Il violino di Maurizio

Suonare e costruire i violini
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claudio
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio »

Per la mia esperienza le critiche non sono mai bene accette, è che se si vuole andare avanti bisogna in qualche modo capire dove si è sbagliato. La liuteria è uno di quei campi dell'arte in cui il principiante è generalmente meno disposto alla critica, spesso perché non si aspetta minimamente di aver fatto così male il proprio lavoro. Cmq siamo stati tutti principianti.

Per quanto riguarda l'argomento vernici, ora ho capito a cosa facevi riferimento, il capitano di ventura Angelo Maria Alberto Guidotti bolognese, ha in effetti curato e in qualche modo ampliato il trattato sulle vernici di Bonanni, il gesuita che ha ripreso molti degli studi e dei lavori di un altro grande gesuita: Athanasius Kircher (furono praticamente contemporanei).

Il sole nelle vernici ad olio non è usato per la cottura, bensì per l'essicazione, cioè a dire che si sfruttano le proprietà foto ossidative del sole per promuovere la polimerizzazione dell'olio di lino. Il sole serve anche in tutti quei casi in cui si richieda un calore moderato, come ad esempio per la preparazione dell'inchiostro ferrogallico, o per lo scioglimento delle resine nel solvente alcolico.

La pirogenazione invece è un'altra cosa, e consiste principalmente nel trattare una resina alla fiamma per renderla più siccativa o per renderla miscibile nell'olio di lino. Ti consiglio il libro di Turco sulle vernici, spiega piuttosto bene tutte le varietà delle vernici, poi quando ci si sarà fatta una idea dell'argomento si potrà tornare alla ricerca storica, per modalità, ricette, preparazioni e tradizioni varie.

Tanto per fare un esempio, il Turco parla chiaramente di una vernice ad olio a base di colofonia cotta alla calce, e ne parla in termini abbastanza negativi, poichè nella prima metà del 1900 si andavano ricercando prodotti che resistessero alle intemperie, e l'economica vernice a base di colofonia modificata e olio di lino fu riservata per oggetti di poco conto come i giocattoli.

Le ricerche che sono state condotte sugli strumenti originali hanno confermato che in moltissimi casi fu usata proprio quella vernice a base olio e colofonia modificata, che preparata ed applicata secondo le regole dell'arte, fu una delle chiavi del successo della liuteria antica. Ovviamente, prima che le ricerche si dirigessero in questa direzione è stato fondamentale capire le fonti documentali storiche (Cennino Cennini, Giorgio Vasari, lettere autografe di Stradivari, Galileo, ecc ecc), e coglierne gli elementi fondamentali, come quello del sole, usato nel campo dell'arte per promuovere l'essiccazione delle vernici.

Ripubblicherò sul blog del Portale il mio articolo del 1995 pubblicato su The Strad su questo argomento. Intanto procurati il Turco, penso che sia sempre disponibile: https://www.amazon.it/Coloritura-vernic ... co+vernici

Qui il link al trattato di Guidotti/Bonanni: https://archive.org/details/gri_0000331 ... 60/page/n6

Questi argomenti furono trattati nel primo convegno sulle vernici che organizzai a Cremona qualche anno fa e a cui tu hai fatto riferimento.

P.S.
Non capisco il riferimento ai "vecchi forum", è pur vero che i social hanno modificato il modo di comunicare in rete, ma essendo piattaforme proprietarie le interazioni sono spesso molto limitate, ma soprattutto non si dispone liberamente dei propri contenuti. Almeno nei "vecchi forum", c'è sempre un amministratore con il quale interloquire direttamente.
andante con fuoco

mico
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico »

Ed infatti mica dico che sono contento di ricevere critiche ma ciò non significa che non le accetto volentieri... per esperienza sono un ottimo modo per crescere.
Per i forum mi sono espresso male: mi riferivo ai vecchi post in questo forum che sono, almeno per me, fonte inesauribile di informazioni.

Ieri sera ho provato a temperare i piroli ed al secondo che mi è letteralmente scoppiato in mano ho capito che il tempera-piroli deve arrivare e di corsa. Per il momento li appunterò senza allargare i fori sulla cassetta perché devo comunque provare a mettere in tensione lo strumento e lasciarlo sotto il tiraggio delle corde per assicurarmi che non ci siano problemi strutturali. Appena potrò li sostituirò per bene.
Maurizio Basile
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Giuseppe45
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 »

Ciao Maurizio, come primo lavoro devo dirti che te la stai cavando egregiamente, ho osservato il ritocco alla sguscia, ho avuto l'impressione che la tua sgorbia non taglia come si conviene,strappa un pochino, forse non hai preso il legno per il verso giusto o non è affilata a dovere. Ciao e buon proseguimento.

mico
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico »

Ciao Giuseppe e grazie: più che un lavoro egregio diciamo che ci sto provando. La sgorbia l’avevo lucidata proprio per la sguscia ma credo che il problema sia ne fatto che non capisco l’abete..... e nemmeno l’ebano. Non riesco mai a capire il loro “verso” e spesso sono io a strappare così come il non riuscire mai ad avere una superficie liscia, cosa che con l’acero viene molto più facilmente..... ci farò la mano.
Una domanda: il capotasto viene incollato o solo appoggiato ( come spesso ho trovato sulle chitarre)? Se incollato, al manico o alla tastiera? Sono domande magari banali ma ho trovato un po’ di tutto.
Grazie come sempre
Maurizio Basile
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claudio
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio »

"Lucidare" la sgorbia, ecco un altro aspetto che andrebbe meglio definito, una delle ragioni degli "strappi" sul legno è proprio su come vengono affilati gli attrezzi. Ad ogni modo se il legno è scontroso si procede sempre per piccoli passi onde verificare il verso del legno e fermarsi se si vede che si sta strappando, nel caso usare una sgorbia bene affilata e cambiare verso. Inoltre per i lavori di fino esistono i pialletti curvi di ogni forma e misura, che consentono di togliere pochissimo legno, e anche in quei casi più ribelli si ricorre alle lame dentate (sempre bene affilate e sporgenti quel minimo per togliere il "pelo" del legno).
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mico
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico »

Ad oggi affilo così: per prima cosa passo le sgorbie (ad esempio) su due pietre di diversa grana (mi pare 1000/3000). Passo poi con una pietra Arkansas che ha un lato tondo per pulire le bave anche sul lato interno della sgorbia. Infine lucido a specchio su una cinta di cuoio su cui passo dell’ossido per lucidare. Alla fine si fa la prova sui peli del braccio.
Può capitare ch se il filo è buono do solo la lucidata finale con verifica sul braccio.
Dopo l’esperienza negativa avuta col fondo cerco di non tralasciare più questo aspetto.
Maurizio Basile
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Giuseppe45
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 »

Ciao Maurizio, per la lucidatura finale uso sempre una pietra grit 8000,( ad acqua) ti assicuro che l'affilatura è perfetta, ma poi è un piacere quando la sgorbia taglia a dovere, è una sinfonia di armonici! anzi come ho già detto nel mio post bisogna fare attenzione, perchè presi dalla facilità di taglio si può finire al di sotto di quel che si voleva. Il movimento per affilarla è ondulatorio, come le vecchie culle, e non c'è bisogno di applicare molta pressione, la mano destra conduce il gioco e due dita della sinistra accompagnano la sgorbia nel dolce dondolio. Guarda bene i riflessi dell'unghia, devono essere regolari! Scusa se ti dico questo ma ho penato per l'affilatura. Una mola ad acqua sarebbe auspicabile ma solo per dare la forma corretta e per correggere eventuali segni di deformazione. Senza spendere cifre impossibili ho ripiegato su una scheppak( ad acqua) dai costi moderati! Ciao e buon lavoro. :D :lol: :idea:

mico
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico »

A poco a poco SIAMO ARRIVATIIIII.
Ho lavorato sull'anima che ho rifatto tre volte per avere una adesione senza luce e posizionata nel punto giusto (circa 2 cm sotto il piede del ponticello)
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Poi ho lavorato il capotasto superiore ma solo per dargli una curvatura minima per non rompere le corde (che sono super-economiche visto che in questa fase vengono montate e smontate): ho solo fatto dei segni per evitare che le corde scappassero. Per il resto ho montato il ponticello senza sagomarlo solo per metter in tensione il violino in modo da poterlo accordare. Come si vede la action è altissima e lo strumento non è ancora suonabile.
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Ed alla fine ECCOLO QUI:
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Ora io lo so che ci sono mille problemi estetici a partire dai piroli che devo rifare di corsa, alle punte, alle effe, ai bordi,.... ma non potete capire per me che gioia in questo momento poter pizzicare le corde del MIO violino, io che un violino prima di oggi non l'ho mai nemmeno preso in mano ma solo visto nelle teche.

Per questo ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e seguito ovvero Claudio, Davide, Giuseppe, Alessandro (Arca), Francesco (Piase), Ananasso e tutti quelli che hanno seguito questo lungo post.
Ora mi rimetto al lavoro per farlo diventare anche suonabile perché sto scoprendo che il setup è un altro mondo da scoprire.

Grazie, grazie, grazie.

PS: sarò di parte ma secondo me è bello come quelli che faceva Antonio tanti anni fa :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
Maurizio Basile
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 »

Antonio De Curtis??????????????? :D :) :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :chrs:
una risata ogni tanto ci vuole. Comunque complimenti! dai strusciaci l'arco sopra! Ciao

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claudio
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio »

La costruzione del primo violino è sempre un'esperienza memorabile, complimenti per l'impegno, spero che a questo ne seguiranno altri.

P.S.
Ora arriva la verniciatura, che gli sventurati principianti non sanno che rappresenta l'altro 50% del lavoro, in grado di mettere a dura prova l'ingegno di chiunque. Il mio consiglio a questo proposito, a prescindere dal tipo di vernice che si vorrà usare, è quello di fare molte prove.
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Ananasso »

Complimenti! Attento che l'anima va qualche mm sotto il piede del ponticello; 2 cm mi sembrano troppi.

mico
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico »

Grazie a tutti.
Claudio c'è ancora tanta strada davanti alla prima nota "vera" e ne sono cosciente ma ho tanta voglia di percorrerla.
Ananasso ho risistemato l'anima: ora è 5mm sotto il ponticello e al centro del piedino leggermente spostata verso l'interno della cassa (più frequenze basse?).
Giuseppe... l'archetto ancora non ce l'ho :D :D :D :D . L'ho comprato e dovrebbe arrivare presto.

Invece rinnovo la domanda: il capotasto va incollato? Se si alla cassa o alla tastiera? In rete ho trovato che andrebbe incollato alla tastiera ma questo significa che lo staccherei insieme alla tastiera quando dovrò verniciare. Tutto corretto?

PS: per la verniciatura mi sono attrezzato per fare prove su tutto. Ho preso colofonia, sandracca, copale di Manila, elemi, olio di lino crudo e alcool 99,9% denaturato.... a breve si comincia a provare. Intanto leggo e studio :wink:
Maurizio Basile
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da claudio »

Io suggerirei anche una cosa che rappresenta di solito una delle indicazioni meno seguite dai liutai: imparare a suonare il violino. Solo in questo modo ci si può rendere conto a pieno e direttamente di cosa si sta costruendo.

La posizione dell'anima, rinnovo il mantra: leggi il Sacconi.
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Giuseppe45
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da Giuseppe45 »

Per il capotasto ho letto da qualche parte che va incollato solo al manico forse per rendere libera la tastiera, chissà ce lo potrebbero dire i pentastellati. Complimenti per il tuo primo violino.

mico
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Re: Il violino di Maurizio

Messaggio da mico »

Sacconi, Sacconi, Sacconi..... alla fine hai ragione Claudio: ci trovi tutto.
L'anima l'ho spostata a 2 mm come indicato.
Per il capotasto invece dice di incollarlo al manico insieme alla tastiera per la lavorazione del manico. Pertanto io lo fisserei in modo blando per la lavorazione dello stesso e lo staccherei, insieme alla tastiera, per la verniciatura. Alla fine, a strumento completato, si incolla tutto stabilmente al manico.

Giuseppe grazie ancora
Maurizio Basile
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