Vuillaume "Borciani"

Suonare e costruire i violini
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masa
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Messaggio da masa »

Caro Claudio, vorrei sapere anch'io la storia di questo violino, so solo che il mio amico l'ha acquistato circa 4 anni fa da un liutaio (in commissione) a Milano.


Avevo scritto in un altro topic. Uno dei 18 episodi del Quartetto Italiano

15. Violino con raffreddore.
Un bel giorno il violino di Paolo Borciani si rifiuta di suonare. Si è nel corso di una tournée negli USA: l'allarme viene raccolto da uno dei responsabili della società, per cui è previsto il concerto della sera. Possiede un «Santo Serafino», uno dei violini più preziosi che esistano, e lo mette immediatamente a disposizione. La sera successiva, perdurando il mutismo del Vuillaume, tocca addirittura ad un «Amati» sostituirlo grazie ai buoni uffici del responsabile della nuova società. La gara di generosità si interrompe solo quando di lì a qualche giorno la famosa casa di liuteria Wurlitzer, messa al corrente di quanto sta accadendo, decide con atto di ammirevole liberalità di mettere a disposizione uno dei suoi stupendi strumenti fino alla fine della tournée.

Mi piacerebbe sapere che cosa era questo raffreddore. Potrebbe succedere ancora?
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claudio
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Messaggio da claudio »

Masa, volevo solo avere un'idea del percorso dello strumento dopo la morte di Borciani e tu gentilmente hai colmato la lacuna. Grazie di cuore.

In quanto ai "raffreddori" dei violini, purtroppo gli strumenti smettono momentaneamente di suonare per i motivi più disparati. Dato che Villaume aveva la fama di "infornare" le tavole dei suoi strumenti per conferire loro quell'aspetto tipicamente di legno vecchio, questo ha probabilmente influito sulla capacità di tenuta dello strumento alle diverse condizioni ambientali. Sacconi diceva che a New York l'umidità era altissima e che le tastiere degli strumenti si abbassavano molto sulla tavola armonica, lui preveniva questo problema con un cuneo che metteva tra tastiera e tavola quando lo strumento veniva riposto dopo lo studio o il concerto. Ma le cause dei "raffreddori" sono molteplici, sarebbe interessante sapere da tua figlia se in mano sua lo strumento abbia ripetuto simili inconvenienti, se dovesse succedere ancora tenete d'occhio l'igrometro, forse potrebbe esserci una relazione con il clima.
L'episodio che hai raccontato conferma l'ipotesi che se il Quartetto Italiano lo avesse desiderato, avrebbe potuto avere a disposizione i migliori strumenti antichi, ma se hanno deciso di continuare a suonare con strumenti più o meno moderni, e comunque non di blasone, una ragione c'è stata sicuramente.
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MarcoSpain
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Messaggio da MarcoSpain »

Ero al corrente dell'uso di corde metalliche da parte del Quartetto Italiano, in quegli anni, del resto, non erano ancora state sviluppate le corde in perlon che oggi in tanti usiamo, rappresentando un ottimo compromesso tra la tenuta di intonazione del metallo e la "dolcezza" di suono del budello.
Ho studiato, come sai, a Fiesole per tanti anni, ho avuto la fortuna di fare lezione con Farulli in quartetto, e di intravedere il "segreto" del suono del Quartetto Italiano: Amore verso la Musica e Intransigenza nell'esecuzione!
Il fatto è che, come tu dici, il caso del Q. Italiano è più UNICO che RARO, forse anche perchè la felice combinazione di 4 musicisti di ottimo livello riescano a dare un insieme di qualità superlativa è davvero difficile da trovare! Soprattutto la omogeneità e la messa al servizio della Musica delle proprie individualità tecniche e musicali! Sfido chiunque che non conosca bene i quartetti di Beethoven a dirmi nei passaggi in cui si scambiano le frasi i 2 violini, a dirmi quando suona Borciani e quando suona Pegreffi: nessun altro quartetto che abbia sentito, in disco o in concerto, è riuscito a raggiungere questi livelli!
Rimane quindi per me la esigenza, per un giovane quartetto, di avere degli strumenti che possano "aiutare" alla costruzione del suono del quartetto, non è detto che debbano essere 4 Stradivari, ma anche solo con strumenti che si integrino bene tra di loro, rischiamo di veder sparire la nostra tradizione cameristica, l'eredità del Quartetto Italiano, del Trio di Trieste... io stesso ho dovuto cominciare a fare concorsi in orchestra quando ho visto il triste panorama che avevamo come quartetto..

Riguardo il violino in questione, ho avuto la fortuna di ascoltarlo più di 10 anni fa' al Teatro Smeraldo a Milano, lo suonava Fulvio Luciani del Quartetto Borciani durante l'integrale dei Quartetti di Beethoven che fecero sul finire degli anni '90: penso che lo stesse usando anche lui in prestito, non ricordo però di chi fosse il violino, forse ancora della Famiglia Borciani?
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Atomino
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Messaggio da Atomino »

Da semplice utente rimango sempre affascinato da certi racconti di vita artistica quotidiana. L'idea che qualcosa di questi grandi artisti sia stato tramandato a quelli di generazioni più giovani è bellissima, almeno quanto è triste dover constatare che in molti casi suonare a certi livelli sia per gli stessi ormai questione di "resistenza" e adattamento.
- Alberto Soccini -
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masa
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Claudio ha scritto
Perchè non dedicare una discussione apposita al Quartetto Indaco?

Claudio, sono un po’ perplesso.
In questo forum credo che ci siano dei musicisti di tutto rispetto, ma non ho visto nessun annuncio su proprio concerto o autopromozione del genere. Non vorrei essere invasivo fra molta discrezione degli altri. Qui si tratta di un giovane quartetto che deve ancora crescere, caso mai a loro farebbe piacere se vi ricordate il nome del quartetto.
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claudio
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Caro Masa, il tuo invito alla discrezione è senz'altro lodevole, ma qui almeno non vogliamo fare santini a nessuno, ci piace parlare della musica e dei musicisti in modo aperto, tra lodi, critiche ed osservazioni. Se non se ne parla e non si fanno conoscere, i musicisti, perchè dovrebbe essere ricordato il loro nome? Anche questo introdurre il quartetto Indaco attraverso il violino di Borciani, non ti sembra un pò troppo "trasversale"? Per di più si tratta di giovani e promettenti musicisti, non vedo il motivo di tanta riservatezza.
In questo forum di concerti ne sono stati annunciati parecchi, così come sono stati pubblicati i links di musicisti anche iscritti al portale. Ce ne fossero di musicisti e gruppi cameristici a cui dare spazio!
andante con fuoco
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masa
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- Anche questo introdurre il quartetto Indaco attraverso il violino di Borciani, non ti sembra un pò troppo "trasversale"?

Penso proprio di sì, la mia perplessità era la riflessione su questo.
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claudio
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Masa, tu sei giapponese, è nota la vostra proverbiale modestia, tanto che ai vostri occhi noi cosiddetti "occidentali" vi sembriamo piuttosto sfacciati ed incivili. E' una questione di cultura la cui diversità mi sembra di scorgere anche nelle tue parole, per questo dico solo largo alla musica, perchè finora abbiamo parlato solo di un violino celebre e di un quartetto di belle speranze e con ottime potenzialità. Il resto, se c'è, è benvenuto.
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masa
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Grazie Claudio
- perché dovrebbe essere ricordato il loro nome?
Intendevo se vi ricordate il nome su qualche locandina, comprate il biglietto, così contribuite all’economia della mia famiglia.
Diabolus
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Messaggio da Diabolus »

MarcoSpain ha scritto:Masa fai bene a pubblicizzare il quartetto, purtroppo è davvero difficile oggigiorno riuscire ad andare avanti con un gruppo da camera stabile, specie se è un quartetto d'archi.
Il problema degli strumenti, poi, diventa serio quando ci si presenta, giovani e pieni di belle speranze, ad un concorso internazionale, con quartetti di tutto il mondo con un livello magari uguale al tuo, ma in possesso di strumenti dalle qualità sonore più raffinate rispetto alle tue... in uno strumento tan perfetto come il quartetto, è fondamentale la parte strumentale, ricordiamo che gli unici a non suonare con strumenti del '700 son stati proprio i componenti del Quartetto Italiano, che suonò quasi sempre con strumenti moderni, ma comunque di pregevole fattura: la Sderci di Farulli è stato sicuramente il suo miglior strumento, Borciano suonò appunto un Capicchioni (ricordiamo che quasi tutti i grandi violinisti italiani di quel periodo fecero parte della loro carriera con strumenti di Capicchioni), Rossi pure un Capicchioni... il resto ovviamente lo mettevano di loro saccoccia, ma è un caso più unico che raro nel panorama dei grandi quartetti del XX secolo, pieni di Stradivari, Vuillaume, Amati etc...
Insomma, lunga vita a Mecenati che prestano i loro strumenti a giovani artisti, è incredibile quello che si può imparare da un grande strumento!
Scusatemi, sono capitato casualmente su questo Forum, ho letto questa interessante discussione, e debbo correggere se non dispiace sull'affermazione che il Quartetto Italiano suonò quasi sempre con strumenti moderni o contemporanei. Questo è inesatto: Franco Rossi (Violoncello), ha quasi sempre suonato con un magnifico e raro Violoncello Maggini del 600, aquisito in seguito da Mario Brunello. Borciani e Pegreffi, hanno quasi sempre suonato con strumenti antichi se si eccettua un pur breve periodo iniziale come avete già scritto. L'unico che forse ha utilizzato uno strumento moderno sempre, è stato Farulli con la Viola Sderci. Nell'ultimo periodo quando subentrò Dino Asciolla, anche lui aveva una magnifica Viola Maggini del 1600.
Saluti.
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claudio
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Benvenuto Diabolus, del tuo intervento mi ha colpito il frequente "quasi" e "forse", quasi come se ci si dovesse giustificare per il fatto di aver usato strumenti moderni e contemporanei (ma solo per un certo periodo o brevemente). Farulli ha sempre usato una viola di Sderci, però il quartetto ha chiuso bottega dopo la breve parentesi con Asciolla, sarà mica stata colpa della viola Maggini? :lol:
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MarcoSpain
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Messaggio da MarcoSpain »

Sul violoncello di Rossi avrei qualche dubbio, è vero che è stato proprietario del Maggini con cui suona Brunello, però non son mai riuscito a trovare una foto del Quartetto con questo strumento, facilmente riconoscibile da una testa intagliata al posto del classico riccio... forse negli ultimissimi anni con Asciolla, ma nei primi anni '70 suonava ancora il Capicchioni, almeno dalle foto...
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claudio ha scritto:Benvenuto Diabolus, del tuo intervento mi ha colpito il frequente "quasi" e "forse", quasi come se ci si dovesse giustificare per il fatto di aver usato strumenti moderni e contemporanei (ma solo per un certo periodo o brevemente). Farulli ha sempre usato una viola di Sderci, però il quartetto ha chiuso bottega dopo la breve parentesi con Asciolla, sarà mica stata colpa della viola Maggini? :lol:
Non capisco l'ironia, se tale voleva essere, la trovo totalmente fuori luogo. Ho semplicemente chiarito un'affermazione: "Il Quartetto Italiano ha QUASI SEMPRE suonato con strumenti moderni" a mio avviso inesatta. Non voglio certo dire che fa schifo suonare con strumenti moderni. Ho conosciuto il Quartetto Italiano molto bene, quindi non riporto fotografie. Non so esattamente quando Franco Rossi ha cominciato a suonare col Maggini, ma le foto delle etichette dei dischi possono essere riutilizzate pur essendo molto vecchie.
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claudio
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Diabolus ha scritto:
Ho conosciuto il Quartetto Italiano molto bene, quindi non riporto fotografie.
Non metto in dubbio la tua conoscenza del QI, magari sarebbe utile che tu fornissi qualche pezza d'appoggio alle tue affermazioni. Inoltre ti pregherei di moderare un pò i toni, perchè non sei l'unico a conoscere bene il QI, e soprattutto ad amarlo. Eppure un Diabolus dovrebbe averlo il senso dell'ironia. :wink:
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claudio ha scritto:
Diabolus ha scritto:
Ho conosciuto il Quartetto Italiano molto bene, quindi non riporto fotografie.
Non metto in dubbio la tua conoscenza del QI, magari sarebbe utile che tu fornissi qualche pezza d'appoggio alle tue affermazioni. Inoltre ti pregherei di moderare un pò i toni, perchè non sei l'unico a conoscere bene il QI, e soprattutto ad amarlo. Eppure un Diabolus dovrebbe averlo il senso dell'ironia. :wink:
Dunque, vediamo un pò: mi inviti a Moderare i toni? Non mi pare proprio di aver alzato in alcun modo i toni; quello che li ha "alzati" sei stato unicamente tu col tuo intervento, direi fuori luogo. Mi pare di capire che sei tu il moderatore di questo forum, ti inviterei a farlo con più costrutto. Se vai a rileggere il mio primo intervento, come ho già specificato, ho chiarito alcune inesattezze, ponendo, faccio notare, un "a mio avviso" nonostante sia sicuro di quello che dico. Se questo vuol dire alzare i toni allora stò forum dovrebbe chiudere. Perdonami, ma anche dalla tua ultima risposta evinco in te una certa spocchia, mi chiedi una pezza d'appoggio come se fosse obbligo certificare in un forum le proprie affermazioni; ho messo un nickname, ma non è mia abitudine farlo: sono un violinista da molti anni, docente e concertista, mi chiamo Alessandro Asciolla, il Quartetto Italiano l'ho conosciuto molto bene per ovvie ragioni, Dino Asciolla era mio padre. Saluti
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