Orchestra Tipica Madero: il nuovo noir di Alessandro Sbrogiò

Come può l’Orchestra Tipica Madero, scomparsa un quarto di secolo prima a Buenos Aires, riapparire sui manifesti di una città del Nord Italia? Mentre s’aggira un bandoneonista mascherato, i sospetti per l’assassinio di un anziano violinista ambulante ricadono soprattutto sulla figlia, la cantante jazz Nina Cipriani (in realtà, “The Lady Is a Trans”, secondo la sua variazione sul tema). Sulla sua innocenza non nutrono dubbi lo scalcinato manager Rodolfo Fanelli e la pianista accompagnatrice Claudia Minerva. Tra desideri inconsapevoli e paure represse, la spine del racconto è l’indagine parallela in cui i tre si imbarcano. Sullo sfondo il tango e l’Argentina dei desaparecidos.

Dopo il convincente esordio con “Cadenze d’inganno”, sempre per la Casa Editrice trevigiana Diastema, (Premio “Lorenzo. Da Ponte” 2017 e menzione al Festival Giallo Garda 2018), Alessandro Sbrogiò ci guida nei passi che predilige: l’impianto noir, una commedia dei sentimenti, milieu musicale che affronta la “deriva dei generi” con un tocco letterario naturalmente levigato e quella consapevolezza di narrare la Storia attraverso “le storie”, contribuendo così ad apportare corposità al crime.

Alessandro Sbrogiò: Catanese di nascita e trevigiano di adozione, Sbrogiò è un musicista a 360 gradi: diplomato in contrabbasso, è stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra, prima, e della Magister Espresso Orchestra, poi. Attualmente si dedica alla composizione e di progetti culturali e didattici nell’ambito della rete Doc Servizi. È uno dei fondatori della Magister Espresso Orchestra con la quale ha registrato un CD di sue composizioni dal titolo Banda Vaga (Edizioni Freecom Music)

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

VENEZIA – CREMONA: LA VIA DELLA MUSICA

A settembre, presso le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, è stato presentato il progetto ”I Violini di Vivaldi. Venezia-Cremona: la via della musica”, un progetto molto articolato e di grande rilevanza culturale, sostenuto dal Museo del Violino di Cremona e dall’Istituto Santa Maria della Pietà di Venezia, lo stesso in cui venivano educate alla musica le misteriose “Putte del Choro” di Antonio Vivaldi.
Si tratta di un intervento finalizzato allo studio, al restauro e alla valorizzazione della preziosa collezione di strumenti ad arco rimasta custodita, per oltre tre secoli, nell’istituto in cui Antonio Vivaldi prestò servizio dal 1703 al 1740.

La collezione comprende 17 strumenti: 12 violini, 1 viola, 2 violoncelli e 2 contrabbassi che riportano celebri firme di liutai come Matteo Goffriller e Pietro e Andrea Guarneri. Sono strumenti considerati doppiamente pregiati in quanto, oltre a essere contemporanei alla permanenza di Vivaldi all’interno dell’istituto, a differenza della quasi totalitá degli strumenti di quell’epoca, non sono mai stati sottoposti a ritocchi di mantenimento o aggiornamento, conservando così l’originalità che li rende speciale oggetto del desiderio di molti specialisti del settore. Si tratta di una delle poche collezioni barocche rimaste inalterate nei secoli: dal Settecento in poi gli strumenti non sono più stati utilizzati, quindi oggi presentano i segni del tarlo e le tipiche imperfezioni causate dall’antico uso.

Violoncello di Matteo Goffriller, 1708

L’intervento di restauro durerà circa un anno e verrà realizzato dal Laboratorio Arvedi – specializzato in diagnostica non invasiva –  dell’Universitá di Pavia che si trova all’interno del Museo del Violino a Cremona.
Qui, oltre all’azione anti tarlo, gli strumenti verranno sottoposti ad una documentazione fotografica in visibile e a ultravioletti e a successive indagini scientifiche seguite poi dal restauro.

La finalità del progetto comprende il restauro, ma anche la valorizzazione dei preziosi strumenti: una volta tornati a Venezia, con la collaborazione del teatro La Fenice, una parte di essi ritornerà in vita grazie all’utilizzo da parte di alcuni professori orchestrali, all’interno del Progetto “Vivaldiana” che si terrà presso il Teatro Malibran.
Nel frattempo le bacheche dell’Istituto della Pietá non resteranno vuote: nell’ambito della mostra “Ad arco e a pizzico” la Fondazione Cremonese presterà 14 strumenti, attualmente esposti al Museo del Violino, realizzati dagli studenti della Scuola di Liuteria di Cremona.

Violino di Andrea Guarneri, 1654

I costi dell’intervento di restauro verranno individuati in corso d’opera e saranno affrontati principalmente dai fondi dell’Istituto della Pietà. Nel corso della conferenza stampa lasua Presidente Maria Laura Faccini si è rivolta ad associazioni ed istituzioni private e pubbliche, invitando ad una collaborazione per sostenere la realizzazione del progetto.

L’Istituto di Santa Maria della Pietà è stato fondato nel 1346 e può ritenersi il più antico istituto al mondo che si occupa di tutela e protezione dell’infanzia abbandonata. A partire dall’anno 1598, all’attività principale ha affiancato quella musicale rivolta al recupero delle piccole orfane. Antonio Vivaldi ha operato al suo interno ricoprendo l’incarico di Maestro di Concerti per quasi 40 anni, componendo per le virtuose dell’Orchestra ben 520 pezzi; si occupava, inoltre, degli strumenti musicali, relativamente alla scelta e all’assegnazione alle “putte” tenendo conto delle caratteristiche individuali, cioè degli stessi “gioielli” che oggi, per la prima volta da allora, si accingono ad essere studiati e restaurati a Cremona.

Il progetto “I Violini di Vivaldi” è promosso da Istituto per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” Venezia e Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari Cremona ed è realizzato in collaborazione con Istituito di Istruzione Superiore Antonio Stradivari Cremona, Cultural District of Violin Making Cremona, Fondazione Cariplo, Michelangelo Foundation e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

IL QUARTETTO DI CREMONA APRE LA STAGIONE 2019-2020 DI MUSICA CON LE ALI

Domenica 15 settembre si apre la stagione di Musica con le Ali 2019-2020 al Teatro la Fenice di Venezia: presso le Sale Apollinee, alle ore 20, il concerto inaugurale vedrà protagonisti il Quartetto di Cremona e la giovane violoncellista Ludovica Rana, sostenuta dall’Associazione Musica con le Ali.

In programma Langsamer Satz per quartetto d’archi di Webern e il Quintetto per archi in do maggiore D 956 di Schubert.

Il Quartetto di Cremona è la prima formazione di musicisti “big” coinvolti nella stagione: ad affiancare i giovani talenti nei 17 concerti in programma da settembre a giugno 2020 (15 nelle Sale Apollineee e 2 in Sala Grande) ci saranno anche altri celebri interpreti di fama internazionale come Francesca Dego, Francesca Leonardi, Itamar Golan, Giuseppe Andaloro, Enrico Bronzi, Roberto Prosseda, il Quartetto di Venezia, Enrico Dindo, Giovanni Sollima, Massimo Quarta, Martin Owen, Federico Guglielmo, Gloria Campaner, Alessandro Taverna, il Quartetto Prometeo e l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius. Questi grandi interpreti della musica, aderendo al progetto di Patronage Artistico dell’Associazione Musica con le Ali, permettono ad un ampio pubblico la possibilità di vivere un’esperienza importante e, nel contempo, offrono una significativa opportunità di crescita professionale per i giovani talenti sostenuti dall’Associazione.

E’ attualmente aperta la campagna abbonamenti per assistere ai concerti, con formule flessibili e tariffe particolarmente vantaggiose per i residenti nel Comune e nella Città Metropolitana di Venezia e per i più giovani.

Per informazioni: 348 7809962

Grazia Rondini www.lachiavediviolino.it

FRANCESCO BISSOLOTTI cremonese

Museo del Violino di Cremona, 13 settembre – 27 ottobre 2019

Mostra: FRANCESCO BISSOLOTTI cremonese

“Francesco Bissolotti Cremonese” è l’omaggio del Museo del Violino ad uno dei massimi Maestri Liutai del Novecento. L’esperienza ed il significato della sua opera, testimoniata dall’esposizione di alcuni strumenti, rappresenta oggi esempio di consapevolezza e personalità, caratteri originari e ritrovati di una tradizione riconosciuta nel mondo.

– Sala 7 del Museo
Mostra di strumenti del Maestro Francesco Bissolotti

ingresso con il biglietto del Museo

– venerdì 13 settembre, ore 16,30 – Sala Fiorini

Incontro: Francesco Bissolotti cremonese
con Vinicio Bissolotti, liutaio
Fausto Cacciatori, conservatore delle Collezioni del Museo del Violino
Roberto Codazzi, giornalista

ingresso libero

– domenica 27 ottobre, ore 12 – Auditorium Giovanni Arvedi

Audizione speciale con strumenti del Maestro Francesco Bissolotti
Lena Yokoyama, violino

ingresso Euro 7

La città del violoncello si prepara alla VI edizione di Rovigo Cello City

Il Festival Rovigo Cello City, sotto la direzione artistica del violoncellista Luigi Puxeddu, giunge quest’anno alla sua sesta edizione (31 agosto – 8 settembre 2019) . Il Festival, nato dall’esigenza di valorizzare una realtà musicale di eccellenza della città di Rovigo e del territorio rodigino, riunisce alcuni tra i migliori interpreti di fama internazionale, offrendo ai giovani talenti emergenti non solo l’opportunità di ascoltare concerti e seguire lezioni, ma anche di “fare musica” insieme a grandi solisti. Anche per quest’anno la rassegna si presenta densa di appuntamenti che guideranno il pubblico nel mondo del violoncello e lungo un itinerario di luoghi di interesse della città. 

Come nelle precedenti edizioni, ai concerti ed agli altri eventi aperti al pubblico, si affiancheranno masterclass per i giovani violoncellisti che avranno l’opportunità di confrontarsi e imparare dai grandi maestri ospiti del Festival. Oltre a Peter Somodari, Giovanni Gnocchi e Francesco Dillon, saranno ospiti quest’anno anche il primo violoncello del Teatro alla Scala Sandro Laffranchini, i primi violoncelli del Teatro Comunale di Bologna Francesco Parazzoli e del Teatro Comunale di Firenze Patrizio Serino, in una speciale iniziativa di training per i giovani che aspirano a lavorare in orchestra.

Sabato 31 agosto, serata di inaugurazione del festival, il primo violoncello dei Wiener Philarmoniker, Peter Somodari, suonerà presso il Tempio della Rotonda insieme ai mezzosoprano Marina De Liso e Paola Gardina, al giovane flautista rodigino Damiano Rizzato e all’ensemble “I Violoncelli di Rovigo Cello City”, sotto la direzione di Gerardo Felisatti. Il programma sarà dedicato all’Opera, con grandi classici ed arie famose, rielaborate per l’ensemble da Luigi Bedin.

Doppio appuntamento per domenica 1 settembre: alle 17 la Gelateria Godot, partner di Rovigo Cello City 2019, presenterà il gelato al gusto Violoncello, creato appositamente per l’occasione e che sarà offerto al pubblico  al termine di un intervento musicale di un quartetto di violoncelli. Mentre, alle ore 21 presso la Chiesetta del Cristo,  appuntamento col violoncellista Giovanni Gnocchi che, assieme al pianista Andrea Dindo, presenterà un programma dedicato alle Variazioni su temi celebri.

Spazio alle parole lunedì 2 settembre alle ore 18.30, presso l’Accademia dei Concordi, dove la scrittrice, nonché violoncellista del Teatro alla Scala, Alice Cappagli, presenterà il suo ultimo romanzo, “Niente Caffè per Spinoza”, edito da Einaudi. Dialogherà con l’autrice il presidente dell’Accademia Giovanni Boniolo.

Mercoledì 4 settembre alle ore 21, presso la Chiesetta del Cristo, sarà di scena un insolito quartetto formato dai violoncellisti Luca Simoncini, Luigi Puxeddu, Giovanni Gnocchi e dal pianista Davide Furlanetto. In programma alcune tra le più note musiche di Sibelius, Schumann, Dvořák, Gluck, Rimskij-Korsakov, Bizet, trascritte appositamente per l’ensemble da David Vicentini.

Giovedì 5 settembre, alle ore 18.30, presso la Chiesetta del Cristo, i ragazzi di Rovigo Cello City si cimenteranno nell’esecuzione del Quintetto op.44 di Robert Schumann. Sarà con loro Massmo Contiero, che guiderà il pubblico all’ascolto.

Tra i grandi solisti ospiti di Rovigo Cello City sarà presente Mario Brunello, in un originale recital con il Coro del Friuli Venezia Giulia, che si terrà venerdì 6 settembre ore 21 presso il Tempio della Rotonda, con un programma musicale caratterizzato da originali contaminazioni.

Appuntamento sabato 7 settembre per un concerto all’aperto a cui farà da cornice la suggestiva Fabbrica dello Zucchero: il violoncellista Francesco Dillon e l’ensemble I Violoncelli di Rovigo Cello City, insieme alla compagnia di danza Fabula Saltica e ai due giovani chitarristi Enrico Dellamorte e Siegfried Pegoraro, daranno vita ad una performance di musica e danza basata sull’improvvisazione, con un programma che spazierà da Vivaldi ai nostri giorni.

A conclusione del Festival, la giornata di domenica 8 settembre si aprirà alle ore 9.30, presso il Salone del Conservatorio, con Rossini con Brio(ches): Pietro Scimemi e Emilio Maria Colpi, i giovani premiati del concorso nazionale “Premio delle Arti”, indetto dal ministero e svoltosi in giugno a Rovigo, eseguiranno il noto Duetto di Rossini per violoncello e contrabbasso. Al termine saranno offerti al pubblico brioches, caffè e the caldo per fare colazione tutti insieme nel giardino del Conservatorio. Nel pomeriggio, i piccoli violoncellisti del Conservatorio Venezze e della Scuola Suzuki del Veneto, si esibiranno in concerto alle ore 17.30 presso la Chiesetta del Cristo e a fine concerto sarà distribuito ai più piccoli, fino ad esaurimento scorte, il gelato al gusto Violoncello.

Per maggiori informazioni consultare il sito:  www.rovigocellocity.it

Grazia Rondini