Il violino di Giacomo

Suonare e costruire i violini
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claudio
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Il "deve essere" in liuteria non trova molta applicazione, fortunatamente, diciamo che quello è un valore medio di riferimento, ma non è l'unico. Io ad esempio mi baso sulla proiezione e sull'altezza del ponticello, così come anche sulla relazione anima/catena rispetto al ponticello.
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Giacomom
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom »

E quali sono i limiti di riferimento...?
Se é utile prenderli come riferimento

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claudio
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Io prendo a riferimento la proiezione del manico, che stabilisce l'altezza del ponticello, i valori di 26 e 27mm sono quelli che uso quasi sempre. L'angolo delle corde sul ponticello può poi essere variato a seconda delle esigenze agendo sul tipo di cordiera e anche sul capotasto. Per le viole c'è chi preferisce un manico più angolato per avere un ponticello più alto e una maggiore pressione della corde, ma poi ne consegue una certa scomodità nel suonare lo strumento, e comq comporta la necessità di un adattamento/ambientamento.
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Giacomom
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom »

Ok chiaro
Adesso procedo alla finitura della nocetta e poi monto il capotasto

È poi da quello che ho capito é bene fare una prova in bianco...

Ma per fare la prova in bianco posso almeno dare l'albumina o acqua di colla ...?

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claudio
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Il motivo per cui si fa la prova in bianco nasce dalla necessità di fare una prima verifica dello strumento e la sua buona tenuta alla tensione delle corde, consentendo correzioni ed interventi che a strumento verniciato non si possono più fare. Per questo motivo chi come te ha deciso di lavorare a cassa aperta, non acquisisce facilmente questa necessità della prova in bianco per il motivo che si è ragionato in termini di tavole e non dell'insieme della cassa fin dall'inizio. Ma è anche vero che quando si approccia alla costruzione del violino, è utile anche se non indispensabile procedere a cassa aperta per bene comprendere tutte le implicazioni del processo cassa chiusa.

Come già detto, iniziare la lavorazione di una tavola a partire dalla filettatura, con conseguente sguscia e lasciare solo alla fine la lavorazione della bombatura, è esattamente come costruire un'automobile a partire dalle sospensioni, quasi a prescindere dal mezzo e dal motore che andranno a caratterizzarlo.

A volte far capire queste cose che a me sembrano quasi scontate è purtroppo difficile, perché si ha che fare con persone che non hanno idea di come si suoni un violino e spesso sono anche a digiuno completo di cultura musicale. Se questo gap culturale non viene colmato ci sono buone probabilità che non solo la prova in bianco sia inutile, ma anche la lavorazione a cassa chiusa, operazioni che viste da chi non capisce o non può capire, appaiono inutili e quindi evitabili.

Nel mondo ideale di un liutaio che abbia un minimo di coscienza del proprio lavoro ti dico come funziona: mentre costruisce lo strumento e coglie i segnali dalle tavole e quindi dalla cassa armonica, egli ha in mente l'unico scopo di ascoltare la voce del proprio strumento. Ma non di ascoltarlo suonato da un musicista che lo suoni per lui, ma che egli stesso impugni l'arco e produca note intelligibili e rivelatrici dallo strumento che ha costruito.
Perchè se da una parte un musicista ti può riempire di complimenti per il lavoro svolto, solo il liutaio ha piena coscienza di ciò che ha costruito e di tutte quelle manchevolezze che solo lui conosce sperando magari che il musicista non se ne accorga. E accade quasi sempre che il musicista per pudore e delicatezza d'animo, non dica tutto di ciò che ha percepito, e che lasci il liutaio nella felicità tipica dell'allocco appena uscito dal nido.

Per cui la prova in bianco è una primissima verifica sul suono che deve essere fatta in ogni caso, anche perché diversamente sarebbe molto difficile, se non impossibile, riuscire a capire l'influenza della vernice sul suono, da prima a dopo la verniciatura. Così come diventa difficile fare un ponticello su uno strumento appena verniciato, e ancora sarebbe piuttosto difficile intervenire di rasiera sulla cassa e sulle sgusce se dovesse esserci la necessità di fare qualche ritocco.
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Giacomom
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom »

Certo sono d'accordo ed é veramente illuminante ciò che hai detto sul ragionamento del liutaio...

Io purtroppo ragiono troppo sull'estetica e meno sul suono per il momento...

Personalmente io suono principalmente pianoforte e chitarra
Il violino diciamo che lo suonicchio Cioé mi esercito con le scale e motivetto ma ancora non sono in grado di produrre bei suoni...
È uno strumento meraviglioso quanto complesso...

La mia domanda sulla preparazione nasce dal fatto che questa modifica in modo strutturale la resa sonora delle tavole e quindi penso sia utile una prova dopo la preparazione...
Tanto se ci fosse da reintervenire dopo la preparazione si può tranquillamente fare

Mastromimmo
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Mastromimmo »

La prova in bianco a mio avviso che si lavori a cassa aperta o chiusa va sempre fatta. La primissima cosa è sapere il reale impatto che avrà sul suono la nostra vernice e capire oltre ad essere bella se acusticamente non "attapperà" lo strumento,altra cosa fondamentale è poter intervenire sullo strumento molto più agevolmente in caso di modifiche se il suono non ci convince.Poi come dice Claudio bisogna che il liutaio sappia suonare lo strumento, non dico che suoni la ciaccona ma che sia almeno arrivato ai primi studi del kreutzer. È sbagliato affidarsi completamente al musicista di turno che passa in bottega, non è detto che un ottimo violino non sia adatto per lui. Personalmente suono il violino in bianco per un paio di settimane, poi una volta convinto di tutto procedo con la verniciatura che nel mio caso ho notato addolcire quel peletto di "zanzaroso" che lo strumento in bianco ha di suo.

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claudio
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Imparare a suonare il violino è mandatorio, non è opzionabile se si vuole capire qualcosa del suono del proprio e degli altrui strumenti.

Sull'estetica: pensi davvero che noi liutai non dico esperti, ma sicuramente attempati, non diamo importanza alla bellezza dei nostri strumenti? il violino è un insieme perfetto di estetica e funzionalità, il problema è che oggi e forse anche nei tempi passati tra '800 e '900, si privilegia l'aspetto (spesso con risultati dubbi), rispetto alla funzionalità, e questo per vari motivi, non ultimo il fatto che non si sa suonare il violino, e quindi non si sa ascoltarlo.
Il violino non è una collana di perle, ma è uno strumento che deve assistere il musicista nel suo lavoro.

Ovviamente il violino deve essere studiato bene e con impegno con l'assistenza di un buon insegnante, no strimpellamenti improvvisati. Come pure è importantissimo frequentare i concerti. Sembra scontato, ma io in 40 anni di concerti, di liutai nelle sale ne ho visti solo in sporadiche occasioni. Con questo non voglio dire che anche una persona ignorantissima non possa diventare un buon liutaio, ma è molto meno probabile.

Sulla questione preparazione ho già risposto, se pensi che una volta data sia poi facile intervenire con le correzioni sulla cassa, fai pure. Anche la vernice modifica in modo strutturale la resa sonora dello strumento, quindi a parità di vernice cambiando la preparazione sugli strumenti successivi se ne avvertono gli effetti. La vera prova in bianco permette di capire il suono "senza filtri", nelle sue piene potenzialità.

In questo video con il M° Enrico Giovannini è stato suonato un mio violino in bianco finito e montato qualche giorno prima (ed ovviamente da me provato), per di più con un ponticello ancora da rifinire e con una montatura economica e corde da 40 euro, quindi non certo pensato per una resa ottimale. La cassa dello strumento non è stata trattata in nessun modo, la registrazione effettuata con mezzi abbastanza semplici e in un ambiente domestico e senza il riverbero che spesso caratterizza le sale da concerto, quindi una prova "neutra", senza la quale non è possibile capire la strumento nella sua completezza.

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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Qui invece, sempre a parità di mezzi di registrazione come nel video precedente, una prova di un mio violino finito in una sala da concerto. Trova le differenze.

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Giacomom
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom »

Ok più che convinto

Le differenze sonoro sono evidenti ma per percepire la differenza data dalla verniciatura andrebbe fatta la prova nello stesso ambiente perché il riverbero della stanza cambia tutto...

Ad ogni modo se non sbaglio la vernice sembra che tenda ad addolcire il suono

Quindi che montatura mi consigli di prendere Claudio e che ponticello (da lavorare chiaramente)?

Grazie Mastromimmo per il tuo contributo

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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Giacomom »

Ma il violino della prova in bianco é già abbronzato...?
Perché sembra scurino...

Mastromimmo
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Mastromimmo »

Secondo me non è facile dare opinioni sui due video postati da Claudio (puntualizzo secondo me),sono inseriti in due contesti completamente diversi dove già solo il grande ritardo di reverberazione che la sala offre cambia completamente il tutto, senza poi tralasciare che il violino in bianco non è lo stesso del secondo video così mi pare di capire da come ha scritto e che i violinisti sono diversi.
Poi ci sono tanti altri fattori,distanza dal microfono,angolazione,tipo di microfono e qui sono tutti diversi.
nel primo video riconosco comunque nel suono quell'asprezza tipica del violino in bianco che a verniciatura ultimata sarà completamente smorzata.
infine concordo con Claudio sul non strimpellare da soli ma un percorso con un didatta serio e preparato che non abbia fine ultimo solo quello di spillare le 25 euro l'ora,già qualche anno fa proprio qui partecipai ad una discussione come argomento "il liutaio deve saper suonare il violino?" ed io ero uno dei SI superconvinti a differenza di altri tipo Chiari che affermava il contrario, aggiungo che lo sono oggi ancora di piu' che continuo a studiare.
Detto questo posso dare il mio consiglio a Giacomo di provare assolutamente lo strumento in bianco e di avere la tecnica violinistica che gli permetta di provare lo strumento in modo dignitoso, non solo le arcate a vuoto a cui i liutai ci hanno abituato fino ad oggi ma anche salire in terza,quinta posizione perchè i violini poi si chiudono di colpo mentre andiamo in su con la mano, ma dobbiamo capirlo noi e non tramite l'opinione del violinista di turno.

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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Ho scelto questi due video per esaltare le differenze anche dal punto di vista ambientale, sono comq disponibili altri video nel mio canale in cui il medesimo musicista suona il violino in bianco e il violino finito nello stesso ambiente. Il mezzo di registrazione, una Nikon D800, è stata usata per entrambe le registrazioni. In ogni caso le differenze tra gli strumenti, nonostante la diversità di condizioni, si avvertono. La vernice tende ad addolcire il suono, ma il rischio è quello di chiuderlo, questo vale per qualsiasi vernice, ma con le vernici ad olio e il loro peso ridottissimo non si corrono rischi.

Per le montature io negli ultimi anni uso quelle di B&C, sono buone e pesano il giusto, anche se l'eccessivo uso della macchina a controllo numerico e il laser le spersonalizzano e rendono il prodotto non all'altezza del prezzo richiesto.

Nal primo video il violino in bianco è abbronzato alla luce UV.
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Mastromimmo
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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da Mastromimmo »

Claudio se i violini sono ripresi dal microfonino della macchina posso dire con assoluta certezza che dal vero sono molto ma molto meglio.
sono stato nel campo tecnico/sonoro per 28 anni, so di cosa parlo ;)

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Re: Il violino di Giacomo

Messaggio da claudio »

Certamente, il microfono ha le sue limitazioni, non solo quello della mia fotocamera, è impossibile trovare qualcosa che renda in modo soddisfacente lo stesso fronte sonoro e la ricchezza degli armonici, quindi le registrazioni hanno sempre un valore relativo. L'ideale è sempre ascoltare gli strumenti dal vivo, le registrazioni danno solo un'idea.
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