Altre due domande sul Sacconi...

Suonare e costruire i violini
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CarloPi
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Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da CarloPi »

Sto continuando, ahimè solo nei pochi ritagli di tempo, a rileggere via via più approfonditamente questo libro davvero completo, ma i dubbi mi si presentano numerosi.

A pag. 45 si parla dell'altezza dei blocchi e si leggono 32 mm per quelli di punte e fondo mentre 30 mm per quello di testa.
La differenza è data per un motivo estetico o vi sono ragioni tecniche o acustiche?
I due millimetri sono ricavati solo lato tavola, solo lato fondo oppure suddivisi tra lato tavola e lato fondo?

A pag. 80 si forniscono le altezze massime delle curvature al "petto" della tavola rispetto a quelle del fondo (17 mm contro 15 mm) ma poi, alla successiva pagina, nel disegno con le curve di livello della tavola, si leggono 15,5 mm come altezza massima del piano: presumo che i 17 mm indicati costituiscano un valore massimo, ma presi i 15,5 mm della tavola il fondo deve sempre mantenere un valore minore?
Lo chiedo anche perchè osservando una foto di profilo dello Stradivari Hellier sembra che l'altezza massima del fondo sia addirittura maggiore di quella del piano.
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claudio
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da claudio »

La differenza di altezza 32/30mm a partire dalle punte superiori fino al blocco di testa è per ragioni estetiche e pratiche, in questo modo la linea è più slanciata e permette alla tavola armonica di essere forzata un minimo per acquistare un poco più di prontezza. Chiaramente parliamo di una differenza dal lato tavola.

Il fondo sollecitato dall'anima ha una funzione di "molla" che respinge vibrazioni e suono aldifuori della cassa armonica, per questo motivo ha spessori maggiori della tavola armonica e ha bombature più basse e anche leggermente meno piene. E' la combinazione delle bombature di tavola e fondo che conferisce le qualità sonore di un buon violino.

Con il tempo e la tensione delle corde la tavola armonica tende ad appiattirsi ed il fondo ad incurvarsi, questa è la ragione per cui molti violini mostrano un'altezza del fondo maggiore di quella della tavola armonica. Chiaramente tutto ciò dipende dal tipo di bombature e dagli spessori adottati per le tavole, in genere le accentuate arcature longitudinali mostrano meno questa deformazione, invece negli strumenti come la viola ed il violoncello è quasi sempre evidente.
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CarloPi
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da CarloPi »

Buongiorno Claudio, grazie. Quindi la rastrematura delle fasce dà anche modo alla tavola di essere pre-tensionata; ciò non dovrebbe anche aiutarla a contrastare meglio la tensione delle corde?
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claudio
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da claudio »

In realtà nel considerare le tensioni delle corde bisogna considerare l'intera cassa armonica, per la mia esperienza una tavola armonica spessa dai 3 ai 2.4mm ha ben poca chance di resistere ad una trazione di 25kg e ad una pressione di 5 o 6kg. Invece le tensioni agiscono sicuramente sulla timbrica dello strumento, per questo è necessario imparare e capire bene gli strumenti antichi, diversamente non vedo altre possibilità. Nella mia esperienza posso dire che inizialmente usavo questa rastremazione solo come elemento estetico, ma poi ho visto che ha anche un suo ruolo nel contesto della cassa armonica e della sua resa sonora.
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CarloPi
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da CarloPi »

Spiegazione chiarissima. Solo chi "ne ha viste tante" ha questa chiarezza; in effetti 3 mm o poco meno sono davvero uno spessore risibile.

In merito agli spessori, Sacconi scrive che Stradivari non li ripeteva meccanicamente e pedissequamente sui suoi strumenti ma li adattava sino a quando la "nota era buona" (pag. 79). Si sa quale fosse stata questa nota? Ho letto che molti liutai si attestano sul Fa e altri sul Mi ma non saprei se siano scelte personali o se qualcuno abbia mai "bussato" una tavola o un fondo di Stradivari.
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claudio
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da claudio »

Sacconi spiega abbastanza dettagliatamente quali siano le note di riferimento per le tavole e i fondi di violino di Stradivari, lui ed altri studiosi hanno notato che pur nella variabilità degli spessori, la tavola produce una nota che si aggira attorno al Fa/Fa# ed il fondo la stessa nota. Nella mia pratica noto che se la tavola è calante di mezzo tono rispetto al fondo il suono viene prodotto in modo ottimale, quindi la regola è quella di avere una tavola armonica che produce una nota uguale o leggermente più bassa rispetto al fondo. Finora abbiamo inteso tavole armoniche con la catena, senza catena la nota si attesta attorno al Re sotto il primo rigo.

Per accertarsi della nota prodotta da fondo e tavola le si afferra con il medio e il pollice al centro della metà destra o sinistra del polmone superiore e si percuote la tavola o il fondo al centro.

Nota bene: questa procedura non equivale ai cosiddetti "modi" per cui si prendono tavole e fondi già filettati e parzialmente scavati che poi si intonano stabilendo diversi punti di vincolo (vedi i modi di Chladni e le discussioni nel forum sull'argomento). Il sistema suggerito da Sacconi per la costruzione dei violini nuovi, prevede tavole e fondi che non sono stati finiti nei bordi, sguscia e filettatura, poiché si segue il cosiddetto metodo di lavorazione dei bordi e della filettatura a cassa chiusa, ed è quello che seguo io e che mi ha dato i migliori risultati, poiché permette una intonazione finale della cassa in modo ottimale.
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da CarloPi »

Grazie Claudio, dovrò rivedere ancor meglio il libro.
Quindi (in teoria) le tue tavole e i tuoi fondi, provate senza stondature e in attesa della sguscia poiché esse vengono perfezionate dopo la chiusura della cassa, se venissero scollate e provate dovrebbero dare una tonalità leggermente più bassa poiché hanno ricevuto successive lavorazioni con perdita di peso.

Il metodo di costruzione con cassa chiusa quindi dà il vantaggio di poter accordare lo strumento nel suo insieme (e non le singole componenti separatamente); immagino che questa accordatura di fino venga praticata con la rasiera sulle superfici esterne.
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claudio
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

Messaggio da claudio »

La nota delle tavole e dei fondi dei miei violini, quelle rare volte che sono dovuto intervenire aprendo la cassa, non hanno mostrato sostanziali variazioni delle note emesse alla percussione. Questo credo che sia dovuto al fatto che una volta rifiniti i bordi la tavola ha una superficie più ridotta rispetto a quando i bordi erano grezzi. Bisogna inoltre considerare che l'intero processo di verniciatura produce un leggero innalzamento delle note, anche per questo motivo è importante che gli strati di vernice siano al minimo possibile, cosa che con le vernici ad olio filologiche è abbastanza facile ottenere.

Il metodo di costruzione a cassa chiusa, a torto ritenuto uno spauracchio, permette una aggiustamento della sensibilità della cassa armonica altrimenti impossibile se ci si limita solo ad intonare le tavole finite, ma non incollate al contorno. E' anche possibile accordare una cassa con il metodo a cassa aperta, ma è molto controintuitivo, e quindi più difficile perché non ci sono più i "modi" a soccorso perché le tavole ormai sono vincolate.

Nel metodo a cassa aperta in genere i bordi, la filettatura e le sgusce vengono definite ancora prima di realizzare le bombature, che è esattamente il contrario di quello che a mio parere dovrebbe essere, e che costituisce fino a prova contraria il metodo costruttivo adottato da molti liutai classici (sono abbastanza sicuro per gli strumenti di Stradivari, Nicolò Amati e Guarneri del Gesù).

L'accordatura della cassa avviene nel momento in cui si rifiniscono le sgusce, quindi a rasiera, ma è un procedimento molto graduale che permette di percepire distintamente l'aumento della sensibilità della cassa. E' un metodo esclusivamente basato sull'esperienza personale, per cui i primi strumenti costruiti con il metodo a cassa chiusa è probabile che non avranno grandi doti di sonorità, ma si impara abbastanza presto.
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Re: Altre due domande sul Sacconi...

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Grazie Claudio, chiaro come sempre!
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