Vernici a confronto

Suonare e costruire i violini
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davidesora
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Sono sempre io, pare che non ci sia molta disponibilità al confronto, ma posso capirlo per le suddette problematiche tecniche che rendono le cose un po' aleatorie, costringendo a descrizioni del "sistema operativo" che non tutti sono disposti a condividere.
In questo video un mio violino del 2014 finito a un musicista Australiano, ci sono anche immagini del colore di fondo (ground) prima della vernice e qualche immagine "riflessata" dove si può apprezzare qualche dettaglio della superficie.
La vernice è sempre quella alla linossina, applicazione a pennello e finitura a tampone, il ground sono circa 300 ore di UVA seguite da caseina e colofonia cotta+mastice e trementina con pomice aggiunta come filler.
Non so che colori vedrete, ma questi sono i limiti insormontabili del web.

https://www.youtube.com/watch?v=LhbFR0vD5g8
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claudio
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da claudio »

Io invece sono contento che a parlare di confronti sulle vernici si sia solo in due, giustamente stimolati da Giacomo. Non mi piacciono le discussioni affollate dove si afferma tutto e il contrario di tutto, io credo che il punto di vista di due liutai di esperienza diversa, pur non esauriente, possa comunque essere di grande utilità ed offrire molti spunti di riflessione.
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da Giacomom »

Grazie Davide per il tuo contributo...
Davvero un oggetto meraviglioso curato in ogni minimo dettaglio...
Parlando di vernici dal video come dalle foto si nota come il colore dominante sia il rosso...
Come mai questa scelta...?

Mi sembra di farti l'intervista... 😅😅😅
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davidesora
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Ribadisco che il rosso che si percepisce attraverso uno schermo illuminato e ottimizzato per rendere i colori più vivaci e brillanti non è proprio lo stesso che è nella realtà, ma in ogni caso quello che effettivamente a me piace è l'intensità del colore. Il rosso è un po' la chimera di ogni liutaio che si ispiri al lavoro Stradivariano in quanto fu proprio lui a introdurre questo colore probabilmente per distinguersi dagli Amati introducendo un colore più intenso e indiscutibilmente in quei tempi simbolo di ricchezza, nobiltà e potenza (alcuni Stradivari, abbastanza rari, sono veramente rossi dove è rimasta la vernice originale).
Quindi è un po' colpa sua... :D
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da Giacomom »

Però mi sembra di notare (perdonami se sbaglio) che i violini più richiesti sono in stile anticato con colorazioni più sul marrone giallo...
Questo, in caso fosse vero, esalta ancor di più la tua scelta controtendenza...
Non posso altro che dire che i tuoi strumenti sono opere d'arte ma se posso permettermi quel tipo di colorazione secondo il mio occhio penalizza un po' il filetto rendendolo un po' più piatto...
Di sicuro quando lo vedrò dal vivo mi ricrederó quindi perdonami se non é così...
Forse complice anche il tipo di filetto che usi cioè con il nero molto sottile mi sembra...
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da claudio »

Ho avuto occasione di vedere gli strumenti di Davide dal vivo e posso assicurare, almeno dal mio punto di vista, che la sua interpretazione del rosso a me piace molto ed è di gran pregio. Spero solo che in futuro torni ad usare le vernici ad olio, perché i risultati che è riuscito ad ottenere, sia in termini di colore che di vernice vera e propria, sono superiori a quelli conseguiti con la vernice Casini.

Per scelta mia e sua non costruiamo strumenti antichizzati, ma lasciamo che i nostri strumenti invecchino in modo naturale. Purtroppo le antichizzazioni, complici i musicisti che li richiedono, posseggono una grossa fetta di mercato.

Ancora sulle vernici rosse: è vero che il colore penalizza un poco il filetto, d'altronde non può che essere così, visto che la vernice colorata agisce a guisa di un filtro che esalta alcune cose e ne mortifica altre, ma anche sugli strumenti originali è così.

Ad esempio, il violoncello Cristiani di Stradivari, anno 1700, è di un bellissimo rosso in cui l'ematite sembra giocare un ruolo importante, questo è uno dei pochi strumenti originali in cui vi è presente quasi intatta la vernice originale. Perché il rosso e non un altro colore? perché il rosso è il colore del rubino, che in unione al fondo d'oro sviluppa giochi di luce bellissimi. Questa semplice pratica di combinazione dei colori io l'ho trovata descritta mirabilmente nel trattato dell'oreficeria di Benvenuto Cellini, in cui il grande orafo fiorentino sceglieva con cura e perizia estrema la foglia d'oro da inserire sotto un rubino, in modo da esaltarne la luce.

Costruire violini non è un processo razionale, o perlomeno data la buona conoscenza dei materiali e il loro portato simbolico, la creatività la fa sempre da padrone.
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da Giacomom »

E allora Davide facci vedere questo violino ad olio... 😜
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Sottoscrivo quanto espresso da Claudio.
Credo che sia una cosa fondamentale cercare di non essere schiavi del "mercato" ma di seguire la propria strada, non siamo carrozzieri che verniciano auto e che si devono preoccupare di soddisfare il più vasto numero di clienti offrendo una vasta gamma di colori, compresi quelli più di "tendenza" o "alla moda".
Io faccio ciò che piace a me nello spirito che ritengo fosse quello con cui lavoravano anche i liutai antichi del passato, Amati, Stradivari e Guarneri erano tutt'altro che copisti o antichizzatori e credo che seguire la loro strada sia la forma migliore possibile di liuteria. Poi se a qualcuno non piacciono i miei strumenti e le mie scelte estetiche se ne dovrà fare una ragione, ci sono tanti altri liutai da cui andare a comprare violini disposti a far carte false per accontentare il gusto estetico del cliente....c'è spazio per tutti.
Chiaramente anche io sono disposto a seguire le indicazioni che a volte mi vengono date (non tratto a pesci in faccia chi si azzarda a espormi i suoi gusti estetici... :D ) come un colore più chiaro o meno rosso ecc, specificando però che sarà il legno a dettare il colore finale che non sarà mai possibile garantire un colore specifico ma solo una direzione verso cui tendere.
L'unico rifiuto categorico è per chi mi chiede strumenti antichizzati, su questo non transigo :bhd:
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Giacomom ha scritto: domenica 21 luglio 2019, 16:57 E allora Davide facci vedere questo violino ad olio... 😜
Questa è una viola, va bene lo stesso? :P

https://www.youtube.com/watch?v=serjD3VAzSk
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Questo un violino verniciato a olio, dello stesso anno della viola ma di colore un po' più chiaro.
Poi basta perchè non è la mia galleria personale, ho già abusato abbastanza dello spazio....... :ciao2:
PG XX 2015 Davide Sora - vernice a olio.jpg
PG XX 2015 Davide Sora - vernice a olio_fondo.jpg
PG XX 2015 Davide Sora - vernice a olio_part tav.jpg
PG XX 2015 Davide Sora - vernice a olio_part fondo.jpg
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da Giacomom »

Infatti Davide ho scritto che la tua scelta in controtendenza ti fa ancor più onore...

Ad ogni modo per il mio gusto personale questo violino é meraviglioso la prevalenza di marrone e giallo rende ai miei occhi il legno più caldo...

Perché abbiamo detto che in base a come si scatta la foto cambia il colore... In base al monitor con cui si guarda cambia il colore... Ma cambia tantissimo il colore anche in base al recettore visivo che abbiamo... Non tutti vediamo i colori allo stesso modo...

Ad ogni modo ormai Davide se ti va di condividere anche questa ricetta... 😅

Tanto non si tratta di scopiazzare i lavori altrui abbiamo detto che possiamo usare la stessa ricetta e avere risultati diversissimi...
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Si tratta di una "semplice" vernice olio di lino e colofonia cotta, in rapporto 1:1. L'olio di lino è lavato con acqua e sale, la colofonia è cotta per una settimana a 160°per scurirla, poi cotta alla calce per abbassare l'acidità. Uniti insieme (cottura vera e propria della vernice) a 160° circa, portando poi fino a 280° per migliorare la siccatività dell'olio e per scurire ulteriormente il colore.
Solo la tavola è isolata con la solita caseina, poi isolante mastice e trementina su tutto il violino. Il ground è fatto con la vernice impastata con solfato di calcio ricavato da gesso alabastrino spento con lavaggio prolungato, una mano seguita da un'altra mano di vernice senza gesso. Il colore è dato da 4 mani della stessa vernice colorata con resinato di Robbia e per finire ancora una mano di vernice senza colore. Levigatura finale molto leggera per non togliere la tessitura superficiale e lucidatura finale con Super Nikco. Si potrebbe evitare la lucidatura finale e finire con una mano di vernice senza più levigare, ma la tessitura risultante sarebbe ancora più grezza (o "materica", come dice Claudio)
Ogni mano è applicata con le dita, utilizzando un piccolo pennello rigido solo per mandarla negli angoli della testa e negli angoli tra bordi e fasce.
Come si vede dalle foto la superficie finale è comunque abbastanza grezza, ad essere sinceri preferisco quella un po' più liscia che ottengo con la mia vernice ad alcool alla linossina, ma è una qestione di gusti. Sicuramente dal punto di vista della manutenzione (pulitura) queste superfici più grezze sono più difficili e laboriose da pulire e rilucidare e tendono a trattenere molto di più la pece dell'arco a causa della maggiore irregolarità. Comunque con il tempo (ma suppongo ci vorranno anni) si lisceranno anche loro a forza di sfregamenti per pulirle, o peggio per l'intervento maldestro di qualche "liutaio" o del musicista stesso.
Però esteticamente è indubbiamente una bella vernice, ricca di riflessi cangianti e con un colore ambrato di fondo molto interessante, tipici delle colofonie che in questo senso sono secondo me insuperabili.
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da Giacomom »

"semplice" :ass:
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da claudio »

La vernice alla colofonia, sebbene sia di preparazione abbastanza semplice, è invece piuttosto complicata nella fase di cottura e preparazione della resina onde innalzare il suo punto di fusione per ovviare ai noti problemi che una vernice del genere può comportare. A fronte di una bella trasparenza e ottime capacità dicroiche, la vernice a base di colofonia presenta spesso problemi dovuti al contatto con la pelle del musicista, per cui tende a sciogliersi e a formare brutti aloni nerastri attorno alla zona di consunzione. Se però la cottura della colofonia è stata condotta in modo appropriato, i problemi suddetti non si presentano e la consunzione della vernice avviene in modo regolare e sfumato. Il vero segreto in questo caso sta tutto nella cottura della colofonia, tra 1500 e 1700 la colofonia era usatissima non solo per farne vernici ma, similmente a ciò che accade anche oggi, era usata anche dai maestri musicisti per i crini dei loro archi. Ma erano colofonie cotte con aggiunte di sali secondo procedure e ricette segretissime, poiché ogni colofonia trattata aveva la proprietà di influire profondamente sul timbro del suono (questo è un discorso molto lungo che richiederebbe un'adeguato ampliamento).

Questa maniera di cuocere la colofonia da parte dei musicisti a mio parere era mutuata dalla pratica dei mastri artigiani specializzati nella preparazione delle vernici.

E' per questi motivi che io preferisco di gran lunga la vernice alla sandracca, anche se richiede sempre grande attenzione per la preparazione (è una resina che si scioglie nell'olio solo a certe condizioni). Purtroppo una vernice a base di colofonia riesci a capire se è stata preparata bene solo dopo che lo strumento è stato usato in modo piuttosto intenso.

Le operazioni descritte da Davide con grande dettaglio non sono in realtà così difficili da portare a compimento, però solo cercando di descrivere passo per passo i vari procedimenti ci si rende conto che al contrario è un processo abbastanza complesso, e che soprattutto non è mai lo stesso da una verniciatura all'altra.

Io ad esempio ometto lo strato isolante di mastice e trementina perché usando già una vernice ad olio non ho percepito il bisogno di un ulteriore "riflessante". Così pure per lo strato di vernice con incorporata una materia inerte (gesso, caolino, argille di varia natura), io non l'ho mai usato perché nelle esperienze che ho fatto mi sembrava che a volte conferisse alla vernice un aspetto vagamente lattiginoso, ma visti i buoni risultati di Davide forse non ho insistito troppo per migliorare i risultati.

Queste sono comunque solo alcune della miriade di varianti sul modo di applicare le vernici ad olio, la cosa importante almeno all'inizio è rimanere su un piano di semplicità per poi perfezionare il risultato man mano che ci si arricchisce di esperienza. Alla base il processo di verniciatura ad olio con vernici filologiche si basa quasi sempre su preparazione proteica, coloritura del legno, verniciatura incolore, verniciatura colorata.

Io per le mie verniciature mi mantengo su un piano abbastanza semplice nelle procedure, ma il "semplice" in questo caso è un concetto del tutto soggettivo, perchè ad esempio la finitura delle superfici con rasiera che pure non è affatto complicata, costituisce quasi sempre il fattore dirimente tra una verniciatura buona e una cattiva.

Ma è sul piano dell'applicazione della vernice colorata che mi sbizzarrisco in modo più libero, similmente al pittore che usa una tavolozza di pigmenti, anch'io ne uso di diverse specie per raggiungere la saturazione e la tonalità desiderata, per cui i miei strati pur essendo sempre molto sottili non sono quasi mai meno di una decina.
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Re: Vernici a confronto

Messaggio da davidesora »

Perfetto Claudio, speravo in un tuo intervento. :)
Le vernici ad olio possono sembrare semplici all'apparenza, in fondo si tratta di unire olio e una o al massimo due resine, ma richiedono una profonda comprensione dei materiali e delle reazioni coinvolte nonchè una cultura storica non indifferente.
In due parole molta esperienza, che tu sicuramente possiedi in sovrabbondanza. :wink:
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