Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Suonare e costruire i violini
PaoloT
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Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Buonasera a tutti.
Premetto che sono un amatore e neofita nella costruzione (o almeno ci provo) di violini (tre all'attivo e una viola) e le mie curiosità derivano, con ogni probabilità, da scarsissima esperienza. Mi sono riferito a Sacconi (nonché a manuali di liuteria francese di fine Ottocento, così per sfizio), oltre ai quaderni di liuteria, al sito ed ai preziosissimi video di Davide Sora. Per quanto posso, cerco di attenermi agli spessori "canonici" e di restare il più fedele possibile alle bombature dei vari modelli di riferimento. Ho capito che ogni elemento contribuisce alla resa sonora finale (dal disegno alla vernice fino alla montatura) e che, in ogni caso, per quanto possa essere ridimensionato dall'esperienza e dalla capacità del liutaio, rimane un elemento di imprevedibilità sul risultato finale.
In occasione della special edition di Mondomusica, ho avuto occasione di vedere video in youtube di liutai che descrivevano i loro strumenti e davano come loro caratteristica la ricerca di un suono potente sul mi piuttosto che bassi profondi e sostenuti. Mi chiedo (non sono riuscito a trovare bibliografia in merito e, se ci fosse, chiedo lumi) come si possa "a priori" impostare uno strumento che suoni in in certo modo: è questione di scelta del modello, dipende molto dalla messa a punto o cosa? Premetto che non sono ancora in grado di interpretare l'essenza del legno (penso di aver capito che se un acero è molto denso posso arrischiarmi a diminuire un pochino gli spessori), ma a parità di bombatura (e quindi facendo riferimento ad uno stesso modello ed ipoteticamente allo stesso legno) può una diversa distribuzione degli spessori modificare scientemente il suono finale (ad es diminuire lo spessore nel polmone inferiore destro aumenta gli alti etc)? oppure tutto (o molto) si basa sul connubio catena/anima/ponticello?
Mi scuso per la prolissità e ringrazio chi mi potrà rispondere.
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claudio
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da claudio »

Come forse già saprai io seguo la scuola Sacconi-Bissolotti, il cui metodo di costruzione è basato sulla cassa armonica filettata e sgusciata a cassa chiusa. Quel che si apprezza di questo metodo è il fatto di riportare il liutaio a ragionare in termini filologici e non su pure interpretazioni personali che spesso hanno poco o niente a che fare con la tradizione antica.

Infatti, tu oltre ad aver menzionato il Sacconi hai citato anche alcuni manuali di liuteria di fine '800, che propongono metodi che niente hanno a che fare con la tradizione italiana. Questo non significa che non siano stati costruiti strumenti di grande pregio artistico dalla fine del 1700 in poi, ma di fatto furono costruiti con metodi e vernici diversi dalla tradizione antica. Questo perché in estrema sintesi la tradizione classica cremonese fondata dagli Amati si è poi interrotta e non ha avuto un seguito, per cui i liutai pur conoscendo bene la fama di Stradivari e la gloria dei suoi strumenti furono costretti ad dovere reinventarsi la tradizione antica, spesso con risultati piuttosto fantasiosi ed incerti.

Oggi però le cose dal punto di vista della documentazione degli strumenti antichi sono cambiate molto, per cui il mistero rimane principalmente nel paradosso per cui pur essendo il lavoro degli antichi ben documentato, ci si ostina a seguire metodiche non filologiche, quali verniciature a base di vernici ad alcool e metodi costruttivi a "cassa aperta", magari basati sulla forma esterna.

Ovviamente il metodo costruttivo si riflette direttamente sulla qualità del suono degli strumenti, ed ovviamente bisogna anche considerare la qualità di ascolto di un liutaio e sue capacità di interpretazione del suono.

In genere un liutaio produce strumenti che tipicamente lo rappresentano sia dal punto di vista costruttivo, sia dal punto di vista sonoro. Questo perché seguendo interpretazioni che si ritengono valide, si sceglie di rimanere in un ambito "garantito", cioè a dire che riservi il meno possibile di sorprese ed imprevisti.

Questo tuttavia implica il fatto che la propria crescita artistica sia spesso limitata ai primi risultati considerati soddisfacenti, e di evitare l'insidia di una ricerca ad oltranza sicuramente irta di incertezza ed incidenti di percorso, ma che alla lunga porta a risultati sonori e costruttivi più interessanti.

La differenza tra un amatore e un professionista sta principalmente nel fatto che il primo costruisce indubbiamente un numero di strumenti inferiore al secondo, questo è un fattore di fondamentale importanza perché il poter verificare e fare esercizio quotidiano su un gran numero di strumenti è una delle chiavi di una buona riuscita del proprio lavoro.

Prevedere il suono dei propri strumenti, specialmente all'inizio, è cosa piuttosto improbabile perché manca quella base di esperienza necessaria per cui si conoscendo al meglio forme e legni, si è poi in grado di fornire un risultato sonoro abbastanza costante. Per questo i principianti scelgono i loro maestri non tanto sulla qualità del suono, ma sulla qualità della costruzione, dando per scontato che chi è bravo a costruire uno strumento ad arco, sia automaticamente bravo anche a farli suonare al meglio, cosa che nella pratica è purtroppo dato di vedere poco spesso.

Per questo motivo io credo che il principiante abbia il compito di scegliersi accuratamente gli obiettivi: prima di tutto il suono, cioè a dire conoscere ed avere una buona conoscenza del suono degli strumenti originali, oggi i concerti sono accessibili a tutti, anche se di liutai ne ho sempre visti pochi nelle sale.

Poi si scelgono quei liutai che si ritengono possano essere un buon esempio da seguire, ma non prima di avere bene visto ed ascoltato, quindi possibilmente aver suonato i loro strumenti. Questo implica che il principiante dovrebbe un minimo saper suonare un violino, una viola o un violoncello, almeno nelle prime posizioni, altrimenti non riuscirà mai a capire fino in fondo cosa è scaturito dalle proprie mani.

In ultimo è importante impostare una ricerca costante sugli strumenti antichi e loro vernici in modo che il processo di comprensione sia maggiore nel tempo, e quindi poter capire bene le correlazioni del suono tra strumenti originali e strumenti nuovi.

Va da sè che l'attenzione è principalmente concentrata sulla costruzione della cassa armonica, ma non bisogna dimenticare che il manico, la sua costruzione e il fissaggio nella cassa armonica seguono criteri moderni, quindi totalmente e necessariamente diversi da quelli antichi, per cui è fondamentale acquisire la massima padronanza sulla montatura e messa a punto degli strumenti.

E' infatti cosa inconcepibile vedere strumenti con casse costruite bene, con manici brutti, sagomati male e magari con misure sbagliate, con tastiere e capotasti improbabili, con ponticelli orrendi e anime approssimative inserite a caso nella cassa armonica. Dato che anche molti professionisti difettano da questo punto di vista, lasciando poi al liutaio specializzato l'onere di rimediare ai loro errori, ecco che per il principiante diventa fondamentale far bene le cose anche per quanto riguarda la montatura.
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PaoloT
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Grazie mille, Claudio, per l'esaustiva risposta.
Sposo appieno la tua posizione, secondo cui l'esperienza è una componente fondamentale per la crescita (in liuteria come, peraltro, in ogni altro campo).
Alla liuteria sono arrivato per passione e curiosità: da violinista, ho deciso di fare il salto dell'asticella e provare a costruire da me lo strumento studiato per anni in conservatorio. Proprio partendo da questa mia formazione, mi interessa molto di più il suono rispetto all'estetica (non vorrei essere tacciato per eretico, ma preferisco chiudere un occhio sul raccordo del filetto - che comunque un po' alla volta comincia a migliorare - ed essere esigente sul suono e capirne bene l'origine fisica e materica).
Dalle mie letture, ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad un'immagine statica (fondo da 4,5 a 2,5 e tavola da 3 a 2,4 mm di spessore), senza mai un'indicazione sulla ripercussione sonora di una modifica di questi parametri standardizzati.
Mi rendo conto che qui si apra l'insegnamento dell'esperienza e, senza voler rubare segreti a nessuno, mi sono chiesto (di fronte a certe affermazioni "quasi scientifiche" di alcuni liutai) se ci fossero effettivamente delle tendenze o delle linee guida nella progettazione del suono (un po' come accade con la posizione dell'anima: lo spostamento genera un cambiamento piuttosto prevedibile suol suono, almeno a livello teorico). Giustamente dici che un liutaio costruisce strumenti che lo rappresentano: ma come, per tentativi sulla base degli spessori canonici e traendo poi, dopo molti strumenti, delle linee di tendenza, da applicare poi in vari modelli ? Oppure esistono eventualmente delle pubblicazioni che trattano anche questi aspetti della costruzione dello strumento?
Claudio, tu parli di ispirarsi ad un modello che sia adatto alle proprie esigenze (e gusto, in termini sono ed estetici), ma mi sembrerebbe (però correggimi se ho malinteso) di rimanere nell'ambito dell'imitazione (di un modello reale e non del progetto cartaceo, ma trovo che il principio più o meno di equivalga). Ribadisco che non è il mio caso (soprattutto non a questo livello della mia preparazione), ma può un liutaio mettersi di fronte a tavola e fondo e a priori decidere che spessori e bombature dare in funzione di un risultato voluto (ad esempio le specifiche richieste di un acquirente), come.un pittore di fronte alla tela bianca, o si segue la strada di una scelta di un modello/forma che più si avvicina alle caratteristiche volute e che quindi dà sufficienti"garanzie" di avvicinarsi al voluto?
Mi scuso per la ridondanza, ma quell'aspetto di "imprevedibilità" non mi lascia tranquillo...
Grazie ancora!
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claudio
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da claudio »

La costruzione di uno strumento ad arco porta sempre a larghi margini di imprevisto per quanto riguarda la produzione del suono, anche nel caso si segua pedissequamente un modello. Questo accade perché nel lavoro manuale, ammesso che il principiante abbia ben compreso il modello di riferimento, si producono sempre differenze che rendono il suo strumento unico anche nell'ambito della sua produzione.

Si parla di copia e di imitazione, che fortunatamente non è l'oggetto della nostra ricerca, ma si parla di modelli di riferimento, ed ognuno è libero di scegliersi quelli che sente più vicini. Molti scelgono liutai novecenteschi o ottocenteschi, altri i liutai conteporanei, altri ancora i liutai della tradizione cremonese classica.

Io appartengo all'ultima categoria perché per me liutai come gli Amati, Stradivari e i Guarneri, hanno tracciato una linea fondamentale nella storia della musica. E' infatti paradossale che si ami il suono di uno Stradivari o di un Guarneri del Gesù e poi nel proprio laboratorio si costruiscano strumenti riferiti a Villaume, a Poggi o a uno dei tanti Gagliano, che pure a loro modo hanno tenuto ben presente la tradizione antica. A mio parere bisognerebbe evitare l'effetto fotocopia per cui si prendono a riferimento strumenti di liutai moderni, che a loro volta sono già il prodotto di una interpretazione della tradizione antica.

Quindi il principiante dovrebbe a mio parere tenere presente solo un modello per quello che riguarda il suono: quello degli strumenti originali, che inutile dirlo non è affatto uguale dall'uno all'altro, ma che in ognuno si esprime in modo più o meno evidente ed originale la qualità del cosiddetto suono italiano.

Io indico sempre Stradivari come primo cimento, perché di questo grande liutaio conosciamo molte cose ed è stato molto studiato, quindi il principiante non corre il pericolo di dover interrompere il proprio lavoro perché ad un certo punto non sa come abbinare le bombature, come distribuire gli spessori del fondo, e via dicendo.

E' evidente che nei primi strumenti si cerca prima di tutto di educare le mani all'uso degli attrezzi tenendo bene presente l'esempio degli antichi e anche vedere come i liutai delle epoche successive abbiano interpretato il loro lavoro. Solo un liutaio in persona potrà mostrarti come risolvere i problemi pratici della costruzione, per questo è altrettanto importante frequentare qualche bottega.

Una volta che si è progredito a sufficienza nella costruzione degli strumenti (di solito dopo 10 o 20 esemplari), si potrà considerare di introdurre variazioni stilistiche e funzionali al fine di produrre un suono più personale, senza tuttavia mai tralasciare l'esempio degli strumenti antichi.

Il pittore, per riprendere un tuo esempio, quando impara l'arte del disegno guarda sempre all'esempio degli antichi, ma è solo dopo un accurato studio e pratica che potrà affrontare vie artistiche personali ed originali.

Io ad esempio, mi comporto così: tra le forme che ho disegnato seguendo l'esempio degli antichi, ho dato preferenza ad un modello Stradivari del 1690 e ad un Guarneri del Gesù del 1742, con queste ho costruito nel tempo un centinaio di strumenti, che uno dopo l'altro mi hanno permesso di conoscere a fondo "quella" forma e di trarne ogni volta una nuova informazione, di capire l'influenza dell'altezza delle CC, che la larghezza dei polmoni è più importante della lunghezza dello strumento, che le bombature alte producono effetti molto diversi dalle quelle basse, che gli spessori più o meno accentuati scuriscono o schiariscono il suono, senza poi parlare della costruzione della catena e del resto della montatura, elementi fondamentali per portare a perfezione il suono desiderato.

Se si è violinisti si parte con un certo vantaggio, ma non è tutto perché ho trovato spesso violinisti italiani la cui concezione del suono era molto lontana dalla mia, da sempre abituati a strumenti ottocenteschi o novecenteschi che di suono classico non hanno molto. E quand'anche di strumenti originali ne abbiano ascoltati molti e magari li abbiano anche suonati, l'interpretazione data dai loro strumenti è piuttosto lontana.

Credo che specialmente nei primi strumenti bisognerebbe partire sempre ben documentati e al tempo stesso resistere alla tentazione di fare di testa propria, magari pensando di aggiungere elementi di originalità.

Questo è difficile perché se la tecnica violinistica impone lo studio accurato degli esercizi di Kreutzer o dei Capricci di Paganini, a nessuno studente viene in mente di introdurre variazioni di testa propria (specie prima di un esame). In liuteria non esiste una pratica rigorosa che "costringa" il principiante su una linea altrettanto coerente. In liuteria il principiante la disciplina deve farsela da solo, mantenendo al tempo stesso una mente aperta che gli consenta di vedere limiti e vantaggi della propria ricerca.
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Davvero grazie mille ancora!
Posso approfittare della tua gentilezza e della tua competenza e postare qualche foto degli strumenti realizzati fino ad ora? Oltre agli errori macroscopici che vedo, un occhio esperto potrebbe darmi suggerimenti su aspetti che, per mia ignoranza, magari non so neanche esistere...
grazie mille ancora!
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claudio
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da claudio »

Certamente, se ti senti pronto ad una critica demolitiva, fai pure. :bhd:

Scherzo! abbiamo tutti da imparare qualcosa, la migliore chance resta quella di potere esaminare gli strumenti dal vivo e poterli suonare. Ma meglio che niente, vanno bene anche le foto.
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da claudio »

Non si vedono le foto. Puoi tranquillamente caricare le tue foto direttamente dal forum, nell'editor completo puoi trovare la sezione "Allegati" che ti permette di caricare files fino a 800KB.
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Ho usato l'editor completo, inserendo le foto tramite il comando Img e inserendo l'indirizzo web di google foto e l'anteprima andava...che siano forse troppo grandi?
ora cerco una soluzione alternativa, grazie
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claudio
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da claudio »

Sotto l'editor completo c'è una scheda "allegati", devi cliccare su "Aggiungi file", in questo modo le foto vengono caricate direttamente nel forum. Tu invece hai inserito link esterni che non permettono la condivisione nel forum, forse perché non ci sono i permessi necessari. In poche parole, le vedi solo tu.
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

posto nuovamente le foto, mantenendo lo stesso ordine, sperando che questa volta si vedano.

Violino 1: modello Guarneri "Il cannone"
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Viola: modello Stradivari 1672
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Violino n. 2: modello Stradivari 1716 "Messiah" (lo so, lo smusso del riccio colorato di nero grida vendetta ma...la tentazione è stata troppo forte)
Allegati
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Ecco infine le foto della vernice danneggiata della viola. Non capisco: le deformazioni dovute alla spalliera mi farebbero pensare ad una vernice troppo morbida, mentre la "ragnatela" a una troppo dura...
Allegati
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da claudio »

Sono strumenti che rappresentano il tipico prodotto dell'autodidatta, quindi prima di parlare di personalità, di stile e di suono, raccomanderei proprio il partire dalle basi.
La vernice sembra buona, credo però che vi sia un eccesso di resina morbida.
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Re: Spessori/bombature e tipologia di suono finale

Messaggio da PaoloT »

Ma, in effetti, lo scopo della mia domanda iniziale era più una curiosità intellettuale che una velleità di mettere in pratica sui miei strumenti, che sono conscio essere pieni di difetti. Senza volerti portare via tempo, che suggerimenti potresti/vorresti darmi? grazie infinite
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