatica dell’impegno e della passione che ne derivava, ricordo il Maestro suonare con tutti, dal più giovane degli allievi, al musicista di fama mondiale. Ma le mie esitazioni e i miei timori ebbero vita breve perché nella Scuola non c’è mai stato tempo per i convenevoli e si badava soprattutto all’essenziale, non c’era tempo per sentirsi a disagio perchè da quelle parti il coinvolgimento è travolgente.

Fu così che iniziai la mia partecipazione alle lezioni concerto presso le scuole fiorentine, i miei amici musicisti suonavano, ed io raccontavo gli strumenti e il lavoro per costruirli. Fu un lavoro molto bello e importante, era una gioia poter trasmettere ai bambini il senso vero, artigianale dell’esperienza musicale. I risultati furono talmente incoraggianti che mi fu concesso di organizzare una mostra di liuteria presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, ma sarebbe stata un’esibizione monca se non ci fosse stata completa disponibilità degli amici musicisti e degli allievi della Scuola. Spesso, anche oggi, vengono organizzate mostre di liuteria dove non si sente suonare un solo musicista, dove gli strumenti giacciono appesi nelle vetrine, inanimati, ridotti al silenzio.

Invece la nostra mostra doveva essere viva, rumorosa, popolata da tante persone, dove i bambini e gli adulti potevano toccare gli strumenti, vederli, annusarli, solo così avrebbero potuto capire che la musica ha una sorgente. Furono più di dieci giorni di piena immersione nella musica, ogni giorno c’erano due concerti, uno la mattina e un altro il pomeriggio, ed io sempre impegnato a guidare le scolaresche nel percorso didattico. E’ stata per me una lezione indimenticabile e che porto avanti ancora oggi, l’ultima lezione concerto l’ho tenuta ultimamente nel comune di Castel Madama dove ho trasferito da qualche tempo il mio laboratorio, ed altre lezioni ci saranno in futuro.

Ma, a parte gli incontri nel suo studio, nelle aule durante le lezioni e una conferenza stampa che facemmo insieme a Palazzo Vecchio per annunciare la mostra, non potevo dire di avere veramente incontrato il M° Farulli. E’ vero, gli avevo portato a far vedere una mia viola, mi aveva raccontato dei suoi trascorsi con Sderci e qualche volta mi prendeva perfino in giro quando mi incontrava nei corridoi, come quando mi disse da lontano “morirai di fame!”. Me lo aveva già detto una volta, quando mi parlava della durezza del mio lavoro, io mi misi a ridere e gli risposi “grazie Maestro, cercherò di ricordarmelo!”.

Lui sorrise con quella sua aria sorniona e beffarda prima di sparire in una delle tante aule a far lezione. Dopo tanti anni ho capito che aveva ragione, e che se vuoi fare bene il tuo lavoro, lo stomaco è l’ultima cosa a cui devi pensare. Tuttavia sentivo sempre mancarmi un’occasione d’incontro con il Maestro, mi portavo dentro un senso di irraggiungibilità che non riuscivo a spiegarmi e che senz’altro dipendeva da un certo mio modo di interpretare i rapporti umani. Non era una cosa che si poteva risolvere con una cena, o semplicemente facendo una passeggiata parlando di musica.

Occasioni del genere c’erano anche state, come quando partecipavo alle bellissime feste della musica del 24 Giugno, insieme abbiamo ascoltato la musica tutto il giorno e la sera tutti eravamo ripagati da una formidabile cena alla luce delle stelle con il panorama fiorentino sotto i nostri occhi. Gli anni sono passati e ho sviluppato un amore viscerale per la musica da camera, nessuna altra formazione può permetterti meglio di un quartetto di ascoltare l’essenza degli strumenti ad arco. Non ricordo come avvenne esattamente, eppure il Maestro mi aveva parlato delle incisioni che aveva fatto con il Quartetto Italiano per la Philips, ma non le conoscevo molto bene.

Quella è stata una mia mancanza molto grave, ma non mi sentivo in colpa perché ho avuto la fortuna di ascoltare il Maestro dal vivo nei concerti per gli amici e durante le lezioni. Ma quando, anni dopo, scoprii la grandezza dell’integrale dei quartetti di Beethoven del Quartetto Italiano, caddi come in una specie di stato contemplativo, ogni nota, ogni colpo d’arco, ogni respiro, presero vita. Fu un’esperienza così intensa che volli sapere tutto il possibile sul Quartetto Italiano: ho conosciuto le persone che li hanno ascoltati, ho ripercorso le tappe del loro inizio a Carpi, ho ascoltato musica negli stessi luoghi dove loro hanno suonato.

E mi sono perfino ricordato di aver assistito ad un concerto del Maestro insieme ad altri giovani, una sera alla Badia Fiesolana, erano i primi anni ’80 ed io non sapevo nemmeno come era fatto un violino. Ne parlai anche con il compianto amico Arrigo Quattrocchi, che definì le esecuzioni del Quartetto Italiano in modo perfetto “razionalità vuol dire il primato della ragione sull’emozione, o meglio una emozione che scaturisce proprio dal rigore della ragione.”

Mi ricordai dei giorni passati alla scuola, mi sono rivisto passare davanti gli allievi, i loro strumenti e le loro note, l’ho visto che faceva ritorno a casa una sera, accompagnato da Adriana dopo aver assistito ad un concerto al Teatro Verdi ed io che andavo loro incontro per salutarli. Non hai senso se non hai una storia, e non c’è nessun senso in quello che fai se non lo trasmetti agli altri, è stato per questo che tempo fa decisi di fare dono alla Scuola di una delle mie viole, uno strumento del 1994, con il desiderio di far parte anch’io di quella grande storia. Era l’anno in cui frequentavo la Scuola in modo più assiduo e qualche volta aiutavo Adriana a sistemare le sedie per i concerti della Festa della Musica, dove ho visto molti bambini diventare musicisti.


Articolo di Claudio Rampini, apparso nell’ ottobre 2009 su “Civiltà Musicale”